sabato 30 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Quarta Parte (4/5)

 

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Quarta Parte (4/5)

 Capitolo 9

POSSIBILITA’ DELLA RIVELAZIONE DEI MISTERI SOPRANNATURALI

DALLA PARTE DELL’OGGETTO

 

  1. Le dottrine eterodosse e la dottrina della Chiesa.

 

A.    Dottrine eterodosse.

I razionalisti panteistici e i semirazionalisti negano l’esistenza di un ordine obiettivamente ecce­dente le forze della nostra ragione.

I pelagiani e i semipelagiani negano che l’or­dine soprannaturale ecceda soggettivamente le capa­cità della nostra natura, sicché, supponendo la ri­velazione esterna, non vi sarebbe bisogno alcuno di grazia per credere o almeno per compiere l’atto iniziale di fede.

I protestanti, Baio e Giansenio negano che l’ordine soprannaturale superi le esigenze della nostra natura alla quale dunque la grazia sarebbe dovuta. 

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venerdì 29 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Terza Parte (3/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Terza Parte (3/5)

Capitolo 6

 L’EVOLUZIONISMO PANTEISTICO

 

  1. Definizione dell’evoluzionismo in genere

Si tratta della dottrina secondo la quale il principio di tutte le cose non è da sé e dall’eternità costituito e perfetto, realmente ed essenzialmente distinto dal mondo, ma si trova sempre nel divenire, anzi, non è altro che lo stes­so divenire continuo e fondamentale che, determinando progressivamente se stesso, costituisce l’insieme di tutte le cose, così che gli enti non sono altro che momenti particolari dello sviluppo globale. Dio è l’evoluzione creatrice di se stessa.

Si deve distinguere l’evoluzionismo discendente (come l’emanazionismo neo-platonico) in cui Dio diventa il mondo e l’evoluzione ascendente in cui al contrario il mondo diventa Dio. 

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

giovedì 28 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Seconda Parte (2/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Seconda Parte (2/5)

Capitolo 3

MISTERO E DOGMA

 

1.     La nozione del mistero e del dogma

 

a.     Nozione cattolica

 

-       Il mistero. La rivelazione cristiana contiene al di là delle verità accessibili alla ragione, sia i misteri largamente detti tali come gli eterni decreti di Dio, sia i misteri strettamente detti che sono del tutto nascosti alla ragione, anzi, tali da superare persino la conoscenza angelica ed ogni intelletto creato, misteri, che, se non sono rivelati, non possono essere noti né, supponendo la rivelazione già avvenuta, possono essere dimostrati grazie al prgresso della scienza; eppure non contraddicono alla ragione, ma la superano e rimangono sempre oscuri né si tratta di invenzioni umane contrarie al bene comune.

 

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

 

mercoledì 27 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Prima Parte (1/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Prima Parte (1/5)

Introduzione di P. Giovanni Cavalcoli, OP

1.     La religione

2.     La rivelazione

3.     Mistero e dogma

4.     La soprannaturalità

5.     Il razionalismo e il naturalismo in genere

6.     L’evoluzionismo panteistico

7.     L’Agnosticismo

8.   Possibilità di rivelazione soprannaturale e specialmente quella delle verità naturali della religione

9.    Possibilità della rivelazione dei misteri soprannaturali da parte dell’oggetto

10. La possibilità della rivelazione dei misteri soprannaturali da parte dell’agente e del soggetto

11.  Convenienza e necessità della rivelazione

12.  La credibilità dei misteri di fede. La conoscibilità del fatto della rivelazione

13.  Il concetto di credibilità razionale e la sua necessità in vista dell’atto di fede

14.  La dimostrabilità della credibilità partendo dai motivi di credibilità

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

domenica 24 aprile 2022

Da che cosa nasce la guerra

 

 Da che cosa nasce la guerra

                                                    Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino

Gen 4,3

                                                    I desideri della carne fanno guerra all’anima

I Pt 2,11

 

Che cosa in generale è la guerra

 

La guerra, nel senso più ampio, è un conflitto tra due forze vitali collettive contrarie.  Non si tratta di uno scontro qualunque. Non diciamo che uno scontro tra due corpi celesti sia una guerra. Occorrono forze viventi, per cui possa verificarsi la morte di uno dei due contendenti, oppure l’assoggettamento del vincitore al vinto. Tuttavia non si può ancora parlare di guerra nel mondo animale: non diciamo che propriamente si fanno guerra due leoni maschi per il possesso della femmina. Non fanno altro che applicare una legge di natura.

