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Testi di P. Tomas Tyn, OP

13 gennaio, 2026

Il Dio Trinitario. Il dogma di Nicea e il dogma di Calcedonia - Sesta Parte (6/7)

 

Il Dio Trinitario

Il dogma di Nicea e il dogma di Calcedonia

Sesta Parte (6/7) 

 

Le due nature

Ricordiamo che il dogma niceno per significare la natura umana o divina introduce il concetto di sostanza (usìa) per concepire la natura divina. Il Concilio di Calcedonia userà il termine fysis per indicare le due nature.

Mentre la natura umana è sostanza con accidenti, la natura divina è sostanza senza accidenti. Per quale motivo? Perché l’accidente aggiunge all’essenza o alla natura singola un perfezionamento che riguarda anzitutto l’essere. La creatura non ha l’essere da sé essenzialmente o necessariamente, perchè è contingente e può non essere o avrebbe potuto non essere. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dio-trinitario-il-dogma-di-nicea-e_13.html

 

 

Il mistero dell’Incarnazione redentrice consente di parlare di Cristo in un modo apparentemente paradossale quasi blasfemo, ma in realtà verissimo applicando la regola logico-linguistica della comunicazione degli idiomi o dei predicati, che dice che quando un soggetto ha due predicati sostanziali, si può prendere uno di questi predicati, dargli un soggetto e predicare di questo soggetto l’altro predicato. Per esempio, se Luigi è medico e pittore, si può dire che quel pittore è medico, non perchè confondiamo la pittura con la medicina, ma perché il soggetto di quelle due attività è lo stesso. È ciò che Nestorio non aveva capito e per questo si rifiutava di ammettere che Maria sia madre di Dio. Egli aveva un giusto concetto di Dio e della creatura, ma non aveva capito come funziona la communicatio idiomatum

La prima volta che la Chiesa ha applicato questa regola o modo di esprimersi è stata al Concilio di Efeso del 431, quando ha proclamato il dogma della divina maternità di Maria. Ora, bisogna fare attenzione che quando si dice che Maria è Madre di Dio non s’intende evidentemente dire che ha generato la divinità del Figlio, perché questa è opera del Padre, ma s’intende dire che ha generato quell’uomo, Gesù, il quale, avendo due nature, può essere soggetto del quale si predica la natura divina. 

 

Immagine da Internet:
- Concilio di Efeso, mosaico, Lione

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