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27 luglio, 2026

Sulla questione del castigo divino - Terza Parte (3/4)

 

Sulla questione del castigo divino

Terza Parte (3/4)

 

Il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento

La Bibbia concepisce Dio sul modello di un sovrano sapiente e provvidente, che si prende cura del suo popolo educandolo a livelli sempre maggiori di virtù, promovendo il suo progresso morale e civile per condurlo a una sempre maggiore felicità.

Dio, in un primo tempo, sdegnato per la disobbedienza dei progenitori, decide di non lasciare per sempre l’umanità nelle condizioni di miseria che si meritava, ma in Cristo la risolleva da quella condizione e le offre uno stato glorioso di vita, quella dei figli di Dio, superiore a quello che ci sarebbe stato se Adamo non avesse peccato. Ecco perché la Chiesa canta paradossalmente: o felice colpa, che meritasti un simile redentore!

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/sulla-questione-del-castigo-divino_0660712830.html

 

 

L’etica evangelica è più delicata, più esigente e quindi più perfetta ed elevata di quella mosaica. 

 

Occorre che la Chiesa, guardandosi dal ripetere gli eccessi di severità del passato e mantenendo e sviluppando le conquiste dottrinali del Concilio e gli stessi lati buoni della sua pastorale, recuperi quanto di giusto c’è nella via giusta precedente.



 

Si tratta di una pastorale che necessita di tornare ad usare in pienezza il concetto biblico di Dio e della sua provvidenza a beneficio dell’uomo.

Occorre innanzitutto chiarire per sempre una buona volta, dando fine a nefasti equivoci, inutili e pretestuose polemiche e proteste, come verità di ragione e di fede, che il castigo divino non implica in Dio nessuna cattiveria o crudeltà o ingiustizia o mancanza di misericordia o accezione di persona o arbitrarismo volontarista o, peggio che peggio, predestinazione all’inferno, ma al contrario, è effetto di un atto della sua bontà e del suo amore ed è sempre attenuato dalla misericordia.

Immagini da Internet:
- Cristo e l'adultera, Galleria dell'Accademia di Venezia
- Scomunica di Federico II da parte di Gregorio IX, Giorgio Vasari, 1572 circa, Musei Vaticani, Sala Regia

16 luglio, 2026

Attualità di Schillebeeckx - Corso di Cristologia A.A. 1998/1999 - Parte Terza (3/5)

 

Attualità di Schillebeeckx

Corso di Cristologia A.A. 1998/1999

Parte Terza (3/5)

 

Ritengo che la Cristologia di Schillebeeckx, che ha avuto larga diffusione nel periodo postconciliare, continui ad influenzare la cristologia contemporanea per il fatto che non ci sono stati interventi importanti del Magistero e dei teologi cattolici finalizzati a mettere in evidenza la tendenza ariana della cristologia di Schillebeeckx.

Per questo ho pensato di offrire ai Lettori il Corso sulla Cristologia di Schillebeeckx che tenni allo Studio Teologico Domenicano di Bologna nell’A.A. 1998/1999.

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 25 maggio 2026

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 Prima Parte del Corso:

-  Cap. I:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2026/05/attualita-di-schillebeeckx-corso-di.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/attualita-di-schillebeeckx.html

- Cap. II

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2026/05/attualita-di-schillebeeckx-corso-di_01563192906.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/attualita-di-schillebeeckx-corso-di.html






Immagine da Internet:

Gesù Cristo, Ultima Cena, Leonardo, Milano 







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LA CRISTOLOGIA DI SCHILLEBEEGKX

Parte Terza (3/5)

 

Capitolo III - Sottotitoli:- nn. 134 – 148

 Capitolo IV - Sottotitoli: 1-2-3 - nn. 149 - 176

 Pag. 45 – 58 testo originale dattiloscritto di Cavalcoli:

Cf. https://www.arpato.org/studi.htm n. 36:  https://www.arpato.org/testi/studi/Cavalcoli_Schillebeeckx_1998.pdf

 

 CAP. III - GESU’, PROFETA ESCATOLOGICO

 