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Caino ed Abele - Pietro Frassi
 

 

la radice prima delle guerre, in ultima analisi, è data dal fatto che viene meno l’unione delle menti e dei cuori in Dio

 


 

quell’amore del nemico, che vede anche in lui un fratello e che fa dire anche a noi come Cristo sulla croce: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).


Immagini da internet:

giovedì 21 aprile 2022

Che cosa è la pace?

  Che cosa è la pace?

Dicono: pace! Pace! E pace non c’è

Ez 3,10

Non c’è pace per gli empi

Is 57.21

Non conoscono le vie della pace

Rm 3,17 

Tutti cercano la pace, ma non tutti sanno

che cosa è e come si ottiene

Mai come oggi si sente parlare di pace: tutti invocano la pace, tutti dichiarano di volere la pace, tutti dichiarano di rifiutare la guerra. Eppure ci troviamo in una situazione internazionale nella quale rischiamo di perire tutti in una guerra atomica. Come mai? Perché non tutti sanno che cosa è veramente la pace, vogliono sinceramente la pace, conoscono le vie della pace.

La pace è quella condizione interiore ed esteriore, fisica e spirituale di quiete e di pienezza ordinata delle forze, armoniosa ed unitaria, del singolo e della società, di libertà da ogni male, rispondente ad una profonda ed inestinguibile esigenza del cuore umano, per la quale collettivamente e comunitariamente si gode in permanenza e sicurezza, vinti tutti gli ostacoli e le difficoltà, del benessere, della prosperità materiale e spirituale, nella felicità e nella gioia, nella pratica dell’amore di tutti verso tutti, nello scambio e nella piena comunicazione, nell’unità di intenti volti alla pratica della giustizia, nella comune obbedienza a Dio principio della pace, nella concordia e collaborazione reciproca, nella pratica comune del bene comune, in un pluralismo di scelte e posizioni diverse armonizzate fra di loro sulla base della comune e condivisa attuazione dei valori morali e religiosi universali e dei diritti umani, dove tutti sono per l’uno e il singolo è al servizio di tutti.

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La concezione della pace dipende da come si concepisce Dio. Se Dio è distinto dal mondo, vale il principio dell’analogia del creato al creatore (Sap 13,5). Per essa si salva la molteplicità nell’unità e quindi la proporzione, la diversità e la somiglianza, che sono il principio dell’amore, della concordia e dell’armonia, a loro volta princìpi della pace.

Se invece Dio, come in Hegel, è identificato col mondo, non c’è altra scelta che l’univocità e l’equivocità. La contraddizione e il conflitto, strutturati nella dialettica, diventano sistematici. La guerra al posto della pace.


San Tommaso parla stupendamente della pace mettendola in relazione con Dio nel suo Commento al De divinis nominibus dello Pseudo-Dionigi l’Areopagita. Non posso fare a meno di citare lunghi brani, che testimoniano della grande sapienza dell’Aquinate, particolarmente utile in questi tragici momenti della guerra, nei quali gli uomini, probabilmente sotto l’influsso del demonio, sembrano presi da una follia collettiva.

«La stessa pace divina procede verso tutte le cose, in quanto si trasmette secondo la similitudine di sé, a seconda della proprietà di ogni cosa e tuttavia sovraemana secondo l’abbondanza della sua pacifica fecondità, perché vi è in Dio più virtù nel creare la pace, che nelle cose capacità di riceverla e quindi l’emanazione della pace da Dio è al di sopra di ogni recettività da parte delle cose» (n.n.911).

Immagini da Internet:
- San Francesco d'Assisi
- miniatura del Beato Angelico

martedì 19 aprile 2022

La resurrezione della vita fisica nel mondo nuovo redento da Cristo

  La resurrezione della vita fisica

 nel mondo nuovo redento da Cristo

 

Renovabis faciem terrae

 

Siamo in clima pasquale e la mente di noi cristiani va alla futura vita eterna che ci attende, ci spinge ad interrogarci su come saranno i viventi della terra nuova nella quale speriamo di essere ammessi.  A proposito dunque mi è giunta la proposta di una Lettrice, la Signora Carla D’Agostino Ungaretti di Roma, la quale ci offre alcune sue considerazioni concernenti l’interessante questione se nella terra nuova della futura risurrezione saranno presenti gli animali e le piante. La risposta è indubbiamente sì per le ragioni che Carla espone. Ben volentieri, pertanto, pubblico lo scritto di Carla e colgo l’occasione per approfondire il discorso con ulteriori considerazioni e precisazioni. 

