Lo spirito e il sesso
Quarta Parte (4/5)
Generazione e fabbricazione
Notiamo che bisogna distinguere nell’agire umano o nell’attività umana l’attività generatrice, quella morale e quella fabbricatrice. L’attività umana o comporta l’attività biopsicologica generativa nel matrimonio, per la quale l’uomo si riproduce nella specie, come gli animali e le piante, o produce atti moralmente buoni o cattivi, che qualificano l’agente come buono o cattivo, oppure produce opere materiali esterne nel mondo fisico. Sono gli artefatti, prodotti del lavoro, dell’arte e della tecnica.
Il generare è l’attività propria del sesso, che abbiamo in comune con gli animali e con le piante. L’attività morale ci appartiene in proprio in quanto persone dotate di ragione e libero arbitrio e finalizzate alla conquista del sommo bene. Come figli di Dio in Cristo, siamo chiamati alla santità nel regno dei cieli.
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La vita ha origine dall’anima, la quale o è creata direttamente da Dio al momento del concepimento, se è l’anima umana, o è causata dallo stesso atto generativo nei livelli inferiori della vita. ... Teniamo presente che il sesso nell’animale come nell’uomo non è una proprietà accidentale del soggetto ad libitum giustapposta al soggetto e separabile dal soggetto, come i pantaloni e la camicia, ma è una proprietà organica del soggetto, intrinseca al soggetto, necessaria all’essenza completa del soggetto.
Privare la persona del suo sesso vuol dire sopprimere la persona. Si dovrebbe piuttosto parlare di liberazione o guarigione del sesso. Ognuno di noi nasce con un dato sesso, che fa parte della sua natura umana. La medicina deve correggere i difetti della natura non sopprimere o cambiare o sostituire la natura …
Come l’animalità è il genere che dà all’uomo la natura umana per l’aggiunta della razionalità, così la natura umana è il genere al quale, aggiungendo le differenze maschile-femminile, sorge la differenza tra la mascolinità e la femminilità, fra l’uomo e la donna. … In altre parole: come l’esser razionale è la differenza del genere animale, così l’esser maschio e femmina sono le differenze del genere natura umana, che a sua volta è la differenza specifica del superiore genere animalità. ... Non si tratta come dice Maritain, di una differenza «quasi-specifica», ma, come dice Edith Stein, di una vera e propria differenza specifica. Se tra noi e gli animali esiste una differenza specifica, non per questo noi non ci sentiamo animali come loro. Così se tra uomo e donna c’è una differenza specifica, non per questo il maschio non si sente razionale come la donna, né la donna non si sente razionale come l’uomo. ... Diciamo allora che l’anima maschile e quella femminile sono due differenze specifiche del razionale. Abbiamo quindi un genere superiore: l’animale e un genere inferiore: il razionale. Il razionale e l’irrazionale sono le differenze del genere animale: il maschile e il femminile sono le differenze del genere razionale.
Ciò che sfuggì a Platone e non per colpa sua, perché non poteva saperlo, fu che questa ostilità della carne allo spirito non dipende dal fatto che la carne sia cattiva, ma dalle conseguenze del peccato originale. La carne - cioè il sesso - in sé è buona ed è componente essenziale dell’uomo. Il problema vero, allora, non è quello di liberarsi dalla carne, ma di purificarla e sottometterla allo spirito. Platone non seppe che quella carne nella quale abbiamo peccato e che ci spinge a peccare, è quella stessa carne che, assunta dal Verbo di Dio, diventa principio di salvezza.
Immagini da Internet


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