L'INTERPRETAZIONE DEL RAPPORTO
TRA DIO E IL MONDO
SECONDO SAN TOMMASO D'AQUINO
Seconda Parte (2/3)
Mi è caro pubblicare uno studio di grande valore metafisico concernente il rapporto di Dio col mondo nella visuale tomistica.
Il Padre Tomas, che conosce anche la scuola di San Tommaso, che a lui segue fino ai nostri giorni, ci presenta il pensiero dell’Aquinate non solo nei suoi testi, ma anche nella loro esplicitazione attuata dai suoi grandi Commentatori.
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3. La divisione analogica dell’ente secondo atto e potenza
L’ente è ciò cui spetta l’essere in un modo qualsiasi. Prima di ogni conoscere si pone dunque l’intenzione del conosciuto come «ente», come un ché di esistente. A questo livello però non si distingue ancora ciò che esiste dall’esistere stesso, né si possiede ancora il concetto di quest’ultimo. In altre parole l’ente intuito non è intuito come differenziato per atto e potenza, ma nel contempo non può nemmeno essere intuito come escludente tale differenziazione. In questo senso l’ente parmenideo, considerato come atto positivamente escludente la potenza, non è, nemmeno esso, ciò che per primo cade sotto l’apprensione dell’intelletto, ma, alla pari del concetto analogo dell’ente, costituisce già un’elaborazione astrattiva metafisica.
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