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Testi di P. Tomas Tyn, OP

16 marzo, 2026

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Seconda Parte (2/5)

 

 

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner

Come risolvere le divisioni nella Chiesa?

Seconda Parte (2/5)

 

Il sistema rahneriano

A prescindere dai lati buoni del pensiero rahneriano, che sono numerosi, ed hanno dato un contributo ai documenti del Concilio, il problema del rahnerismo è che esso è viziato nei suoi stessi princìpi. La base del suo sistema, che egli espose in uno scritto che ha tutta l’aria di essere un programma di lavoro, è una falsificazione del realismo tomista che egli assimila all’idealismo hegeliano. Esso, infatti avanza la pretesa di presentare la gnoseologia e la metafisica tomiste in un’interpretazione che ne capovolge il loro vero senso, ossia facendo dire a Tommaso quello che insegna l’idealismo hegeliano.

Tommaso infatti insegna la distinzione fra pensiero ed essere. Invece Rahner sostiene che Tommaso identifica il pensiero con l’essere, tesi che notoriamente è quella di Hegel.  Da qui vengono tutti i suoi errori che culminano nel panteismo, giacchè solo in Dio e non nell’uomo il pensare coincide con l’essere.

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In base a quanto detto, appare qual è il senso dell’impresa rahneriana: il tentativo assurdo ed empio, col pretesto dell’ammodernamento, di creare un cristianesimo panteista sulle orme dell’idealismo tedesco, spacciando questa abominevole operazione per il messaggio del Concilio. Rahner non è stato, come qualcuno ha detto, «il più grande teologo del XX secolo», ma il più grande impostore del XX secolo.

Certamente le accuse fatte dai lefevriani al Concilio e ai Papi del postconcilio di essere modernisti e di favorire il modernismo sono false.

Il sistema teologico rahneriano è coperto da una patina cattolica, certamente ricca di proposte, motivi, stimoli e spunti interessanti, utili e positivi, ma la sua sostanza è chiaramente hegeliana, ossia idealista e panteista. Tale proposta intenderebbe essere l’interpretazione del messaggio riformatore del Concilio. Ma ciò è del tutto falso. La proposta in realtà è quella dei modernisti e il Concilio è il miglior antidoto contro il modernismo, proprio perché sa coglierne le istanze valide e soddisfarle senza trascurare il dogma e la tradizione.


Immagini da Internet: Concilio Vaticano II

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