Per un giudizio equo sulla massoneria
Prima Parte
Voi fate le opere del padre vostro
Gv 8, 38
Voi siete tutti fratelli
Mt 23,8
Che cosa è la Massoneria?
La Massoneria è un’associazione internazionale o cosmopolita volontaria organizzata sulla base del libero accordo degli aderenti o affiliati su di un programma istituzionale o costituzionale che richiede la collaborazione disciplinata e reciproca di tutti i membri sotto la direzione delle autorità al fine di un progresso o perfezionamento o miglioramento della condotta umana personale e sociale mediante l’uso della sola ragion pratica e l’esercizio della buona volontà, e facendo riferimento a Dio inteso come Grande Architetto dell’universo.
La Massoneria è stata ufficialmente fondata a Londra nel 1723 con la elaborazione delle Costituzioni ad opera del sacerdote anglicano James Andserson, e successivamente modificate nel 1738[1]. L’intento della Massoneria è espresso subito negli articoli iniziali del 1723, dove si parla del rapporto della Massone con Dio, con la religione e col bene dell’umanità. Esse recitano: «il massone, che intenda correttamente l’arte regia, non sarà mai ateo o libertino, ma è obbligato ad obbedire alla legge morale». Esse poi spiegano:
«Sebbene nei tempi antichi ai massoni fosse fatto obbligo in ogni paese di essere della religione di quel paese o nazione cui apparteneva, quale che questa fosse; oggi tuttavia si è creduto più conveniente di obbligarli solo a quella religione in cui tutti gli uomini convengono, lasciando a ciascuno le proprie opinioni particolari, cioè di essere uomini buoni e sinceri (true) ovvero uomini di onore e di onestà, quali che siano le denominazioni o convinzioni (persuasions) a distinguerli, per cui la Massoneria diventa il centro di unione ed il modo di conciliare vera amicizia tra persone destinate altrimenti a restare sempre divise»(p.74).
Osserviamo anzitutto che non è cosa degna di una coscienza religiosa libera e sincera assumere acriticamente per pura convenienza la religione del paese o dell’ambiente sociale nel quale abita. La vera religione è un valore universale, indipendente dai luoghi e dai tempi. Tutt’al più potrà assumere certe modalità concrete, accidentali o contingenti, ma essa dev’esser scelta possibilmente per la sua verità, senz’alcun riguardo al luogo dove viene praticata o non praticata.
In secondo luogo appare evidente l’errore ovvero la pretesa esorbitante della Massoneria di porsi, al di sopra e meglio dello stesso cristianesimo, come fattore decisivo di unificazione, di pacificazione e di concordia fra gli uomini, superando le conflittualità e i contrasti che sarebbero generati dal confronto e dalla competizione fra le religioni, incapaci a suo dire di coesistere pacificamente, compreso il cristianesimo. Si nota qui l’incapacità di apprezzare la lotta che la Chiesa conduce contro l’errore e il peccato.
È evidente inoltre la pretesa insensata della Massoneria di sostituire il cristianesimo nell’opera di affratellamento e di collaborazione degli uomini fra di loro sulla base di meri princìpi e virtù morali di onestà naturale universale.
Ora, siccome la concordia, la conciliazione reciproca, l’unità, la giustizia e la pace nascono dalla conoscenza della verità, è evidente che la Massoneria considera se stessa come unica associazione al mondo, al di sopra delle religioni e di ogni altra formazione umana, in possesso della pienezza della verità concernente l’uomo, i suoi fini, la legge morale e il rapporto dell’uomo con Dio.
Ua discussione interessante fra gli interpreti cattolici dell’essenza della Massoneria è quella tra coloro che sostengono che in essa esiste un culto magico del demonio e coloro che lo negano. Il Padre Paolo Siano, nei suoi studi sulla Massoneria che cito più avanti, dimostra con varie prove che questo culto esiste, servendosi della Kabbala e della magia rinascimentale, per esempio Giordano Bruno[2], contro la tesi di Massimo Introvigne, che invece lo nega. Il culto di Satana per alcuni esisterebbe in quella che chiamano Massoneria «calda» o «di frangia», ad esclusione di quella «fredda» o «regolare», che si limiterebbe a un’attività puramente razionalistica, sociale e politica[3].
