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Un suggerimento al Santo Padre

 

Un suggerimento al Santo Padre

 

Il Papa ieri ha parlato[1] del problema di un accordo con la Fraternità San Pio X, rilevando con dolore la loro condizione scismatica.

Il Santo Padre, con cuore veramente di Padre, ha in mente di lanciare un appello affinchè questi fratelli siano in piena comunione con la Chiesa.

Modestamente mi sono permesso di suggerire al Santo Padre quelli che, secondo me, potrebbero essere i punti di tale appello.

A tal riguardo riporto la risposta che ho dato al messaggio di un lettore.

 

Anonimo17 giugno 2026 alle ore 15:00

Il dolore per le divisioni nella Chiesa

Al Papa anche una domanda sul caso della Fraternità San Pio X che il 1° luglio, a Ecône, procederà a quattro consacrazioni episcopali senza mandato papale, nonostante il monito della Santa Sede sul rischio di uno scisma. A riguardo il Pontefice ricorda i contatti del Dicastero per la Dottrina della Fede con la Fraternità: “Stiamo considerando ancora fare un altro appello, a dire ‘non fate questo, cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa’. Ma è la loro scelta. Bisogna rendersi conto di ciò che significa per loro e per la Chiesa. Certamente la divisione tra i cristiani è sempre un punto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta, mi dispiace, però noi dobbiamo andare avanti”. Vatican News

 

Caro Anonimo,

con la Fraternità San Pio X bisogna applicare lo stesso metodo che si usa nell’ecumenismo ossia bisogna che la Santa Sede metta in luce i valori cattolici, che noi cattolici abbiamo in comune con loro.

 

Per fare questo lavoro bisogna che la Santa Sede:

1) organizzi degli incontri nei quali esponenti della Santa Sede e della Fraternità mettano innanzitutto in luce i valori comuni;

2) in base a questi valori, occorre che la Santa Sede faccia capire a questi fratelli che le dottrine del Concilio non sono moderniste, ma sono in continuità con la Tradizione;

3) la Santa Sede deve riconoscere gli elementi giusti della critica antimodernista della Fraternità;

4) riprendendo le parole di Benedetto XVI bisogna che si affrontino quei punti della parte pastorale del Concilio che possono essere discussi;

5) occorre che la Santa Sede giunga ad un accordo con la Fraternità in modo che la celebrazione del Vetus Ordo raggiunga un punto di equilibrio, senza l’eccessiva liberalità di Papa Benedetto e le misure troppe strette di Papa Francesco.

 

Da parte della Fraternità occorre che:

1)   accolga l’appello di Papa Leone del 16 giugno scorso;

2)   occorre che la Fraternità sia disponibile a discutere sui punti della sezione precedente;

3)   occorre che la Fraternità accetti le dottrine nuove del Concilio;

4)   occorre che la Fraternità si renda conto che il Vescovo è mandato dal Papa a governare una diocesi, ma perché questo Vescovo sia abilitato a tale ufficio è evidente che dev’essere in comunione col Papa o in altre parole deve accettare integralmente l’ecclesiologia e in generale le dottrine del Concilio;

5)   se veramente vogliono il bene delle anime e il progresso della Chiesa Cattolica è necessario che, invece di ordinare nuovi Vescovi di propria iniziativa, la Fraternità si inserisca nella struttura ecclesiale canonica della Chiesa, giungendo a una convenzione con la Santa Sede che regoli l’attività sacerdotale della Fraternità.

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 17 giugno 2026

 


 https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-06/papa-viaggio-spagna-migranti-pace-iran-lefebvriani-vacanze-peru.html

https://www.youtube.com/watch?v=lldtzRUnRlU&t=220s 

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