Lettera a Marco Tosatti

Lettera a Marco Tosatti

Caro Tosatti,

ho letto le due lettere del «sacerdote refrattario» e di Don D’Erasmo, con le quali respingono il Motu Proprio Traditionis custodes del Santo Padre giungendo ad accusarlo di eresia. 

Essi si qualificano come «cattolici». Io però vorrei ricordare loro che ciò che distingue il cattolico dal cristiano non-cattolico, per esempio il protestante o l’ortodosso, è proprio il fatto che mentre il primo sostiene che il Papa non può essere eretico, i secondi lo sostengono.

Inoltre per il cattolico il Papa è colui che definisce le condizioni per essere cattolico. Non sta dunque al cattolico insegnare al Papa come deve essere cattolico, ma sta al Papa insegnare al cattolico come dev’essere cattolico.

Cristo ha incaricato Pietro a guidare la Chiesa. Questa è la fede cattolica. Diversamente, sono i protestanti e gli ortodossi che si appellano direttamente a Cristo, saltando il Papa. Come allora si può essere cattolici rifiutando il Papa come Capo della Chiesa? Che Chiesa cattolica è una Chiesa senza il Papa? Può essere la Chiesa cattolica? Non sarà piuttosto la Chiesa dei protestanti e degli ortodossi? Può essere la Chiesa voluta da Cristo? Può un cattolico volere la Chiesa senza il Papa?

In fin dei conti che cosa chiede Papa Francesco col Motu proprio? Che tutti coloro che dal 1970 contestano il novus ordo Missae, e già da prima accusano le dottrine del Concilio Vaticano II di modernismo e per conseguenza accusano di modernismo il magistero dei Papi del postconcilio, cessino da questa opposizione ingiusta e scismatica, siano buoni e veri cattolici ed abbraccino la piena comunione con la Chiesa e col Papa, tutti uniti attorno al novus ordo. Se rispettano queste condizioni, possono conservare il vetus ordo del 1962 alle condizioni dettate dal vescovo del luogo.

Dov’è in tutto ciò l’abuso di autorità, la violenza, l’eresia? Non sono piuttosto eretici coloro che accusano il novus ordo, le dottrine conciliari e i Papi del postconcilio di eresia e di modernismo, che, come diceva San Pio X, è la «somma di tutte le eresie»? Si ricordi che chi accusa di eresia ciò che è ortodosso, è a sua volta eretico.

Allora fa male Papa Francesco a richiamare all’ovile le pecore erranti? Fa male a richiamare all’obbedienza i disobbedienti? Fa male a richiamare alla verità gli eretici? Fa male a richiamare alla comunione gli scismatici?

La Messa è la fons et culmen totius vitae christianae, è la sorgente e il vertice dell’unità, della comunione, della carità fraterna e con Dio. E il Papa è il supremo custode della Santa Messa, il supremo sacerdote e liturgo, il supremo moderatore della disciplina dei sacramenti. Come è possibile, che cattolici si è, quando ci si sottrae a questa comunione? A questa carità? A questa unità?

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 30 luglio 2021

 

Immagini da internet:
- Parabola del farieseo e del pubblicano

2 commenti:

  1. Una solitaria voz que clama en el desierto en que hoy se ha convertido la Iglesia...
    Gracias, padre Cavalcoli, por recordarnos estas cosas sencillas pero fundamentales.
    No desista de hacerlo, por favor. Lo necesitamos.

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    Risposte
    1. Caro Fabio,
      la ringrazio molto di queste parole di incoraggiamento, che mi inducono a continuare quella che San Paolo chiama la buona battaglia.

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