Scambio di lettere fra il Papa e il Card. Müller su Sant’Ireneo, critico dello gnosticismo

Scambio di lettere fra il Papa e il Card. Müller

su Sant’Ireneo, critico dello gnosticismo

Pubblichiamo questo interessante scambio di lettere, che ci mostra l'urgenza e l'importanza di trattare seriamente ed approfonditamente del problema dello gnosticismo, il quale, come ho dimostrato in miei recenti articoli, è la forma più insidiosa e pericolosa di modernismo, che ha una sua espressione peculiare nella teologia di Rahner.

L’occasione per trattare dello gnosticismo è stata offerta dalla recente proclamazione del Santo Padre di Sant’Ireneo come Dottore della Chiesa. Infatti è noto che Sant’Ireneo è rimasto famoso in modo particola come grande avversario dello gnosticismo.

Prossimamente pubblicherò una ampia descrizione della concezione gnostica del pensiero, la quale prende le mosse dai temi di fondo dell'idealismo tedesco, il quale, come è stato dimostrato dalla critica filosofica e dalla storia, conduce a una pericolosa forma di panteismo pseudocristiano, già denunciata da San Pio X nella famosa enciclica Pascendi.

Da: Il Sismografo :

http://ilsismografo.blogspot.com/2022_03_04_archive.html

Lettera del cardinale Gerhard Müller e risposta del Santo Padre

Da : (ilcattolico) 

fonte: https://kath.net/news/77737


Lettera del Card. Müller al Santo Padre

A Sua Santità Papa Francesco
Roma

Santo Padre, caro fratello in Gesù Cristo,

In qualità di supremo maestro del cristianesimo, lei ha dichiarato Sant'Ireneo di Lione Dottore della Chiesa.

Con questo grande gesto, il suo pontificato sarà per sempre legato nel modo più positivo nella storia della Chiesa. Con la sua espressione (meglio: insegnamento?) dell'ermeneutica cattolica con i tre principi della Sacra Scrittura, della Tradizione Apostolica e del Magistero Ecclesiastico dei Vescovi in Successione Apostolica, il santo Vescovo di Lione divenne il padre della dogmatica cattolica:

"Hac ordinatione et successione ea quae est ab apostolis in ecclesia traditio et veritatis praeconatio pervenit usque ad nos. Et est plenissima haec ostensio, unam et eandam vivificatricem fidem esse quae in ecclesia ab apostolis usque nunc sit conservata et tradita in veritate". (Adversus haereses III 3,3 - "In questo ordine e sequenza la tradizione apostolica ecclesiastica è giunta fino a noi, e perfettamente conclusiva è la prova che è la stessa fede vivificante che la Chiesa ha ricevuto dagli apostoli, ha conservato fino ad oggi, e ci ha tramandato in verità").

Il criterio più concreto della piena conformità alla rivelazione divina nella tradizione ecclesiastica è il riconoscimento della Chiesa romana come fondamento dei principi apostolici Pietro e Paolo: "ad hanc enim ecclesiam propter potentiorem principalitatem necesse est omnem convernire ecclesiam, hoc est eos qui sunt undique fideles, in qua semper ab his qui sunt undique conservata est ea quae est ab apostolis traditio." (Adversus haereses III, 3, 2 - Perché con la Chiesa romana, a causa del suo speciale primato, deve convenire ogni Chiesa, cioè i fedeli di tutti i dintorni, perché S. in essa la tradizione apostolica è sempre conservata da coloro che vengono da ogni parte").

Il nostro nuovo Doctor ecclesiae ha sconfitto lo gnosticismo, la madre di tutte le eresie. Lo gnosticismo - nelle sue varianti storiche e moderne - è il tentativo di porre la mente umana al di sopra della ragione di Dio (cfr. Adversus haereses I, praefatio). E quindi è ancora più distruttivo del pelagianesimo, che credeva solo di poter fare della volontà umana lo standard della volontà divina.

