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Testi di P. Tomas Tyn, OP

02 marzo, 2026

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini - Parte Prima (1/3)

 

Trascurando il comandamento di Dio,

voi osservate la tradizione degli uomini

 Parte Prima (1/3)

 

Mantenete le tradizioni che avete appreso (II Ts 2,14)

 Il senso della polemica di Gesù sulla tradizione

Sappiamo come oggi nella Chiesa soprattutto a partire dall’immediato postconcilio un movimento di cattolici cosiddetti «tradizionalisti», i quali, presentandosi come difensori di quella che chiamano «Tradizione», pretendono di respingere le nuove dottrine del Concilio Vaticano II e arrivano ad accusare di eresia l’insegnamento dei Papi del postconcilio, in quanto esegeti del Concilio.

Questo fenomeno scismatico mostra chiaramente che la questione della natura e del valore della tradizione cattolica è una questione molto seria. Il problema non è tanto quello di ammettere la legittimità di una tradizione cristiana. Anche i luterani a loro modo l’ammettono. Il problema è quello di chiarire qual è il concetto giusto di Tradizione cattolica e quali sono i suoi contenuti, i suoi monumenti, la sua autorità, le sue fonti, le sue funzioni e le sue ragioni.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/trascurando-il-comandamento-di-dio-voi.html


 
Consiglio generale della Fraternità San Pio X
 
 
 
 

4 commenti:

  1. La ringrazio Padre per questo articolo che fa chiarezza su un concetto spesso frainteso sia fra I laici sia fra il clero. Tuttavia devo dissentire su alcuni punti. Siamo sicuri che le dottrine del concilio siano cosi " sane " ? O meglio sia.o sicuri che le indications pastorale del post concilio abbiano prodotto buoni frutti ? A me pare di no . Negarlo sarebbe nascondere la testa dentro la sabbia: sebbene I padri conciliari avessero buone intenzioni , ciò che vediamo oggi è un deserto teologico , dottrinal,emorale e liturgico. Questa opinione non è solo dei lefevbriani ma di molti laici e sacerdoti che per quieto vivere e per fedeltà introiettano questa sofferenza. Riguardo ai cosiddetti lefevbriani :
    Lei sa bene che un atto di disobbedienza non consiste in uni scisma , a meno che non si voglia attribute alla parola scismatico una accessions sentimental. Di fatto dal punto di vista canonico non è così. Non voglio fare l' avvocato di lefevbre , nè voglio prendere il mio caso aneddotico come strumento di confutazione , so bene che errori sono stati commission da entrambi I lati della disputa. Se non fosse stato per Monsignor lefevbre noi avremmo perso completamente il Rito Romano Antico, questo per quanto per alcuni sia poca cosa è un fatto incontrovertible. Mi perdoni in anticipo per la mia superbia e la ringrazio ancora

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    1. Caro Alessandro,
      rispondo ribadendo innanzitutto che le dottrine del Concilio sono sane, come le ho già detto.
      In secondo luogo, per quanto riguarda il postconcilio, bisogna distinguere quella che è stata l’attività della Chiesa dalla attività dei modernisti e dei passatisti.
      Per quanto riguarda l’attività della Chiesa, essa ha spiegato i contenuti dottrinali del Concilio e ha svolto una pastorale ispirata a quella del Concilio. Circa il primo punto la Chiesa non sbaglia. Invece, per quanto riguarda la pastorale proposta dal Concilio, Benedetto XVI ha detto che questa pastorale può essere discussa. È in questo ambito che può essere legittimo criticare certe posizioni del Concilio. Infatti gli osservatori più attenti hanno notato che in questa pastorale c’è una certa tendenza buonistica, che ha favorito la falsa convinzione oggi diffusa che tutti gli uomini vanno in paradiso.
      Per quanto riguarda l’attività dei modernisti, essi hanno bensì utilizzato alcuni elementi del Concilio, ma sostanzialmente hanno peggiorato la tendenza buonistica ed hanno falsificato le dottrine del Concilio, provocando nella Chiesa una grave decadenza sia dottrinale che morale.
      Per quanto riguarda i passatisti, bisogna dare atto che essi hanno difeso la Tradizione. Tuttavia ne hanno un concetto difettoso, perchè non hanno capito che il Concilio è un testimone della Tradizione.
      Una cosa da notare è che sia i modernisti che i passasti confondono la pastorale con la dottrina. I passatisti considerano come pastorale ciò che nel Concilio è dottrinale, i modernisti invece riducono la dottrina a pastorale
      Per quanto riguarda la questione dello scisma, esso consiste nella disobbedienza al Papa e alla Chiesa nel campo della disciplina ecclesiale. I lefevriani si possono considerare scismatici in quanto disobbediscono all’autorità pastorale e liturgica del Sommo Pontefice.
      Ma se vogliamo dire le cose fino in fondo, bisognerebbe aggiungere che i lefevriani, in quanto rifiutano le nuove dottrine del Concilio Vaticano II, accusano di filoluteranesimo la Messa Novus Ordo e rifiutano il magistero dei Papi del postconcilio, se non sono propriamente eretici, certamente sono prossimi all’eresia.

