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30 luglio, 2026

Sulla questione del castigo divino - Quarta Parte (4/4)

 

Sulla questione del castigo divino

Quarta Parte (4/4)

 

Lutero dalla disperazione alla spavalderia

La vicenda di Lutero riveste un’importanza enorme per il tema che c’interessa. Si può dire che la questione del castigo divino e dell’ira divina siano il nodo e il perno centrale attorno al quale ruota tutta la vita di Lutero. L’iniziale terrore del castigo divino e la convinzione di non poter liberarsi dalla colpa, divenuti insopportabili, suscitarono in Lutero, nella famosa «esperienza della torre» del 1515 o 1516, l’improvvisa certezza della propria predestinazione in base ad una supposta apparizione di Cristo che gli prometteva la salvezza, purchè credesse in questa promessa, senza preoccuparsi dei propri peccati.

Come nella dialettica hegeliana il negativo è la molla che fa scattare il processo dialettico, così per Lutero la sua esperienza traumatica giovanile dell’ira divina, fu la miccia che provocò l’esplosione della sua vulcanica personalità con la sua caratteristica spavalda certezza della sua predestinazione. Lutero cacciò il terrore dell’inferno con una tale violenza da cadere nel difetto opposto di una ostinata sicumera di essere salvato, che costituì in realtà la vera occasione di perdere la propria anima, salvo che Dio abbia veramente avuto pietà di lui.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/sulla-questione-del-castigo-divino_0891086522.html


 

Lutero non ha capito che la vera pace della coscienza e la salvezza nascono da un incontro amorevole fra due persone, un equilibrio fra due libertà: quella umana e quella divina.

Non ci si accorge che il fantasma della crudeltà si nasconde dietro l’eccesso di indulgenza, perchè i malfattori si credono scusati e ne approfittano per aumentare la loro malvagità.

Il Concilio di Trento, pur condannando gli errori di Lutero, ha saputo riconoscere i punti dottrinali fondamentali nei quali Lutero ha mantenuto la verità cristiana.

Ad ogni modo, è giunto il momento, dopo cinque secoli di discussioni, e le indicazioni date dal Concilio di Trento e grazie all’ecumenismo promosso dal Concilio Vaticano II, di dare una valutazione complessiva aggiornata su Lutero riconoscendo i suoi meriti e i suoi torti. … Il Concilio di Trento fa notare a Lutero che egli confonde la concupiscenza, che è tendenza o inclinazione al peccato ma non ancora peccato, e per questo essa può stare assieme con la grazia, con l’atto o lo stato di peccato, che comporta l’assenza della grazia.

 

 

 

Il grande castigo escatologico è descritto nell’Apocalisse. Qui il piano divino prevede, come è noto, il trionfo finale descritto di Cristo alla guida dei giusti sulle potenze di Satana alla guida degli empi.

Lutero, a differenza dei buonisti di oggi, credeva a queste verità. Sapeva che ci sono i beati e ci sono i dannati. C’è il premio e c’è il castigo. Le sue ultime parole, raccolte da testimoni presenti al trapasso, non furono le parole spavalde del Lutero certo di salvarsi, ma furono parole ispirate ad umiltà, furono parole di supplica a Dio e di abbandono nelle sue mani: «Siamo mendicanti, Wir sind Bettler». Una reminiscenza evidentemente agostiniana e, più in radice, un sentimento evangelico. 



Immagini da Internet:
- Particolari del Giudizio Universale, Michelangelo

03 maggio, 2026

Padre Tomas Tyn - 3 maggio 1950-2026

 

Padre Tomas Tyn

3 maggio 1950-2026

 

In occasione dell’anniversario della nascita di Padre Tomas, penso di fare cosa gradita ai Lettori presentare alcune testimonianze sulla sua vita tratte dal mio libro “Padre Tyn. Un tradizionalista postconciliare”, Ed. Fede&Cultura, Verona, 2007.

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato 3 maggio 2026


 

 


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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/padre-tomas-tyn-3-maggio-1950-2026.html

28 agosto, 2025

Come funziona una Causa di Beatificazione?

 

Come funziona una Causa di Beatificazione?

