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09 luglio, 2026

Mons. Pozzo a proposito delle ordinazioni lefevriane.

 

Mons. Pozzo a proposito delle ordinazioni lefevriane.

 

Presento una intervista a Mons. Pozzo, ex segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, per il dialogo con i lefevriani, pubblicata da La Nuova Bussola Quotidiana il 7 luglio scorso, Mons. Pozzo: nel 2018 fu la Fraternità a rifiutare l’accordo, di Stefano Chiappalone.

Riporto alcuni brani tratti da questa intervista:

https://lanuovabq.it/it/mons-pozzo-nel-2018-fu-la-fraternita-a-rifiutare-laccordo?

In essa il lettore potrà trovare utili chiarimenti circa questa drammatica vicenda, che impegna noi tutti cattolici a cercare più che mai la concordia tra di noi nella comunione al Vicario di Cristo.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/mons-pozzo-proposito-delle-ordinazioni.html


  

La comunione con il Romano Pontefice è la condizione assolutamente necessaria per essere membro della Chiesa cattolica. Ciò vale a maggior ragione per il sacerdozio cattolico.

 

Immagine da Internet: Mons. Guido Pozzo

05 luglio, 2026

Un concetto modernista di Tradizione

 

Un concetto modernista di Tradizione

Avvenire colpisce ancora

Il giorno dopo le ordinazioni dei lefevriani è apparso su Avvenire un articolo della teologa Simona Segoloni Ruta dal titolo: «La teologa: la tradizione è una realtà vitale, non un reperto storico». La teologa affronta un punto importantissimo della dottrina cattolica che effettivamente è connesso con uno dei motivi dello scisma lefevriano. 

Infatti uno dei rimproveri che a suo tempo San Paolo VI fece a Mons. Lefebvre fu quello di sostenere un concetto falso di Tradizione. Ma la Segoloni nella sua critica ai lefevriani si basa anch’essa su di un concetto errato di Tradizione, di segno opposto, ossia di stampo modernista, che purtroppo non corrisponde affatto a quanto il Concilio Vaticano II insegna sulla sacra Tradizione. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-concetto-modernista-di-tradizione.html

 

 

 

L’Avvenire fa bene ad appoggiare la Chiesa nel suo intervento contro i lefevriani. Tuttavia, per rendersi credibile ed efficace in questa azione correttiva, dovrebbe aver maggior cura della sua fedeltà al Magistero la Chiesa, correggendo la tendenza modernistica, che gli faccio notare da alcuni anni.






 

Immagine da internet: teologa Simona Segoloni Ruta 

04 luglio, 2026

Osservazioni alla lettera del 3 luglio di Don Pagliarani al Papa

 

Osservazioni

alla lettera del 3 luglio di Don Pagliarani al Papa

 

Credo di fare cosa utile ai lettori commentare alcuni passi di questa lettera di Don Pagliarani per mostrare ciò che può essere accettabile e ciò che può essere respinto.

Assumo pertanto soltanto alcune sue proposizioni, che ritengo che abbiano bisogno di tale discernimento.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/osservazioni-alla-lettera-del-3-luglio.html


 

 
 
 
 

02 luglio, 2026

Un mio commento al provvedimento del DDF nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Un mio commento al provvedimento del DDF

nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Il Card. Fernandez, nel Decreto e nella Nota esplicativa in data odierna, ha parlato di scisma e di scomunica.

Siccome Don Pagliarani ha negato che la Fraternità è scismatica, citando San Tommaso, credo di far piacere ai lettori se faccio notare a Don Pagliarani che quanto dice non corrisponde a verità.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-mio-commento-al-provvedimento-del.html

 


La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.

01 luglio, 2026

Il mio commento alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Il mio commento

alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Credo di far piacere ai miei lettori presentare un mio commento a questa lettera di Don Pagliarani al Papa, del 30 giugno scorso[1]. Toccherò solamente alcuni punti, riferendomi a singole affermazioni di Don Pagliarani.


Dice Don Pagliarani:

“Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico.” ... 

Se in tutto ciò Pagliarani ha ragione, con ciò non intendo assolutamente giustificare gli argomenti di questa lettera nei confronti del Papa.

Anzi dobbiamo ricordare il severo avvertimento del Santo Padre:

“lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” ...

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-mio-commento-alla-risposta-di-don.html




Da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/29/pietro-e-paolo.html

26 giugno, 2026

De Mattei interviene sulla questione delle prossime ordinazioni lefevriane

 

De Mattei interviene

sulla questione delle prossime ordinazioni lefevriane

 

Il Prof. De Mattei ha espresso di recente nel suo sito un parere circa le prossime consacrazioni episcopali programmate dalla Fraternità San Pio X.

Io ho pensato di commentare per punti questo interessante intervento dal titolo “Di fronte alle consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026”.

