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04 luglio, 2026

Osservazioni alla lettera del 3 luglio di Don Pagliarani al Papa

 

Osservazioni

alla lettera del 3 luglio di Don Pagliarani al Papa

 

Credo di fare cosa utile ai lettori commentare alcuni passi di questa lettera di Don Pagliarani per mostrare ciò che può essere accettabile e ciò che può essere respinto.

Assumo pertanto soltanto alcune sue proposizioni, che ritengo che abbiano bisogno di tale discernimento.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/osservazioni-alla-lettera-del-3-luglio.html


 

 
 
 
 

02 luglio, 2026

Un mio commento al provvedimento del DDF nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Un mio commento al provvedimento del DDF

nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Il Card. Fernandez, nel Decreto e nella Nota esplicativa in data odierna, ha parlato di scisma e di scomunica.

Siccome Don Pagliarani ha negato che la Fraternità è scismatica, citando San Tommaso, credo di far piacere ai lettori se faccio notare a Don Pagliarani che quanto dice non corrisponde a verità.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-mio-commento-al-provvedimento-del.html

 


La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.

01 luglio, 2026

Il mio commento alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Il mio commento

alla risposta di Don Pagliarani all’appello del Santo Padre

 

Credo di far piacere ai miei lettori presentare un mio commento a questa lettera di Don Pagliarani al Papa, del 30 giugno scorso[1]. Toccherò solamente alcuni punti, riferendomi a singole affermazioni di Don Pagliarani.


Dice Don Pagliarani:

“Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico.” ... 

Se in tutto ciò Pagliarani ha ragione, con ciò non intendo assolutamente giustificare gli argomenti di questa lettera nei confronti del Papa.

Anzi dobbiamo ricordare il severo avvertimento del Santo Padre:

“lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” ...

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-mio-commento-alla-risposta-di-don.html




Da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/6/29/pietro-e-paolo.html

30 giugno, 2026

Un commento alle parole accorate del Santo Padre a Don Pagliarani

 

Un commento alle parole* accorate del Santo Padre

a Don Pagliarani 

 

Il Santo Padre, appena due giorni prima delle progettate ordinazioni episcopali della Fraternità San Pio X, ha avuto il cuore di padre di esortare fermamente i lefevriani:

“vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi!”.

 

A così breve distanza di tempo è possibile sperare un simile gesto di umiltà e di obbedienza? Evidentemente il Papa ha questa speranza. Egli sa che lo Spirito Santo può cambiare i cuori. Ma questi fratelli ascolteranno la voce dello Spirito Santo? Non lo sappiamo. Non sappiamo che cosa succederà domani.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-commento-alle-parole-accorate-del.html

Lettera del Santo Padre al Rev.do Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X - Dal Vaticano, 29 giugno 2026 Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/letters/2026/documents/20260629-lettera-fraternita-sanpiox.html


 
 
 
 
Da: Santi Pietro e Paolo, apostoli – Santa Messa con la benedizione e l’imposizione dei Palli ai nuovi Arcivescovi Metropoliti
 
 

25 giugno, 2026

Per un giudizio equo sulla massoneria - Quarta Parte (4/4)

 

Per un giudizio equo sulla massoneria

Quarta Parte (4/4)

 

Leone XIII, denunciando con coraggio questa macchinazione diabolica contro la Chiesa, mostra che i massoni sono dei servi di Satana legati a lui da un patto maledetto. Il massone infatti sa che obbedendo al diavolo, dopo un breve periodo di successo e felicità terreni andrà all’inferno, ma non glie ne importa. Il suo orgoglio gli fa preferire di stare all’inferno lontano da Dio piuttosto che in paradiso con Dio. L’orgoglioso non cerca la beatitudine, ma la soddisfazione della propria volontà. E il diavolo appunto lo aiuta in ciò assicurandogli un successo terreno, ma conducendolo con sé all’inferno al momento della morte, cosa che il peccatore accetta pur di soddisfare il suo orgoglio.

