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18 marzo, 2025

Il Santo Padre ci indica le vie della pace

 

Il Santo Padre ci indica le vie della pace

È mio grande piacere pubblicare la lettera che il Santo Padre ha scritto il 14 u.s. al Direttore del Corriere della Sera, lettera che contiene parole molto utili per tutti noi, che vogliamo la pace sia in Ucraina che in Israele.

Trovo molto significativo il fatto che il Papa si sia rivolto a un Direttore di giornale. Vedo in ciò un fatto simbolico, come a dire che il Papa, rivolgendosi a un dato quotidiano, si rivolge a tutti i giornalisti dell’Occidente e dell’Oriente per esortarli ad assumersi con coraggio le loro responsabilità.

A tal riguardo l’espressione che mi ha colpito moltissimo è la seguente: “Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra”. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-santo-padre-ci-indica-le-vie-della.html

 

Immagine da Internet

21 marzo, 2024

Israele popolo di Dio - Seconda Parte (2/2)

 

Israele popolo di Dio

Seconda Parte (2/2)
 

Come mai Israele fa ancora resistenza a Cristo?

Quello che d’altra parte si stenta a capire è come mai Israele, dopo 2000 anni che è venuto il Messia, ancora non lo riconosce. Consolano e danno speranza le parole di San Paolo:

«Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore, ma quando ci sarà la conversione al Signore, quel velo sarà tolto» (II Cor 316). «La parola di Dio non è venuta meno. Infatti non tutti i discendenti di Israele sono Israele; né per il fatto di essere discendenti di Abramo, sono tutti suoi figli» (Rm 9,6-7). 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/israele-popolo-di-dio-seconda-parte-22.html


Per validi motivi storici, corrispondenti alla rivelazione biblica, è giusto che Gerusalemme, governata dagli Israeliani, sia la capitale di Israele. Nel contempo è giusto e doveroso che il governo israeliano conceda libertà di culto a cristiani e musulmani, in forza del diritto alla libertà religiosa.

È encomiabile la venerazione dei musulmani per Gerusalemme, ma essi devono rinunciare alla pretesa di essere loro i signori di Gerusalemme al posto di ebrei e cristiani, perché tale loro pretesa non ha fondamenti né storici, né religiosi, né giuridici, ma è effetto di imprudente credulità in Maometto, sempre intento a favorire al massimo il suo popolo, gli Arabi.

Quanto ai cristiani, essi vedono con gli ebrei in Gerusalemme la prefigurazione della Gerusalemme celeste. Per questo essi anche a Gerusalemme svolgono la loro opera evangelizzatrice nei confronti di ebrei e musulmani secondo le direttive del Concilio Vaticano II. La comunità cattolica di Gerusalemme è parte integrante della Chiesa cattolica.

Immagine da Internet: “La Jérusalem céleste“, extraite de la Tapisserie de l'Apocalypse du Château d'Angers, France.

20 marzo, 2024

Israele popolo di Dio - Prima Parte (1/2)

 

Israele popolo di Dio

Prima Parte (1/2)

Sorprende come il popolo ebraico

 sappia conservare la propria identità razziale

La Sacra Scrittura, rivelazione di Gesù Cristo, Figlio di Dio, è la testimonianza scritta delle origini, dei protagonisti, della sapienza, delle istituzioni, della letteratura e della storia travagliata ed edificante, amara ed entusiasmante, scandalosa ed affascinante, umanissima e straordinaria, banale e prodigiosa, unica tra quella di ogni altro popolo, di un popolo prediletto da Dio, il popolo d’Israele, perciò detto «popolo di Dio».

Israele è un popolo di una precisa razza, di una precisa lingua, di una precisa religione, organizzato secondo un preciso sistema politico, proprietario di un preciso territorio: il popolo ebraico o popolo d’Israele, oggi costituente lo Stato d’Israele residente nel suo territorio con capitale Gerusalemme.

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Un problema esegetico che alcuni tra noi cristiani pongono è quello di sapere se la rivelazione ricevuta da Abramo della terra promessa è vera rivelazione divina, oggetto di fede teologale o è un’idea che si fece Abramo, trasmessa poi ai suoi posteri come rivelazione divina, e sempre creduta tale dagli Ebrei fino agli Ebrei di oggi.