Tutto sta a vedere come i massoni stessi interpretano il serpente genesiaco del racconto del peccato originale. Come vedremo meglio più avanti, per loro esso è il simbolo dello spirito liberatore dell’uomo dal giogo di Dio creatore. Per l’etica massonica, come dimostra Padre Siano, il peccare e il fare il male produce il bene. E per questo essi adorano come dio questo serpente e traggono forza da lui.
Ora, come spiega la Chiesa, questo serpente non è altro che il diavolo, ribelle a Dio e con ciò stesso nemico dell’uomo. Invece esso è per i massoni, il vero, proprio perchè ribelle a Dio, il vero dio, amico e benefattore dell’uomo. Per questo gli rendono un culto magico e nel contempo hanno la possibilità di dire che essi non prestano un culto al demonio, così come la Chiesa intende il serpente genesiaco.
In base a tutto ciò è chiaro che la Massoneria non riconosce la possibilità di una costruttiva relazione dell’uomo a un Dio che, come il Dio cristiano, riveli all’uomo Se stesso e la volontà di orientare la condotta umana, sostenuta dalla grazia, nella comunità ecclesiale, ad una vita soprannaturale intesa come partecipazione alla natura divina e quindi come partecipazione in una vita ultraterrena alla stessa beatitudine divina mediante la visione immediata dell’essenza divina trinitaria.
Per questo la Massoneria giudica irragionevole e nociva alla libertà umana, nonchè al bene e al progresso dell’umanità l’appartenenza a una comunità come la Chiesa, la cui natura è oggetto di fede in una supposta rivelazione divina.
Perciò la Massoneria si studia di impedire agli uomini che entrino nella Chiesa e si adopera per ottenere che ne escano. Siccome per il cristiano la Chiesa è oggetto di una conoscenza di fede, la Massoneria si studia di far perdere la fede a chi ce l’ha e di impedire che la raggiunga a chi non ce l’ha.
La Massoneria si studia di distruggere la Chiesa o quanto meno di indebolirla, assoggettarla, mondanizzarla, falsificarla con ogni mezzo: la denigrazione, la critica demolitrice, la derisione, la diffamazione, la calunnia, le falsificazioni storiche, la negazione dei miracoli, delle profezie e del soprannaturale, il disprezzo dei suoi santi, delle virtù cristiane, il privarla dei suoi beni, l’impedirle le attività, sia quella magisteriale che pastorale, sia l’amministrazione dei sacramenti, sia le opere educative, assistenziali, associative, umanitarie, caritative, missionarie, sia favorendo e promovendo l’indifferentismo religioso, il relativismo morale, ogni forma di conflitto e di discordia fra cristiani e di opposti estremismi, di scisma ed apostasia e di eresia, favorendo e promovendo tutte quelle dottrine erronee ed eretiche che corrompono la purezza della fede e dei costumi cristiani, con la negazione del primato del Romano Pontefice, sia infiltrandosi nella Chiesa stessa e osteggiandola dall’interno.
Cosa strana e anacronistica è che la Massoneria non ammetta le donne nel suo seno. Infatti la sua costituzione programmatica e i suoi procedimenti sono di pretta marca maschilista, mostrando quella razionalità e quella socialità complessa ed universale, che è tipica del maschio, ma incapace come lo è la Chiesa – pensiamo per esempio alla splendida figura della Madonna – di accogliere le qualità proprie della donna, l’attitudine religiosa ed alla mistica, nonchè la fervorosità generosa dell’amore oblativo.
Le condanne della Chiesa
Stando così le cose, non fà meraviglia che la Chiesa, sin dall’apparire in Europa e nell’Italia stessa delle attività massoniche nei primi decenni del sec. XVIII, abbia comminato la scomunica a quei cattolici che avessero dato il nome alla Massoneria. Oggi la Chiesa nel Codice di diritto canonico non parla più di Massoneria, né quindi di scomuniche. E tuttavia minaccia «punizione» (can.1374) e chi «dà il nome ad un’associazione che complotta contro la Chiesa». Come non riconoscere, tra altre possibili associazioni simili[4], la Massoneria?
