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15 giugno, 2025

La conversione della Russia - Che cosa è successo in Russia nel 1989? - Seconda Parte (2/2)

 

La conversione della Russia

Che cosa è successo in Russia nel 1989?

seconda Parte (2/2)

 La lucida visione di Soloviev

Il grande filosofo e teologo russo del sec. XIX, Vladimir Soloviev, di formazione ortodossa, giunse ad età avanzata, dopo una seria riflessione sulla storia del cristianesimo, a riconoscere e ad accogliere il primato del Romano Pontefice con un ragionamento di estrema onestà e lucidità, che vorremmo potesse essere quello dei fratelli ortodossi. Egli infatti notò come la Russia ha commesso un abuso ad avocare a sé, con la famosa teoria della Terza Roma, la guida del cristianesimo, che è una religione universale, negando al Papa questo compito espressamente affidatogli da Cristo per mezzo di Pietro.

Soloviev riconosce con franchezza il difetto storico dell’ortodossia di aver concepito e praticato un cristianesimo  interioristico troppo separato dal mondo,  trascurando i problemi umani e sociali di massa, permettendo così che l’amministrazione della giustizia e il governo della cosa pubblica cadessero nelle mani dei prepotenti,  degli approfittatori  e degli oppressori dei poveri, con la  conseguenza d’aver suscitato presso gli onesti nei suoi confronti  un giustificato sdegno e disprezzo, che purtroppo si è esteso anche alla stessa religione, che non ne ha alcuna colpa. 

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Ormai da tre anni le sorti dell’umanità sembrano ruotare attorno ad un uomo alla guida della grande nazione russa impegnata in una incomprensibile e crudele guerra contro una nazione limitrofa.

Putin rappresenta il dramma dell’attuale incomprensione reciproca fra Occidente ed Oriente, per la quale sia l’uno che l’altro crede di essere aggredito e per questo fa guerra all’altro. Tanto noi Occidentali quanto i Russi riteniamo, su fronti opposti, di avere ragione. Ma dov’è la verità? Questo è il punto.

Altra domanda che potremmo porci è: in questo scontro fra Occidente ed Oriente che parte hanno l’ebraismo e il mondo islamico?

Stando così le cose, bisogna che il Patriarca di Mosca si riconcili col Patriarca di Costantinopoli, mentre il Papa potrebbe proporsi come mediatore non in quanto Vicario di Cristo, ma in nome della comune fede cristiana

Non importa se resta in sospeso la questione del Filioque e del primato romano. Volesse Dio che lo scisma fosse ricomposto! Ma sarà sufficiente la coscienza dei valori comuni: la Santissima Trinità, l’Incarnazione del Verbo, la Madonna, la Scrittura, la Tradizione, la Chiesa, i Padri, i primi sette Concili, il Battesimo, i sacramenti, l’episcopato.   

Siamo giunti ad un punto nel quale a tutti s’impone una scelta radicale: o ricorriamo a Cristo o ci sottomettiamo al diavolo. O siamo per Dio o siamo contro Dio. La questione dell’esistenza di Dio e di chi è Dio è diventata una questione vitale.


Immagini da Internet

14 aprile, 2025

Che cosa vuole la Russia?

 

 Che cosa vuole la Russia?

Perché Putin ha mosso guerra all’Ucraina?

Dal punto di vista morale e giuridico non è proibito ad uno Stato muover guerra contro un altro Stato per una giusta causa: per esempio per eliminare delle basi militari disposte contro il proprio territorio oppure per liberare popolazioni residenti in uno Stato confinante oppressore di questi cittadini che chiedono soccorso oppure per rivendicare come proprio un territorio del quale si è appropriato lo Stato confinante.

Sono queste le ragioni che hanno mosso Putin a mandare forze armate in Ucraina? Dopo tre anni di guerra, nonostante tutti i mezzi d’informazione di alta tecnologia dei quali disponiamo, nonostante l’interessamento nella cosa da parte dell’ONU e di molte nazioni, nonostante tutte le trattative che sono state compiute, il comune cittadino come me e come tantissimi, benché da allora non abbia cessato di seguire la vicenda con attenzione, non riesce ancora o quanto meno fa molta fatica a capire dove sta la verità e in particolare quali sono i termini della questione, chi ha torto e chi ha ragione. Le guerre sono sempre legate alla menzogna, ala reticenza, alla disinformazione, ai giudizi parziali e faziosi.

