La Chiesa che nasce dal caos
Chi edifica la Chiesa? Siamo noi o è Cristo?
Padre Antonio Spadaro in un articolo su La civiltà cattolica del 17.XII.2022-7.I.2023 intitolato Crisi e futuro della Chiesa afferma che
«il ritmo della Chiesa non è quello della sinfonia, ma piuttosto quello che evocavamo all’inizio come ritmo del ragionamento che stiamo sviluppando: quello della jam session di un concerto jazz. Questo genere vede confluire tradizioni musicali disparate ed è caratterizzato dall’improvvisazione e dalla poliritmia. Espressione caratteristica sono le riunioni di musicisti che si ritrovano per una performance senza aver nulla di preordinato, improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti. Queste sono situazioni «geniali», dove la sfida consiste proprio nel dare una forma non preordinata a partire da un caos di suoni» (p.532).
Da queste parole si comprende che Spadaro non ha un’idea giusta di che cosa è la Chiesa, la quale non sorge dal confluire casuale di iniziative contrastanti desiderose di esternarsi così da formare un aggregato conflittuale e disarmonico vada come vada, purchè ognuna sia libera di esprimersi senza preoccuparsi di armonizzare con le altre, nelle comune fiducia che da questo confluire casuale e disordinato sorge d’impulso una forma geniale, non preordinata, non originariamente concepita, ideata e voluta, ma spontanea e preterintenzionale, che sarebbe la Chiesa.
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