Ci potremmo chiedere in che cosa potrebbe consistere questa «punizione». Si potrebbe pensare ancora alla scomunica oppure alla proibizione di accedere alla Santa Comunione, della quale parla la Dichiarazione della CDF del 26 novembre 1983. Oppure si potrebbe pensare ad altri provvedimenti, come trasferimenti, o limitazioni di uffici o sospensioni da uffici a seconda di come può apparire più utile o conveniente al ravvedimento del reo.
Leone XIII nella enciclica Humanum genus sulla Massoneria del 20 aprile 1884 fa risalire la sua ispirazione radicale alla
«invidia di Lucifero, che si ribellò sventuratamente a Dio creatore e largitore de’ doni soprannaturali» (p.3), per cui «il genere umano si divise come in due campi avversi e nemici tra loro; l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore. Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo: e chi vuole appartenere con sincero affetto e come conviene a salute, deve servire con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito Figliuolo di Lui. Il secondo è il regno di Satana e sudditi ne sono quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori, ricusano di obbedire all’eterna e divina legge e molte cose imprendono senza curarsi di Dio, molte contro Dio. Questi regni, simili a due città che con leggi opposte vanno ad opposti fini, con grande acume di mente vide e descrisse Sant’Agostino e risalì al principio generatore di entrambe con queste brevi e profonde parole: ”due città nacquero da due amori: la terrena, dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio, la celeste, dall’amore di Dio fino al disprezzo di sé”»[5].
In tutta la lunga serie di secoli queste due città pugnarono l’una con l’altra con armi e combattimenti varii, benchè non sempre con l’ardore e l’impeto stesso. Ma ai tempi nostri i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che largamente diffusa e fortemente congegnata piglia il nome di società Massonica, pare che tutti cospirino insieme e tentino le ultime prove. Imperocchè, senza dissimulare i loro disegni, insorgono con estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente e a viso aperto a rovina della Santa Chiesa con proponimento di spogliare affatto, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizii recati al mondo da Gesù Cristo Nostro Salvatore» (p.4)[6].
Naturalmente il Papa non vuol dire che tutti i servi di Satana si trovano nella Massoneria e non esclude che alcuni, sotto mentite spoglie, si trovino entro i confini della Chiesa terrena. Comunque è molto importante che il Papa denunci la presenza di un’anima satanica della Massoneria, il che naturalmente non significa che in essa non vi siano anche persone in buona fede e quindi oneste.
Come risulta dalle denunce fatte da Leone XIII, ciò che suscita maggior preoccupazione nella Massoneria è la sua concezione del rapporto dell’uomo con Dio, un Dio che non è il vero Dio creatore e provvidente, che rende possibile il cristianesimo con i suoi misteri dell’Incarnazione e della Redenzione e quindi della Chiesa, ma un dio da una parte funzionale all’uomo e al mondo e dall’altra un uomo che diventa Dio. In particolare, come vedremo, la Massoneria propone un Dio che pone e propone simultaneamente l’essere e il non-essere, il sì e il no, il bene e il male, la vita e la morte[7].
Questo falso dio, che nel Genesi si presenta ai progenitori come alternativa al vero Dio, per la Massoneria è il vero Dio, che cura veramente gli interessi dell’uomo. Ciò significa allora che il serpente del Genesi è il Dio della Massoneria, la quale pertanto non ha scrupolo a chiamarlo Satana e a rendergli culto con la liturgia e il rituale massonici del cosiddetto «Arco Reale», al fine di ottenere forza e successo nelle sue imprese ai danni della Chiesa e contro il regno di Dio. Questo dio, quindi, non è altro che il demonio, che la Massoneria chiama Grande Architetto dell’universo o anche Lucifero. Lo chiama anche «Satana» (vedi Carducci), ed è effettivamente il Satana della Scrittura, ma il massone, che lo considera il suo illuminatore e liberatore, lo onora e lo adora anziché combatterlo.
Per questo la Massoneria, che nei gradi bassi si presenta come semplice associazione su base razionale, negli alti gradi è un vero culto magico ed esoterico del demonio, anche se i massoni si schermiscono sdegnosamente da questa accusa, dicendo che loro non credono all’esistenza del demonio della fede cristiana e che per loro Satana è semplicemente il simbolo della libertà.
