Circa
l’identità del popolo ebraico
Seconda Parte (2/4)
Il dialogo
ebraico-cristiano
Benchè a tutt’oggi permanga nella stragrande
maggioranza del popolo ebraico il rifiuto di accogliere Gesù come Messia e Salvatore
d’Israele, mentre molti ebrei sono addirittura atei, non c’è che da rallegrarsi
che il Concilio abbia creato fra cristiani ed ebrei un clima di accoglienza, attenzione,
interesse, rispetto e fiducia reciproci, che hanno avuto ed hanno come effetto
l’intensificazione delle comunicazioni, delle convivenze comuni, degli scambi
culturali, delle conversazioni, delle discussioni teologiche, dei rapporti di
amicizia e collaborazione in vari campi.
Tutto
ciò ci colpisce e ci rallegra profondamente, se facciamo il confronto con i secoli
passati, segnati quasi sempre da incomprensioni reciproche, odii, inimicizie,
ingiustizie, persecuzioni, emarginazioni, conflitti sanguinosi, lancio reciproco di insulti e calunnie, diffusione
di notizie false, di ingiuste accuse e diffamazioni, giudizi di condanna
globale ed indiscriminata. E bisogna purtroppo osservare che il peso maggiore
di questi peccati grava sulle spalle dei cristiani più che su quelle degli
ebrei, quasi sempre piccole minoranze rispetto alla maggioranza cristiana. Ma
occorre anche osservare che spesso ebrei credenti sono stati perseguitati da
ebrei non credenti. Del resto, i primi cristiani, che erano ebrei, non sono
forse stati perseguitati da loro connazionali che non hanno accolto Cristo?
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Dovere
speciale e compito essenziale per un dialogo con gli ebrei è prendere esempio
dalla predicazione di Giovanni il Battista e svolgere nei loro confronti la missione
del Battista esortandoli a preparare le vie del Signore.
Giovanni
il Battista porta chiarezza su chi era il Messia indicandolo presente ed esortando
tutti a seguirlo. Egli presenta l’essenziale della sua missione redentrice indicandolo
come l’Agnello che toglie i peccati del mondo. Molte infatti erano le domande e
le discussioni circa l’identità del Messia.
Molti
pensavano che fosse un semplice uomo, per quanto straordinario e prediletto di
Dio, Nessuno s’immaginava che potesse essere addirittura una Persona divina, Dio
in quanto Figlio di Dio, il Verbo incarnato.
Forse
poteva farlo lontanamente sospettare la grandiosa profezia del figlio dell’uomo
di Dn 7, 13-14, dove il profeta annuncia:
«ecco apparire sulle nubi del
cielo uno, simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato
a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue
lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai e il suo
regno è tale, che non sarà mai distrutto».
Pochissimi
invece pensavano a un Messia umiliato, castigato e sofferente, che salva il popolo
espiando al suo posto i suoi peccati mediante l’offerta sacrificale di se
stesso, come predice Isaia (c.53). Invece Gesù, per mandato del Padre, aveva scelto
proprio quella strada, che aveva convinto pochi.
Immagini da Internet:
- San Giovanni Battista, Antonio Campi
- Cristo abbraccia la croce, Luis de Morales,