134. In Schillebeeckx è vivo il problema di determinare l’identità di Gesù, il senso profondo e sostanziale della sua persona e del suo messag­gio secondo categorie che da una parte siano adatte e comprensibili per il nostro tempo e dall’altra riflettano veramente la realtà di Gesù colta nell’esperienza (atematica) di fede. Inoltre, queste categorie devono essere confermate dall’analisi storico-critica della figura di Gesù. Nel­l’applicazione di questo metodo e di questi criteri, lo Schillebeeckx ritiene che l’attributo essenziale da dare oggi a Gesù sia quello di “profeta escatologico”, mediatore della piena rivelazione del Padre e della salvezza per tutto il mondo.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/attualita-di-schillebeeckx-corso-di_0627829277.html

 

27 giugno, 2026

Risposta alla lettera dei Lefevriani al Santo Padre

 

Risposta alla lettera dei Lefevriani al Santo Padre

 

La Fraternità San Pio X il 24 giugno u.s. ha inviato una Lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV e ai Cardinali della Santa Chiesa.

Ho pensato di rispondere ai singoli punti trattati dalla Lettera.

 

1)

… La Chiesa soffre oggi sotto la pressione di nuove forze, provenienti sia dall’interno che dall’esterno, che la spingono in tutte le direzioni possibili, tranne – a nostro avviso – quella giusta. Di fronte a una tale sofferenza, non possiamo rimanere indifferenti.

Questa constatazione in linea di massima è senz’altro vera, ma è troppo generica. Resta comunque vero che davanti a questa situazione i buoni cattolici non possono rimanere indifferenti.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/risposta-alla-lettera-dei-lefevriani-al.html


Anzitutto siamo invitati a contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo. Prima di domandarci che cosa fare, occorre sostare davanti alla realtà, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli. Come ho ricordato poche settimane fa, «Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia». 

La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa. È la sua ragione di esistere e, proprio per questo, diventa anche il criterio che orienta il nostro discernimento. Quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse Chiese, non stiamo soltanto migliorando il nostro modo di lavorare: stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo.

CONCISTORO STRAORDINARIO (26-27 GIUGNO 2026) - DISCORSO DI APERTURA DEL SANTO PADRE LEONE XIV  - Aula Paolo VI, Venerdì, 26 giugno 2026

Da:  https://youtu.be/cw-3jaJWvi8 - https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260626-concistoro-straordinario.html


15 giugno, 2026

Il Corpo di Gesù nel sepolcro e la Sindone

 

Il Corpo di Gesù nel sepolcro e la Sindone

  

Pubblico una breve corrispondenza con il caro amico Don Alfredo Morselli, teologo innamorato di Cristo, relativa al mistero del Corpo di Gesù nel sepolcro.

Le domande che sorgono davanti a questo mistero ci aiutano ad approfondire l’opera salvifica che il Signore ha compiuto per donarci la vita eterna.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-corpo-di-gesu-nel-sepolcro-e-la.html



Immagine da Internet: https://sindone.org/telo/index.html 

26 marzo, 2026

La questione del valore dell’episcopato

 

La questione del valore dell’episcopato

 

Penso di fare cosa gradita ai Lettori, pubblicare la mia conferenza Episcopato e angeli: quale relazione?, che tenni nel 2012 ad un Convegno teologico organizzato da Don Marcello Stanzioni, noto esperto di angelologia.

Questa conferenza può aiutarci a comprendere che l’iniziativa dei Lefevriani di ordinare nuovi Vescovi da una parte denota in loro l’apprezzamento di quello che è il potere del Vescovo nell’ordine della grazia per la salvezza delle anime. Quindi viene alla luce in modo particolare quella che è la dignità del carisma episcopale. Però, detto questo, i Lefevriani dimostrano di non sapere apprezzare quella che è la giurisdizione del Vescovo. 

...

Il dono gerarchico

          Come dice il Concilio Vaticano II, lo Spirito Santo provvede la Chiesa di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti (cf Ef 4,11-12; I Cor 12,4; Gal 5,22) (LG, 4). Si tratta qui, come insegna San Paolo, di doni di servizio o ministeri, ossia doni finalizzati al bene del prossimo e all’edificazione della Chiesa (I Cor 12). Tra tutti i doni dello Spirito, come sempre insegna l’Apostolo, il più grande è il dono santificante della carità (c.13). ...

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-questione-del-valore-dellepiscopato.html

 

L’angelo, per la Scrittura, è un’entità personale, dotata di intelletto e volontà, in grado di intendere i misteri divini, i pensieri e l’agire dell’uomo e i segreti dell’universo. Questo è tanto vero che alcuni angeli nella Scrittura sono chiamati con un loro nome proprio, come Michele, Gabriele e Raffaele. 