È interessante notare quanto nella Scrittura sia importante la figura e il simbolo del serpente. Esso si presta molto bene a rappresentare la condotta del nemico nascosto o del falso amico, che agisce nell’ombra – ecco la «società segreta» -, nemico delle cui trame non siamo informati o non siamo consapevoli e quindi del quale non ci accorgiamo, e verso il quale quindi non abbiamo modo di prender le difese, un nemico perfido che ci colpisce vigliaccamente, improvvisamene ed inaspettatamente alle spalle, magari senza mostrare il suo volto, il nemico che ci avvelena insinuandosi con dolcezza, senza strepito e baccano.
Il serpente svolge un ruolo da protagonista nell’episodio del peccato originale, ma poi nella Scrittura appare come il simbolo della persona malvagia, perfida, vile, finta, crudele, traditrice ed ipocrita. Ci può essere una condotta più odiosa di quella del serpente? Per questo Cristo è severissimo contro gli ipocriti.
Tuttavia nella Scrittura il serpente svolge anche una funzione ambivalente: da una parte è il simbolo della menzogna, dell’inganno, della perfidia e della doppiezza[8]. Ma dall’altra è simbolo della prudenza, della cautela, dell’avvedutezza[9]. Particolarmente interessante è l’episodio del serpente di bronzo narrato nel c.2 del libro dei Numeri, poi ripreso da Cristo (Gv 3,14), che paragona Se stesso a quel serpente di bronzo, guardando il quale, chi era stato morso da un serpente, veniva guarito[10]. Il racconto ha un alto significato simbolico: Cristo è quel serpente benefico, dal quale ci viene la medicina contro il veleno istillatoci dal serpente genesiaco, ossia dl diavolo. Gesù ci morde salutarmente con la croce per guarirci dal morso mortale del demonio.
Nel corso della storia sorgono continuamente dall’esterno o dall’interno della Chiesa stessa -. pensiamo alle eresie - delle potenze e delle associazioni o delle false religioni, che si propongono di distruggere la Chiesa o di prevalere su di essa, ma esse, dopo un momento o un periodo più o meno lungo nei quali sembrerebbero trionfare, attirando magari un seguito grandissimo di seguaci, crollano o per le loro contraddizioni interne o vengono sconfitte dalla potenza dello Spirito Santo operante nella Chiesa o si dissolvono mostrando la vanità o disumanità delle loro prospettive. Solo gli ebrei, secondo la profezia di San Paolo (Rm 11,27), si convertiranno a Cristo il giorno della sua Venuta.
Così furono sconfitti gli antichi gnostici, così furono sconfitte le eresie, così sono crollati quei regimi come l’impero romano, il fascismo e il nazismo, che tentarono di assoggettare la Chiesa ai loro programmi totalitari. Le religioni non-cristiane, liberate dai loro errori, confluiranno verso la Chiesa, la Gerusalemme celeste offrendo quanto di buono esse contengono.
Il comunismo e l’islamismo, che pretendono di costruire un’umanità contro Cristo, saranno sconfitti da Cristo stesso, che, come Egli stesso dice di Se stesso, è quella «pietra, che, scartata dagli uomini, è divenuta pietra angolare» (Lc 20,17). E commenta: «Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e a chi cadrà addosso, lo stritolerà» (v.18). I nemici di Cristo finiscono male. Verrà il giorno nel quale anche la Massoneria, che da tre secoli si vanta di essere alla guida dell’umanità verso la libertà e la felicità, si dissolverà e quanto di buono c’è in essa, sarà assunto dalla Chiesa.
La denuncia di Leone XIII
Leone XIII nella sua famosa enciclica Humanum genus del 1884 denuncia gli errori e i falsi princìpi della Massoneria, presentandola come associazione che esprime nella storia l’odio di Satana contro il regno di Dio, incarnato nella Chiesa.
Egli l’accusa di essere «contro ogni diritto umano e divino, non meno funesta al cristianesimo che allo Stato» (p.5). Qui il Papa sembrerebbe essere troppo severo, perché in realtà la Massoneria ha contribuito all’affermazione dei diritti nella fondazione e costituzione degli Stati. Tuttavia, essa spesso sbaglia nel determinare il contenuto di questi diritti, come quando per esempio parla di diritto all’aborto o all’eutanasia o quando sostiene con Rousseau[11] che l’autorità politica non proviene da Dio ma dal popolo, sicchè la democrazia non comporterebbe il semplice autogoverno popolare e la funzione del governante di essere vicario del popolo, ma supporrebbe che l’uomo non deve obbedire a Dio, ma solo a se stesso. Il massone Robespierre[12] tuttavia sosteneva che la costituzione dello Stato deve ammettere l’esistenza dell’«Ente supremo», conformemente del resto alle Costituzioni della Massoneria. Ma siamo daccapo: chi è questo Ente supremo?