Ora la Chiesa, erede della rivelazione veterotestamentaria, che cosa ci dice? Ci dice qualcosa in merito? Che gli Ebrei siano i legittimi possessori della Palestina perché Dio ha voluto così è verità di fede anche per noi cristiani? Per noi cristiani la tesi secondo la quale Dio ha assegnato ad Israele il possesso della Palestina è Parola di Dio o è una convinzione solo umana e discutibile, che gli Ebrei si sono fatti a partire da Abramo? 

Infatti la moderna esegesi storico-critica ha dimostrato come molti dati che la Scrittura soprattutto veterotestamentaria sembra presentare come rivelazione divina o come dato rivelato, ad un esame più attento condotto con i metodi esegetici moderni, si sono rivelati idee proprie della cultura del tempo. Si pensi solo alla tesi dell’inferiorità della donna o al precetto dello herem, che comporta la distruzione totale del nemico.

Immagine da Internet

28 febbraio, 2024

Dio ha dato la Palestina agli Ebrei o ai Musulmani?

 

Dio ha dato la Palestina agli Ebrei o ai Musulmani?

Il conflitto ebraico-palestinese per il possesso della Palestina porta più che mai alla ribalta l’interrogativo a quale popolo appartiene il territorio palestinese, se al popolo palestinese o al popolo ebraico. È chiaro che la millenaria difficile questione non può essere risolta con la violenza o la forza delle armi, ma dev’essere risolta con la forza del diritto e della ragione. Occorre discutere e cercare insieme la verità.

Ma oltre a ciò anche la Sacra Scrittura e il Corano offrono una risposta, per quanto i due testi siano in ciò in contrasto fra di loro pur mettendo in campo nei due casi la volontà di Dio. Ma non è possibile che Dio si contraddica. Dunque, attraverso un paziente dialogo, occorre capire quale è veramente la volontà di Dio. È stata rivelata a Mosè o a Maometto? Le due religioni si accordano nel riconoscere che essa si è rivelata ad Abramo. Ma i dissensi sorgono, come è noto, quando si tratta di sapere qual è la posterità autorizzata di Abramo.

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E' da notare che il chiarimento di quali popolazioni preesistevano all’ingresso di Israele in Palestina narrato dalla Scrittura, non fonda giuridicamente in modo sufficiente la pretesa islamica al possesso della Palestina al posto degli Ebrei, giacchè non è affatto dimostrata la continuità etnica di quei popoli a suo tempo decimati o cacciati o assorbiti da Israele col popolo arabo nel seno del quale è sorta la religione islamica con le sue pretese sulla Palestina.

Come è noto dalla Scrittura, gli Ebrei, dopo aver occupato la Palestina sotto la guida di Giosuè, instaurarono successivamente un regno sotto la guida di Davide con capitale a Gerusalemme, regno durato per secoli fino alla sua fine con la caduta di Gerusalemme e della Palestina nel 70 d.C. sotto il dominio romano e il successivo assorbimento della Palestina nell’Impero Romano.

In questa intricata situazione è chiaro che una parola risolutiva per raggiungere la pace e la concordia fra i due popoli non può che venire dai cristiani. È Cristo che offre la visione dei punti in comune da mettere in evidenza e da cui partire.


Immagine da Internet:
- Arco di trionfo di Tito, Roma

26 febbraio, 2024

È vero che Dio ha assegnato la Palestina al popolo ebraico?

 

 È vero che Dio ha assegnato la Palestina al popolo ebraico?

È noto che gli Ebrei rivendicano il possesso del territorio palestinese come territorio dello Stato di Israele con capitale Gerusalemme. Tuttavia i palestinesi musulmani rivendicano a se stessi il possesso della Palestina e di Gerusalemme in forza dell’autorità del Corano, per il quale Dio ha invece concesso ai musulmani il possesso della Palestina e di Gerusalemme.

La questione dell’attuale conflitto tra Israeliani e Palestinesi per il possesso della Palestina e di Gerusalemme è, oltre ad essere una questione e politica, una questione teologica: si tratta di sapere chi ha ragione. Dio ha assegnato la Palestina agli Ebrei o ai Musulmani? Qual è la vera rivelazione divina? Quella fatta ad Abramo nella Sacra Scrittura o quella fatta a Maometto nel Corano? Chi è che ha interpretato nel senso giusto la rivelazione divina fatta ad Abramo? Siamo noi cristiani o sono i musulmani o sono gli ebrei?