Credo di far piacere ai Lettori pubblicare il testo, inviatomi di recente da Mauro Faverzani, della trascrizione dalla registrazione di una conferenza che feci a Ferrara nel 2012 in qualità di Postulatore della Causa di Beatificazione del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, Causa alla quale stavo lavorando dal 2006.

L’interesse che è dato da un evento del genere sta nel fatto che una Causa di Beatificazione è sempre un evento ecclesiale che comporta un travaglio costruttivo all’interno della Chiesa, una specie di parto doloroso, ma costellato anche da eventi gioiosi, un confronto tra favorevoli e contrari, col susseguirsi di fatti straordinari, imprevedibili e inspiegabili, sia positivi che negativi, che hanno dell’incredibile, eppure sono veri e testimoniati. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/come-funziona-una-causa-di.html


 Video: https://youtu.be/Be8YXY8Vec8

 

 

 

 

 



Ferrara, 17 marzo 2012, incontro a S. Spirito (Ferrara) sul S.d.D. Padre Tomas Tyn‏.

Da:

http://www.studiodomenicano.com/cronaca.htm

29 giugno, 2025

Un ricordo di Padre Tomas Tyn

 

Un ricordo di Padre Tomas Tyn


Ho il piacere di pubblicare una testimonianza su Padre Tomas Tyn da parte del Padre Massimo Negrelli, Confratello e amico di vecchia data, il quale visse per alcuni anni insieme con il Servo di Dio nel convento domenicano di Bologna. 

Il Padre Negrelli ha svolto per incarico della Nostra Provincia Domenicana l’ufficio di promotore delle Cause dei Santi e in questo ufficio ha prodotto alcuni pregevoli pubblicazioni. 

...

 

AMARCORD

 P. TOMAS TYN O.P.

1975 – 29 giugno – 2025

 Amarcord, mi ricordo. 1975. Anno Santo. 29 giugno, domenica, solennità dei Santi Pietro e Paolo, nella Piazza di San Pietro, antistante la Basilica Vaticana.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-ricordo-di-padre-tomas-tyn.html

Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP - Roma, 29 giugno 1975

28 giugno, 2025

Padre Tomas Tyn ha offerto la sua vita per la libertà della Chiesa

 

Padre Tomas Tyn ha offerto la sua vita

per la libertà della Chiesa


Pubblichiamo una interessante raccolta di testimonianze di persone che conobbero direttamente il Servo di Dio Padre Tomas Tyn. 


Da esse viene chiaramente in luce come Padre Tomas sia uno splendido esempio di Domenicano per il nostro tempo agitato da forze che tentano di sovvertire le basi della convivenza e della fraternità umana.

 

Testimonianze pubblicate:

http://www.studiodomenicano.com/testimonianze.htm

...

Queste testimonianze ci sembrano molto significative per ricordare il 50° anniversario della ordinazione sacerdotale di Padre Tomas Tyn, in occasione della quale egli fece l’offerta della propria vita per la libertà della Patria.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/padre-tomas-tyn-ha-offerto-la-sua-vita.html


 Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP - Foto di Roberta Ricci - Bologna, Ottobre/Novembre 1989

09 aprile, 2025

La virtù teologale della Speranza - Conferenza del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP (1988) - Seconda Parte (2/2)

 

La virtù teologale della Speranza

Conferenza del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

presso le Suore della Misericordia di Bologna, 11 dicembre 1988

*****

 Seconda Parte (2/2)

        La speranza è così: noi sappiamo che il Signore ci promette la felicità[1], la beatitudine in Lui Stesso, sappiamo che quel bene è ancora assente, ma non lo possediamo ancora. Ne abbiamo però la promessa dalla parte del Signore.  È un bene assente, un bene importantissimo, l’unico bene che conta. La speranza teologale ci insegna proprio questo: l’unico bene che conta.

