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P.Tomas Tyn

Testi di P. Tomas Tyn, OP

07 febbraio, 2026

Sul prossimo incontro del Card. Fernandez con Don Pagliarani

 

Sul prossimo incontro del Card. Fernandez

con Don Pagliarani

 

È motivo di gioia e di speranza il prossimo incontro del Card. Fernandez, Prefetto del DDF, con Don Davide Pagliarani, Superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Questo incontro si inquadra nel dialogo che la Chiesa da dopo il Concilio ha avviato con tutti quei fratelli che condividono la fede in Cristo, ma che in vari modi, per vari motivi o in vari gradi non sono in piena comunione col Romano Pontefice. 

...

Lettera del Servo di Dio P. Tomas Tyn al Card. Joseph Ratzinger con relativa risposta del Cardinale

Diamo qui la traduzione della lettera che Padre Tomas scrisse all’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Card. Joseph Ratzinger ...

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/sul-prossimo-incontro-del-card.html 

  

 L’iniziativa di Papa Leone XIV di commentare i testi conciliari è ottima


Immagine da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/1/7/udienza-generale.html

6 commenti:

  1. Mi perdoni Padre ma posso chiederle di spiegarmi con più chiarezza due punti su cui sono dubbioso. Quando parla di " concezione lefevbriana della Messa" cosa intende ? La interpetazione del Sacrificio che da Lefevbre?
    E poi come è possibile che il CV2 sia stato interpretato male ? Dobbiamo giudicare dai frutti del Concilio oppure dobbiamo scaricare la colpa solo sulla malafede dei modernisti ? La ringrazio anticipatamente. Sia Lodato Gesù Cristo

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    1. Caro Alessandro,
      la concezione che Lefebvre aveva della Messa, come rinnovazione incruenta del Sacrificio di Cristo, in sé stessa è giusta. Il suo difetto fu di credere che il Novus Ordo fosse influenzato dalla Cena Luterana. Con questa interpretazione sembra che i Lefevriani vogliano insinuare che la Messa Novus Ordo non sia valida.
      Per quanto riguarda il fatto che il Concilio Vaticano II sia stato frainteso, purtroppo è una triste realtà. È sufficiente per accorgerci di questo leggendo che cosa ne dicano i modernisti. E per conoscere la vera interpretazione bisogna ascoltare che cosa dicono i Pontefici del postconcilio e anche il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1997.
      Per quanto riguarda i frutti del Concilio, rettamente interpretato, essi sono stati certamente buoni. I mali della Chiesa di oggi quindi non vanno addebitati al Concilio Vaticano II, ma vanno addebitati sia alla cattiva interpretazione data dai modernisti e sia dalla opposizione che gli hanno fatto i Lefevriani, che hanno falsamente creduto che le dottrine nuove del Concilio fossero moderniste.
      https://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm

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  2. Lei stesso Padre ha,indicato alcuni teologi modernisti come l' origine della pericolosa deriva verso il Kerygma e lo svuotamento della Cristologia. Ora io per ragioni che sono troppo lunghe da esprimere mi sono trovato ad assistere ormai da circa due anni alla Messa dai Lefevbriani, e mi pare che molte delle diverse sulla FSSPX sono non corrette. La Messa Novus Ordo sebbene con le dovute proporzioni( e prenda queste mie parole cum grano salis ) è comunque piuttosto simile ad una vecchia Messa Luterana o una antica Messa Anglicana. Certo ,vi sono entrambi gli elementi mescolati , della mensa o Cena e del Sacrificio , però non si può negare che l' offertorio , la disposizione dell' altare e le parti del Canone siano più incentrate sul primo aspetto mentre la parte sacrificial è quasi in secondo piano. Parlo chiaramente del NO come viene celebrato ora ,non come fu concepito dal CV2 e da Paolo VI. E sorvolo per carità , sugli abusi eucaristici a cui ho dovuto assistere. Sono certo della sua buona fede ,ma non sarebbe Forse giusto il momento di fare dei bilanci , e che Forse sarebbe tempo (parlo di voi uomini del clero ), di pensare a gettare le basi per un nuovo concilio ? La ringrazio di nuovo .
    Sia lodato Gesù Cristo.

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    1. Caro Alessandro,
      la Messa Novus Ordo fu creata in un clima ecumenico di dialogo con i Luterani e in un intento missionario che potesse permettere un Rito Eucaristico tale da potere essere celebrato e compreso dai fedeli con facilità in tutto il mondo e nelle situazioni più diverse.
      Per soddisfare a questi intenti i riformatori cattolici hanno cercato anche di assumere quanto di valido poteva essere contenuto nella Cena Protestante. Questo lavoro di integrazione è stato accompagnato da un altro lavoro teso a diminuire una sacralizzazione e un ritualismo eccessivi facendo in modo che il Rito fosse più accessibile al popolo e liberato da alcuni simboli che ormai avevano perso significato.
      Per quanto riguarda l’idea di un nuovo Concilio, secondo me non è necessario. È vero, come ho detto, che occorre che la Chiesa ritrovi la virtù della giustizia accanto a quella della misericordia, ma questa nuova pastorale può essere elaborata da qualche Sinodo Mondiale dei Vescovi oppure il tema potrebbe essere trattato da un Concistoro dei Cardinali, visto che Papa Leone XIV intende indirne ogni anno.

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  3. La ringrazio molto per le sue parole sincere. Rifletterò su ciò che mi ha scritto e mi perdoni per aver peccato di superbia. Pregherò con più intensità affinchè la Chiesa sotto la luce dello Spirito Santo curi le sue piaghe .

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    1. Caro Alessandro,
      non ho affatto pensato che lei abbia peccato di superbia.
      Il suo intervento si è inserito del tutto legittimamente nella attività che sto svolgendo, per la quale sono abituato ad ascoltare anche interventi che al limite si oppongono alla dottrina cattolica. Infatti il mio ufficio di teologo mi impone di ascoltare e di dare una risposta.
      Ora lei, con molta serietà, ha affrontato una questione molto seria, ma in fondo non tanto di carattere dottrinale, quanto piuttosto liturgico, dove gli stessi Pontefici, nel corso della storia, hanno modificato direttive.
      Per questo in fin dei conti ho da ringraziarla per i suoi interventi, perchè anch’essi mi aiutano nella ricerca della verità.

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