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L’anima umana, individuata in se stessa, è immortale e quindi ha in se stessa il principio formale ed attivo dell’individuazione del proprio corpo. Per questo c’è la esatta ripetizione o riproduzione del medesimo individuo umano precedentemente dissolto dalla morte.

Ma perché questo non dovrebbe valere anche per i viventi inferiori? Perché – così potrebbe apparire – la loro anima è mortale, si dissolve nel nulla e non può quindi far da principio informatore del corpo risorto. Va bene: ma non può Dio ricreare la medesima anima di quel medesimo gatto o cane rendendola forma del loro corpo? Certo che lo può. Da qui l’esistenza nella terra futura dei medesimi individui viventi che vivono o sono vissuti qui.

Assai misteriosa invece è la sagoma o la configurazione fisica dei corpi risorti umani ed infraumani. Sappiamo che ci sarà la distinzione dei sessi, ma non esattamente che forma avranno, perché quaggiù il sesso è ordinato alla generazione, mentre di là ci sarà solo un sesso che esprime l’amore, ma che non procrea più perché sarà cessato l’aumento numerico degli individui delle specie viventi.

Dio è il Dio della vita, Che non vuole solo la vita mortale, ma la vita immortale, la vita eterna per tutti, animali e piante compresi e l’eterna esistenza del mondo fisico minerale inanimato.

Immagini da internet

 

domenica 17 aprile 2022

Buona Pasqua!

 Buona Pasqua!

Cari Amici Lettori,

oggi celebreremo il trionfo di Cristo sulla morte: Mors et Vita duello conflixere mirando: Dux Vitae mortuus, regnat vívus. Ricorrenza particolarmente significativa e consolante nelle attuali circostanze storiche, che ci fanno assistere ad una guerra, le cui proporzioni, se non annullate in tempo, minacciano di assumere toni apocalittici, che comunque non dovrebbero spaventarci, perché segnerebbero la venuta imminente di Cristo Risorto per la battaglia escatologica definitiva contro Satana e i suoi accoliti. Cerchiamo però di trovarci dalla parte giusta, cioè di Cristo, perseverando nelle buone opere, nella penitenza e nella lotta spirituale contro il peccato e contro Satana.

Non dobbiamo sentirci estranei alla presente guerra in Ucraina, che sta lacerando un’Europa che ha perso di vista, a cominciare dal 1054 con lo scisma d’Oriente, per passare al 1517 con l’eresia luterana, le sue radici cristiane e che quindi vede, come ha detto Papa Francesco, «fratelli contro fratelli, cristiani contro cristiani».

Ricordiamoci che la guerra comincia nei nostri cuori quando facciamo guerra a Dio col peccato, quando lasciamo la vittoria alle nostre passioni, «che fanno guerra all’anima» (I Pt 2,11) e quando lasciamo che prevalga in noi quell’egocentrismo, quell’autoidolatria e quella superbia che ci mettono gli uni contro gli altri, sicchè si verifica il terribile detto di Hobbes, homo homini lupus.

La guerra delle armi, delle stragi e delle distruzioni non è altro che l’espressione esterna ed estrema a livello materiale e collettivo di una guerra che inizia nelle nostre menti, nei nostri cuori, nei nostri pensieri. nei nostri pregiudizi, nelle nostre parole, nelle nostre passioni, nelle nostre volontà con la menzogna, la maldicenza, la calunnia, la derisione, l’ingiusta condanna, la diffamazione, l’eresia, lo scisma, per passare al rancore, all’invidia, alla vendetta, alla violenza e all’odio.

La guerra inizia già col disprezzo dell’altro, col rifiuto di ascoltarlo, di aver pietà di lui, di capirlo e di rispondergli, di interloquire con lui, di accettare i suoi richiami e le sue correzioni. Inizia con la cecità e la sordità.  Inizia con la chiusura e l’isolarsi dall’altro. Inizia col tramare contro di lui e nel colpirlo alle spalle. E ne uccide più la parola che la spada. Dunque anche ognuno di noi ha la sua parte di responsabilità in ciò che sta avvenendo in Ucraina.