Al contrario, Dio ci chiama a collaborare con il nostro intelletto e la nostra volontà alla costruzione del suo regno d'amore nella verità e nella libertà.

Le esprimo la mia gratitudine per la sua grande iniziativa e le prometto le mie preghiere quotidiane.

Gerhard Card. Müller



Lettera di risposta del Santo Padre


Sua Eminenza
Cardinale Gerhard Müller, Roma
Santa Marta, 6 febbraio 2022,

Caro fratello,

Grazie per la sua lettera di ieri. Grazie per la sua riflessione accurata e precisa, che corrisponde a un maestro della dottrina cattolica della fede.

Grazie anche per il suo chiaro giudizio sullo gnosticismo. È vero: invade molti settori della vita della Chiesa, soprattutto le "scuole" di spiritualità che pretendono di voler rinnovare l'urgenza (Nachdrücklichkeit) dei classici cattolici.

Il suo commento mi dà motivo di fare una domanda. Perché non scrive un libro sulle varie espressioni dello gnosticismo? Posso assicurarvi che sarà molto buono.

Prego per voi e per favore non dimenticate di pregare anche per me.
Gesù vi benedica e la Beata Vergine vi protegga.

Con saluti fraterni

Franciscus

Da: https://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2022/1/21/decreto-santireneo.html


Decreto del Santo Padre per il conferimento del titolo di Dottore della Chiesa a Sant’Ireneo di Lione

Sant’Ireneo di Lione, venuto dall’Oriente, ha esercitato il suo ministero episcopale in Occidente: egli è stato un ponte spirituale e teologico tra cristiani orientali e occidentali. Il suo nome, Ireneo, esprime quella pace che viene dal Signore e che riconcilia, reintegrando nell’unità. Per questi motivi, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la mia Autorità Apostolica lo

DICHIARO

Dottore della Chiesa con il titolo di Doctor unitatis.

La dottrina di così grande Maestro possa incoraggiare sempre più il cammino di tutti i discepoli del Signore verso la piena comunione. 

Dal Vaticano, 21 gennaio 2022 

Immagini da Internet

5 commenti:

  1. Caro Padre Cavalcoli,
    questo dialogo tra il Papa e il Cardinale è certamente consolante. Per il resto, l'informazione dice che il Papa ha risposto prontamente, mostrando così il suo interesse.
    Il punto su cui viene catturata la mia attenzione è il significato che il Papa vuole dare ai termini "gnosticismo", "gnostici"...
    Tendo a pensare, come dici lei stesso, che il Papa usi la parola "gnosticismo" per evitare di usare il termine "modernismo". Come i Papi precedenti, hanno evitato di usare il termine "modernismo" (forse per non essere chiamati "conservatori" usando lo stesso termine usato da San Pio X in la Pacendi?). Ma allora, se questo fosse vero, dobbiamo concludere che papa Francesco è il papa che ha condannato ancora una volta il modernismo!
    Tendo a pensarlo.

