Lettera aperta a Amerigo Mascarucci
in relazione a due suoi articoli
sulla questione dei Lefevriani
Caro Marcarucci[1], ho molto apprezzato il suo sforzo di comprendere con animo benevolo e critico il dramma che come cattolici stiamo vivendo nell’imminenza della progettata ordinazione dei Vescovi lefevriani.
Avrei però da fare alcune osservazioni.
Innanzitutto non concordo sul giudizio positivo che lei dà circa la critica fatta da Mons. Lefebvre alle nuove dottrine del Concilio.
Per quanto riguarda infatti la Tradizione non è il Concilio che si sia allontanato dalla Tradizione, ma è Lefebvre, che, come gli rimproverò San Paolo VI, cadde in un falso concetto di tradizione.
Che i rahneriani al Concilio abbiano tentato di inserire le loro idee nei testi conciliari è vero, ma è anche vero che Rahner, insieme con Ratzinger, dette anche un contributo positivo alle dottrine del Concilio. Rahner è uscito allo scoperto solo dopo il Concilio, sentendosi sicuro per l’appoggio dei suoi sostenitori.
Ed è da questo momento che è iniziato quel ritorno di modernismo, che fu opportunamente denunciato non solo da Lefebvre, ma anche da teologi sanamente progressisti, come il Maritain, il Daniélou, il Congar e il Von Baltassar.
Per quanto riguarda il giudizio di San Giovanni Paolo II sulle dottrine del Concilio, non è assolutamente vero che egli abbia rilevato degli errori. Al contrario, direi che questo santo Pontefice ha esaltato anche troppo il Concilio, mentre Papa Benedetto XVI riconobbe davanti ai lefevriani che la parte pastorale del Concilio, per una certa tendenza buonistica e troppo ottimistica nei confronti del mondo, aveva qualche posizione discutibile.
Per quanto riguarda il giudizio che i lefevriani danno sulle dottrine del Concilio, essi non si oppongono a quanto esse contengono di tradizionale, ma non accettano le novità, credendo che esse rompano con la Tradizione e risentano di un influsso protestante. In ciò sta esattamente l’errore dei lefevriani.
Condivido la sua speranza di cattolico che questa drammatica controversia possa trovare una soluzione soddisfacente sia per la Santa Sede che per i Lefevriani. Che cosa avverrà il I luglio? Avremo la scomunica della Fraternità? Tutto dipende dall’atteggiamento che la Fraternità avrà nelle prossime settimane nei confronti della comunione ecclesiale.
Cosa voglio dire? Voglio dire che bisogna che i lefevriani si decidano una buona volta a riconoscere che le nuove dottrine del Concilio non sono moderniste o filoprotestanti, ma costituiscono una migliore conoscenza della Tradizione e la proposta di una vita ecclesiale più evangelica e più santa che nel passato.
Questo non toglie, come disse Papa Benedetto, che alcune tesi della parte pastorale siano troppo ottimistiche e ingenuamente buonistiche. Si può inoltre riconoscere che certe espressioni del Concilio hanno significati ambivalenti, per cui necessitano di una interpretazione benevola.
Infine, tutti i cattolici onesti e fedeli al Papa riconoscono che oggi la Chiesa è oppressa da una lobby modernista, che è diventata insopportabile.
Se i lefevriani, in questo lasso di tempo, ascoltando la voce dello Spirito, si approprieranno di queste verità, potranno essere sicuri della benevolenza da parte del Santo Padre, senza temere alcuna difficoltà ad ottenere l’autorizzazione.
Preghiamo per questa intenzione la Vergine Maria, Sede della Sapienza e Madre della Chiesa.
Padre Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 20 maggio 2026
Se i lefevriani, in questo lasso di tempo, ascoltando la voce dello Spirito, si approprieranno di queste verità, potranno essere sicuri della benevolenza da parte del Santo Padre, senza temere alcuna difficoltà ad ottenere l’autorizzazione.
Preghiamo per questa intenzione la Vergine Maria, Sede della Sapienza e Madre della Chiesa.
[1] Crisi Vaticano- Lefebvriani: Usare lo Stesso Spirito di Papa Ratzinger… Americo Mascarucci.
Discordia nel Campo Bergogliano. Il Nodo: le Ordinazioni Lefebvriane. Americo Mascarucci.

