domenica 24 febbraio 2019

Origene all’origine di una lunga storia

Origene all’origine di una lunga storia

Origene di Alessandria (187-253 o 254)[1] è stato uno dei più grandi, fecondi, dotti ed influenti teologi e maestri spirituali dei primi secoli del cristianesimo, uomo certamente di virtù e di vita austera, ma non tale da meritare di esser canonizzato, come è avvenuto per altri teologi, che figurano tra i Padri della Chiesa, e tra i suoi stessi discepoli.
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sabato 23 febbraio 2019

Le cause dell’attuale corruzione sessuale

Ciò che oggi colpisce ed amareggia i cattolici e tutte le persone a modo, anche se non credenti, è la diffusione delle più svariate forme di corruzione sessuale non tanto nei laici, chè ciò è sempre accaduto, ma nel clero, nei religiosi, nei vescovi e persino nei Cardinali o con implicazione diretta o con favoreggiamento o col  lasciare impuniti i colpevoli o tollerando pubblicazioni, che tentano di giustificare la corruzione, fatta passare per espressione di libertà o di «diversità».
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http://www.libertaepersona.org/wordpress/2019/02/le-cause-dellattuale-corruzione-sessuale/

giovedì 21 febbraio 2019

Sulla differenza tra l'anima dell'uomo e quella della donna.

 Sulla differenza tra l'anima dell'uomo e quella della donna

P. Giovanni Cavalcoli, OP, in L'anima nell'antropologia di S.Tommaso d'Aquino, con allocuzione di Sua Santita' Giovanni Paolo II,  Atti del Congresso della Societa' Internazionale S. Tommaso d'Aquino (SITA) Roma, 2-5 Gennaio 1986, a cura di A. Lobato, OP, Ed. Massimo, Milano, 1987, pp. 227-234
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http://www.arpato.org/testi/studi/sulladifferenza_cavalcoli.pdf 
http://www.arpato.org/studi.htm 
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martedì 19 febbraio 2019

Il Vangelo e il Corano

Il Vangelo e il Corano
La questione del monoteismo
Secondo la teologia islamica Dio è l’«Essere assoluto» [Wujûd al-Mutlaq,][1]. Per Ibn Arabi Dio è «Essenza assoluta» [Dhat mutlaq][2]. È Verità assoluta [al-Haqq]. E su ciò ovviamente siamo d’accordo. Possiamo pensare all’ipsum Esse subsistens di S.Tommaso. Errata, invece e non conforme al Corano, è la tesi di alcuni gnostici islamici, secondo la quale «solo Dio esiste»[3], dove l’unicità dell’essere divino [Tawhîd] – che è sacrosanta verità – è intesa tout court alla maniera univocista parmenidea come unicità dell’essere, confondendo Dio e mondo o annullando l’essere del mondo. Il monoteismo è confuso col monismo.
Verità indubbia del Corano, invece, la «sostanza» [haqiqat] del Corano, confermata dalla ragione e dalla Bibbia è – come riconosce il Concilio – che esiste un unico vero Dio. Ma non mancano i problemi. Perché ci chiediamo: chi è questo Dio? Ovviamente la risposta è: è Allàh. Ma daccapo: quali sono gli attributi di Allàh? Il nome deriva dalla radice El, che in ebraico significa effettivamente “Dio”. Ma il fatto è che gli attributi coranici di Dio non sono tutti convenienti o giusti, per cui, come vedremo, ne viene una concezione incoerente.
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[1] Per comodità dell'autore e del lettore non esperto, ho adottato una trascrizione dall'arabo semplificata grazie alla quale l'esperto potrà ritrovarsi facilmente e grazie alla quale il non esperto può leggere più facilmente.
[2][2] Cit. da LOUIS GARDET OLIVIER LACOMBE, L’esperienza del sé. Studio di mistica comparata, Ed.Massimo, Milano 1988, p.203.
[3] Cit. da HENRI CORBIN, La filosofia islamica, Edizioni Adelphi, Milano 2000, p.338. La si ritrova anche nel panteismo hegeliano.

