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14 febbraio, 2020

Pregi e difetti dell’Esortazione postsinodale

Pregi e difetti dell’Esortazione postsinodale

Pregi

1.Buona è stata l’idea di promuovere una rinnovata e più efficace evangelizzazione dell’Amazzonia.

2. Si prescrive un’evangelizzazione ed una liturgia inculturate, che utilizzino le risorse culturali delle popolazioni indigene.

3. Si condannano i soprusi e i maltrattamenti fatti agli indigeni da agenti o gruppi stranieri.

4. Si condanna l’utilizzazione scriteriata della foresta e delle risorse naturali dell’Amazzonia, a danno delle popolazioni locali.

5. Opportunamente si ricorda più volte che la natura fa parte della creazione divina.

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02 febbraio, 2020

Nota in preparazione alla recezione del prossimo documento post-sinodale del Santo Padre

Nota
in preparazione alla recezione
del prossimo documento post-sinodale del Santo Padre

Nell’attesa della pubblicazione del documento, ho ritenuto bene fermarmi su di un punto importante, circa il quale siamo in attesa di un’eventuale decisione di Papa Francesco e cioè quello se ammetterà o non ammetterà al sacerdozio uomini sposati. Espongo ciò che sto per dire in una serie di punti:

1.   La legge del celibato ecclesiastico non discende necessariamente dall’essenza del sacramento dell’Ordine o in altre parole la pratica del celibato non entra nella sostanza del sacramento così come lo ha voluto ed istituito Nostro Signore Gesù Cristo.

2.   La  legge del celibato ecclesiastico, quindi, non è una legge divina, ma una legge canonica o norma della Chiesa, basata sul potere giurisdizionale conferito da Cristo a Pietro, il cosiddetto «potere delle chiavi», che comporta la facoltà e il dovere di regolare la pastorale e la disciplina della confezione e dell’amministrazione dei sacramenti a seconda dei tempi e dei luoghi.

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06 novembre, 2019

Può esistere una liturgia amazzonica?

Può esistere una liturgia amazzonica?

Una buona intenzione del Sinodo

Il documento finale del Sinodo sull’Amazzonia, riferendosi ai riti religiosi indigeni,  in vista della elaborazione di un rito cattolico amazzonico, osserva che la vita delle comunità amazzoniche «si riflette nelle credenze e nei riti sull’azione degli spiriti della divinità, chiamati in innumerevoli modi, con e nel territorio, con e in relazione alla natura» (n. 14). 
L’intenzione del Sinodo di elaborare una liturgia cattolica «inculturata», una liturgia «dal volto amazzonico», adatta ai cattolici amazzonici è indubbiamente lodevole e necessaria; ma a tal fine occorre  un prudente lavoro di verifica, vaglio e discernimento, alla luce del Vangelo e del magistero della Chiesa, di quelle forme ed espressioni della ritualità e della cultura religiose indigene, che possono essere utilizzate per la suddetta elaborazione. A tal fine, occorre però dare una precisa risposta alle seguenti domande.
Quali sono queste credenze e questi riti? Chi sono e che cosa sono questi «spiriti della divinità»? Dio possiede degli spiriti? Sono spiriti che emanano da Dio? Sono assimilabili ai sette doni dello Spirito Santo? Sono soggetti personali, sono creature o sono dèi? Sono angeli? Sono anime dei Santi? Sono assimilabili ai «sette spiriti», dei quali parla l’Apocalisse? (Ap 1,4). Sono gli spiriti pervasi dalla sapienza? (Sap 7,23). Sono gli spiriti dei defunti? Sono gli spiriti evocati dai negromanti? (Dt 18,11; Is 8,19). Sono gli spiriti degli animali, secondo la credenza degli sciamani? Di quale divinità si parla? Qual è la relazione di questi spiriti con la natura? 
E la natura considerata come? Come creatura, segno e prova dell’esistenza di Dio, governata da Dio per il bene dell’uomo, come madre, ma anche matrigna, amorevole ma anche ostile, dolce ma anche terribile, come giardino ma anche come deserto, tenera ma anche severa, come ambiente naturale dell’uomo, come mondo messo da Dio a disposizione dell’uomo, da utilizzare con sobrietà per il soddisfacimento dei i suoi bisogni materiali, come libera dai poteri maligni, come abitazione degli angeli e dei santi, destinata a rinnovarsi nel mondo futuro della resurrezione?
Oppure la natura rappresentata dalla statuetta di Pachamama, la Madre Terra, come insieme unitario ed organico degli dèi, degli spiriti, degli uomini, degli animali, delle piante, dei fiumi, dei laghi, dei mari e delle montagne? Come Uno-Tutto, come totalità eterna, vivente, diveniente, infinita, assoluta e divina? Senza un Dio al di sopra di lei, che l’abbia creata e la governi, ma Dio essa stessa, sufficiente a se stessa?
È evidente che in questi argomenti delicatissimi ed oscuri non si può restare nel vago ed occorre assolutamente evitare la faciloneria e l’approssimazione. Occorre invece capire quanto, nell’affrontare questi argomenti, sia necessario raccogliere un’adeguata documentazione storica e fattuale, fare un’attenta disamina ed un’esatta interpretazione di tutti questi elementi,  sulla base di una specifica preparazione teologico-liturgica e di un’approfondita conoscenza degli usi, delle pratiche, delle norme, delle credenze, delle rappresentazioni, dei simboli, delle tradizioni, dei canti, delle danze, dei gusti, dei miti, delle formule, dei riti e delle idee delle popolazioni locali, prima di procedere ad una loro utilizzazione per l’elaborazione di una liturgia amazzonica.