Eccellente padre Cavalcoli,
RispondiEliminae' mia convinzione, maturata durante il penultimo pontificato, che la Santa Chiesa Cattolica Romana sia gestita da una relativa maggioranza di "classe clericale" formata da elementi pastoralmente sbandati e purtroppo, prima ancora, anche sotto il profilo dottrinale, ormai soggetti ad evidente tentazione satanica. Questa rimane la mia opinione di uomo povero peccatore ancorche' ricco fedele: non e' un giudizio, il giudizio spettera' al Giudice, che poscia, emettera' la Sentenza, per tutti. Io non posso sentenziare. Continuo: il serpente (un serpentone), striscia dentro "Roma" da anche prima del CV II (vox populi); tuttavia, anche nel Concilio, sempre a parere mio (se sbaglio mi corriggera'...) possiamo rilevare alcuni "SEMI OGM" , i quali ora stanno svilluppando piantine dai frutti velenosi:
SEME 1- e' stato cancellato il diritto pubblico di Cristo Re sulla societa' stato: uguaglianza per tutte le "religioni" (leggi 1789 ieri e todos-todos-todos oggi).
Cosi' sono nati pure il credente cattoliberale ed il credente cattocomunista (sic !). Solo contraddizioni ?
SEME 2- e' stato inventato l'ecumenismo:
i danni apportati da questo robo malefico sono IMMANI perché' molti fedeli, colti impreparati (ma anche tanti giovani indifferenti), parificano e relativizzano tutto, scordandosi del primo dei Dieci Comandamenti ! Aiuta l'imbroglio la firma in Abu Dhabi (2019) e poi papa' Bergoglio sempre, dichiara che "tutte le religioni portano a Dio" ! Mette poi in guardia ognuno dal ritenere la propria religione (cristianesimo per quanto ci compete) superiore alle altre (2024). Terrificante.
SEME 3- collegialità' episcopale: addirittura si e' oggi evoluta nell'ultima invenzione "democratica" detta "chiesa sinodale" orizzontale con intrusione di elementi persona profani, destrutturante il magistero, anzi, distruttrice della Chiesa Madre e Maestra unica custode della Verità' comandata dal Papa e basta. La Chiesa a rovescio.
SEME 4- liturgia: una liturgia rivoluzionaria para protestante firmata Bugnini ... poi sbolognato. Ricordo un fissato ateo comunista esclamare entusiasta "perche' il prete", come lo chiamava lui, "si rivolge ora al popolo" senza voltargli le spalle! Ergo, le volta a Dio e smette di fare da celebrante che conduce gli astanti "verso" Dio, supplicandolo; c'era una lingua unica (LATINO) che poteva unire in PREGHIERA tutti i popoli del mondo comprendendosi e moltiplicandone la potenza: estromessa, risultato? Divisione in una babele di lingue volgari, divisive appunto, con il demonio che si strofina gli zoccoli; ciliegina sulla torta frutto di epoca recente (1989): non piu' Sacra Comunione solo in lingua ed in ginocchio. Chi vuole puo' usare anche le mani: mancanza di rispetto non solo formale, tradotto: sacrilegio. Tra le conseguenze: leggiamo oggi (2026) di Sacre Specie date in pasto a cani da passeggio. Il Vescovo moderno se ne lava le mani, non e' colpa sua. CEI muta.
Caro padre Cavalcoli, Lei sa che si potrebbe continuare alle calende greche citando altre iniziative nefande perpetrate da certi vescovi e monsignori e preti, anche nostrani, nel ponderare peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio; ma qui per questione di spazio non posso continuare; nel mentre, se potra' rispondermi, le chiedo: non sarebbe meglio che il Papa nuovo valutasse di nominare egli stesso i vescovi necessari alla Fraternita' San Pio X ? Sarebbe un gesto di Misericordia e pace notevole, disarmante: servirebbe a far riflettere quei cattolici modernizzati che credono di esserlo ancora, confidando nella salvezza senza conversione totale, magari arrangiandosi da soli o seguendo quei pericolosi pastori bendati che stanno fuori da quella che sbrigativamente e talvolta addirittura con disprezzo viene definita "tradizione".