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Il cesaropapismo bizantino, che sarà poi all’origine dello scisma del 1054, in fondo non è altro che una prosecuzione del rapporto sacerdozio-impero dell’Impero Romano. Qui il potere dell’Imperatore è divino e il sacerdote con i suoi atti liturgici esprime solamente in subordine e rappresenta la funzione sacra dell’imperatore, il quale svolge oltre a questa tutte le altre funzioni di governo della società civile.

Occorre una buona volta risolvere la questione del Filioque, perchè è da lì che è partita la divisione e la dissoluzione dell’Europa fino a giungere all’attuale Unione Europea, che ha ripudiato le radici cristiane dell’Europa ed ora è armata (non ancora abbastanza) contro l’altra metà dell’Europa, che almeno le riconosce queste radici, ma è fornita di armi atomiche. Che cosa vogliamo? La guerra fra l’Europa occidentale e quella orientale?

I capi delle nazioni europee, la Von der Leyen, Zelensky e Putin si rendono conto della follia nella quale stiamo precipitando? Il Papa e il Patriarca Cirillo non hanno nessun ruolo da svolgere assieme in questa questione? E Guterres che cosa sta facendo?

Immagine da Internet: Roma imperiale

03 marzo, 2025

Non si tratta la pace con le armi in mano, ma con le ragioni nella mente

 

Non si tratta la pace con le armi in mano,

ma con le ragioni nella mente

Oggi più che mai è pericolosissimo per tutti concepire l’atteggiamento che l’Occidente deve avere verso la Russia sul modello del giudice nei confronti del criminale o della pubblica autorità che lo conduce a miti consigli con la forza della coercizione o costringendolo con la sanzione penale o la minaccia della pena.

Oggi nessuna nazione che non sia accecata dalla superbia e dall’imperialismo può permettersi di far pace con una nazione avversaria con un simile modo di ragionare, che poteva ancora funzionare fino all’invenzione delle armi atomiche, ma che oggi – e lo sanno tutti – non funziona più. Nessuna grande potenza può obbligare un’altra a far pace con lei sotto la minaccia delle armi atomiche.

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La storia da duemila anni, con la nascita della Chiesa e delle comunità e delle famiglie cristiane, dimostra nei fatti e con gli esempi che un’umanità pacifica e concorde, nella giustizia e nella libertà, una umanità felice, ben ordinata e virtuosa, una comunità fatta da fratelli che si amano, una umanità capace di un continuo progresso sociale, economico, culturale, politico, morale e  spirituale non è impossibile, non è un’utopia, ma si può cominciare a realizzare sin da quaggiù, sia pur sempre tra i difetti e le debolezze della vita presente, seguendo le vie e le norme del Vangelo e con l’aiuto della grazia divina.

Immagine da Internet: Santi Cirillo e Metodio

19 febbraio, 2025

Il prossimo incontro fra Trump e Putin

 

Il prossimo incontro fra Trump e Putin

Occorre regolare la convivenza tra Occidente ed Oriente

La decisione di Trump e Putin di incontrarsi per trattare della pace in Ucraina e della fine della guerra provoca nel mondo un sospiro di sollievo e un moto di speranza e mette chiaramente in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno che alla radice del conflitto Ucraina-Russia si trova il conflitto fra Stati Uniti e Russia.

Trump e Putin si sono resi conto che la guerra in Ucraina è soltanto l’espressione locale del conflitto tra loro due. La stessa cosa è il conflitto israelo-palestinese: si tratta di un’espressione locale del conflitto fra Occidente ed Oriente. Dunque per avere la pace nel mondo bisogna che Occidente ed Oriente si accordino su ciò che è ad essi comune e che può costituire la regola di una serena e pacifica convivenza.  Bisogna che Trump e Putin assieme si accordino su ciò. 