Ho diviso il testo per punti, a ciascuno dei quali presento le mie osservazioni.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/de-mattei-interviene-sulla-questione.html


Padre Giovanni Cavalcoli

25 giugno 2026

 

 
 

17 giugno, 2026

Un suggerimento al Santo Padre

 

Un suggerimento al Santo Padre

 

Il Papa ieri ha parlato del problema di un accordo con la Fraternità San Pio X, rilevando con dolore la loro condizione scismatica.

Il Santo Padre, con cuore veramente di Padre, ha in mente di lanciare un appello affinchè questi fratelli siano in piena comunione con la Chiesa.

Modestamente mi sono permesso di suggerire al Santo Padre quelli che, secondo me, potrebbero essere i punti di tale appello.

A tal riguardo riporto la risposta che ho dato al messaggio di un lettore.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-suggerimento-al-santo-padre.html

 


 https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-06/papa-viaggio-spagna-migranti-pace-iran-lefebvriani-vacanze-peru.html

11 giugno, 2026

Don Morselli commenta Mons. Schneider - Un mio commento al commento - Seconda Parte (2/2)

 

Don Morselli commenta Mons. Schneider

Un mio commento al commento

Seconda Parte (2/2)

 

Don Alfredo Morselli ha commentato una recente dichiarazione di Mons. Schneider relativa alla prossima ordinazione episcopale programmata dalla FSSPX.

Considerando l’importanza dell’evento, ho pensato di commentare a mia volta:

A)   sia le parole di Mons. Schneider (Prima Parte)

B)   che le osservazioni di Don Morselli (Seconda Parte).

https://dianemontagna.substack.com/p/exclusive-bishop-schneider-sets-out

https://www.facebook.com/share/1QamPThe3Q/?mibextid=wwXIfr


****

B)

Don Alfredo Morselli

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/don-morselli-commenta-mons-schneider-un_01628706885.html

 

Secondo me è bene rivolgere con semplicità e fiducia al Magistero la richiesta di chiarire certi punti difficili e discussi delle dottrine conciliari, che di fatto sono state strumentalizzate dai modernisti o non comprese dai passatisti.

Se la Fraternità fa un passo di questo genere e nello stesso tempo rinuncia all’ordinazione, come sembra alludere Don Morselli, non c’è dubbio che essa metterebbe il Papa nelle migliori condizioni per chiarire il senso dei passi discussi del Concilio.

Per quanto riguarda la resistenza ad atti discutibili della Santa Sede, certamente questa cosa è lecita, purchè Don Morselli non si riferisca alle condizioni poste da Benedetto XVI affinchè la Fraternità sia in piena comunione con la Chiesa.

Immagine da Internet: Don Alfredo Morselli

10 giugno, 2026

Don Morselli commenta Mons. Schneider - Un mio commento al commento - Prima Parte (1/2)

 

Don Morselli commenta Mons. Schneider

Un mio commento al commento

Prima Parte (1/2)

 

Don Alfredo Morselli ha commentato una recente dichiarazione di Mons. Schneider relativa alla prossima ordinazione episcopale programmata dalla FSSPX.

Considerando l’importanza dell’evento, ho pensato di commentare a mia volta:

A)   sia le parole di Mons. Schneider (Prima Parte)

B)   che le osservazioni di Don Morselli (Seconda Parte).

 

https://dianemontagna.substack.com/p/exclusive-bishop-schneider-sets-out

https://www.facebook.com/share/1QamPThe3Q/?mibextid=wwXIfr

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 8 giugno 2026

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/don-morselli-commenta-mons-schneider-un.html


Purtroppo la Fraternità non è mai stata in comunione con la Chiesa e non è nata in comunione con la Chiesa, perché essa è stata fondata apposta per contestare le dottrine nuove del Concilio.

Per questo io ritengo che il Papa, quando ci sarà l’ordinazione, non emetterà alcun decreto di scomunica, perché la Fraternità, come disse Benedetto XVI parlando ad essa, di fatto non è in piena comunione col Papa, perché non accetta le nuove dottrine del Concilio.


Immagine da Internet:
- Mons. Schneider

21 maggio, 2026

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci in relazione a due suoi articoli sulla questione dei Lefevriani

 

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci

in relazione a due suoi articoli

 sulla questione dei Lefevriani 

 

Caro Marcarucci, ho molto apprezzato il suo sforzo di comprendere con animo benevolo e critico il dramma che come cattolici stiamo vivendo nell’imminenza della progettata ordinazione dei Vescovi lefevriani.

Avrei però da fare alcune osservazioni.

Innanzitutto non concordo sul giudizio positivo che lei dà circa la critica fatta da Mons. Lefebvre alle nuove dottrine del Concilio.

Per quanto riguarda infatti la Tradizione non è il Concilio che si sia allontanato dalla Tradizione, ma è Lefebvre, che, come gli rimproverò San Paolo VI, cadde in un falso concetto di tradizione.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lettera-aperta-amerigo-mascarucci-in.html

 

Fontanellato, 20 maggio 2026

 


Se i lefevriani, in questo lasso di tempo, ascoltando la voce dello Spirito, si approprieranno di queste verità, potranno essere sicuri della benevolenza da parte del Santo Padre, senza temere alcuna difficoltà ad ottenere l’autorizzazione.