Perche' la Verita' di sicuro abita dentro la tradizione, chi va' oltre rischia.
Prego, preghiamo, per Papa Leone XIV che risolva, che metta pace e fine alle divisioni con il Suo gesto; e preghiamo per il risanamento della Santa Chiesa attaccata da dentro dai traditori. Aiutiamoci che Dio ci aiutera'.
Caro Franco,
Eliminaè da circa cinquant’anni che nelle mie pubblicazioni sto denunciando i molti mali causati da un rinato modernismo, che ha fatto seguito al Concilio Vaticano II, senza essere stato causato dallo stesso Concilio, ma da una congiura di teologi modernisti, che operarono nei lavori del Concilio dando un apporto positivo. Ma essi, che erano nascostamente modernisti, uscirono allo scoperto dopo il Concilio dando a credere che essi erano stati i protagonisti del Concilio. In tal modo questi impostori hanno preso la mano all’episcopato e hanno condotto il Papato in una situazione di debolezza tale che esso non è riuscito a persuadere molti che l’interpretazione del Concilio spetta al Papa e a nessun altro.
Il problema di oggi è la necessità urgente che i Vescovi, riuniti coraggiosamente attorno al Papa, divulghino insieme con lui la vera interpretazione del Concilio.
Per quanto riguarda i Vescovi che i lefevriani vorrebbero ordinare, questo progetto non servirebbe a rimediare il danno fatto dai modernisti, perché anche i lefevriani non solo sono scismatici, ma sono caduti addirittura nell’eresia nel momento in cui hanno rifiutato l’autorità dottrinale del Concilio Ecumenico.
Se i lefevriani vogliono veramente dare un contributo al bene delle anime e della Chiesa, devono dimostrare una esemplare fedeltà dottrinale al Magistero Pontificio postconciliare. Se essi, con un atto di coraggio e di umiltà, si metteranno veramente a disposizione del Papa, il Papa non mancherà di essere largo di approvazioni per qualunque Vescovo essi intendano proporgli, in quanto in tal caso questi Vescovi, in piena comunione col Papa, potrebbero operare efficacemente per correggere gli errori del modernismo e promuovere la sana dottrina.
Grazie padre. LJC.
RispondiEliminaCerto che oggi recarsi alla Messa riformata destrutturata , magari con certo Clero "sui generis" che concelebra con il popolino leggero e/o con una sindaca (Genova) rappresenta un supplizio: non se ne puo' piuuuuuuuuuu' !!!
RispondiEliminaSpetta al Papa dire ORA BASTA , costo del martirio. E' ora di ritornare a casa.
LJC e grazie p. Cavalcoli per avermi concesso spazio.
Caro Franco,
Eliminail problema della Messa riformata è quello di celebrarla secondo le norme della Chiesa, nel qual caso abbiamo una cerimonia dignitosissima, che nulla ha da invidiare alla forma precedente.
Il problema è quello dei preti modernisti, che non si comportano da veri ministri di Cristo e da servitori del popolo di Dio, ma considerano la Messa come una occasione per esibirsi in trovate originali o nella propaganda di qualche partito politico o di qualche teologia ereticale.
Caro padre,
RispondiEliminaconcordo che il modo sballato di interpretare/celebrare la S.Messa riformata sia proprio di una sola parte di celebranti "male educati" sotto il profilo chiamiamolo pure "tecnico", ma,
non possiamo omettere di rilevare che, nella S.Messa di sempre (alias VO) queste devianze irriverenti la Sacralita' sarebbero assolutamente impraticabili, perche', come Ella ben sa, la "formulazione" VO e' assolutamente blindata ed a disposizione del solo Sacerdote celebrante, unico competente, unico addetto, che si rende auto affidabile; non esiste possibilità' di intrusione alcuna, di nessun genere da parte di terzi attori; ecco, caro padre Cavalcoli, perche' e' giunto il tempo di "tornare a Casa" , non c'e' alternativa: i risultati nefasti derivanti dai marchingegni implementati dal massognor Bugnini nel CVII contro la S.Messa di S. Pio V li abbiamo sotto gli occhi; e mentre il Sacro Cuore sanguina, chiediamo al Papa di tornare a Casa, per il bene nostro, per il bene dei tiepidi, per il bene dei maleducati e per il bene degli ignoranti.