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Le profonde differenze fra Occidente ed Oriente di carattere millenario, ben note agli studiosi delle religioni e delle civiltà, sono sempre state occasioni di incomprensione e di conflitti, non ultimi le due stesse guerre mondiali del secolo scorso. 

Infatti, la spiritualità occidentale e quella orientale rappresentano due modi diversi del nostro spirito di porci davanti a noi stessi e a Dio. 

Rappresentano due modi di unire l’intelletto con la volontà nel nostro metterci davanti a Dio: o l’uso della volontà per dar forza all’intelletto in Oriente o l’uso dell’intelletto per dar forza alla volontà in Occidente. Per l’Occidente la cosa importante è la messa in pratica della verità; per l’Oriente è il gusto e la contemplazione della verità. L’occidentale vede Dio nelle cose; l’orientale vede le cose in Dio. L’occidentale vede Dio al di sopra dell’io; l’orientale vede Dio nell’io.

Immagine da Internet

02 novembre, 2023

Che cosa voleva essere il fascismo? - Terza Parte (3/3)

 

Che cosa voleva essere il fascismo?

Terza Parte (3/3)

Come spiegare il successo di Mussolini

Non è difficile spiegare il perché della tragica ed ingloriosa fine di Mussolini. Quello che ci crea difficoltà è come spiegare il suo successo, il fanatismo di cui fu circondato, la dabbenaggine con la quale ci si lasciò ingannare dalle sue idee, dal suo nazionalismo esasperato, dalla sua concezione hegeliana dello Stato, dal suo spirito sostanzialmente anticristiano, dai suoi programmi imperialistici del tutto anacronistici e  dalla disponibilità ad affrontare una guerra insieme con la Germania nazista contro le potenze democratiche europee e potenze gigantesche come gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica. Come abbiamo potuto commettere una simile follia? Sulla base di quali idee? Con quali mezzi? Con quali metodi? Ne ho parlato in questo articolo. 

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Oggi come oggi noi cattolici dobbiamo saper convivere con gli atei insieme con i quali noi Italiani abbiamo fatto la nostra Costituzione nel 1946 dopo il crollo del fascismo. Eppure, come abbiamo visto, molte delle sue idee sono ancora in circolazione e sono al fundo dell’attuale modernismo, oltre che del lefevrismo e aspettano un nuovo Mussolini che le metta in pratica. 

 

Oggi è interessante notare come i marxisti, pur sostenendo un totalitarismo ateo, si considerano democratici e accusano noi cattolici postconciliari di autoritarismo se non di fascismo. A loro vanno bene i cattolici modernisti, mezzi marxisti e falsificatori del Concilio. I più vicini ai fascisti sono i lefevriani, ancora attaccati alla religione di Stato e chiusi al dialogo con i marxisti. Eppure, come ho dimostrato, i marxisti hanno con i fascisti un padre comune, padre di ogni totalitarismo di destra e di sinistra: Giorgio Guglielmo Federico Hegel.

Immagine da Internet

28 giugno, 2023

Non c’è amore più grande - Anniversario del sacrificio del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

 Non c’è amore più grande

Anniversario del sacrificio del Servo di Dio Padre Tomas Tyn

Ricorre il 29 giugno il 48° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Padre Tomas Tyn per le mani di San Paolo VI a Roma nel 1975. In questo momento solenne della sua vita Padre Tomas offrì nell’intimo del suo cuore la propria vita per le mani della Madonna per la libertà politica e religiosa della sua Patria oppressa da una dittatura anticristiana, chiedendo a Dio che questo mutamento potesse avvenire senza spargimento di sangue.

Non sarebbero passati molti anni quando Dio accolse benignamente il suo eroico voto chiamando a sé Padre Tomas il 1° gennaio 1990 dopo breve e dolorosa malattia sopportata con piena rassegnazione nelle mani di Dio, proprio il giorno nel quale la sua amata Patria, caduto il regime, ritrovava la democrazia e la libertà religiosa senza spargimento di sangue, nel quadro di una trasformazione storica di proporzioni mondiali che vedeva lo scioglimento pressoché pacifico di quell’Unione Sovietica che da 70 anni illudeva e sobillava i popoli oppressi con false promesse di libertà istigandoli a liberarsi dall’oppressione vera o presunta mediante la violenza ed in nome dell’ateismo materialista.

