Il peccato originale e l’universo sconfinato

 Il peccato originale e l’universo sconfinato

 

La morte è entrata nel mondo prima del peccato dell’uomo e non è escluso che, cadendo l’uomo in questo mondo corrotto a causa del suo peccato, Dio abbia disposto l’azione di Satana nella natura come integrazione della pena del peccato originale. Sta comunque di fatto che il demonio può danneggiare l’uomo anche per mezzo di sconvolgimenti della natura procurati dai malefìci o della stregoneria.

Proviamo ad immaginare che cosa sarebbe stata l’umanità se non ci fosse stato il peccato originale. I soggetti umani immortali si sarebbero moltiplicati indefinitamente, senza che quindi i nuovi generati dovessero sostituire i morti. L’universo sconfinato che esiste adesso è lo stesso che esisteva allora. Adesso, all’infuori della nostra terra, ci appare disabitato; ma Dio lo aveva creato come immensa abitazione che doveva ospitare quella numerosissima e fecondissima umanità indefinitivamente in aumento per tutta l’eternità.

La società umana del tutto florida e felice, sarebbe stata in perfetta unità ed armonia, nella piena libertà delle singole persone, nella pace e nella concordia, nella giustizia e nell’amore fraterno di tutti per tutti, uno per tutti e tutti per uno. Non vi sarebbero state sventure o sofferenze di alcun genere in nessuno. L’uomo, in piena comunione con Dio, con mezzi tecnici potentissimi sempre più avanzati, mezzi di trasporto e mezzi di comunicazione, avrebbe avuto il pieno dominio dell’universo e lo avrebbe reso totalmente abitabile.

Da mio articolo: Il dogma del paradiso terrestre - Seconda Parte (2/4) 

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2020/12/il-dogma-del-paradiso-terrestre-seconda.html

 

 

 

 

Immagini da internet



4 commenti:

  1. Giusto, avevo letto. Ma il bello é che alla fine tutto quello che Lei Padre dice (molto bene) sul mondo che sarebbe stato ci sta attendendo lo stesso e anche al di là delle nostre aspettative per l'eternità. Che meraviglia, essere in Dio e con Dio tutti e tutti fratelli per davvero

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    1. Caro Alessandro, sono perfettamente d'accordo con quello che dici. Il Concilio stesso afferma che nel nuovo mondo ritroveremo tutto il bene che abbiamo lasciato qui e anche quello perduto nel paradiso terrestre.
      Non dimentichiamo anche il mondo infernale, che va interpretato nella luce della giustizia, della provvidenza e della stessa misericordia divina, nonostante l'ingratitudine dei dannati verso la bontà divina.

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  2. mi chiamo Francesco Fochi, abito a Bologna e da circa vent'anni frequento il santuario di San Domenico. Ho avuto anche l'occasione di conoscerla personalmente anche se in modo un poco superficiale. Ora mi rivolgo a Lei per un dubbio che mi tormenta da anni e al quale i numerosi sacerdoti anche domenicani non hanno saputo o voluto rispondere:IL PECCATO ORIGINALE.L'uomo è sulla terra da meno di un milione di anni ma la morte è presente da milioni di anni, quindi come si può affermare che la morte è apparsa a cusa del peccato? Ancora tutte le ricerche degli archeologi e degli antropologi concordono nell'individuare i nostri progenitori Sapiens in una lunga e continua migrazione di vari nuclei dall'Africa verso il nord. Come può allora il peccato essere stato causato da una prima coppia di uomini creati da Dio? Ma allora se il peccato originale è solamente un mito creato dalla mente umana per dare una spiegazione al male e al dolore del mondo cosa rimane dei dogmi della fede cristiana, l'immacolata concezione ,il paradiso terrestre, la venuta di un redentore, la salvezza dopo la morte? tutta la costruzione della nostra fede crolla come un castello di carte. La prego padre Cavalcoli , provi a mitigare il dolore che questo dubbio mi tormenta.
    Se non ritiene opportuno una risposta sul suo blog ,le lascio il mio e.mail:fochi.f@libero.it. La ringrazio e la saluto cordialmente, francesco

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    1. Caro Francesco, noi, come credenti, abbiamo sui non credenti il grande vantaggio di poter rispondere alle tue due domande. Innanzitutto la preesistenza della morte nei viventi infraumani, rispetto alla creazione dei progenitori. Riguardo a questo punto, quando la Scrittura dice che la morte è conseguenza del peccato, non intende la morte in generale, ma solo la morte dell'uomo, perchè i viventi infraumani sono naturalmente mortali, senza che ciò abbia alcuna relazione col peccato dell'uomo o dell'angelo.
      I Progenitori erano stati creati immortali, nel senso che l'anima è spirituale e quindi immortale, mentre la morte ha colpito il corpo, come castigo del peccato originale.
      Per quanto riguarda le migrazioni dei nostri antenati, occorre tener presente, come dice Pio XII nell'enciclica Humanis Generis, che, dato che la colpa originale si trasmette per generazione, occorre ammettere che l'umanità abbia avuto origine da una unica coppia, e questa è appunto la coppia dei progenitori, che hanno commesso quella colpa originale, che viene trasmessa per generazione.

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