Perche', se non si torna indietro, di questo passo, il progetto satanico che ha nel mirino la DISTRUZIONE dell'Eucarestia, verra' a COMPIMENTO.
Abbiamo il DOVERE di agire, tutti noi consapevoli, costo il martirio mediatico.
LJC
Caro Franco,
Eliminacomincio col ricordarle che per noi cattolici il Papa è il Supremo Moderatore della Liturgia, per cui spetta a lui determinare nel corso della storia la forma cerimoniale del rito della Messa, la cui essenza è chiaramente immutabile, per cui la Messa Novus Ordo non è altro che la Messa di sempre, in una forma adatta alla spiritualità del nostro tempo, ed in particolare a quella che è la partecipazione dei laici uomini e donne alla Liturgia.
Per questo, Bugnini non c’entra assolutamente niente nella forma attuale del rito della Messa, riforma che è in continuazione con quella del Vetus Ordo con l’apporto soltanto di mutamenti che esprimono una migliore attuazione della Liturgia, secondo le risorse della Chiesa di oggi, incentivate dal Concilio Vaticano II.
È vero che nel Vetus Ordo le parole del sacerdote sono molto precise e non c’è spazio a creatività. Invece nel Novus Ordo è presente la collaborazione di ministri uomini e donne, alla quale è concessa una moderata creatività, che arricchisce la bellezza e la fecondità della celebrazione liturgica.
D’altra parte ricordo benissimo come da ragazzo avevo occasione di assistere a celebrazioni eucaristiche nelle quali il prete, per la sua mancanza di devozione, trasformava la Messa in una pratica davanti alla quale noi ragazzi purtroppo non trovavamo un alimento spirituale e un incentivo alla vita cristiana.
Il problema allora non è quello di tornare a prima del Concilio, ma di applicare bene la riforma conciliare. Devono tornare “a casa” i modernisti e i passatisti, perché chi è in comunione col Papa nella celebrazione del Novus Ordo è già pienamente a casa e non ha nessun bisogno di tornarvi.
Caro padre,
RispondiEliminaconcordo che il modo sballato di interpretare/celebrare la S.Messa riformata sia proprio di una sola parte di celebranti "male educati" sotto il profilo chiamiamolo pure "tecnico", ma,
non possiamo omettere di rilevare che, nella S.Messa di sempre (alias VO) queste devianze irriverenti la Sacralita' sarebbero assolutamente impraticabili, perche', come Ella ben sa, la "formulazione" VO e' assolutamente blindata ed a disposizione del solo Sacerdote celebrante, unico competente, unico addetto, che si rende auto affidabile; non esiste possibilità' di intrusione alcuna, di nessun genere da parte di terzi attori; ecco, caro padre Cavalcoli, perche' e' giunto il tempo di "tornare a Casa" , non c'e' alternativa: i risultati nefasti derivanti dai marchingegni implementati dal m. Bugnini nel CVII contro la S.Messa di S. Pio V li abbiamo sotto gli occhi; e mentre il Sacro Cuore sanguina, chiediamo al Papa di tornare a Casa, per il bene nostro, per il bene dei tiepidi, per il bene dei maleducati e per il bene degli ignoranti.
Perche', se non si torna indietro, di questo passo, il progetto satanico che ha nel mirino la DISTRUZIONE dell'Eucarestia, potrebbe venire a compiersi.
Abbiamo adesso il DOVERE di agire, tutti noi consapevoli, costo il martirio mediatico.
LJC
Caro Franco,
Eliminacomincio col ricordarle che per noi cattolici il Papa è il Supremo Moderatore della Liturgia, per cui spetta a lui determinare nel corso della storia la forma cerimoniale del rito della Messa, la cui essenza è chiaramente immutabile, per cui la Messa Novus Ordo non è altro che la Messa di sempre, in una forma adatta alla spiritualità del nostro tempo, ed in particolare a quella che è la partecipazione dei laici uomini e donne alla Liturgia.
Per questo, Bugnini non c’entra assolutamente niente nella forma attuale del rito della Messa, riforma che è in continuazione con quella del Vetus Ordo con l’apporto soltanto di mutamenti che esprimono una migliore attuazione della Liturgia, secondo le risorse della Chiesa di oggi, incentivate dal Concilio Vaticano II.