Dalla Bibbia risulta altresì che gli angeli, oltre a costituire la corte celeste attorno al trono di Dio, sono radunati in schiere (shèbaoth) alle dipendenze di Dio, sicchè Dio è il Dio delle schiere, espressione spesso tradotta con Dio degli eserciti,

Come osserva l’Aquinate (q.109, a.1), non solo la città celeste ma anche quella infernale è soggetta al governo divino. Mentre la prima è il regno della beatitudine e il trionfo della misericordia, nella seconda si attua la giustizia punitrice, benchè anche lì non manchi la misericordia.

Secondo l’Apocalisse il Vescovo è l’angelo della propria Chiesa. Per questo Giovanni all’inizio dell’Apocalisse invia pace e grazia alle sette Chiese di Asia da parte di Cristo e dei “sette spiriti che stanno davanti al trono di Dio”. Ciò non vuol dire che il trono divino sia circondato solo da sette spiriti, ma con ogni probabilità quei sette spiriti sono gli angeli protettori delle sette chiese e in particolare sono gli angeli guida o protettori dei rispettivi sette vescovi, i quali pure sono detti “angeli” della loro Chiesa.

Il pericolo o l’equivoco di oggi è quello di una concezione troppo umana e secolaristica del vescovo, la cui autorità gerarchica rischia di svilirsi ed appiattirsi in un falso egualitarismo. 

Immagini da Internet:
- San Michele Arcangelo, di Guido Reni
- San Carlo Borromeo, del Guercino 

09 marzo, 2026

La metafisica di Gesù (5)

 

 

La metafisica di Gesù (5)

 

Presento ai Lettori un brano sul tempo, tratto da un libro che pubblicai nel 2014, dedicato a illustrare una cosa alla quale finora non si era mai pensato e cioè presentare quella che si potrebbe chiamare “la metafisica di Gesù”.

Propongo “Gesù Eterno Signore del tempo”, cap. VI, 5d.

 

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 9 marzo 2026

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La metafisica di Gesù (1) - (2) – (3) – (4):

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2024/10/la-metafisica-di-gesu.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-2.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2025/06/la-metafisica-di-gesu-2.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-prima-parte-12.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-seconda-parte-22.html

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2026/01/la-metafisica-di-gesu-4.html

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Dal Libro del 2014, pubblicato dalle Edizioni di L’Isola di Patmos, Roma:

GIOVANNI CAVALCOLI: «GESÙ CRISTO FONDAMENTO DEL MONDO: INIZIO, CENTRO E FINE ULTIMO DEL NOSTRO UMANESIMO INTEGRALE»

Il concetto di Cristo fondamento del mondo, racchiude le altezze più sublimi del Santo Padre e Dottore della Chiesa Agostino vescovo d’Ippona: il Christus totus. Come ripeterà infatti il Sommo Pontefice Benedetto XVI nel corso del suo ministero apostolico: Cristo non è una parte dell’esperienza umana, ma la nostra totalità. Egli è l’inizio, il centro e il fine ultimo del nostro umanesimo integrale. E fu proprio su queste premesse teologiche che l’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Cardinale Joseph Ratzinger, pubblicando su disposizione del Santo Pontefice Giovanni Paolo II la esortazione Dominus Jesus, ribadì questa totalità, in aperta contrapposizione a un male inteso ecumenismo e a un male inteso dialogo inter-religioso, ma soprattutto in contrapposizione al relativismo.

https://isoladipatmos.com/novita-gesu-cristo-fondamento-del-mondo-inizio-centro-e-fine-ultimo-del-nostro-umanesimo-integrale/

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Cap. VI, 6 d, “Gesù Eterno Signore del tempo”

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-5.html 

 

Non c’è dubbio che esistono interventi di Dio nella storia, che cambiano il corso dei tempi e manifestano la sua onnipotenza e la sua misericordia. Cristo è l’Intervento o, come si ama dire oggi, benchè con una certa improprietà, è l’Evento per eccellenza. Certo è lecito parlare di “ciò che Dio ha fatto” in Cristo. E’ lo stesso linguaggio della Scrittura. Tuttavia sappiamo anche che essa a volte si esprime in un modo metaforico o antropomorfico, che va rettamente interpretato, per non fare di Dio un grossolano deus ex machina delle antiche commedie romane.