        Ora, questo bene così importante, lontano ancora da noi, suscita il desiderio. Ma non solo; esso suscita la speranza, perché sappiamo che è un bene difficilissimo da raggiungere. Anzi, sappiamo di più. Sappiamo che è un bene umanamente impossibile da raggiungere. Vedete, cari fratelli, Chi ci dà la speranza? Solo Cristo Redentore. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-virtu-teologale-della-speranza_9.html 

 



 

 



Il Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

Foto delle Suore Domenicane di Santa Caterina, Bologna

 

 

 

 

 

11 febbraio, 2025

Il Beato Giuseppe Girotti testimone di Cristo davanti ad Hitler - Prima Parte (1/2)

 

Il Beato Giuseppe Girotti

testimone di Cristo davanti ad Hitler

Prima Parte (1/2)

 Davide contro Golia

Il mio Confratello ed amico Padre Massimo Negrelli, incaricato per le Cause dei Santi della mia provincia domenicana, pubblicò nel 2014 presso le Edizioni ESD  di Bologna una biografia del Beato Giuseppe Girotti, domenicano ucciso nel campo di concentramento di  Dachau  dai nazisti in odio alla fede cristiana, da lui testimoniata con la carità verso gli Ebrei perseguitati dal nazismo.

Di recente Padre Massimo mi ha inviato come suo contributo al presente Anno Santo, una Presentazione del suo libro con richiesta di pubblicazione, cosa che faccio ben volentieri. Essa contiene un breve profilo biografico del Martire domenicano, che fu anche illustre biblista. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-beato-giuseppe-girotti-testimone-di.html 


Padre Giuseppe usava tutte le precauzioni per evitare di essere scoperto. Ma purtroppo, come Cristo, fu tradito da una persona da lui ben conosciuta. La radice della sua grande carità non si esaurisce nel buon cuore o nella filantropia. Una testimonianza eroica di carità come la sua non si spiega a sufficienza con questi fattori semplicemente umani. Ma la carità è il frutto della verità di fede. La verità può restare sterile, senza carità. Ma non c’è carità senza verità. Ed è logico che quanto più conosciamo la verità, tanto più siamo stimolati a praticare la carità.

 

Immagine da Internet: Beato P. Giuseppe Girotti, OP

23 gennaio, 2025

Le primizie dello Spirito - I doni carismatici straordinari dello Spirito Santo - Terza Parte (3/3)

 

Le primizie dello Spirito

I doni carismatici straordinari dello Spirito Santo

Terza Parte (3/3)

 Dono di veggenza ed audizione. Santa Bernadette Soubirous

 

I vostri giovani avranno visioni

Gl 3,1

Da notare qui soprattutto le apparizioni mariane e i messaggi della Madonna. Si tratta delle cosiddette «rivelazioni private». La Madonna appare al solo veggente ovviamente non in sé stessa come ella è in cielo, ma in un’immagine creata da Dio per l’occasione o formata dagli angeli o in un’immagine impressa da Dio nell’occhio del veggente. Il suono delle parole della Madonna non è un suono fisico naturale, udibile dal comune udito, ma è un suono prodotto o direttamente da Dio o dall’angelo, tale da riprodurre il normale suono fisico, ma ordinato alla trasmissione del messaggio della Madonna.

Il veggente riceve dalla Madonna messaggi da trasmettere ai fedeli per rafforzare, correggere e migliorare la loro vita. La Madonna ottiene dal cielo segni prodigiosi, che servono a rendere credibile la testimonianza della veggente o del veggente. 

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/le-primizie-dello-spirito-i-doni_43.html

 

Qual è sostanzialmente l’odio che gli uomini hanno nei confronti di Cristo? È l’invidia. Si accorgono della grandezza di Cristo, vorrebbero essere alla pari di lui, avere la sua stessa gloria e, constatando che non ci riescono, lo osteggiano e lo denigrano. La sorte dei grandi santi, è la stessa.

Ma che importa avere doni eccezionali? Non è sempre una meraviglia ciò che Dio ci ha dato? Dobbiamo lodarlo e glorificarlo quando veniamo a conoscere un’opera maggiore della sua misericordia!

Non dobbiamo desiderare di essere ammirati e seguiti da molti, ma di servire molti e, sull’esempio di Cristo, di dare la vita per molti. Questa è la vera gloria. Questo è corrispondere ai doni di Dio. Questa è la pregustazione delle primizie dello Spirito. 