Ancor oggi, benché la Russia sia tornata alla democrazia ed abbia ritrovato parzialmente la fede dei suoi avi, quasi a realizzare la promessa della Madonna a Fatima, vediamo che la Russia ha ancora molta strada da fare sulla via della giustizia e della libertà e non solo la Russia, ma anche molti altri Stati del mondo, irretiti da illusorie ideologie, in particolare l’Europa, per recuperare i fondamenti della pacifica e giusta convivenza civile, che solo la fede cristiana, come si è visto nel passato, può garantire.

Chiediamo all’intercessione del Servo di Dio che continui ad operare dal cielo perchè Dio abbia pietà di questa Europa che ha smarrito la propria identità tornando alla barbarie sotto lo scintillìo di una falsa cultura, l’orpello del progresso tecnologico e l’accumulo egoistico delle ricchezze a danno dei poveri, stoltamente impegolata in una guerra minacciosissima che mostra più che mai come l’Europa, se vuol sopravvivere fisicamente, deve assolutamente recuperare con opportuna penitenza quella fede che essa ha colpevolmente perduto.

P. Giovanni Cavalcoli    

Fontanellato, 28 giugno 2023

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P. Tomas Tyn, concelebra con il card. Biffi, parrocchia bolognese, San Giacomo fuori le mura


 

 

 

Card. Giacomo Biffi

16 gennaio, 2023

Rigidità e fedeltà - Due Papi a confronto - Seconda Parte (2/2)

 Rigidità e fedeltà

Due Papi a confronto

 

Seconda Parte (2/2) 

 La questione della verità

Troppo preoccupato di evitare l’ideologia e l’astrattezza, Francesco possiede una forte sensibilità ed attenzione alle singole persone, al concreto, alla storicità della salvezza, mentre par di notare in lui una certa antipatia per la dottrina e per la teoria.  Ciò potrebbe far sospettare una certa antipatia per la speculazione o per il dogma, mentre invece sono chiari in Benedetto la sensibilità e il rispetto per tutti questi valori. 

 

Sorge allora la questione serissima della verità e di quello che è lo stesso ufficio petrino. Al riguardo sappiamo come tutto il pontificato di Francesco sia stato oggetto di periodici attacchi collettivi da parte di cattolici anticonciliari, che lo hanno accusato di eresia, un fenomeno inaudito nella storia del Papato, dato che accuse di eresia sono sempre venute da elementi dichiaratamente contrari al cattolicesimo e in nome di princìpi eretici. Ora bisogna dire che se i lefevriani non possano dirsi eretici, ci chiediamo però se si può considerare ortodossia integrale quella che esclude il Magistero della Chiesa da San Giovanni XXIII ai nostri giorni. 

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Benedetto e Francesco hanno dato sagge indicazioni circa i doveri dei cattolici in politica e hanno saputo mantenere il prestigio morale della Santa Sede sul piano internazionale emanando saggi suggerimenti alle Nazioni Unite per ottenere un rafforzamento della loro autorità nella comunità internazionale, cosa urgentissima, considerando come oggi la pace nel mondo sia più che mai in pericolo a causa dello scontro fra Stati Uniti e Russia per il dominio sull’Ucraina.

Il papato di Francesco ha ancora delle chances.E gli auguriamo ancora molti anni di attività. 

 

Immagini da Internet: https://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2023/1/5/esequie-bxvi.html

27 settembre, 2022

Le condizioni per la pace in Ucraina

 Le condizioni per la pace in Ucraina

Programma della Rivoluzione Europea

 

Tu regere imperio populos, Romane, memento

Virgilio

Avanzo modestamente alcune proposte, che mi sembrano utili per raggiungere la pace in Ucraina.

C’è una prima parte (1-11), che tratta degli aspetti militari, territoriali, giuridici, etnici, economici e politici.