Preghiamo per questa intenzione la Vergine Maria, Sede della Sapienza e Madre della Chiesa. 

 
Immagine da Internet: Madonna in trono con il Bambino, Spoleto 

20 maggio, 2026

Nota valutativa della Dichiarazione di fede di Don Pagliarani rivolta a Papa Leone XIV

 

Nota valutativa della Dichiarazione di fede

di Don Pagliarani

rivolta a Papa Leone XIV

 

Questa Dichiarazione di fede contiene certamente molte verità di fede della Tradizione, così come esse erano intese all’epoca di Pio XII, per cui la Dichiarazione non tiene conto degli sviluppi e degli approfondimenti apportati dal Concilio Vaticano II.

Anzi troviamo nelle parole di Don Pagliarani una accusa fatta al Magistero postconciliare di avere deviato dalle verità della Tradizione, seguendo supposti errori del Concilio Vaticano II. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/nota-valutativa-della-dichiarazione-di.html


La qualifica di “cattolico” non può essere soltanto una etichetta, ma è il vanto nobilissimo di quel cristiano che si pone in comunione col Pastore Universale della Chiesa. 
 
 
 
 
Immagine da Internet:
 

20 marzo, 2026

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Quarta Parte (4/5)

 

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner

Come risolvere le divisioni nella Chiesa?

Quarta Parte (4/5)

 

A che cosa è dovuto il successo di Rahner?

Il successo di Rahner è dovuto anche alla sua grande capacità che ha di esprimersi in termini filosofici per i ceti intellettuali e in termini popolari per la gran massa dei fedeli. L’ambiguità del suo modo di esprimersi, una via di mezzo tra il realismo e l’idealismo, suscita da una parte l’interesse tanto dei realisti quanto degli idealisti, tanto dei tomisti quanto degli hegeliani, tanto dei teisti quanto dei panteisti, ma dall’altra suscita tra di loro anche discussioni e contrasti su che cosa intende dire e come giudicare tante sue tesi, se sono o non sono eretiche. Le eresie ci sono, ma ciò non deve impedirci di riconoscere tante cose valide.

In ogni caso Rahner è abilissimo nel saper vendere, come si suol dire, la sua merce; ossia nell’ attrarre a sé l’attenzione. Conosce molto bene che cosa è che interessa agli uomini d’oggi, e va incontro ai loro interessi senza curarsi se essi sono legittimi o illegittimi, reali o illusori. L’importante è riscuotere successo, perché nella sua stessa gnoseologia l’essere è l’essere pensato, per cui tu vali in quanto sei riconosciuto e parlano di te.  Per ottenere questo, è sufficiente che tu adotti il loro criterio di giudizio, senza curarti se è vero o falso.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-problema-serio-non-sono-i-lefevriani_01150640239.html


Indubbiamente i Padri nel preparare la riforma della liturgia hanno tenuto d’occhio più la liturgia protestante che quella ortodossa. Questa indubbiamente con la sua ricca simbologia ci fa meglio percepire la presenza del Mistero, ma offre uno stimolo scarso all’impegno per il prossimo ed eleva maggiormente lo spirito. Ma suggerisce una spiritualità più platonica che biblica, più un rifiuto della materia che una salvezza della materia, anche se il rimedio non è certo una liturgia materialista alla Teilhard de Chardin o alla teologia della liberazione.

Nel reagire a una liturgia disincarnata nasce allora la tentazione di trovare ragioni per il servizio al prossimo e per l’impegno sociale su base puramente umana, diversa da quella della liturgia, come è successo con la Rivoluzione russa del 1917.  I Padri del Vaticano II erano consapevoli di questo rischio e non si può negare che la Messa del preconcilio soffra di questo difetto. Per questo il Concilio ha voluto una riforma del rito della Messa. 



Immagina da Internet: Padre Pio da Pietrelcina

19 marzo, 2026

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Terza Parte (3/5)

 

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner

Come risolvere le divisioni nella Chiesa?

Terza Parte (3/5)

 

 

L’episodio doloroso dell’«Humanae vitae»

L’inaspettato ritorno di modernismo si ebbe già dall’immediato postconcilio con l’amara sorpresa che questa volta non erano più soltanto i teologi, come ai tempi di San Pio X, ma addirittura certi Vescovi ad esserne infetti. Si tratta del famoso episodio del Catechismo olandese del 1966, che fu approvato dalla Conferenza episcopale olandese, e che San Paolo VI dovette far correggere da una commissione di Cardinali per il fatto che conteneva numerose eresie.

Similmente l’Episcopato tedesco il 22 settembre 1967 pubblicò una Lettera pastorale nella quale affermava che gli insegnamenti pontifici perennemente veri e quindi non rivedibili o irreformabili, che non possono essere sbagliati, sono solo quelli che hanno per materia nuovi dogmi, ossia verità di fede solennemente definita come tale.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-problema-serio-non-sono-i-lefevriani_01207583365.html


 

 

Immagine da Internet:

Papa Giovanni Paolo II