Uno potrebbe dire: ma, visto che cosa è successo all’uomo ascoltare le parole del serpente, come è possibile ascoltare ancora il serpente dopo l’amarissima scoperta di essere «nudo», ossia privato dei doni preternaturali dell’immortalità, dell’impassibilità, della perfetta agilità e salute, del pieno dominio delle passioni e sulla natura, della scienza infusa, della pace con se stesso, con la donna, con la società, con la natura e con Dio. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/per-un-giudizio-equo-sulla-massoneria_01929409496.html

 

È interessante anche il cambiamento avvenuto nel diritto canonico col nuovo Codice del 1983. Mentre nel precedente Codice il can. 2335 commina la scomunica a chi dava il nome alla Massoneria, in quanto associazione che complotta contro la Chiesa, nel nuovo Codice, al can.1374, il testo si limita a dire: «chi dà il nome ad un’associazione che complotta contro la Chiesa, sia punito con una giusta pena; chi poi tale associazione promuove o dirige sia punito con l’interdetto». Il Codice non nomina la Massoneria perché essa non è l’unica associazione che complotta contro la Chiesa. 

È evidente che parlando di «princìpi della Massoneria» la CDF intende i princìpi errati. Ma ciò non significa che tutti princìpi della Massoneria siano errati. Infatti non esiste nessuna costruzione umana dottrinale i cui princìpi siano tutti errati per il semplice motivo che l’errore esiste in quanto privazione di verità in una teoria conforme a verità.  Se non ci fosse quella verità, non ci sarebbe l’errore, così come se non ci fosse il malato non ci sarebbe la malattia.

Questo vuol dire che nel vagliare le dottrine umane la prima cosa che dobbiamo fare è scoprire quella parte di verità che esse contengono. È questa stessa verità che ci consente di scoprire l’errore. Per questo, nessuna dottrina umana, per quanto infetta dall’errore, va rifiutata in blocco, ma, se contiene degli errori, dev’essere corretta in base a quella parte di verità che essa già contiene.

 


Per essere più precisi occorre tener presente che ogni dottrina umana è un insieme di proposizioni non ammassate alla rinfusa, poiché ciò sarebbe solo effetto di demenza, ma riducibili ad alcuni princìpi o deducibili o ricavabili da altri princìpi e raccolte attorno ad essi. È chiaro che quelle collegate ai princìpi giusti sono vere, mentre quelle che dipendono da princìpi falsi saranno false.

Il Concilio Vaticano II ha causato nella condotta pastorale della Chiesa nei confronti delle dottrine non cattoliche, cristiane e non cristiane, filosofiche o religiose dell’umanità, questo atteggiamento orientato ad un discernimento o vaglio critico più attento che per il passato a quella parte di verità che si trova anche nelle dottrine umane più perverse e che potremmo definire addirittura diaboliche (I Tm 4,1). Tra queste dottrine si distingue quella massonica, la quale a cominciare dal sec. XVIII fu più volte condannata in blocco dai Papi, ma che, nel nuovo clima pastorale inaugurato dal Concilio Vaticano II, appare nella sua vera e completa realtà, non cioè come un semplice coacervo  di eresie e di empietà, ma come una qualunque dottrina umana basata sulle semplici forze di una ragione non illuminata dal Dio di Gesù Cristo, il Dio della fede cattolica, ma anzi ingannata dal dio di questo mondo o, come lo chiama Hegel, dallo «spirito del mondo» (Weltgeist) .

Immagini da Internet: Simboli massonici

11 giugno, 2026

Don Morselli commenta Mons. Schneider - Un mio commento al commento - Seconda Parte (2/2)

 

Don Morselli commenta Mons. Schneider

Un mio commento al commento

Seconda Parte (2/2)

 

Don Alfredo Morselli ha commentato una recente dichiarazione di Mons. Schneider relativa alla prossima ordinazione episcopale programmata dalla FSSPX.