La seconda parte invece (12-13) affronta la millenaria questione dell’unità cristiana dell’Europa, ossia la congiunzione, come diceva San Giovanni Paolo II, dei due polmoni dell’Europa.

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L'Europa vista dallo spazio

Immagine da Internet

 

 

12 luglio, 2022

La Russia e l’Europa - Seconda Parte (2/2)

 La Russia e l’Europa

Seconda Parte (2/2) 

La missione della Russia

È comprensibile che la Russia, il cui territorio comprende anche la Siberia, guardi ad un’egemonia sulle nazioni confinanti, come l’Armenia, gli Stati musulmani, la Georgia, la Moldavia, la Cecenia, la Mongolia, la Cina, la Corea, l’India, il Pakistan, la Tailandia, il Borneo, il Giappone e le Filippine. Tuttavia la Russia è originariamente europea e per la precisione ucraina, dato che essa è nata col Battesimo della Russia di Kiev ad opera di San Vladimiro nel 988.

L’Unione europea, pertanto, non potrà essere veramente europea finché non includerà la Russia fino agli Urali, anche se ciò naturalmente non comporterà nessuna divisione dalla Russia asiatica. Certo l’Europa non è solo un’entità geografica, ma anzitutto culturale e religiosa, avendo comuni radici cristiane. Ma nulla impedisce alla Russia, come sostiene Dugin, di essere un popolo euroasiatico.

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La Chiesa bizantina era a disagio e scandalizzata per il fatto che in occidente, a cominciare dal sec. VII in Spagna, e poi successivamente in Gallia nel sec. VIII e poi in Germania nel sec. IX e finalmente a Roma nel sec. X era stata introdotta nel Credo recitato nella liturgia il famoso Filioque.

I Papi, considerando, dietro suggerimento dei teologi latini, che il Filioque non faceva che spiegare come il Figlio si distingue dallo Spirito Santo avendo comune origine dal Padre, e poiché le Persone divine si distinguono per l’origine, non c’era altro modo per fare questa distinzione che ammettere che lo Spirito procede anche dal Figlio, i Papi accondiscesero all’inserimento della formula, che appare nel Simbolo Niceno-Costantinopolitano che noi cattolici recitiamo a tutt’oggi.

Perché avvenga la pace in Ucraina e sia scongiurato il rischio della guerra atomica, bisogna che Biden e Putin non credano di essere loro i protagonisti di questo dramma. No. La regia dev’essere passata alle guide spirituali, a quelle che s’intendono di Spirito Santo, perché è da qui e non dalla forza delle armi che verrà la pace. 

Immagini da internet:
- Icona russa che raffigura Costantino I fra i Padri conciliari al primo Concilio di Nicea (325)
- Patriarca Cirillo

19 maggio, 2022

Pietà per l’Ucraina La vocazione ecumenica dell’Ucraina - Seconda Parte (2/4)

 Pietà per l’Ucraina

La vocazione ecumenica dell’Ucraina

Seconda Parte (2/4) 

L’avvertimento di Henry Kissinger

A questo punto comprendiamo il senso di questa dichiarazione profetica del 2014 di Henry Kissinger, riportata il 9 maggio scorso dal Sito PeaceLink, dichiarazione fatta il 5 marzo 2014, sul Washington Post, un articolo dal titolo Per risolvere la crisi dell'Ucraina, partire dalla fine. Ricordiamo che Henry A. Kissinger è stato prestigioso ministro degli Esteri degli Stati Uniti dal 1973 al 1977. Si noti l’imparzialità del giudizio di Kissinger, benchè appartenente agli USA, cioè una delle due parti in causa. Ciò va certo ad onore degli Stati Uniti.

Scrive Kissinger: 

«La discussione pubblica sull'Ucraina è tutta imperniata sulla contrapposizione [con la Russia]. Ma sappiamo dove stiamo andando? Nella mia vita ho visto iniziare quattro guerre con grande entusiasmo e sostegno pubblico, tutte guerre che non sapevamo come finire e da tre delle quali ci siamo ritirati unilateralmente. Il test della politica è come finisce, non come inizia.

