venerdì 29 maggio 2020

Qual è il motivo della negazione del peccato originale? (Seconda parte)

Qual è il motivo della negazione del peccato originale?

Seconda parte

Virgo sine peccato originali concepta

La visione di Teilhard de Chardin[1]

Un errore dell’evoluzionismo teilhardiano sta nel concepire Cristo come vertice o «Punto Omega» della evoluzione ascendente del cosmo, sta nel credere che tale evoluzione sia una «Cristogenesi», che parte dalla materia e si eleva allo spirito come «trasformazione» ed «autotrascendenza» della materia, intesa come preesistente alla creazione divina, che sarebbe un semplice metter ordine nella materia. Dio è in alto, ma proviene dal basso.  Osserviamo che non è così. Dio è in alto sin dall’inizio, ab aeterno, perché nulla salirebbe, se non ci fosse Dio ad innalzarlo.

Altro errore di Teilhard è l’assenza del dogma dello stato edenico dell’uomo e quindi del peccato originale. Egli non prende assolutamente in considerazione il racconto genesiaco della creazione dell’uomo e, ponendosi solamente da un punto di vista scientifico, crede di poter risolvere il problema dell’origine dell’uomo e del male, solo con questo metodo, senza tener conto dell’aspetto metafisico e di fede, ed anzi egli opera sulla base di una metafisica materialista.

In base alle precedenti considerazioni, dobbiamo dire che la teoria della derivazione dell’uomo dalla scimmia, benché accolta da quasi due secoli negli ambienti scientifici, è in realtà incompatibile con il racconto genesiaco della creazione dell’uomo nell’Eden, perchè non è pensabile che la coppia edenica, nelle condizioni di altissima perfezione propria dell’Eden, possedesse un corpo scimmiesco, la cui dignità è di molto inferiore a quella del corpo umano odierno, che pur vive nello stato di natura decaduta. 

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 Jacopo della Quercia, La cacciata dall'Eden: una delle dieci formelle a bassorilievo con Storie della Genesi della Porta Magna della basilica di San Petronio a Bologna.


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giovedì 28 maggio 2020

Qual è il motivo della negazione del peccato originale? (Prima parte)

Qual è il motivo della negazione del peccato originale?

Prima parte

Virgo sine peccato originali concepta

Occorre ripristinare la fede nel peccato originale

La questione del peccato originale è di una tale importanza per la concezione cristiana della salvezza, che la sua mancata soluzione o l’accantonamento o la falsificazione o lo svilimento del concetto del peccato originale porta come logica conseguenza l’incomprensione dell’essenza profonda ed ultima del peccato e con ciò stesso l’ignoranza dell’origine del male di colpa e di pena, e per conseguenza l’ignoranza o un inadeguato ed illusorio semplicismo circa le vie, i mezzi e i metodi per la vittoria sul male o per la liberazione dal male, che è dono della Redenzione di Nostro Signore Gesù Cristo. 

Viceversa, la Rivelazione cristiana ha tra le sue principali finalità quella di rivelare all’umanità la prima origine del male di colpa e di pena, e quindi i mezzi e le vie per liberare l’umanità dal male. Dirsi cristiani e non sapere che cosa è il male, da dove viene e come se ne guarisce è come uno che si considera medico e non sa curare le malattie. 

Tutte le religioni, per loro natura, affrontano il problema del male e della liberazione dal male e si sforzano di porvi rimedio. Esse rendono l’uomo cosciente di essere peccatore e di essere castigato dalla divinità per averle disobbedito. Quando esse non si basano sul politeismo o sull’idolatria, o non sono guaste dalla superstizione, o non giacciono miseramente al livello della magia, che pretende temerariamente, dietro suggerimento del demonio, di piegare la volontà divina a quella dell’uomo, i sacrifici cultuali ed espiatori propri delle religioni servono appunto per placare l’ira divina ed ottenere dalla divinità perdono, grazie e favori. 

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Jacopo della Quercia, Peccato originale: è la terza delle dieci formelle a bassorilievo con Storie della Genesi della Porta Magna della basilica di San Petronio a Bologna.