Certo, anche i doni eccezionali, sono primizie dello Spirito. Ma anche il riceverli, e poi insuperbircene come accadde al demonio, a che ci servirebbe? Meglio stare bassi e lasciare che sia Dio stesso ad innalzarci. Solo così potremo ricevere già da adesso e in pienezza in futuro molto di più di quanto di meglio potremmo immaginare e desiderare.

 
Immagine da Internet: Allegoria dell'invidia, Scuola emiliana XVIII sec.

22 gennaio, 2025

Le primizie dello Spirito - I doni carismatici straordinari dello Spirito Santo - Seconda Parte (2/3)

 

Le primizie dello Spirito

I doni carismatici straordinari dello Spirito Santo

Seconda Parte (2/3)

 Doni di passione e doni di risurrezione

Tutto il mistero e l’efficacia dell’opera salvifica e glorificatrice di Cristo si riassumono in tre atti fondamentale della sua vita terrena: passione, morte e risurrezione. Dunque i doni che egli ci fa si riassumono in questi tre gruppi. Dio ha certo suoi fini e criteri nella scelta di queste anime privilegiate: decreti certo sapientissimi e provvidenziali, ma per noi assolutamente insondabili ed imperscrutabili. In queste anime risplende con eccezionale fulgore la meraviglia della sua potenza, della sua libertà e della sua grazia. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/le-primizie-dello-spirito-i-doni_22.html

Un dono straordinario dello Spirito Santo è l’ispirazione che dà ad alcune rarissime anime generose e coraggiose di fare il voto di vittima o di offrirsi come vittima sull’esempio di Cristo vittima di espiazione per i nostri peccati, per ottenere da Dio grazie speciali a beneficio della Chiesa o della patria o dell’umanità.

Tra i diversi casi che si potrebbero citare ricordo quello di un mio confratello originario della Cechia, il Servo di Dio Padre Tomas Tyn, morto nel 1990 a 39 anni.

I miracoli, come dice il Concilio Vaticano I, sono «opere divine (facta divina), le quali, dato che mostrano luminosamente l’onnipotenza e l’infinita scienza divine, sono segni certissimi della divina rivelazione, proporzionati all’intelligenza di tutti» (Denz.3009). Infatti nel miracolo avviene qualcosa che si può spiegare solo con la sapienza e la potenza del creatore, perché sorge qualcosa dal nulla.

Immagine da Internet: Ultima Cena, Tiziano Vecellio

06 gennaio, 2025

Una testimonianza dalla Germania A favore del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

 

A favore del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

Proprio in questi giorni, nei quali è ricorso il 1° gennaio scorso il 35° anniversario della morte di P. Tyn, mi è giunto via mail da parte di Hans Jakob Bürger, il link di un suo scritto, che delinea in pochi tratti efficaci la bella personalità del Servo di Dio.

Riporto in parte la mail:

Reverendo Padre Giovanni Cavalcoli OP,

oggi è il 35° anniversario della morte del tuo confratello P. Tomáš Týn.

In suo onore, affinché non venga dimenticato; - e soprattutto per i lettori tedeschi, ho scritto un articolo. Questo articolo è stato pubblicato oggi (CNA-Deutsch, un'agenzia di stampa tedesca del Gruppo ACI, Service EWTN) - https://de.catholicnewsagency.com/news/18101/auf-dem-weg-zur-seligsprechung-wer-ist-der-mit-39-jahren-verstorbene-dominikaner-tomas-tyn

L’articolo di Bürger traccia un breve profilo della vita di P. Tomas e si ferma in modo particolare sulla questione della Liturgia, toccando il tema delicato del confronto tra me Messa VO e quella NO. P. Tomas, pur accogliendo volentieri il NO, esprime la sua ammirazione per il VO.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/una-testimonianza-dalla-germania-favore.html

Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

01 gennaio, 2025

Un ricordo dell’offerta di sé del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

  

Un ricordo dell’offerta di sé 

del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

In occasione dell’anniversario della pia morte di Padre Tomas Tyn, il 1° Gennaio 1990, sono certo di fare cosa gradita ai Lettori presentare una interessantissima testimonianza di un monaco della stupenda e grandiosa abbazia cistercense austriaca Heiligenkreuz[1], il Padre Bernardo Vosicky.