È vero che nel Vetus Ordo le parole del sacerdote sono molto precise e non c’è spazio a creatività. Invece nel Novus Ordo è presente la collaborazione di ministri uomini e donne, alla quale è concessa una moderata creatività, che arricchisce la bellezza e la fecondità della celebrazione liturgica.
D’altra parte ricordo benissimo come da ragazzo avevo occasione di assistere a celebrazioni eucaristiche nelle quali il prete, per la sua mancanza di devozione, trasformava la Messa in una pratica davanti alla quale noi ragazzi purtroppo non trovavamo un alimento spirituale e un incentivo alla vita cristiana.
Il problema allora non è quello di tornare a prima del Concilio, ma di applicare bene la riforma conciliare. Devono tornare “a casa” i modernisti e i passatisti, perché chi è in comunione col Papa nella celebrazione del Novus Ordo è già pienamente a casa e non ha nessun bisogno di tornarvi.
Non accetto la protestantizzazione del cattolicesimo , non accetto la chiesa omosessualista, ho sempre diffidato dell'agesci e proprio oggi ho avuto anche la prova che avevo visto giusto; non mi piacciono molte leggi dello stato italiano con le sue costituzioni massoniche (democratiche?) contro Dio e la Sua Legge; Mentre un certo Paglia dichiara che la 194 e' un "pilastro della Repubblica" (e' spesso in TV a fare danni quando apre quella bocca fagiolesca) l'altro Zuppi celebra con la sindaca la messa.
RispondiEliminaPannella che ora sta in paradiso a godersi gli applausi dei carcerati secondo il suo intimo amigo Paglia. Intanto in Vaticano girano le sacerdotesse anglicane tra tavoli da messa e celebrazioni ! Le pachamame, gli accordi con gli imam ecc. ecc.; chi e' eretico ?
chi e' apostatico ? No caro padre, non ci siamo : con questi deviati io non ci sto: mi tengo stretto solo YAESVS CRISTVS ! Si e' fatto troppo tardi, Lei non vuole capire a che cosa stiamo andando incontro.
Dopo tutto quello che ho scritto mi ha risposto molto parzialmente (solo sopra il novus ordo, gia', argomento "capro espiatorio" troppo facile da liquidare, asserendo che non ha NULLA DA INVIDIARE AL VETUS ! ) SIC!
Ma grazie comunque p. Cavalcoli, preghero' anche per Lei nascosto dentro una delle prossime catacombe, vedra'.
Giunti al confine non lo oltrepasso, torno indietro per rimanere un vero cattolico, pochi ma buoni.
LJC
Caro Franco,
Eliminale do un consiglio: bisogna che lei distingua quelli che sono gli insegnamenti della Chiesa contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica e nel Magistero Pontificio postconciliare, da prese di posizione discutibili o criticabili, come quelle di Mons. Paglia o del Card. Zuppi.
Se lei vuole essere un buon cattolico e santificarsi in comunione con la Chiesa, bisogna che lei metta in luce soprattutto i buoni esempi che ancor oggi abbiamo e che lei stessa dia il buon esempio di una vita cattolica irreprensibile.
I Pastori che non si comportano bene renderanno conto a Dio. Lei badi a seguire la buona strada.
Bene,
RispondiEliminaper concludere,
caro padre,
daro' il buon esempio come Ella mi suggerisce (ma lo sto anche gia' facendo eh!) ;
resta il fatto che, di conseguenza,
agli sprovveduti e/o agli ignoranti dovro' giocoforza additare anche gli esempi che concernono comportamenti ecclesiali sbagliati e devianti, evidenziandone gli orrori e le volute omissioni dottrinali: per far comprendere.
Per contro, se stessi zitto, peccherei di Carita' e non credo sarebbe una buona cosa per la mia anima.
Prego dalle nuove catacombe virtuali, per tutti, come sempre LJC.
Caro Franco,
Eliminanon dubito che lei stia già dando il buon esempio. La invitavo solamente a continuare e a migliorarlo.
Per quanto riguarda la denuncia di errori e di ingiustizie, anche tra i Pastori della Chiesa, se si sente preparato a farlo ed è sicuro di quello che dice, nessuno le impedisce di far sentire la sua voce anche a largo raggio.