venerdì 15 febbraio 2019

Caterina e la cattolicità italiana

Caterina e la cattolicità italiana
Premessa introduttiva
I riferimenti agli scritti cateriniani ai quali attingo per questa mia conferenza sono le Lettere indirizzate a diverse persone costituite in autorità, sovrani di Stato e governanti di città. Utilizzo la pubblicazione delle Lettere a cura di Padre Giuseppe Di Ciaccia[1], il quale ha avuto una duplice buona idea: quella di renderle in italiano moderno e quella di ordinarle a seconda delle varie categorie di destinatari, sicchè è semplicissimo andare a trovarle. Le Lettere che maggiorate interessano il nostro assunto sono le seguenti: 123, 168, 268, 311, 377.
Già l’illustre studiosa di Caterina, Giuliana Cavallini, si era accorta che, per facilitare la lettura degli scritti della Senese,  occorreva abbandonare l’italiano di Caterina, per noi ormai ostico, ma forse per una certa forma di timore reverenziale, la Cavallini non se la sentì di andare fino in fondo, per cui l’italiano che viene fuori è una via di mezzo tra il cateriniano e il moderno.
Ritengo tuttavia che la scelta del Padre Di Ciaccia sia migliore. Penso che, se Caterina vivesse oggi, si esprimerebbe col linguaggio di oggi e nutrirebbe delle riserve circa il linguaggio mezzo medioevale e mezzo moderno della Cavallini, un linguaggio, che, oltre a tutto, comporta un’infinità di note esplicative, che invece il Padre Di Ciaccia ci risparmia.
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mercoledì 13 febbraio 2019

L’infallibilità nel credere e nell’insegnare.


Infallibile nella dottrina, peccabile nella pastorale.
Il mistero della dignità pontificia

L’infallibilità nel credere e nell’insegnare

Come sappiamo dalla fede cattolica, il Sommo Pontefice ha ricevuto da Cristo due incarichi fondamentali: quello di confermare i fedeli nella fede, e quello di guidarli a raggiungere la vita eterna. Per il primo compito il Papa ha ricevuto da Cristo il dono spirituale di insegnare infallibilmente la verità del Vangelo senza venir meno nella fede (Lc 22,32).

Il Papa possiede questo dono perché Cristo lo ha reso “roccia” sulla quale poggia la Chiesa, che non sarà mai vinta dalle “porte degli inferi” (Mt 16,18). Per quanto invece riguarda il secondo compito, Gesù usa due espressioni: “pascere il suo gregge” (cf Gv 21,17) e “legare e sciogliere” (Mt 16,19).


martedì 12 febbraio 2019

Le dimissioni di Benedetto XVI. Di quale Papa abbiamo bisogno?


Mi rendo conto dell’enormità della questione. Come cattolico, ho piena fiducia nella saggezza del collegio cardinalizio che tra poco, assistito dallo Spirito Santo, sceglierà il nuovo Papa. Sento che il mio primo dovere riguardo a questa grandissima questione, al di là delle idee, dei propositi e dei desideri umani, è quello di pregare e di attendere con fiducia, perché comunque sarà scelto un Pontefice che continuerà a guidare la Chiesa verso il Regno di Dio.

Tuttavia questi fatti e queste convinzioni fondamentali non mi proibiscono, come figlio della Chiesa, ormai carico di un’esperienza di fede di tutta una vita, di manifestare liberamente e serenamente alcune opinioni, che penso possano essere utili in questo grave e complesso frangente e rappresentare il sentire e gli auspici di un certo ambiente cattolico che vuol vivere integralmente la propria fede in piena comunione con la Chiesa e col Vicario di Cristo, nella Chiesa di oggi che deve vivere sul solco tracciato dal Concilio Vaticano II.
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