 

Questa lettera[2], scritta nel 2011, testimonia del voto di vittima che Padre Tomas fece di sé stesso in occasione della sua ordinazione sacerdotale[3], per le mani di San Paolo VI, il 29 giugno 1975 a Roma.

 

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 31 Dicembre 2024


 

P. Tomas Tyn nacque a Brno, in Cecoslovacchia, oggi Repubblica Ceca il 3 maggio 1950.

A Neckargemünd morì il 1° gennaio 1990, mentre nella sua patria avveniva il passaggio da un regime oppressore alla democrazia: i voti di Tomas si erano compiuti! Quivi si svolsero i funerali, il 5 gennaio 1990.

 
 


 
 
 
P. Tomas Tyn, OP
venne ordinato sacerdote
a Roma da San Paolo VI

21 dicembre, 2024

Insegnare la religione ai giovani - Un ottimo libro di Fabrizio Fabbri

 

Insegnare la religione ai giovani

Un ottimo libro di Fabrizio Fabbri

 La difficile arte dell’educatore

Sappiamo quanto il Papa insista sulla necessità e sull’importanza dell’educazione religiosa dei giovani. Essi vanno ascoltati per conoscere i loro bisogni e le loro possibilità affinchè, quindi, ascoltino i veri maestri e chi può rispondere alla loro radicale richiesta di senso, chi li può comprendere con amore e guidare con saggezza, con energia e dolcezza, verso il compimento delle loro aspirazioni e il raggiungimento della loro felicità.

Il professor Fabrizio Fabbri è uno di questi. Filosofo cattolico, del quale ho avuto già modo di occuparmi nel 2020 su questo blog, da 24 anni insegna religione nelle scuole pubbliche ed ha fatto uscire quest’anno la terza edizione di un libro dal titolo Didattica della santità. Per un modo nuovo di insegnare la religione cattolica, per le edizioni il Cerchio di Rimini.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/insegnare-la-religione-ai-giovani-un.html

 

 

«La spinta decisiva, la conferma definitiva – dice Fabbri a p.32 – della validità di una didattica della santità, mi è arrivata da un brano di uno dei più bei documenti magisteriali di Giovanni Paolo II, la Lettera apostolica Novo millennio ineunte emanata il 6 gennaio 2001, in cui il Santo Pontefice fa un bilancio del grande Giubileo del 2000, allora appena concluso e in ogni settore indica la strada della Chiesa per il terzo millennio. Il brano, formante i paragrafi 30 e 31 del cap.3 (intitolato significativamente “A partire da Cristo”) così dice:
 
 “In primo luogo non esito a dire che la prospettiva in cui deve porsi il cammino pastorale è quello della santità. 
 
Immagine da Internet

18 ottobre, 2024

Melanconia

 

Melanconia

Origine del nome e del concetto

In un clima sociale ed ecclesiale come quello attuale, nel quale vediamo foto di singoli, gruppi, comunità, famiglie, religiosi, preti, vescovi, cardinali fino al Papa ridere a bocca aperta in un clima di festa, sentiamo continuamente i predicatori proclamare che la vita cristiana è gioia, che occorre vivere nella gioia, continuano tuttavia ad esistere i malinconici, i tristi, i piangenti, i tormentati, i disperati, gli smarriti,  anche tra gli stessi giovani, fino ad avere frequenti notizie di suicidi od omicidi o stragi terrificanti, a parte le guerre in corso, sintomi evidenti di un radicale vuoto di ideali, di una totale assenza dei valori sotto un manto di libertà, senz’alcun freno morale, senza il presidio di alcuna disciplina e senza l’occhio ad alcuna verità.

Tra tutti questi mali, con intento ovviamente costruttivo, ne scelgo qui uno, un male sottile dello spirito e della psiche, dal quale invece alcuni traggono un gusto morboso e malsano, un male che quindi occorre correggere con opportuni accorgimenti teoretici, pratici ed educativi.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/melanconia.html

Agrippa scrisse la sua Occulta philosophia nella quale da una parte garantiva la possibilità della visione dell’Assoluto al di là di ogni concetto, ma dall’altra scrisse un trattato per sostenere la vanità di tutte le scienze dando mostra di uno sfrenato scetticismo. L’opera fu condannata dalla Sorbona; ma bastava che gli avessero detto: se metti in dubbio il valore di tutte le scienze, allora devi negare a quanto dici un valore scientifico.