Quale danno la Massoneria arreca allo Stato? Essa concepisce se stessa come società universalistica fondatrice dello stesso Stato. Ed infatti fondazioni, istituzioni e costituzioni di Stati come gli Stati Uniti d’America, la Repubblica francese e l’unità d’Italia sono sorte per un decisivo contributo della Massoneria. Il danno può venire e viene dal fatto che la Massoneria, anche quando rende servizi pubblici e si adopera per i diritti umani o per la democrazia o per la giustizia sociale o per la libertà religiosa o per il rispetto della costituzione dello Stato, non lo fa per un’attenzione disinteressata al bene comune, ma sempre al fine di aumentare il proprio potere nella società e soddisfare ai propri interessi e di imporre la propria visione dell’uomo, della società e di Dio.
Se essa incontra nello Stato il rifiuto di farsi suo servo, come soprattutto quando lo Stato è influenzato dai cattolici, non esita a boicottare ed intralciare la sua normale attività, come è successo per esempio con la famosa operazione «mani pulite», la quale, se non fu priva di far giustizia in campo amministrativo, giudiziario, finanziario e parlamentare, fu per la Massoneria un’ottima occasione per distruggere la Democrazia Cristiana e tentare di estromettere i cattolici dalla vita politica del Paese privando le istituzioni dello Stato dell’apporto prezioso proveniente dalla Chiesa.
Il Papa accusa inoltre la Massoneria di
«distruggere da capo a fondo tutto l’ordine religioso e sociale qual fu creato dal cristianesimo e pigliando fondamenti e norme dal naturalismo, rifarlo a loro senno di pianta» (p.9).
Nella visione massonica non c’è un Dio creatore dell’uomo e della donna che abbia stabilito la regola o la legge della condotta sociale e familiare, ma l’uomo-donna stessi, in connivenza col serpente liberatore (il Grande Architetto dell’universo) stabiliscono di proprio arbitrio, in base alla sola loro ragione – il «naturalismo» -, le norme e le leggi della condotta morale e civile. Da ciò viene che il massone, se vuole e gli conviene, non ha difficoltà a rispettare le norme dell’etica nastrale; ma se non gli conviene o trova vantaggioso per il successo della Massoneria agire secondo altri princìpi o princìpi contrari, non si fa alcuno scrupolo a seguirli.
È così, per esempio, che in campo sessuale o familiare o matrimoniale e in generale nel rapporto uomo-donna, il massone pratica indifferentemente, a seconda di come gli conviene, il più ligio rispetto dell’etica sessuale, almeno pubblicamente, e il più dissoluto libertinaggio, senza escludere alcuna forma di aberrazione, anche quelle più gravemente contrarie alla natura. Così non c’è da dubitare che tra le forze che ispirano più o meno nascostamente l’orgoglio gay e la pratica del genderismo troviamo la Massoneria. Tutto va bene, purchè serva a contrastare la Chiesa e il cristianesimo. Ma il massone non s’accorge quanto, così facendo, distrugge quella dignità umana della quale affetta di essere il supremo garante, mentre l’abbassa al livello della bestia o la incattivisce a somiglianza del demonio.
Il Papa accusa inoltre la Massoneria di insegnare «la sovranità e il magistero assoluto dell’umana natura e dell’umana ragione» (p.10). L’origine del razionalismo massonico è il concetto cartesiano di ragione, per il quale la ragione non accoglie nessuna verità che non sia o evidente o dimostrata o dimostrabile dalla ragione stessa. Se quindi è ammessa una fede umana, in quanto qui l’oggetto della fede può essere mostrato nella sua razionalità, non è più possibile la fede in una rivelazione divina, il cui contenuto per definizione oltrepassa la capacità finita della nostra ragione.