 
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mercoledì 27 maggio 2020

Perché peccando ho meritato i tuoi castighi. Teologia e coronavirus

Il coronavirus ha influenzato la nostra vita in modo devastante. Ne discutono con Aurelio Porfiri, padre Giovanni Cavalcoli, autore di "Perché peccando ho meritato i tuoi castighi. Un teologo davanti al coronavirus" e padre Serafino Maria Lanzetta, teologo e docente.


https://www.youtube.com/watch?v=hQLsRaqPZWQ

 

lunedì 18 maggio 2020

Una maldestra difesa di Papa Francesco

Una maldestra difesa di Papa Francesco
 
Un Papa comodo
 
Nel servizio del 12 maggio 2020 del blog Settimana news è apparso un articolo di Francesco Cosentino dal titolo «Un papa scomodo», che si propone di sostenere il pontificato di Papa Francesco difendendolo dai suoi nemici: intento in sé giusto e doveroso da parte di ogni buon cattolico. Si tratta però di un’impresa non facile e assai delicata, che suppone da una parte un’adeguata conoscenza di quelli che sono i doveri e l’ambito di autorità di un Papa e dall’altra una sufficiente informazione circa gli atti magisteriali e pastorali del Papa in esame.
 
Per questo, se non ci si basa su questi criteri e su queste premesse, si rischia di fare un’apologia controproducente esaltando, del Papa, le scelte sbagliate e trascurando o fraintendendo i valori veri del suo pontificato, col risultato da una parte di creare falsi amici del Papa, che in realtà falsificano la missione del Papa e farne l’apologia dei difetti per proprio comodo; e dall’altra parte di fare apparire come nemici i veri amici franchi e fedeli, che criticano il Papa proprio perchè faccia meglio il Papa.
 
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giovedì 14 maggio 2020

Il Corano è meglio del Vangelo? Sul caso della giovane Silvia Aisha

Il Corano è meglio del Vangelo?

Sul caso della giovane Silvia Aisha

 Un buon papà lascia libero il figlio di scegliere la sua strada,
ma si addolora se sceglie male

Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta
Lc 15,12

È normale che un padre che ha uno studio d’avvocato bene avviato o un industriale che diriga un’azienda di successo si auguri che il figlio segua la sua strada, ma egli dà segno di un animo liberale, se davanti alla decisione del figlio di prendere un’altra strada, sempre onesta, ma non troppo gradita al padre, egli fa un commento su questo tipo: «Sì, mi dispiace che mio figlio abbia preso questa strada. Mi ha deluso. Tuttavia è pur sempre mio figlio e continuo ad amarlo, per cui lo rispetto nella sua scelta, che pure non è di mio gusto».

Queste sono le parole di un buon padre davanti ad una scelta del figlio non gradita, ma tutto sommato rientrante nei suoi diritti di scegliere, perché quel padre ha notato che tra il suo lavoro e quello scelto dal figlio, sì, c’è una notevole differenza, ma in fin dei conti si tratta di un lavoro onesto e non ha scelto di fare il lenone o il trafficante di droga.

In una situazione del genere mi pare si sia trovato il Card. Bassetti interrogato sulla conversione all’Islam di Silvia Romano da Ivano Porfiri, giornalista del sito Umbria 24 il 13 maggio scorso. Il Cardinale ha risposto con le seguenti parole: «È una nostra figlia, una ragazza con grande forza».

A queste parole si rimane piuttosto sorpresi. Se infatti può rammaricarsi comprensibilmente un padre per la scelta del figlio, lecita, ma a lui non gradita, che cosa noi cattolici ci saremmo aspettati che dicesse il Cardinale Presidente della CEI a commento della scelta di Silvia, che preferisce Maometto a Cristo, e il Corano al Vangelo, quindi non la via sicura della salvezza eterna, ma una religione, che mescola la verità con l’errore? 

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mercoledì 13 maggio 2020

Il virus è un castigo di Dio?

Il virus è un castigo di Dio?

Una cattiva interpretazione della Scrittura

Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo
Sal 39,12

Questo è il titolo dell’articolo del 2 maggio scorso di David Neuhaus apparso sul n.4077 de La Civiltà Cattolica. Una domanda che molti si pongono e chi risponde di sì e chi risponde di no. I miei lettori sanno bene che io rispondo di sì proprio in base a quella stessa Sacra Scrittura, sulla quale Neuhaus pretende di basarsi per dire di no. Ho già affrontato e confutato altri avversari su questo tema, che oggi interessa tutti[1]. Oggi tocca a Neuhaus. Vediamo dunque con ordine le sue posizioni e diamo una risposta.