In realtà, la tesi secondo la quale la genialità nascerebbe dalla melanconia, alla quale pertanto verrebbe data una funzione positiva, è una tesi del tutto campata per aria. La vera genialità suppone quanto di più opposto si possa pensare alla melanconia: suppone straordinarie energia, vitalità, fertilità, intuitività, produttività ed iniziativa psicoemotive, intellettuali e volontarie.

Quanto al sapere o vedere teologico o mistico, questo non suppone necessariamente la genialità, ma una retta fede, la sapienza, la purezza della coscienza morale e la pietà religiosa. Se per malinconia intendiamo la tristezza e un certo sconforto, ebbene, qui può occasionalmente inserirsi la melanconia, che meglio va chiamata malinconia, ma che poi, lungi dall’alimentare, occorre scacciare con forza secondo il consiglio di San Filippo Neri: «scrupoli e malinconia fuori di casa mia!». Quanto più sentiamo in noi la presenza di Dio, tanto più ogni malinconia scompare come nebbia al sole e subentra una gioia pura senza ombre e senza condizioni.

Immagine da Internet:

- La storia vera di San Filippo Neri raccontata in Preferisco il Paradiso : https://www.youtube.com/watch?v=ONn-2VLMLlA - https://www.youtube.com/watch?v=30ubuSB3vmQ

- Agrippa Occulta philosophia



25 agosto, 2024

Il cristianesimo insipido - Seconda Parte (2/2)

 

Il cristianesimo insipido

Seconda Parte (2/2)

Come ha fatto il Medioevo a edificare l’Europa cristiana?

Come è riuscito il Medioevo a creare l’Europa cristiana dal Portogallo alla Russia? E com’è che a partire dal sec. XIV l’Europa cristiana ha cominciato a decadere e a disgregarsi? L’esperienza cristiana è fallita? Ha deluso l’Europa? Essa ha trovato qualcosa di meglio? L’Unione Europea guidata dalla Von der Leyen? La massoneria?

Certo nel frattempo la Chiesa non ha cessato di progredire e nuovi paesi del mondo hanno accolto il cristianesimo. Tuttavia resta il fatto che occorre rimediare all’attuale decadenza dell’Europa cristiana, per cui bisogna che l’Europa scopra il modo per ritrovare la strada di casa prima che sia troppo tardi. Il Concilio ha svolto questo servizio all’Europa, alla Chiesa e all’umanità.

Continua a leggere:

 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-cristianesimo-insipido-seconda-parte.html


Una questione sulla quale oggi occorre far chiarezza è il concetto di Europa. Su quale concetto di Europa si basa l’attuale Unione Europea? Che idee stanno alla base di un’Unione Europea che ha rifiutato la proposta di San Giovanni Paolo II di citare nella sua Costituzione le sue radici di cristiane e nel contempo considera l’aborto, la sodomia e l’eutanasia come diritti?

Nel buio abbiamo bisogno di luce. Infatti nel buio non vediamo niente. Occorre una fiaccola che faccia luce. Il cristiano è questa fiaccola. La cecità ci è insopportabile.

Per questo Gesù Cristo da una parte è il maestro premuroso e misericordioso, nei confronti di coloro che, pentiti dei loro peccati, vogliono gustare il buon cibo, ma dall’altra parte è il cavaliere dell’Apocalisse, che non scherza, ma è quel cavaliere che combatte con giustizia, dalla cui bocca «esce una spada affilata per colpire con essa le genti» (Ap 19,15), ossia nei confronti dei ribelli e dei superbi.

 Immagini da Internet: San Pietro, Roma

19 aprile, 2024

Guerra e dignità umana - La questione della liceità del servizio militare - Seconda Parte (2/2)

 

Guerra e dignità umana

La questione della liceità del servizio militare

 

Seconda Parte (2/2)

 

È giustificato combattere per motivi religiosi?