Gli interventi di Dio nella storia, i magnalia Dei, propriamente, non sono ciò che Dio ha fatto, ma ciò che Dio fa, perchè la sua Essenza eterna si identifica con la sua azione, ed Egli non conosce molte azioni, ma tutte si risolvono nella sua unica Essenza. I detti interventi invece sono gli effetti temporali del suo agire eterno.

 

Si comprende allora che questi interventi, per quanto siano riferiti a Dio, sono solo fatti storici, come tali oggetto della storia sacra e non della teologia, la quale considera Dio come tale e non gli effetti della sua azione nella storia, siano pure la vita e le opere di Cristo. 

Non si tratta allora di narrare ma di considerare, argomentare sillogisticamente, dedurre, dimostrare speculativamente, tutte le operazioni insomma, che fanno capo all’intelletto speculativo e quindi alla metafisica.

Si tratta certo di narrare ciò che Cristo ha fatto e ciò che Cristo ha detto. Ma l’indagine sui suoi detti e sulla sua dottrina – dovrebbe essere evidente – non è più narrazione ma esercizio dell’intelletto speculativo: ed è questa la vera teologia, detta appunto tradizionalmente “speculativa”.

 
 
Immagini da Internet: Abbazia di Fontenay

29 gennaio, 2026

La metafisica di Gesù (4)

 

La metafisica di Gesù (4) 

Presento ai Lettori un brano sulla creazione, tratto da un libro che pubblicai nel 2014, dedicato a illustrare una cosa alla quale finora non si era mai pensato e cioè presentare quella che si potrebbe chiamare “la metafisica di Gesù”.

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 29 gennaio 2026

 

Cap. VII, 3. La creazione

 a. Il Dio che rende possibile la creazione

        Gesù in più occasioni ricorda che il mondo è stato creato da Dio. Ricorda la creazione dell’uomo e della donna: “Dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina” (Mc 10,6). Nella preghiera sacerdotale al c.17 di Giovanni, Gesù fa riferimento alla sua preesistenza divina rispetto al mondo, tema del quale ho già parlato (17, 5; 17,24).

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-4.html  

E’ chiaro che solo un Dio trascendente può essere origine e causa, e governa le cose e l’uomo non semplicemente come un dio pagano o anche come il Motore immobile di Aristotele, tutto sommato una Causa prima e un Fine ultimo dei moti della natura, ma che non pare interessarsi dell’uomo e tanto meno dell’uomo peccatore.

Invece, solo il Dio che ci è proposto dalla Bibbia come Ipsum Esse è in grado, per così dire, di sopportare il peso dell’essere, dando origine all’essere stesso delle cose, ossia creandole dal nulla. Solo un Dio che domina tutto l’essere può, con la sua onnipotenza, trarre dal nulla o far essere tutto quello che vuole.

Immagine da Internet:
- La Creazione, dall'Haggadah di Sarajevo

24 dicembre, 2025

Alcuni Lo hanno accolto e altri Lo hanno respinto

 

Alcuni Lo hanno accolto e altri Lo hanno respinto

Pensieri per il Natale

 

Venne fra i suoi e i suoi non Lo hanno accolto

Gv 1,11

 

Ricordiamo nel prossimo Santo Natale la venuta di Cristo fra noi. Alcuni di noi, che cercano Dio e desiderano la verità su Dio e la salvezza, quelli che sanno chi egli è, ascoltano la sua parola, lo amano e obbediscono ai suoi comandamenti, costoro si preparano a questa ricorrenza con preghiera, riti religiosi, opere penitenziali e di misericordia, lettura e meditazione della Parola di Dio e insegnamenti della Chiesa e dei Santi, lo attendono, desiderano conoscerLo sempre meglio, vivono nella sua Chiesa, diffondono il suo Vangelo, gioiscono per la sua venuta.

Ad altri invece, la commemorazione della nascita di Cristo sembra non dir nulla, è per loro un giorno come un altro, o mostrano totale indifferenza o mostrano apertamente di non essere affatto interessati oppure mostrano disprezzo o irritazione o irrisione, oppure per loro il Natale si risolve un una grande abbuffata ed in un’occasione per far quattrini. Oppure ad altri non interessa veramente e sinceramente ma fingono che a loro interessi avendo per vari motivi o in vari modi un falso concetto di Cristo. Ma dietro a quella falsa immagine di Cristo c’è il loro io o il principe di questo mondo.

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Immagine da Internet:

Natività, Michelangelo Buonarroti