Considerando l’importanza dell’evento, ho pensato di commentare a mia volta:

A)   sia le parole di Mons. Schneider (Prima Parte)

B)   che le osservazioni di Don Morselli (Seconda Parte).

https://dianemontagna.substack.com/p/exclusive-bishop-schneider-sets-out

https://www.facebook.com/share/1QamPThe3Q/?mibextid=wwXIfr


****

B)

Don Alfredo Morselli

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/don-morselli-commenta-mons-schneider-un_01628706885.html

 

Secondo me è bene rivolgere con semplicità e fiducia al Magistero la richiesta di chiarire certi punti difficili e discussi delle dottrine conciliari, che di fatto sono state strumentalizzate dai modernisti o non comprese dai passatisti.

Se la Fraternità fa un passo di questo genere e nello stesso tempo rinuncia all’ordinazione, come sembra alludere Don Morselli, non c’è dubbio che essa metterebbe il Papa nelle migliori condizioni per chiarire il senso dei passi discussi del Concilio.

Per quanto riguarda la resistenza ad atti discutibili della Santa Sede, certamente questa cosa è lecita, purchè Don Morselli non si riferisca alle condizioni poste da Benedetto XVI affinchè la Fraternità sia in piena comunione con la Chiesa.

Immagine da Internet: Don Alfredo Morselli

10 giugno, 2026

Don Morselli commenta Mons. Schneider - Un mio commento al commento - Prima Parte (1/2)

 

Don Morselli commenta Mons. Schneider

Un mio commento al commento

Prima Parte (1/2)

 

Don Alfredo Morselli ha commentato una recente dichiarazione di Mons. Schneider relativa alla prossima ordinazione episcopale programmata dalla FSSPX.

Considerando l’importanza dell’evento, ho pensato di commentare a mia volta:

A)   sia le parole di Mons. Schneider (Prima Parte)

B)   che le osservazioni di Don Morselli (Seconda Parte).

 

https://dianemontagna.substack.com/p/exclusive-bishop-schneider-sets-out

https://www.facebook.com/share/1QamPThe3Q/?mibextid=wwXIfr

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 8 giugno 2026

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/don-morselli-commenta-mons-schneider-un.html


Purtroppo la Fraternità non è mai stata in comunione con la Chiesa e non è nata in comunione con la Chiesa, perché essa è stata fondata apposta per contestare le dottrine nuove del Concilio.

Per questo io ritengo che il Papa, quando ci sarà l’ordinazione, non emetterà alcun decreto di scomunica, perché la Fraternità, come disse Benedetto XVI parlando ad essa, di fatto non è in piena comunione col Papa, perché non accetta le nuove dottrine del Concilio.


Immagine da Internet:
- Mons. Schneider

25 maggio, 2026

Attualità di Schillebeeckx - Corso di Cristologia A.A. 1998-1999 - Prima Parte (1/5)

 

Attualità di Schillebeeckx

Corso di Cristologia A.A. 1998/1999

Parte Prima (1/5)

 

Ritengo che la Cristologia di Schillebeeckx, che ha avuto larga diffusione nel periodo postconciliare, continui ad influenzare la cristologia contemporanea per il fatto che non ci sono stati interventi importanti del Magistero e dei teologi cattolici finalizzati a mettere in evidenza la tendenza ariana della cristologia di Schillebeeckx.

Per questo ho pensato di offrire ai Lettori il Corso sulla Cristologia di Schillebeeckx che tenni allo Studio Teologico Domenicano di Bologna nell’A.A. 1998/1999.

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 25 maggio 2026

 ***

INTRODUZIONE

Il pensiero del teologo domenicano olandese Edward Schillebeeckx è ormai noto da decenni negli ambienti teologici internazionali. La sua produzione è molto vasta ed ha avuto ampia risonanza da noi in Italia soprattutto dagli anni sessanta agli anni ottanta. Esperto del Concilio Vaticano II, ha dato un notevole contributo agli studi cristologici.