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    1. Caro Salvatore,
      i Papi del postconcilio non usano il termine modernismo probabilmente per non dare spazio ai passatisti, i quali se ne sono impossessati, in parte legittimamente in quanto si rifanno a Pio X e in quanto criticano Rahner, ma in parte illegittimamente in quanto trovano del modernismo nelle dottrine del Concilio.
      Sono d’accordo con lei nel ritenere che col termine gnosticismo il Papa intenda il modernismo di oggi, nel senso che lo gnosticismo è un aspetto del modernismo, mentre il modernismo è un fenomeno più vasto dello gnosticismo, in quanto lo gnosticismo è una dottrina della scienza e della conoscenza, mentre il modernismo è un complesso più ampio di dottrine che toccano la filosofia e la teologia, la morale, l’esegesi biblica e la spiritualità.
      Uno si potrebbe domandare: i Papi del postconcilio hanno denunciato indubbiamente molte deviazioni teologiche moderne; con quali termini le hanno designate? San Paolo VI parlava di secolarismo; San Giovanni Paolo II parlava di soggettivismo; Benedetto XVI parlava di relativismo; Papa Francesco recentemente ha parlato di pensiero unico, a significare il fatto che i modernisti hanno acquistato un tale potere in campo teologico da imporre in qualche modo il loro pensiero.
      Per quanto riguarda la posizione attuale di Papa Francesco, egli ha dato un forte colpo contro il modernismo, condannando lo gnosticismo. Tuttavia purtroppo Papa Francesco è un po’ troppo indulgente verso il modernismo, il quale tende a strumentalizzarlo.
      Ad ogni modo si può sempre dire che i Papi del postconcilio, compreso Francesco, in quanto prolungano le dottrine del Concilio, combattono il modernismo, nel senso che hanno saputo accogliere le istanze valide dei modernisti, i quali intendevano recuperare gli aspetti validi del pensiero moderno. Senonché il loro sbaglio fu che invece di giudicare il pensiero moderno alla luce della dottrina tomista, come sempre hanno raccomandato i Papi, si sono impegolati nell’errore, perché hanno valutato il modernismo con i criteri sbagliati dello stesso modernismo.
      Il Concilio invece, che cosa ha fatto? Ha realizzato un vero ammodernamento del pensiero cattolico accogliendo gli aspetti validi del pensiero moderno e respingendo gli errori alla luce del Vangelo.

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    2. Grazie padre, per la risposta e i generosi commenti. Come di solito accade con lei, le sue distinzioni e precisioni indicano e guidano il pensiero. Grazie.

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  2. Caro Padre,
    È molto interessante quello che dici nel commento precedente.
    Se è possibile supporre che i Papi postconciliari abbiano evitato di usare il termine "modernismo", e abbiano invece usato termini alternativi, penso che tra quelli da lei menzionati si debba fare una distinzione.
    Da un lato, i termini che, come "gnosticismo", si riferirebbero a un solo aspetto del modernismo: l'aspetto epistemologico.
    D'altra parte, i termini più totalizzanti, e, quindi, più equivalenti al modernismo: secolarismo, soggettivismo, relativismo.
    Condivideresti la mia opinione?
    Grazie.

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    1. Caro Ross Poldark,
      effettivamente il termine gnosticismo riguarda la conoscenza, per cui può riferirsi al concetto di scienza, filosofia e teologia. Invece gli altri termini sono effettivamente più comprensivi.
      Infatti, il secolarismo è la tendenza ad abbassare il divino e il soprannaturale al livello dell’umano, del naturale, del secolare, del mondano, se non addirittura del politico.
      Il secolarismo può condurre al materialismo, all’ateismo e alla mondanizzazione di tutti i valori morali, senza salvare i valori superiori della metafisica e della religione.
      Il termine soggettivismo ha più relazione con l’idealismo e in generale con le filosofie fenomenistiche, nonché con l’impostazione protestante. Il soggettivismo è la riduzione di tutta la realtà alla propria soggettività o alla propria autocoscienza. E qui il grande maestro è Cartesio. L’oggettività viene meno e il soggetto si sente autorizzato a trattare la realtà secondo i propri gusti personali. La volontà tende a abbandonare il rapporto con Dio e a ripiegarsi su se stessa.
      Il relativismo è la tendenza a negare i valori assoluti o non negoziabili. Assomiglia al soggettivismo, perché l’unico assoluto diventa il proprio io. Il relativismo finisce per assolutizzare il relativo e quindi perde di vista il vero assoluto, che è Dio, e perde di vista il valore delle creature, compreso il proprio io, perché tutto ciò viene assolutizzato a seconda delle preferenze personali del soggetto.
      Caratteristica del relativismo è la mutabilità della verità, inquantoché il relativismo ritiene che la verità sia sempre relativa al tempo, in modo tale che ciò che era falso ieri può diventare vero oggi e viceversa, ciò che era vero ieri può diventare falso oggi. Questa peraltro è la nota più caratteristica del modernismo. Il relativismo in questo senso si può qualificare anche come storicismo ed evoluzionismo.

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