Eucaristia e lavanda dei piedi

 Eucaristia e lavanda dei piedi

L’Agenzia di stampa cattolica SIR del 19 gennaio scorso dà notizia del videomessaggio del discorso del Papa ai partecipanti all’Incontro nazionale (online) dei vescovi e dei sacerdoti del Venezuela, promosso dalla Conferenza episcopale venezuelana, discorso tenuto in occasione dell’apertura dei lavori.

L’Agenzia cita un brano del discorso del Papa, che necessita di un commento per non essere frainteso.

Il Papa fa presenti due princìpi che “non andrebbero mai persi di vista” e che “garantiscono la crescita della Chiesa, se saremo fedeli”: l’amore per il prossimo e il servizio degli uni agli altri. “Questi due principi sono ancorati a due Sacramenti che Gesù istituisce nell’Ultima Cena e che sono il fondamento, per così dire, del suo messaggio: l’Eucaristia, per insegnare l’amore, e la lavanda dei piedi, per insegnare il servizio. Amore e servizio insieme, altrimenti non va”.

Può sorprendere che il Papa chiami «sacramento» la lavanda dei piedi di Gesù agli apostoli nell’ultima Cena. Ma dobbiamo ricordare che il termine sacramento è usato dalla Chiesa in un senso stretto e in un senso largo. Questo senso largo è stato inaugurato dal Concilio Vaticano II, che presenta la Chiesa come «sacramento universale di salvezza».

Dobbiamo chiederci allora perché questo allargamento di significato. Ma per rispondere a questa domanda, dobbiamo ricordare il significato generale di sacramentum. La Chiesa ha preso questo termine dalla religione romana, dove esprime un qualcosa di attinente al sacrum, ossia appunto alla religione. Il sacramentum era il giuramento che il militare prestava allo Stato di essere fedele al suo dovere di servire la patria. Ora, il giuramento già presso gli antichi Romani, era un atto squisitamente religioso, perché è un chiamar Dio a testimonio della verità di quello che il giurante dice.

Ovviamente nel cattolicesimo la parola sacramentum ha mutato di significato, per adattarla al sacramento cristiano, ma senza che essa abbia perso del tutto il significato che aveva nella religione romana, per quanto in essa poteva essere recuperato di valido per esprimere il concetto cattolico di sacramento.

E sottolineo cattolico, perché Lutero, benché abbia conservato il Battesimo, ha poi negato o falsificato gli altri sei sacramenti, perché ha falsificato il concetto stesso di sacramento, che per lui non conferisce la grazia al fedele, ma è solo, da parte del ministro, la dichiarazione che il fedele l’ha ricevuta. Ed osa chiamare «magia» l’atto del sacerdote, col quale amministra il sacramento, perché ritiene che il sacramento non ha il potere di conferire la grazia, ossia di operare soprannaturalmente sul fedele per il semplice fatto di essere amministrato (ex opere operato), ma di essere solo il segno sensibile riconosciuto dal ministro, che  Dio, nel momento dell’amministrazione, ha già operato, ossia ha già dato la grazia.

 Quindi per Lutero il ministro non ha nessun potere soprannaturale, che per lui vorrebbe dire «magia», ma è semplicemente un rappresentante di Cristo buon pastore, eletto dalla comunità, il quale pastore dichiara semplicemente che il fedele ha ricevuto la grazia.

Per questo, per esempio, secondo lui, il confessore, nell’atto di assolvere il penitente, non dovrebbe dire «io ti assolvo», ma «Dio ti ha assolto». Oppure il ministro dell’Eucaristia non transustanzia il pane nel corpo di Cristo, ma, dopo aver pronunciato le parole di Cristo, dichiara semplicemente che Cristo è presente nel pane.

Invece per la Chiesa cattolica il sacramento è una vera e propria res sacra confezionata dal ministro (conficere sacramentum), res sacra e segno del Sacro, che agisce e santifica in forza del sangue di Cristo, res sacra, che non solo trasmette, ma contiene la grazia.

Il sacramento, pertanto, amministrato dal ministro, diventa azione sacra e soprannaturale del ministro, formata dalla parola del ministro e accompagnata dall’uso di un’appropriata materia, azione per la quale il ministro, nell’amministrare in nome e col potere di Cristo, compie un’opera che conferisce la grazia al fedele, in modo tale che quest’opera produce in colui che riceve il sacramento quella grazia che è significata dal sacramento stesso.

Il fedele, dal canto suo, concorre attivamente a che il sacramento sia fruttuoso nel suo cuore e nella sua vita, accostandosi ad esso con le dovute disposizioni ed assumendolo con la dovuta fede e devozione; sicché, quanto è maggiore il fervore col quale il fedele assume il sacramento, tanto maggiori sono i frutti che esso produce nella sua vita.

Come è noto, i sacramenti in questo senso sono i famosi sette sacramenti. In greco a sacramento corrisponde mysterion, per esprimere che il sacramento è un mistero della fede.

Tuttavia, come ci ha insegnato il Concilio, oggi la Chiesa usa il termine sacramento anche in un senso più vasto, a significare un’azione divina, che utilizza come strumento l’agire umano per trasmettere al mondo la grazia della salvezza.

In questo senso il Concilio ha parlato della Chiesa come sacramento universale di salvezza, non per aggiungere un ottavo sacramento agli altri sette – cosa impensabile -, ma per esprimere questo significato più lato dell’essere sacramento: la Chiesa è un corpo visibile, il corpo di Cristo, del quale Dio si serve per operare concretamente la salvezza del mondo. La Chiesa è «sacramento», in quanto contiene ed amministra i sette sacramenti.

Dunque il Papa, nel parlare di «sacramento» a proposito della lavanda dei piedi, ha inteso far riferimento a questo secondo significato della parola e precisamente, come appare evidente dal contesto, ha voluto riferirsi all’effetto benefico dei sette sacramenti in ordine all’amore del prossimo.

Col battesimo infatti, vincolo di comunione fraterna ed ecumenica fra tutti i cristiani cattolici e non cattolici, ci amiamo reciprocamente nella Chiesa come fratelli in Cristo figli del Padre, mossi dallo Spirito Santo.

Con la cresima possediamo la grazia che ci dona la fortezza e il coraggio della nostra testimonianza cristiana davanti al mondo.

Con la penitenza impariamo l’umiltà di lasciarci correggere dai fratelli, impariamo a perdonarci a vicenda, a sopportare le persone moleste, ad amare i nemici, a portare la nostra croce quotidiana, ad offrirci per la salvezza del prossimo.

 Nel matrimonio gli sposi educano i figli alla fede e all’amore del prossimo, e promuovono la crescita e il progresso della società cristiana.

Col sacramento dell’ordine il diacono, il prete, il vescovo, il cardinale e il Papa guidano il gregge del Signore alla salvezza.

Con l’unzione e degli infermi il sacerdote conforta col sacro crisma l’anima che è in procinto di presentarsi al tribunale di Cristo, così da prepararla a ricevere il premio eterno.

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 2 febbraio 2021

Può sorprendere che il Papa chiami «sacramento» la lavanda dei piedi di Gesù agli apostoli nell’ultima Cena. Ma dobbiamo ricordare che il termine sacramento è usato dalla Chiesa in un senso stretto e in un senso largo. Questo senso largo è stato inaugurato dal Concilio Vaticano II, che presenta la Chiesa come «sacramento universale di salvezza».


 

 

 

Anonimo (XI-XII secolo)
Lavanda dei piedi e Ultima cena - San Marco Venezia

Immagine da internet

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