Ognuno pertanto può fare la sua parte per far cessare la guerra. Smettiamo di mentirci gli uni agli altri; smettiamo di sparlare gli uni degli altri e di tenderci tranelli; smettiamo di voler prevalere gli uni sugli altri o di sfruttarli; smettiamo di invidiarci gli uni gli altri; riconciliamoci, parliamoci, discutiamo, confrontiamoci, ascoltiamoci gli uni gli altri; facciamo la pace, perdoniamoci a vicenda; ripariamo i torti fatti gli uni agi altri. Così potremo essere dalla parte di Cristo, combattere e vincere con Lui il peccato, la carne, il mondo, il diavolo e la morte.

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 11 aprile 2022



 

 

 

 

Immagine da Internet:
- La Risurrezione di Cristo, Peter Paul Rubens - 1612

 

 


 

venerdì 15 aprile 2022

Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante - Terza Parte (3/3)

 Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante 

Terza Parte (3/3) 

Una nazione contesa fra l’Occidente e l’ Oriente

Da secoli l’Ucraina si trova in un punto di frizione tra occidente ed oriente, incerta fra l’uno e l’altro, oggetto delle cupidigie e delle profferte dell’uno e dell’altro, simile a un bella donna desiderata da due spasimanti in competizione fra loro ed incerta su quale scegliere, ma anche tentata alla doppiezza, così da sembrare di accontentare l’uno a scapito dell’altro. Ma questo doppio atteggiamento le ha molto nuociuto, mentre la sua vera vocazione è quella di mediatrice fra occidente ed oriente favorendo il dialogo, lo scambio e l’arricchimento reciproco.

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L’evangelizzazione si compie congiungendo l’annuncio della Parola col soccorso materiale, soccorso che induce il beneficiato, vedendosi tanto amato, ad accogliere il Vangelo.

Siamo giunti ad un momento storico nel quale possiamo concretamente assistere ad una competizione fra le potenze politiche e religiose che si contendono il dominio del mondo o aspirano ad assicurare progresso, salvezza e felicità all’intera umanità.

 

In Ucraina è la Chiesa che soffre e si sta purificando.  In Ucraina essa sta lottando contro Satana. La guerra non è tanto fra Russi ed Ucraini, ma, come sempre, tra Cristo e Beliar, fra la Donna e il Drago. Usciremo da questa guerra se sapremo fare questa lettura di fondo.

In chi muore adesso in Ucraina in pace con Dio, soldati, Russi, Ucraini, civili, donne, anziani, bambini, malati, Cristo combatte contro Satana, Cristo stesso muore e dà la vita per la Chiesa.

Immagini da Internet: La Pietà di Michelangelo

giovedì 14 aprile 2022

Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante - Seconda Parte (2/3)

 Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante 

Seconda Parte (2/3) 

L’Ucraina non ha mai conosciuto il vero ecumenismo

Quello che sta avvenendo in Ucraina è non solo il segno sconfortante di un ecumenismo cincischiante, ma denota addirittura il fatto evidente che purtroppo i cristiani ucraini in questi 60 anni dalla fine del Concilio, non hanno saputo approfittare per nulla delle sagge indicazioni conciliari per sanare i loro secolari contrasti, ma al contrario sono rimasti impigliati in essi come non mai, tanto da arrivare addirittura adesso ad una guerra civile e ad un odio fratricida.

Che cosa è servito che il Papa abbia scritto appena due anni fa un’enciclica sulla fratellanza umana e cristiana? Nulla! A che cosa sono serviti gli infinti incontri ecumenici che si tengono da 60 anni? Nulla! A che cosa serve l’esempio di quei Paesi nei quali cattolici e non-cattolici convivono pacificamente assieme? Nulla!

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Il Papa ha fatto bene a consacrare Ucraina e Russia alla Madonna di Fatima. Infatti la Madonna è la Madre comune dei cristiani Ucraini e Russi.

Ella è la Regina della pace, è Colei per la quale tutti sono suoi figli, è quindi Colei che sa indicare ai suoi figli in discordia fra di loro come rappacificarsi, perdonandosi a vicenda e riparando gli uni i torti fatti agli altri.