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L’occupazione del territorio palestinese fatta dai musulmani nel sec. VII, occupazione che poi si trasformò in regione dell’Impero ottomano crollato nel 1918, non ha mai potuto significare, secondo il dato biblico e cristiano, la perdita del diritto alla terra palestinese da parte degli ebrei.

Gli ebrei, dal canto loro, devono accettare le condizioni di vita dello Stato moderno, che del resto nasce dalla rivelazione biblica interpretata dai cristiani, per la quale vale il principio della laicità dello Stato, il diritto alla libertà religiosa, la convivenza di diversi gruppi etnici e il pluralismo razziale.

È chiaro infatti che sotto il truculento racconto biblico dell’invasione violenta e sanguinaria degli ebrei in territorio palestinese, si cela un diritto naturale, che resta solo implicito, giacchè la vera volontà di Dio non può fondarsi sulla violenza, ma solo sul diritto. È questo diritto che occorre mettere in luce per mezzo di un’esegesi storico-critica che sappia cogliere la vera Parola di Dio al di là delle caduche forme storiche delle quali è rivestita.

Immagine da Internet:
- David, Bernini

04 aprile, 2023

Circa l’identità del popolo ebraico - Seconda Parte (2/4)

 

 Circa l’identità del popolo ebraico

Seconda Parte (2/4)

Il dialogo ebraico-cristiano

Benchè a tutt’oggi permanga nella stragrande maggioranza del popolo ebraico il rifiuto di accogliere Gesù come Messia e Salvatore d’Israele, mentre molti ebrei sono addirittura atei, non c’è che da rallegrarsi che il Concilio abbia creato fra cristiani ed ebrei un clima di accoglienza, attenzione, interesse, rispetto e fiducia reciproci, che hanno avuto ed hanno come effetto l’intensificazione delle comunicazioni, delle convivenze comuni, degli scambi culturali, delle conversazioni, delle discussioni teologiche, dei rapporti di amicizia e collaborazione in vari campi.

Tutto ciò ci colpisce e ci rallegra profondamente, se facciamo il confronto con i secoli passati, segnati quasi sempre da incomprensioni reciproche, odii, inimicizie, ingiustizie, persecuzioni, emarginazioni, conflitti sanguinosi,  lancio reciproco di insulti e calunnie, diffusione di notizie false, di ingiuste accuse e diffamazioni, giudizi di condanna globale ed indiscriminata. E bisogna purtroppo osservare che il peso maggiore di questi peccati grava sulle spalle dei cristiani più che su quelle degli ebrei, quasi sempre piccole minoranze rispetto alla maggioranza cristiana. Ma occorre anche osservare che spesso ebrei credenti sono stati perseguitati da ebrei non credenti. Del resto, i primi cristiani, che erano ebrei, non sono forse stati perseguitati da loro connazionali che non hanno accolto Cristo?

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Dovere speciale e compito essenziale per un dialogo con gli ebrei è prendere esempio dalla predicazione di Giovanni il Battista e svolgere nei loro confronti la missione del Battista esortandoli a preparare le vie del Signore.

Giovanni il Battista porta chiarezza su chi era il Messia indicandolo presente ed esortando tutti a seguirlo. Egli presenta l’essenziale della sua missione redentrice indicandolo come l’Agnello che toglie i peccati del mondo. Molte infatti erano le domande e le discussioni circa l’identità del Messia. 

Molti pensavano che fosse un semplice uomo, per quanto straordinario e prediletto di Dio, Nessuno s’immaginava che potesse essere addirittura una Persona divina, Dio in quanto Figlio di Dio, il Verbo incarnato.

Forse poteva farlo lontanamente sospettare la grandiosa profezia del figlio dell’uomo di Dn 7, 13-14, dove il profeta annuncia:

«ecco apparire sulle nubi del cielo uno, simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai e il suo regno è tale, che non sarà mai distrutto».

 

Pochissimi invece pensavano a un Messia umiliato, castigato e sofferente, che salva il popolo espiando al suo posto i suoi peccati mediante l’offerta sacrificale di se stesso, come predice Isaia (c.53). Invece Gesù, per mandato del Padre, aveva scelto proprio quella strada, che aveva convinto pochi.


Immagini da Internet:
- San Giovanni Battista, Antonio Campi
- Cristo abbraccia la croce, Luis de Morales,