Dice dunque Neuhaus:

«Per chi ama davvero la Bibbia può risultare sconcertante che qualcuno stia piegando a proprio uso e consumo alcuni passi biblici che potrebbero far alludere a una crisi come quella del coronavirus. Si tratta di versetti sistematicamente estrapolati dal contesto e applicati a forza alla realtà attuale. 


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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-virus-e-un-castigo-di-dio.html 


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domenica 10 maggio 2020

Vescovi falsari della fede Un gravissimo attentato al Magistero di Papa Francesco


Vescovi falsari della fede
Un gravissimo attentato al Magistero di Papa Francesco

Commento ad alcune dichiarazioni del Documento del Sinodo Tedesco
riguardanti il sacerdozio femminile
tratte dal blog di Sandro Magister del 6 maggio 2020

I brani del documento dei vescovi sono tra graffette

Premessa dottrinale

Compito dei Sinodi ecclesiali nazionali è quello di essere l’espressione della collegialità episcopale che pasce collegialmente, in unione ed obbedienza al Romano Pontefice, il popolo di Dio residente in quella nazione, al fine di affrontare e risolvere, in giusta autonomia, alla luce del Magistero universale della Chiesa, questioni attinenti al modo migliore di vivere come Chiesa nazionale, il Vangelo in quella nazione, in comunione con la Chiesa universale e col Sommo Pontefice, al quale può indirizzare proposte pratiche di vita o di riforma della Chiesa, che il Papa si riserva di valutare e sottoporre al suo prudente giudizio e può, se crede, far sue per il bene della Chiesa universale.

Ma questa assemblea non ha assolutamente l’autorità magisteriale per affrontare e decidere su temi dottrinali o attinenti al dogma, che siano oggetto di discussioni o contestazioni, temi che, come tali, non sono e non possono essere di competenza di una singola Conferenza Episcopale Nazionale, ma, trattandosi di argomenti di interesse della Chiesa universale, non possono che essere di competenza di colui che è stato costituito da Cristo capo e pastore della sua Chiesa, col compito di pascerla e confermarla nella fede a nome e col potere, conferitogli da Cristo, di definire infallibilmente e dichiarare definitivamente, all’occorrenza, ciò che va tenuto per fede, al fine di porre termine alle discussioni ed alle incertezze e far sapere a tutti i fedeli con sicurezza qual è la verità salutare, un po’ come adesso tutti siamo in attesa che la comunità scientifica metta in circolazione un vaccino efficace a far cessare la pandemia.

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 Card. Reinhard Marx  -  Immagine da internet

venerdì 8 maggio 2020

Riflessioni sulla volontà divina

Riflessioni sulla volontà divina

«Farò misericordia di chi vorrò fare misericordia»
Es 33,19

C’è un’analogia fra la volontà umana e la volontà divina,
ma ci sono anche grandi differenze

La volontà, da un punto di vista generale o trascendentale, è il potere dello spirito di realizzare l’idea, di tradurre il pensiero nell’essere, di applicare l’astratto al concreto, l’universale al particolare. Senza il pensare, il volere è impossibile. Il pensare nasce dall’intimo dell’intelletto in possesso dell’idea dell’essere. La volontà consegue come realizzazione dell’essere ideato nell’idea.

La volontà ha due orientamenti essenziali, i quali nascono da due diverse propensioni del volere verso il bene: il primo è l’appetito intellettuale del bene o inclinazione al possesso del bene, e il secondo è il potere di operare o produrre il bene, ovvero di compiere l’azione indirizzata al fine dell’opera dell’agente.   

La volontà di per sé ama il bene ed odia il male. Mentre la volontà di Dio vuole ed opera sempre il bene, ricavando eventualmente il bene dal male, la volontà della creatura intellettuale può essere cattiva, ossia scegliere colpevolmente un falso bene ed odiare di un falso male, che in realtà è un vero bene.

La volontà di per sé vuole assolutamente il fine, che è il bene che la volontà appetisce per essenza. In ordine al fine la volontà sceglie liberamente i mezzi che occorrono per raggiungere il fine. La volontà divina vuole necessariamente il fine, che è Dio stesso, bene sommo ed assoluto. Invece la volontà creata è creata da Dio perché scelga Dio come suo sommo bene. Tuttavia essa è necessariamente orientata a un fine ultimo in generale, ma non è necessariamente orientata a Dio. Sta invece a lei sceglierLo come suo fine ultimo in concreto. Se Lo sceglie si salva; se non Lo sceglie si danna. 