 

Dall’altra parte bisogna a mio avviso che il Papa prenda il coraggio a quattro mani e da vero Padre di tutti i cristiani, da vero Vicario di Cristo che chiama tutti all’unità, bisogna che chiami a sé le pecore del gregge disperse. 

Nella storia della salvezza il momento della massima lacerazione prepara il momento della massima ricomposizione; se la guerra s’inasprisce, vuol dire che la pace è vicina. Forse Dio permette questo strazio in Ucraina, fratelli contro fratelli, cristiani contro cristiani, per creare finalmente la tanto desiderata riunificazione.

È lo spirito che muove le forze della materia. Sono le idee quelle che muovono la volontà. È quindi con l’intelligenza e la forza della volontà che anche nelle guerre si ottiene la pace e la giustizia.

 

Immagini da Internet:
- Pinturicchio, Madonna della pace, 1490 circa
- Bertucci G. B. sec. XVI-XVII, Dipinto Gesù nell'Orto degli ulivi

 

mercoledì 13 aprile 2022

Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante - Prima Parte (1/3

  Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante

Prima Parte (1/3)

Insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme

         contro il Signore e contro il suo Messia.

Sal 2,2 

La pace fra Russia e Ucraina verrà da un ecumenismo sincero e leale 

La promozione dell’ecumenismo è stata una delle grandi provvidenziali novità pastorali del Concilio Vaticano II, che ha chiuso un lungo periodo di eccessiva severità e cautela nei confronti degli scismatici, degli eretici e degli apostati. Si sa infatti come il Nuovo Testamento raccomandi di non avere contatti con gli eretici (Gd 23; II Ts 3,5; II Tm 3,5; Tt 3,10).

Ma la Scrittura e soprattutto il Vangelo mostra anche nell’esempio di Cristo quale premura si deve avere per loro e per la loro salvezza. Per questo il modello non è quello del fariseo che stava lontano dal peccatore, perché vedeva in lui solo la tentazione e non il fratello, ma quello del medico che contatta e tocca il fratello infetto, premunendosi tuttavia dal contagio. 

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Grande massima di saggezza, sorgente di felicità, è, in tutte le creature e in tutte le opere dell’uomo, saper prendere il buono e scartare il cattivo.  Per mangiare una noce, si getta via il guscio e si prende il contenuto. «Esaminate ogni cosa – ci insegna San Paolo (I Ts 5,21) -; tenete ciò che è buono». Chi ha lo sguardo puro, è cauto, ha senso critico ed è signore delle sue passioni, sa apprezzare il vero, il buono e il bello, laddove l’impuro, l’incauto, lo stolto e il passionale non possono evitare il peccato.


Immagine da Internet

domenica 3 aprile 2022

La guerra escatologica secondo l’Apocalisse - Seconda Parte (2/2)

  La guerra escatologica secondo l’Apocalisse 

Seconda Parte (2/2)

Per la Bibbia la storia dell’umanità si risolve

in una guerra di Cristo contro Satana

Il primo accenno che l’Apocalisse dà al fatto che la storia sacra è la una storia guerresca, lo troviamo laddove essa parla della lotta che Cristo, alla guida dei santi, ingaggia contro Satana e i suoi accoliti. Tale accenno si trova al c.6, dove Giovanni vede un «cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora» (v.2).

È subito chiaro contro chi combatte questo misterioso cavaliere, che certamente è Cristo. Giovanni infatti vede anche «un cavallo rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada» (v.3). Chi è questo orribile cavaliere sanguinario e distruttore della pace? Evidentemente il demonio, capo degli angeli ribelli.  

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Fontanellato, 30 marzo 2022

Luca Giordano, San Michele Arcangelo

 

 

È evidente che la battaglia protologica degli angeli è avvenuta un lunghissimo tempo prima della fondazione della Chiesa. Ma ciò che qui sta a cuore a Giovanni non è il presentarci una successione di fatti storici, quanto piuttosto in un quadro teoretico i fattori fondamentali della salvezza: egli vede la Chiesa guidata da Cristo come rimedio alla ribellione protologica degli angeli.