Lo stesso Pontefice, entro certi limiti, può essere criticato e richiamato al suo dovere, come hanno fatto grandi santi, come per esempio Santa Caterina da Siena o San Pier Damiani o il Savonarola.
La cosa dove il Papa non può sbagliare è nella dottrina della fede; ma in tutte le altre virtù non è impeccabile e può quindi essere corretto da qualche buon cristiano, che così rende un prezioso servizio alla Chiesa e al Papa stesso.
In ogni caso è sempre bene restare in comunione col Papa, perché solo da lui escono con sicurezza parole di vita eterna.
Il dolore per le divisioni nella Chiesa
RispondiEliminaAl Papa anche una domanda sul caso della Fraternità San Pio X che il 1° luglio, a Ecône, procederà a quattro consacrazioni episcopali senza mandato papale, nonostante il monito della Santa Sede sul rischio di uno scisma. A riguardo il Pontefice ricorda i contatti del Dicastero per la Dottrina della Fede con la Fraternità: “Stiamo considerando ancora fare un altro appello, a dire ‘non fate questo, cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa’. Ma è la loro scelta. Bisogna rendersi conto di ciò che significa per loro e per la Chiesa. Certamente la divisione tra i cristiani è sempre un punto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta, mi dispiace, però noi dobbiamo andare avanti”
Vatican News
Caro Anonimo,
Eliminacon la Fraternità San Pio X bisogna applicare lo stesso metodo che si usa nell’ecumenismo ossia bisogna che la Santa Sede metta in luce i valori cattolici, che noi cattolici abbiamo con loro.
Per fare questo lavoro bisogna che la Santa Sede:
1) organizzi degli incontri nei quali esponenti della Santa Sede e della Fraternità mettano innanzitutto in luce i valori comuni;
2) in base a questi valori, occorre che la Santa Sede faccia capire a questi fratelli che le dottrine del Concilio non sono moderniste, ma sono in continuità con la Tradizione;
3) la Santa Sede deve riconoscere gli elementi giusti della critica antimodernista della Fraternità;
4) riprendendo le parole di Benedetto XVI bisogna che si affrontino quei punti della parte pastorale del Concilio che possono essere discussi;
5) occorre che la Santa Sede giunga ad un accordo con la Fraternità in modo che la celebrazione del Vetus Ordo raggiunga un punto di equilibrio, senza l’eccessiva liberalità di Papa Benedetto e le misure troppe strette di Papa Francesco.
Occorre che la Fraternità:
1) accolga l’appello di Papa Leone del 16 giugno scorso*;
2) occorre che la Fraternità sia disponibile a discutere sui punti della sezione precedente;
3) occorre che la Fraternità accetti le dottrine nuove del Concilio;
4) occorre che la Fraternità si renda conto che il Vescovo è mandato dal Papa a governare una diocesi, ma perché questo Vescovo sia abilitato a tale ufficio è evidente che dev’essere in comunione col Papa o in altre parole deve accettare integralmente l’ecclesiologia e in generale le dottrine del Concilio;
5) se veramente vogliono il bene delle anime e il progresso della Chiesa Cattolica è necessario che, invece di ordinare nuovi Vescovi di propria iniziativa, la Fraternità si inserisca nella struttura ecclesiale canonica della Chiesa, giungendo a una convenzione con la Santa Sede che regoli l’attività sacerdotale della Fraternità.
* https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-06/papa-viaggio-spagna-migranti-pace-iran-lefebvriani-vacanze-peru.html
Il Papa parla del rifiuto da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X di elementi fondamentali della Chiesa.
RispondiEliminaCaro Anonimo,
Eliminaho ritenuto bene servirmi della sua lettera per proporre al Papa alcune cose, che ritengo utili per ottenere la pace con la Fraternità.
"Rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II"
RispondiEliminaCaro Anonimo,
Eliminanei suggerimenti che ho dato al Santo Padre, tengo evidentemente conto di queste parole del Papa, che si riferiscono proprio ai punti in relazione ai quali si è verificato lo scisma.
Il problema quindi adesso per il Papa è come ricomporre questo scisma. L’appello al quale egli accenna ha esattamente questo scopo ed io, modestamente propongo al Papa alcune cose, che ritengo utili a tale scopo.