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 Dio Padre Onnipotente di Michelangelo - Immagine da Internet

mercoledì 6 maggio 2020

Luigino vuol convertire Dio

Luigino vuol convertire Dio
 
Convertitevi a me ed io mi convertirò a voi
Zc 1,3

Luigino Bruni su Avvenire del 3 maggio scorso è tornato sul tema del come affrontare cristianamente l’attuale pandemia ed ha trattato in particolare di come bisogna pregare soprattutto in riferimento all’esempio di preghiera che ci danno i Salmi. Ottima idea, se non fosse che Luigino fraintende completamente il senso di questa preghiera, che egli intende non come basata sul riconoscimento e pentimento del proprio peccato - «contro te solo ho peccato» (Sal 51,3) – e per conseguenza del giusto giudizio divino (v.6), ma richiesta pressante e quasi comando fatto a Dio, di «cambiare direzione, di tornare, di convertirsi» nel senso evidente di smetterla di affliggerlo e di fare il buono. 

Luigino non si sogna nemmeno di implorare da Dio con animo pentito e disposto alla conversione, la sua misericordia e il suo perdono per i suoi peccati, dei quali sta sperimentando le conseguenze. È invece stufo di sentirsi maltrattato da un «Dio nella gabbia, nella quale lo rinchiudono la teologia e le religioni» e vuole «liberarlo». Quale sarebbe questa gabbia? Lo spiega nel corso del suo articolo.

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sabato 2 maggio 2020

Sorpresa: anche il coronavirus è stato creato da Dio

Sorpresa: anche il coronavirus è stato creato da Dio

Pensieri scandalosi del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

De consolatione philosophiae

Il 3 maggio ricorre la data di nascita di Padre Tyn, che in questo giorno avrebbe compiuto 70 anni. Egli, come sanno coloro che conoscono il suo pensiero, oltre che santo, è stato un grande metafisico. Ho pensato, allora, in un modo che forse qualcuno giudicherà del tutto stonato o quanto meno incongruo o inutile considerando l’attuale pandemia, presentare ai lettori alcuni suoi pensieri sulla creazione, che ritengo possano offrirci al di là della loro apparente scandalosità, un vero conforto o tonico dello spirito.

Queste sapienti considerazioni basate sulla ragione, anche se a qualcuno possono apparire paradossali,  naturalmente non pretendono di sostituire o di offrire qualcosa di meglio di ciò che si sta facendo contro il morbo con le risorse umane e quelle della fede: suppliche a Dio che ce ne liberi, accettazione serena del morbo, con spirito di fede, in sconto dei nostri peccati,  occasione per fare penitenza e tornare a Dio, preghiere per i vivi e per i morti, stimolo ad una maggiore solidarietà umana verso i sofferenti, incitamento alle ricerche degli scienziati, speranza che il morbo cessi presto. 

Tuttavia tali considerazioni fanno la loro parte indispensabile per comprendere ed affrontare la situazione con lucida e fondata razionalità, che non sostituisce, ma accompagna e sostiene la fede. Dai tempi di Boezio, sappiamo che anche la sana filosofia ci offre un insostituibile aiuto nell’affrontare i mali della vita, nel farci capire il senso di ciò che sta avvenendo e il suo perchè, nel saperlo riferire a Dio, nel darci pazienza, calma e serenità, nel farci tenere i nervi a posto e l’animo saldo. Per questo, tutto ciò che in questo frangente può servire in qualunque modo onesto ad affrontare proficuamente il problema, dev’essere considerato il benvenuto. 

Facciamo dunque attenzione a quello che Padre Tomas ci dice, non temiamo di compiere lo sforzo intellettuale astrattivo necessario, per cogliere verità salutari, che, in quanto spirituali, trascendono immensamente il sensibile e il concreto. Seguiamo con fiducia, benché faticoso, Padre Tomas nel suo rigoroso ragionare, mettendo da parte gli sciocchi pregiudizi contro la metafisica: ne saremo abbondantemente ripagati; Padre Tomas con la sua sapienza ci mette in contatto con Dio, l’ipsum Esse per Se subsistens, come Lo chiama San Tommaso sulla base di  Es 3,14, Dio, Che è Ciò di Cui adesso più che mai abbiamo bisogno.

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Tomas Tyn (03.05.1950 - 01.01.1990)