Come è noto, egli è stato al centro di vive discussioni ed ha ricevuto anche alcuni richiami dalla Santa Sede (vedi la documentazione in Documenta inde a Concilio Vaticano Secundo expleta edita (1966-1985), della Congregazione per la Dottrina della Fede, Libreria Editrice Vaticana 1985).

Continua a leggere:

 

 

Capitolo I - Sottotitoli: 1-2-3-4 - nn. 1-77

Pag. 1 – 28 testo originale dattiloscritto di Cavalcoli:

https://www.arpato.org/studi.htm n.36: https://www.arpato.org/testi/studi/Cavalcoli_Schillebeeckx_1998.pdf

 

 

 Immagine da Internet:

-  Pittura murale raffigurante Gesù (Catacomba di Commodilla a Roma, fine IV secolo-inizi del V)


22 aprile, 2026

Maritain e Bontadini. Un confronto fra due maestri - Parte Terza (3/7)

 

Maritain e Bontadini

Un confronto fra due maestri

Parte Terza (3/7)

La scelta fra realismo e idealismo

Scegli la vita

Dt 30,19

L’idealismo in generale è la stima per il valore dell’idea intesa come esemplare o modello o criterio intellegibile assoluto e certissimo di verità e di valutazione o principio di libertà e perfezione eterno ed immutabile plasmatore della realtà materiale diveniente, realtà spirituale presente nella mente e nella coscienza, costitutiva della mente e punto di partenza e guida dell’azione. Lo scopritore del valore dell’idea è notoriamente Platone. L’idea è luce della mente proveniente da Dio e che conduce a Dio.

È interessante come nella visione idealistica sono totalmente assenti gli angeli, sia quelli santi che quelli malvagi. Infatti la metafisica idealista non conosce gradi analogici dell’essere: materia, forma, essenza, essere. Tutto si gioca tra il finito e l’infinito, Dio e l’uomo, l’immanente e il trascendente, il tutto e la parte, l’essere e il non-essere, l’affermazione e la negazione.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/maritain-e-bontadini-un-confronto-fra_01039272301.html

 

Sant’Agostino comprese che l’idea platonica è l’idea divina, il Logos divino, coincidente con l’essere stesso di Dio creatore e provvidente governatore dell’universo e regola della perfezione morale dell’uomo. La mente umana forma le proprie idee basandosi sulla luce proveniente dalle idee divine.  La verità del conoscere dipende dalla docilità della mente umana alla verità divina che si mostra nella coscienza. 

Ma l’idealismo condannato dalla Chiesa non è questo. Si tratta invece dell’idealismo che ha il suo inizio in Cartesio e il suo culmine in Hegel. È quell’idealismo che questi idealisti chiamano boriosamente «filosofia moderna», la quale, in realtà, a ben vedere, non è affatto moderna, ma è l’espressione della sofistica di Protagora, per il quale, come è noto, «l’uomo è la misura di tutte le cose». Che significa ciò? Che Cartesio, come già aveva fatto Protagora, considera come modello e misura del reale non più l’idea divina trascendente di Platone ed Agostino, ma la semplice idea umana. 

Per questo l’uomo si sostituisce a Dio nella pretesa di ideare, regolare e addirittura creare la realtà delle cose e di se stesso. Naturalmente si tratta di una pretesa irrealizzabile; ma all’idealista basta la convinzione di realizzarla. Egli sa bene che la realtà esiste indipendentemente da lui; ma per sentirsi alla pari di Dio gli basta esercitare la sua volontà senza tener conto di quella divina. E questo gli è possibile.

È con questo tipo di filosofia che oggi abbiamo a che fare. È con questa filosofia che il Concilio Vaticano II ci prescrive di confrontarci, dopo il fallito tentativo del modernismo. Il Concilio però ci indica qual è il filo di Arianna per uscire da questo labirinto, qual è il modo di togliere dal serpente il veleno, qual è la guida per il pericoloso sentiero di montagna, qual è il modo di curare la malattia senza prendere il contagio: è San Tommaso. Ma Tommaso allo stato puro, non mescolato con Parmenide, Kant, Hegel o Severino.