Tuttavia con l’introduzione dei gradi alti ed esoterici, cosiddetti «scozzesi, la Massoneria a partire dal sec. XIX aggiunge la prospettiva di una conoscenza assoluta e suprema, la Gnosi o l’«Arte regia»[13], il segreto iniziatico, che innalza la ragione al livello della ragione divina, accogliendo influssi provenienti dalla Kabbala, dagli antichi gnostici, dalle dottrine dei Manichei, dei Catari, dei Templari, dei Rosa-Croce, di Giordano Bruno, dall’ermetismo, dallo scivaismo, dalla teosofia di Elena Blavatsky[14], dall’antroposofia di Rudolph Steiner, dal panteismo dei gradi dell’essere di Réné Guénon. Questa prospettiva trova una formulazione filosofica nel panteismo idealistico di Hegel, che era un massone.
Papa Leone nota inoltre che i massoni «negano affatto la divina rivelazione; non ammettono dogmi, non verità superiori all’intelligenza umana, non maestro alcuno, a cui si debba per l’autorità dell’officio da credere in coscienza». L’ostilità della Massoneria contro la dogmatica cattolica non si esprime solo nella negazione della possibilità che Dio possa parlare all’uomo facendo uso di concetti umani, ma si esprime più sottilmente intendendo i dogmi come formule, il cui senso varia col mutare dei tempi e dei luoghi.
La Massoneria ha trovato pertanto nel modernismo pre e postconciliare un ottimo aiuto nella sua lotta contro la Chiesa all’interno della Chiesa stessa. Ma essa trova alleati, forse inconsapevoli, anche nella corrente passatista e falsamente tradizionalista, la quale, sostenitrice di una dogmatica irrigidita nel preconcilio, finisce anch’essa, contro le sue stesse intenzioni, per corrompere il senso dei dogmi rendendo anch’essa un prezioso servizio alla Massoneria.
Prosegue il Papa:
«E poiché è privilegio singolare e unicamente proprio della Chiesa cattolica il possedere nella sua pienezza e conservare nella integrità il deposito delle dottrine divinamente rivelate, l’autorità del magistero e i mezzi soprannaturali dell’eterna salute, somma contro di lei è la rabbia e l’accanimento dei nemici» (p.10).
La Massoneria fà proprio l’odio luterano nei confronti della costituzione apostolica e gerarchica della Chiesa, come ministra dei sacramenti e soprattutto dell’eucaristia. Da qui il disprezzo in modo speciale per il sacrificio eucaristico e il suo celebrante, il sacerdote ordinato e quindi il favore dato alla profanazione delle cose sacre e l Messe sacrileghe – le cosiddette «Messe nere» -, celebrate da sacerdoti indegni e servi del demonio[15].
Prosegue il Papa:
«Con lungo e ostinato proposito si procura che nella società non abbia alcuna influenza né il magistero né l’autorità della Chiesa e perciò si predica da per tutto e si sostiene la piena separazione della Chiesa dallo Stato. Così si sottraggono leggi e governo alla virtù divinamente salutare della religione cattolica e per conseguenza si vuole ad ogni costo ordinare in tutto e per tutto gli Stati indipendentemente dalle istituzioni e dalle dottrine della Chiesa, che pure è guida tanto sicura, ma vi si aggiungono persecuzioni ed offese» (pp. 10-11)
La Massoneria promuove un’organizzazione dello Stato che ordina a sé la totalità della persona, e che sua volta dipende solo dalle forze della ragione. Quindi lo Stato non ha un orientamento o un fondamento teologico, ma solo antropologico. Ricordiamo che il Grande Architetto dell’Universo non è – come riferisce Di Bernardo[16] - un Dio personale, ma un ideale regolativo, come il Dio di Kant. E l’Ente supremo di Robespierre è la stessa cosa. A sua volta poi, come abbiamo visto, il Dio come idea della ragione è solo l’aspetto essoterico del Dio della Massoneria, il Dio dei gradi bassi. Esso rappresenta la facciata innocua della Massoneria così come essa si presenta al pubblico per farsi accettare e non scandalizzare i benpensanti. Ma solo che entriamo un poco nell’intimo del suo pensiero, non mancheremo di scoprire, come vedremo meglio, che il suo Dio non è altro che il serpente del racconto biblico del peccato originale. Chi si ferma alle Costituzioni non sospetta nulla di ciò. Occorre prender conoscenza degli autori Massonici, come li presentano per esempio il De Poncins o il Padre Siano o il Giarrizzo[17].