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    2. Ma questa non è la definizione che da La Chiesa di Scisma. Non c' è nessuna intenzione da parte della FSSPX di creare una Chiesa parallela. Inoltre mi sento confuso perchè credevo che l ' eresia fosse la negazione di un dogma di fede o la sua falsa intepretazione. Io frequento abitualrmente le Messe della Fraternità e ricevo solo Sacramenti puri e catechesi non edulcorate. Mai ho sentito qualcosa che fosse neppure vicino all ' eresia. Mentre quando vado alla messe Novus Ordo purtroppo vedo abusi eucaristici e vedo da parte dei fedeli atteggiamenti non consoni alla sacralità liturgica. Questo è lo stato delle cose purtroppo. Se non esistessero queste problematical non esisterebbe nemmeno la FSSPX .Si tratta di un sintomo non del male. Comprendo che Lei in quanto sacerdote e teologo abbia il Dovere di difendere ciò che può minare l' Unità della Chiesa ma da laico non posso accettare una sottomissione circa anche quando alcune posizioni contrastano palesemente con la dottrina come quelle di Fernandez. Il problema della Chiesa sono i Fernandez non i Lefevbre. La saluto e mi scuso ancora per la mia posizione.

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    3. Caro Alessandro,
      le riporto il testo di un canone del Diritto Canonico, che definisce che cos’ lo scisma:
      Can. 751 - Vien detta eresia, l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti. (https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroIII_747-755_it.html#LIBRO_III )

      Come lei vede, si tratta di un peccato di disobbedienza nei confronti delle leggi della Chiesa nelle varie materie della condotta cristiana, con particolare riferimento al bene della Chiesa. Per questo, perché ci sia uno scisma non basta una disobbedienza ad un privato, come per esempio al proprio coniuge. Se uno commette un peccato di questo genere, non diciamo che è uno scismatico.
      Ora i lefevriani si possono qualificare come scismatici perché disobbediscono alle leggi e alle norme liturgiche attuali della Chiesa.
      Il Card. Fernandez ha precisato che nel caso dei lefevriani lo scisma si qualifica come rifiuto della responsabilità che il Papa ha di autorizzare una ordinazione episcopale: (https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/ddf-comunicato-20260212-incontro-ddf-fsspx.pdf ).
      Infatti in questo caso c’è in gioco il bene della Chiesa locale, della quale il Vescovo è il Pastore.
      Ma, come le ho detto, la gravità della situazione dei lefevriani non si ferma qui, ma essi, col rifiuto delle nuove dottrine del Concilio e della validità della Messa Novus Ordo, cadono addirittura nell’eresia o quanto meno sono prossimi all’eresia.

      L’accusa che lei fa al Card. Fernandez: “da laico non posso accettare una sottomissione circa anche quando alcune posizioni contrastano palesemente con la dottrina come quelle di Fernandez”.
      Mi spieghi meglio che cosa intende dire.

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