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02 novembre, 2023

Che cosa voleva essere il fascismo? - Terza Parte (3/3)

 

Che cosa voleva essere il fascismo?

Terza Parte (3/3)

Come spiegare il successo di Mussolini

Non è difficile spiegare il perché della tragica ed ingloriosa fine di Mussolini. Quello che ci crea difficoltà è come spiegare il suo successo, il fanatismo di cui fu circondato, la dabbenaggine con la quale ci si lasciò ingannare dalle sue idee, dal suo nazionalismo esasperato, dalla sua concezione hegeliana dello Stato, dal suo spirito sostanzialmente anticristiano, dai suoi programmi imperialistici del tutto anacronistici e  dalla disponibilità ad affrontare una guerra insieme con la Germania nazista contro le potenze democratiche europee e potenze gigantesche come gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica. Come abbiamo potuto commettere una simile follia? Sulla base di quali idee? Con quali mezzi? Con quali metodi? Ne ho parlato in questo articolo. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/fascismo-che-cosa-voleva-essere-il_66.html


Oggi come oggi noi cattolici dobbiamo saper convivere con gli atei insieme con i quali noi Italiani abbiamo fatto la nostra Costituzione nel 1946 dopo il crollo del fascismo. Eppure, come abbiamo visto, molte delle sue idee sono ancora in circolazione e sono al fundo dell’attuale modernismo, oltre che del lefevrismo e aspettano un nuovo Mussolini che le metta in pratica. 

 

Oggi è interessante notare come i marxisti, pur sostenendo un totalitarismo ateo, si considerano democratici e accusano noi cattolici postconciliari di autoritarismo se non di fascismo. A loro vanno bene i cattolici modernisti, mezzi marxisti e falsificatori del Concilio. I più vicini ai fascisti sono i lefevriani, ancora attaccati alla religione di Stato e chiusi al dialogo con i marxisti. Eppure, come ho dimostrato, i marxisti hanno con i fascisti un padre comune, padre di ogni totalitarismo di destra e di sinistra: Giorgio Guglielmo Federico Hegel.

Immagine da Internet

29 ottobre, 2023

Che cosa voleva essere il fascismo? - Seconda Parte (2/3)

 

Che cosa voleva essere il fascismo?

Seconda Parte (2/3)

Il fascismo e la religione

Il fascismo è una concezione religiosa, in cui l'uomo è veduto nel suo immanente rapporto con una legge superiore, con una Volontà obiettiva che trascende l'individuo particolare e lo eleva a membro consapevole di una società spirituale. Chi nella politica religiosa del regime fascista si è fermato a considerazioni di mera opportunità, non ha inteso che il fascismo, oltre a essere un sistema di governo, è anche, e prima di tutto, un sistema di pensiero.

Da queste parole si vede come Mussolini ha un concetto molto vago di «concezione religiosa». È troppo poco, infatti, parlare di «immanente rapporto dell’uomo con una legge superiore, con una Volontà obiettiva che trascende l'individuo particolare e lo eleva a membro consapevole di una società spirituale», se non si precisa che questa legge superiore è la legge divina e che la società spirituale è la Chiesa.  

Viceversa Mussolini lascia astutamente intendere, dopo aver sostenuto il dovere dell’obbedienza assoluta dell’individuo al Duce, che la volontà obiettiva che trascende l'individuo particolare e lo eleva a membro consapevole di una società spirituale, non è la volontà divina, ma è la volontà del Duce.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/fascismo-che-cosa-voleva-essere-il_29.html 


È evidente che uno Stato così concepito chiede l’impegno e la dedizione di tutte le forze umane, fino a presentarsi come «anima dell'anima». È chiaro che prende il posto della Chiesa e al di là della Chiesa, di Dio stesso.

Un individuo che coincide con lo Stato, come pensa Mussolini, non può essere come dev’essere persona soggetta al bene comune e ad un tempo destinataria del bene comune[1], ma è solo un ingranaggio dello Stato e nel contempo la situazione si capovolge: se l’individuo è assorbito dallo Stato, lo Stato s’identificherà con l’individuo: o col singolo cittadino (liberalismo) o col capo (fascismo). E allora ecco tornare da una parte l’individualismo ed ecco apparire la dittatura del capo.

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27 ottobre, 2023

Che cosa voleva essere il fascismo? - Prima Parte (1/3)

 

Che cosa voleva essere il fascismo?

Prima Parte (1/3)

La Costituzione italiana proibisce l’adesione alla dottrina del fascismo

Non è sconveniente per la Costituzione di uno Stato proibire l’adesione a una data dottrina, se la sua messa in pratica ha recato grave pregiudizio allo Stato. Questo è il caso della dottrina del fascismo, la cui messa in pratica ha condotto l’Italia alla tragedia della seconda guerra mondiale.

Tuttavia ci potremmo domandare come è potuto accadere che un paese civile come l’Italia, erede della grande civiltà romana, di antichissima tradizione cattolica, tanto da ospitare il centro direttivo della Chiesa cattolica, abbia potuto accettare per un ventennio un regime politico basato su di una dottrina, che la nostra stessa Costituzione respinge come pericolosa per lo Stato? 

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Mussolini teorizza apertamente e senza mezzi termini l’ideale dello Stato totalitario, che è esattamente la figura di uno Stato che va al di là dei propri fini, del proprio ambito e del proprio legittimo potere, con la pretesa di avocare a sé, quindi al di sopra della religione, della Chiesa e del cristianesimo, la responsabilità di soddisfare a tutte le più alte esigenze dell’uomo.

«Per il fascista, tutto è nello stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello stato». Lo Stato sostituisce chiaramente Dio e si mette al posto di Dio, poiché è solo Dio Colui nel quale tutto esiste, tutto ha senso, tutto ha valore, tutto sussiste. È lo Stato teorizzato da Hegel e vagheggiato da Hitler. A questo punto si capisce il senso profondo, spirituale, della sciagurata alleanza di Mussolini con Hitler.

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