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Per estinguere questa guerra e raggiungere la pace, occorre quindi ascoltare le sagge esortazioni di Kissinger a fare in modo che l’Ucraina trovi la pace con se stessa. Tutto questo mio articolo batte questa strada sottolineando l’aspetto spirituale-religioso, o «conflitto metafisico», come ha detto il Patriarca Cirillo, aspetto che è di mia competenza come teologo e storico della teologia.


Dobbiamo allora dire che è giusta l’esigenza dell’unità e indipendenza dell’Ucraina, ma sbagliata fu la base ideale su cui fondarla: Bandera avrebbe dovuto prendere a modello non il Volksgeist di Hegel, ma la concezione cristiana della patria. Bandera, se fosse stato saggio e vero amante della patria, avrebbe potuto e dovuto farsi ispiratore del vero patriottismo ucraino, fondato sul battesimo di san Vladimiro, principe di Kiev, tanto più che Bandera, figlio di un prete cattolico uniate, aveva ricevuto un’educazione cattolica.


Immagini da Internet:
- Henry Kissinger
- Stepan Bandera

01 aprile, 2022

Verso la pace

  Verso la pace

Un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno
più nell’arte della guerra.
Is 2, 4

Perché scoppiano le guerre 

Walter Veltroni, noto esponente politico modernista, ha di recente attaccato il Patriarca Cirillo, il quale, a suo dire, avrebbe offeso i «valori dell’occidente». Immaginiamo quali essi possano essere agli occhi di un modernista: la sodomia, il divorzio, l’aborto, la fecondazione artificiale, l’eutanasia, l’edonismo, il soggettivismo, il panteismo, lo gnosticismo, l’ateismo, l’empietà, l’irreligione, l’eresia, lo scisma, l’apostasia, l’evoluzionismo, il secolarismo, il buonismo, il giacobinismo, il populismo, il relativismo morale e dogmatico. Non faccio commenti.

Veltroni ha ragione però nel dire che in questa guerra siamo di fronte ad uno scontro di valori di fondo tra Europa occidentale ed Europa orientale. Il suo, quindi, in certo modo, è un discorso speculare a quello, di segno opposto, di Cirillo, il quale pure ha parlato dello scontro della Santa Russia con l’occidente cattolico, ateo, modernista e corrotto. 

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Occorre distinguere accuratamente la violenza dal semplice uso della forza. Questo può essere giusto o ingiusto. C’è violenza solo se è ingiusto. Violenza infatti è per definizione violazione della giustizia.

San Tommaso, seguendo Aristotele, definisce la violenza come l’azione di un agente estrinseco al paziente, un agente che non conferisce nulla al paziente, che invece ha un’inclinazione contraria. Viceversa, l’azione giusta è quella che, anche se fa uso della forza, opera il bene dell’offensore, perché lo obbliga, anche se contro voglia, a mettere in atto la sua naturale inclinazione al bene e al giusto.

È estremamente scandaloso e paradossale che le due guerre mondiali siano sorte dal seno dell’Europa, dove il cristianesimo ha il suo centro ed ha avuto i suoi primi sviluppi. Ed oggi di nuovo dal cuore dell’Europa sta sorgendo una minaccia che sta spaventando l’intera umanità. Ma come tutto ciò è possibile? Da che cosa nasce? Da una corruzione dello stesso cristianesimo. Corruptio optimi, pessima, dice un saggio proverbio. 

Immagini da internet 

31 marzo, 2022

Dialogo tra Francesco e Cirillo a proposito della guerra in Ucraina

 Dialogo tra Francesco e Cirillo 

a proposito della guerra in Ucraina

F - Caro Cirillo, vorrei parlarti,

C - Che c’è, Francesco?

F - Vorrei tornare su quello che ti ho detto di recente e vorrei parlarti francamente, da fratello a fratello in Cristo.

C - Parla

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Immagine da Internet

 

14 giugno, 2019

Salvini rispetta il Vangelo?