Sorge allora una serie di domande alle quali non è difficile rispondere, una volta che abbiamo compreso che cosa significa il Comandamento Non uccidere. Ci chiediamo dunque: è cosa blasfema condurre un’operazione militare in nome di Dio  per il fatto che Egli comanda di non uccidere? Ha senso, può esser voluto da Dio che io metta a repentaglio la mia vita per uccidere un fratello? La nostra Costituzione parla di «sacro dovere di difendere la Patria». Perché c’è quel «sacro»? Che significa? È evidente il richiamo a Dio, il Sacro per eccellenza.

Si pone la questione, allora, che rapporto c’è tra amore di Dio e del prossimo da una parte e la pratica bellica o doveri militari  dall’altra? Sono doveri davanti a Dio? Le due cose sono conciliabili?  L’amore cristiano per il nemico si concilia col dovere di prendere le armi? E perché e in che senso questo dovrebbe essere un sacro dovere? 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/guerra-e-dignita-umana-la-questione_19.html

Qui io non discuto il problema se Dio possa o non possa volere una guerra per liberare un popolo o perché si difenda da nemici invasori: la risposta è troppo chiara se consideriamo le narrazioni bibliche. Il problema qui è: chi ha ragione? Il Papa o Cirillo? Dunque, vediamo che il dialogo ecumenico cattolico-ortodosso deve fare ancora molta strada.

La Chiesa sa benissimo che finchè siamo su questa terra, per quanti sforzi facciamo per vivere in pace, ci saranno sempre i bellicosi dai quali occorre difendersi con la forza. La Chiesa pertanto ha avuto il merito di ispirare un codice militare, che regola doveri etici dei militari: usare umanità nei confronti dei prigionieri, astenersi da rappresaglie, vendette, dall’uso di armi eccessivamente distruttive e dal colpire le popolazioni civili, pietà per i vinti, rispetto per la dignità umana del nemico, evitare di combattere mossi dall’odio, imposizione di condizioni ragionevoli per la resa del nemico sconfitto. 

La guerra è l’occasione nella quale l’uomo può dar mostra e prova di un alto grado di virtù e di dignità morale. Ma la guerra è anche indubbiamente purtroppo sempre anche occasione per recare le più gravi offese alla dignità umana.

Immagine da Internet: Salvo d'Aquisto

06 dicembre, 2023

Accoglienza degli omosessuali e remissione del peccato di sodomia - Misericordia e correzione fraterna

 Accoglienza degli omosessuali

e remissione del peccato di sodomia

Misericordia e correzione fraterna

Nel periodico Dalle Api alle rose n.6 del novembre scorso edito dal Santuario monastero di Santa Rita da Cascia è apparsa una raccolta di articoli dedicata alla promozione della carità da praticare nei confronti degli omosessuali ed alla condotta che si deve tenere nei loro confronti affinchè essi possano sentirsi ed essere membra vive, attive ed accolte nella comunità ecclesiale.

L’intento che ci viene inculcato da parte degli scrittori e delle scrittrici degli articoli di mettere tutto l’impegno della buona volontà e della nostra operosità a è ottimo e di estrema attualità, nonché importanza. È l’impegno che ci viene richiesto, vero banco di prova per tutti noi cattolici, che dietro l’appello pressante di Cristo fortemente ed insistentemente echeggiato dal Santo Padre, siamo più che mai  esortati a mettere tutta la nostra volontà e la nostra operosità nel mostrare a un’umanità che si sente disorientata, emarginato, giudicata, esclusa o disprezzata, la bellezza d’appartenere ad un’immensa famiglia di fratelli e sorelle delle più diverse condizioni umane, nazionali, sociali, psicologiche, etniche e culturali,  che si amano in Dio alla ricerca del suo Volto, sparsa nel mondo nel servizio ai più poveri, sofferenti e bisognosi.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/accoglienza-degli-omosessuali-e.html

 

 

 

Affidiamo a Santa Rita, Santa degli impossibili, la cura celeste di questi nostri fratelli, chiedendo che preghi per loro al fine di ottenere per loro una grazia che sembra impossibile, ma che impossibile non è: la pratica serena e perfetta della temperanza sessuale, nel rispetto della tendenza naturale voluta da Dio.

 

 Immagine da Internet:

file:///C:/Users/Sr%20Matilde/Downloads/Rivista-Santuario-Santarita-da-Cascia-1.pdf