Ancora Leone XIII:
«Ma contro l’Apostolica Sede e il romano Pontefice arde più accesa la guerra. … Si è giunti a questo estremo che i settarii dicono aperto ciò che segretamente e lungamente avevano macchinato fra loro, doversi togliere di mezzo lo stesso potere spirituale dei Pontefici e fare scomparire dal mondo la divina istituzione del pontificato» (p.11).
Su questo punto la Massoneria ha cambiato tattica dai tempi di Leone XIII. Essa ha cessato di promuovere l’abolizione del papato, rendendosi conto dell’impossibilità dell’impresa o di prevedere la sua prossima estinzione, consapevole ormai della vanità di questo sogno, e invece oggi essa riconosce ed accetta il papato considerandolo come semplice istituzione umana e politica, nei confronti della quale occorre condurre un’opera continua di vigilanza e di critica opponendosi alla fermezza del suo magistero dottrinale da lei considerato dispotico e superato dalla storia.
Fine Prima Parte (1/3)
P. Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 11 giugno 2026
Come risulta dalle denunce fatte da Leone XIII, ciò che suscita maggior preoccupazione nella Massoneria è la sua concezione del rapporto dell’uomo con Dio, un Dio che non è il vero Dio creatore e provvidente, che rende possibile il cristianesimo con i suoi misteri dell’Incarnazione e della Redenzione e quindi della Chiesa, ma un dio da una parte funzionale all’uomo e al mondo e dall’altra un uomo che diventa Dio.
In particolare, come vedremo, la Massoneria propone un Dio che pone e propone simultaneamente l’essere e il non-essere, il sì e il no, il bene e il male, la vita e la morte
[1] Notizie prese da Giuseppe Giarrizzo, Massoneria e illuminismo nell’Europa del Settecento, Marsilio Editore, Venezia 1994, pp.73-74.
[2] Vedi Frances A.Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica, Editori Laterzas, Bari 1992.
[3] La separazione della loggia di Piazza del Gesù da quella di Palazzo Giustiniani avvenuto a Roma nel 1908 è il segno tangibile di queste due anime della massoneria. Vedi il fatto narrato a Aldo Mola in Storia della Massoneria italiana, Edizioni Bompiani, Milano 1994, p.328.
3 Possiamo pensare alle varie forme di cristianesimo anticattolico. Certo, oggi il dialogo ecumenico e quello interreligioso sono motivo di serenità e di speranza; tuttavia resta sempre il fatto che i non-cattolici in quanto tali restano nemici della Chiesa cattolica e quindi continuano a non volervi entrare, ma anzi si vantano di realizzare un cristianesimo migliore, in quanto cristiani «evangelici», «riformati» ed «ortodossi», come se la Chiesa non conoscesse il Vangelo, non insegnasse la verità e non sapesse riformare se stessa. Pensiamo inoltre ad altre grandi potenze mondane nemiche della Chiesa, come per esempio al partito comunista, all’islamismo o all’ebraismo anticristiano.
[5] La città di Dio, libro XIV, c.17.
[6] Gregoriana Editrice, Padova, s.d., pp.3-4.
[7] Vedi Free Masonry and the Vatican. A struggle for recognition, Britons Publishing Company, London 1968, c.7.
[8] Vedi per es. Sal 58,5; 140,4; Sap 16,5; Sir 12,13; 25,14; Ger 8,17; 46,22; Am 9,3; I Cor 10,9; Ap 9,19; Mt 23,33.
[9] Mt 10,16.
[10] Nm 212, 8-9;Gv 3, 14
[11] Vedi la figura di Rousseau in Maritain, Tre riformatori, Editrice Morcelliana, Brescia 1964.
[12] A.Savine-F.Bournand, Robespierre, il padre di tutti i rivoluzionari, Edizioni Rusconi, Ariccia (RM), 2018.
[13] Vedi quanto riferisce de Poncins nel suo libro alla nota 19.
[14] Vedi Introduzione alla teosofia, Fratelli Bocca Editore, Torino 1911.
[15] Vedi quanto riferisce il Padre Siano nei suoi studi citati alla nota 21.
[16] Vedi la nota 18.
[17] Vedi nota 25.

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