 
Immagine da Internet: San Tommaso d'Aquino, Roccasecca

25 marzo, 2026

Il pensiero di Tomas Tyn sul Sacro

 

Il pensiero di Tomas Tyn sul Sacro

 

Ritengo di fare cosa gradita ai Lettori, con particolare riferimento ai miei Confratelli della Facoltà Teologica di Bologna, pubblicare un interessante articolo di P. Tyn, che, dopo essere stato pubblicato nel 1986 sul n. 6 “Seminars dei Martedì”, fu pubblicato nel 1999 su “Sacra Doctrina”.

Colgo l’occasione per ricordare ai Lettori che anch’io ho proprio trattato di questo argomento molto importante di recente su questo blog, nell’articolo “Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Quarta Parte (4/5)”.

...

 

IL SACRO TRA RELIGIONE E MAGIA

I.         La nozione e la natura del sacro.

1.         Il sacro in sé.

            Il sacro coincide essenzialmente con l’inviolabile. Consacrare una cosa significa sottrarla all’uso comune, profano, cioè accessibile a tutti. Nell’azione santificatrice occorre però distinguere il termine a quo ossia il mondo quotidiano, ovvio, banale, dal quale la realtà “santificata” è presa, e il termine ad quem, cioè la dedicazione di questa stessa realtà a qualcosa di “santo” secondo la sua stessa natura che si pone al di là e al di sopra delle vicende immediatamente ricorrenti all’uomo santificante. La cosa santificata o consacrata è quindi resa inviolabile, perché attribuita a qualcosa che è inviolabile per se stesso senza essere mai stato reso tale da qualcun altro.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-pensiero-di-tomas-tyn-sul-sacro.html


 







Il Servo di Dio Padre Tomas Tyn

23 marzo, 2026

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Quinta Parte (5/5)

 

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner

Come risolvere le divisioni nella Chiesa?

Quinta Parte (5/5)

 

La concezione rahneriana del sacerdozio

Il sacerdozio cattolico è quell’ufficio sacro o quello stato di vita soprannaturale istituito da Cristo, che, imprimendo nell’anima un carattere indelebile, abilita il cristiano ordinato dal Vescovo in forza del sacramento dell’Ordine, ad offrire il sacrificio eucaristico e a confessare.

Il sacerdote è essenzialmente, peculiarmente, insostituibilmente e specificamente dedito alla l’amministrazione dei sacramenti. Riceve da Cristo mediante il Vescovo dei poteri spirituali di insegnamento, di governo, di guida, di santificazione e di cura delle anime, che non possiede il semplice cristiano laico.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-problema-serio-non-sono-i-lefevriani_23.html 

La riforma della Messa promossa dal Concilio non ha fatto altro che ordinare una nuova strutturazione o modalità o procedimento cerimoniale del rito e quindi un modo nuovo di celebrare la Messa precisamente allo scopo che essa possa essere meglio compresa, più attraente, più apprezzata, più fruttuosa, più facile da seguìre e più partecipata dai fedeli del nostro tempo.

È comprensibile che il Santo Padre non gradisca l’intento dei lefevriani di ordinare nuovi Vescovi, stante il fatto che essi si ostinano nel rifiutare le dottrine nuove del Concilio. 

 

Attualmente i Vescovi lefevriani non sono gravati da scomunica; tuttavia ciò non toglie che manchino di effettiva comunione con la Chiesa, la quale pertanto non li ritiene adatti al governo di una diocesi, né essi lo desiderano, in quanto sarebbero vincolati ad una obbedienza al Papa che essi rifiutano perchè lo ritengono modernista e rahneriano.  
 
 
 
Immagini da Internet:
- La Fraternità San Pio X regala un libro ai Vescovi italiani: https://fsspx.it/it/news/la-fraternita-san-pio-x-regala-un-libro-ai-vescovi-italiani-57871