Articoli e testi di P.Giovanni Cavalcoli

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Testi di P. Tomas Tyn, OP

14 gennaio, 2026

Il Dio Trinitario. Il dogma di Nicea e il dogma di Calcedonia - Settima Parte (7/7)

 

Il Dio Trinitario

Il dogma di Nicea e il dogma di Calcedonia

Settima Parte (7/7) 

Il monofisismo parmenideo

È presente e influente oggi in campo teologico una tendenza che partendo da Parmenide e Plotino attraverso Schelling ed Hegel arriva a Severino e Bontadini, così da risuscitare in certo modo l’antica eresia del monofisismo, che tanto nei primi secoli ha tormentato la Chiesa in Oriente per esser stata fatta propria dagli Imperatori, che, col pretesto di rappresentare Cristo Re, avevano la pretesa di guidare la Chiesa per finalità politiche al di sopra dei Patriarchi, come ancor oggi purtroppo avviene nell’ortodossia russa.

Il monofisismo parmenideo ebbe origine dalla famosa formula con la quale Sant’Attanasio tentò di definire l’unità personale di Cristo: mya fysis tu logu sesarkemènu, «una la natura del Verbo incarnato». Egli aveva un concetto giusto, ma lo espresse in modo sbagliato, come se Cristo avesse una sola natura, quella divina. Da qui venne fuori sia la confusione delle nature, che porta alla cristologia storicista di Eutiche, che riapparirà con Hegel fino a Rahner, Teilhard de Chardin, Kasper, Küng, Bordoni e Forte, sia al docetismo, il quale sorge nelle teorie degli gnostici dei primi secoli, ma riappare nel kantismo che pone ad oggetto del sapere l’apparire (il «fenomeno») prodotto dall’io, sicchè dopo Kant, con Fichte, l’oggetto del sapere diventa il reale inteso come prodotto dell’io. 

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La nostra ragione, partendo dalla considerazione delle cose che ci circondano e di noi stessi, è spinta a cercare la causa prima di tutto ciò e quindi viene a scoprire l’esistenza di Dio. Scopriamo così che la causa prima, Dio, nostro creatore e legislatore provvidente, giusto e misericordioso, creatore del cielo e della terra, sapienza e bontà infinite, è il nostro sommo bene e il fine ultimo al quale deve tendere tutto il nostro agire.

Gesù Cristo Verbo Incarnato, nato da Maria Vergine nel tempo e dal Padre nell’eternità, una Persona divina in due nature, ci ha fatto sapere che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo, un solo Dio in tre Persone, che vogliono abitare nella nostra anima e che costituiranno l’oggetto della nostra beata visione di Dio in cielo.

 

Cristo nostro Redentore ci chiama ad essere corredentori con Lui alla scuola di Maria Madre di Dio e Madre nostra, in vista della nostra eterna salvezza e glorificazione. Egli ci ha rivelato che la nostra beatitudine celeste consiste nella visione del Padre. Per questo Egli è venuto nel mondo per salvarci dalla morte, dal peccato e dalla schiavitù di Satana e indicarci la via per andare al Padre per mezzo della Chiesa guidata da Pietro.

Immagini da Internet: Concilio Vaticano II

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