 

 

 

 

La Bibbia dunque concepisce questa vita come una lotta, nella quale bisogna combattere e l’alternativa è che o vinceremo con Cristo o saremo sconfitti col demonio. Nel mondo animale vediamo questa legge inesorabile della vita: o si vince o si è vinti. Gli animali dispongono di apparati di attacco e di difesa. L’uomo fisicamente è privo di tali apparati. E tuttavia ne possiede nel suo intimo, nel suo cuore, di ben più potenti di quelli degli animali. Già Aristotele osservava che l’uomo può fa molto più danno degli animali, perché nel fare il male mette in opera un cattivo uso della ragione. Ma, grazie a Dio, la stessa ragione, se ben usata, può creare una pace interiore immensamente più preziosa di quella puramente psicofisica degli animali.

 

Ciro Ferri, La fortezza e la pace


Certamente la battaglia contro Satana non è uguale allo scontro con gli uomini. Con questi si può trattare anche nel corso dei combattimenti. Col demonio, invece, come c’insegna Papa Francesco, dietro l’esempio di Cristo, non si tratta, perché il demonio non ascolta ragione, essendo assolutamente sordo alla verità e falso nei suoi pensieri, per cui è assolutamente ostinato nella sua volontà di nuocerci.


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sabato 2 aprile 2022

La guerra escatologica secondo l’Apocalisse - Prima Parte (1/2)

 La guerra escatologica secondo l’Apocalisse

Prima Parte (1/2)

Che cosa è propriamente la guerra 

Perchè ci sia la guerra non occorre il fragore delle armi, ma basta la lotta interiore tra la carne lo spirito, basta la lite fra marito e moglie, basta l’asprezza della lotta politica, basta l’annoso confitto nella Chiesa fra modernisti e passatisti. La guerra è l’espressione esterna di un conflitto che nasce nel mondo del pensiero, nel mondo delle idee. La guerra è certo una calamità, ma non una semplice calamità naturale; essa invece è una calamità che è effetto della volontà umana.

Questo vuol dire che a differenza delle sciagure naturali, come terremoti, alluvioni, siccità, gravi epidemie l’uomo è tuttora impotente a neutralizzarne gli effetti perché non sa agire sulle cause. Invece, le guerre, in linea di principio, sono mali evitabili ed allontanabili perché sono provocate dall’uomo: quella stessa volontà malvagia che provoca la guerra, se orientata al bene, può evitarla o spegnerla una volta scoppiata. Le guerre hanno sempre per causa delle idee sbagliate e si spengono correggendole. Per questo, quando scoppia una guerra, non basta deplorarne i danni e inveire contro i guerrafondai.  Non basta neppure chiedere a Dio che la faccia cessare, ma occorre restare lucidi, non farsi prendere dallo sdegno o dal panico o dalla rassegnazione, e indagare attentamente sulle cause o le ragioni della guerra. 

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Picasso - La cappella della guerra e della pace
A differenza delle sciagure naturali, come terremoti, alluvioni, siccità, gravi epidemie l’uomo è tuttora impotente a neutralizzarne gli effetti perché non sa agire sulle cause.

Invece, le guerre, in linea di principio, sono mali evitabili ed allontanabili perché sono provocate dall’uomo: quella stessa volontà malvagia che provoca la guerra, se orientata al bene, può evitarla o spegnerla una volta scoppiata. Le guerre hanno sempre per causa delle idee sbagliate e si spengono correggendole.

In essa opera la ragione umana, per quanto distorta e la volontà, per quanto crudele e assassina. Dunque è in potere dell’uomo trovare le vie della pace con quella stessa ragione e volontà rettificate.

Non è detto che la guerra, intesa nel senso di lotta o di combattimento, sia sempre da escludersi, perché esiste per la Bibbia una guerra al peccato, al vizio, alla carne, al mondo e a Satana, che sono salutari. E la pace dipende dalla vittoria in questa guerra. C’è una guerra per la conquista della pace ed è la condizione per ottenere la pace. In tal modo tutta la storia sacra è concepita come un conflitto fra gli amici e i nemici di Dio. 

Presentemente è assai difficile distinguere gli uni dagli altri. Ma per tutto il corso della storia avviene un processo di decantazione, per il quale chi è per Cristo e chi è per Satana appare sempre più chiaramente, fino alla battaglia finale, conclusiva, che segnerà la fine del mondo e il ritorno di Cristo.

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