La politica confusa con la teologia


Da tempo si è diffusa l’esigenza che il dibattito teologico abbandoni l’astrattezza scolastica per immergersi nella concretezza del quotidiano, del mondo attuale e della storia moderna. E quale occasione migliore, quale locus theologicus più fecondo e concreto, quale segno della verità che nasce dalla prassi, quale più ricca sorgente di pastoralità, della politica, soprattutto poi se capita un evento così importante come le elezioni europee?

Mentre dunque un tempo i teologi, nei loro ristretti circoli specialistici, dibattevano, si occupavano e si preoccupavano di sottili questioni speculative o del rapporto fra il dogma e la metafisica ed eretici apparivano coloro che si opponevano al magistero pontificio ed ai decreti dei Concili in materia di fede  e di morale, capita oggi che vi siano dei politici che si assumono il ruolo di teologi e che vi siano teologi ritenuti all’avanguardia in questa teologia del concreto, i quali considerano come orizzonte proprio della teologia le idee che balzano alla ribalta nell’arena degli scontri politici e parlamentari. 




Mosaico del Cristo Pantocratore
nella Chiesa di Chora, Istanbul
(da internet)

25 maggio, 2019

I veri promotori della unione europea

I veri promotori della unione europea
Due Europe a confronto
In prossimità delle elezioni europee, più che legittima è la domanda su chi sono i veri costruttori dell’Europa e su cosa dev’essere veramente l’Europa. Ci pare di aver davanti due pretendenti a questo glorioso titolo, con opposte concezioni dell’Europa; da una parte il mondo cattolico o più largamente cristiano, il quale, rifacendosi all’insegnamento di S.Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, vuol farsi promotore di un’Europa moderna e democratica, che viva e testimoni le sue radici cristiane nella società di oggi, segnata da una forte esigenza di proporsi al mondo come fautrice di fratellanza, di dialogo, di accoglienza, di libertà di pensiero, di giustizia, di benessere economico, di rispetto della natura, di umanità, di concordia, di attenzione alle classi povere e ai popoli meno favoriti, di progresso e di pace.
Dall’altra parte, emerge sempre più chiaro un progetto di Europa basato su di una concezione dell’uomo e della società, che non pone Dio al vertice dei valori, ma l’uomo stesso o come singolo (liberalismo) o come collettività (marxismo) o come sintesi dei due fattori (massoneria), mentre una parte del mondo cattolico, animata bensì da una volontà di progresso e di modernità, ma fraintendendo il vero messaggio del Concilio,  si mostra cedevole nei confronti di quei poteri forti, che influenzano i vertici dell’UE, e il cui piano è quello di portare la Chiesa e il cristianesimo all’estinzione o quanto meno di ridurli alle dimensioni di una formazione sociale tra le altre, sottomessa al loro potere.  ...

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Immagine da internet

05 maggio, 2019

Risposta alle obiezioni dei lettori al mio comunicato

Il mio Comunicato circa la Lettera dei teologi che accusano il Papa di eresia ha  suscitato fino ad adesso dai lettori più di 270 commenti, per lo più assai brevi, alcuni di netto rifiuto, confermando le accuse dei teologi; altri, di aperta adesione alle mie dichiarazioni, con conferma di fedeltà a Papa Francesco maestro della fede; molti, di approvazione del mio scritto con qualche riserva; molti altri, di sostanziale rifiuto, anche se si accolgono talune mie tesi.
Ho notato alcuni temi e problemi ricorrenti, ai quali pertanto ritengo bene dar risposta.
1. Grazia magisteriale e grazia pastorale. Alcuni, pur ammettendo che Papa Francesco disponga dell’assistenza dello Spirito Santo per l’esercizio del suo ministero, non distinguono l’assistenza che possiede come maestro della fede – la grazia magisteriale – dall’assistenza per la buona conduzione del suo ufficio di governo giuridico, disciplinare e pastorale della Chiesa – grazia pastorale -. Da qui concludono che, siccome il Papa possiede il libero arbitrio e, come figlio di Adamo, può peccare, come può peccare respingendo la grazia pastorale, così può peccare respingendo quella magisteriale, ossia cadendo nell’eresia.
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Papa Francesco - Viaggio apostolico in Bulgaria (immagine da internet)