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Le Rogazioni

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25 ottobre, 2019

Pluralismo religioso e idolatria

Pluralismo religioso e idolatria
Concepirono un’idea falsa di Dio rivolgendosi agli idoli
Sap 14,30
Un fedele esasperato
Il recente episodio delle statuette di Pachamama gettate nel Tevere da un ignoto fedele in segno di protesta testimonia di un disagio tra quei fedeli,  che temono che il Sinodo, sotto pretesto del dialogo interreligioso e dell’inculturazione possa favorire il sincretismo e l’idolatria. Naturalmente questo non avverrà; tuttavia non possiamo trascurare di tener conto delle gravi preoccupazioni espresse da eminenti e dotti prelati e teologi, come il Cardinali Müller e Brandmüller, nonché Mons.Schneider ed altri  illustri studiosi di chiara fede cattolica.
Tali preoccupazioni sono causate dal forte sospetto per non dire convinzione che certe frasi dell’Instrumentum Laboris sottendano un’acquiescenza nei confronti di una visione panteistica della natura o della «Madre Terra», sotto il nome di Pachamama, il che è come dire un favoreggiamento dell’idolatria, giacchè questa non è altro che la traduzione in termini popolari di quello che teoreticamente è il panteismo, come ad esempio quello degli Stoici, dell’India, di Giordano Bruno, di Spinoza, di Haeckel, di Schopenhauer, di Schelling e di Hegel. 
Infatti l’idolatria è il culto di un falso dio, precisamente della creatura al posto del creatore. Questa creatura può essere tante cose: possono essere gli astri, gli angeli, le anime dei defunti, il mondo, l’universo, la natura, cibi o bevande, i laghi, i fiumi, i boschi, i monti, gli artefatti, le piante, gli animali, l’uomo stesso, lo Stato, la ragione, la coscienza, la libertà, il mio io, ecc. 





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09 ottobre, 2019

Le aberrazioni del culto divino

Le aberrazioni del culto divino
Importanza della religione
L’insolita pratica religiosa alla quale il 4 ottobre scorso hanno assistito il Papa insieme con altri prelati nei giardini vaticani pone con urgenza in primo piano la grave questione dell’atteggiamento, che, come cattolici, dobbiamo tenere nel confrontare il nostro culto cattolico con quello delle altre religioni o anche con quello delle altre confessioni cristiane che sono in disaccordo con le pratiche del culto cattolico. 
Dobbiamo ricordare che il render culto a un falso dio o un culto sbagliato al vero Dio,  è il più grave e dannoso di tutti peccati, in quanto suppone l’adorare come sorgente prima della nostra felicità ciò che in realtà è la causa della nostra perdizione, è il puntare tutta la nostra esistenza su di un principio pratico che ci procura la morte eterna.
Questa  questione del culto divino appare ancor più impellente e di attualità in occasione del presente Sinodo per l’Amazzonia, nel quale occorrerà appunto, nell’ambito del dialogo interreligioso e nell’intento di chiamare tutti i popoli al vero culto di Dio in Cristo, dare una prudentissima valutazione dei culti indigeni per vedere che cosa in essi si concilia col culto cattolico e che cosa vi contrasta, che cosa assumere e che cosa correggere, distinguendo modi diversi e quindi leciti e legittimi di render culto a Dio da modi illeciti e dannosi in quanto culto superstizioso idolatrico o spiritistico o magico agli angeli, alle bestie,  alla natura, alle anime dei defunti, al demonio o a divinità pagane.
 
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Da: 

03 ottobre, 2019

Infiltrazioni massoniche nel documento sul Sinodo amazzonico.

P. Cavalcoli: “infiltrazioni massoniche nel documento sul Sinodo amazzonico”
Intervista di Bruno Volpe a P.Giovanni Cavalcoli pubblicata sul sito "La Fede Quotidiana" il 27 settembre 2019 : http://www.lafedequotidiana.it/p-cavalcoli-infiltrazioni-massoniche-nel-documento-sul-sinodo-amazzonico/ 

1)   teme che il sinodo sull' amazzonia possa diventare strumento per alterare dottrina e prassi?
Nell’Instrumentum accanto a sani princìpi, buoni propositi, interessanti rilievi ed utili proposte,  frutto di un grande lavoro di preparazione, si notano insidiose e pericolose infiltrazioni massoniche clandestine, che premono per un riconoscimento della religione indigena sciamanica della «Madre Terra» non come bisognosa di essere corretta e purificata dei suoi elementi magici e panteisti, ma come religione semplicemente diversa e rispettabile, tale da arricchire con le sue peculiarità la religione cattolica, la quale pertanto non può presentarsi come religione suprema, superiore a tutte le altre, ma come alla pari delle altre, parziale, fallibile e relativa come le altre.
 
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19 luglio, 2019

Osservazioni sull’Instrumentum Laboris

Osservazioni sull’Instrumentum Laboris

Sguardo d’insieme

L’Instrumentum Laboris in preparazione al sinodo dei vescovi sull’Amazzonia è oggetto di vivaci dibattiti, fino a severe critiche, che arrivano alla stroncatura e a parlare addirittura di relativismo religioso, di panteismo, di eresia e di apostasia. Vi sono bensì alcune tesi inaccettabili, che segnalo e correggo; ma nell’insieme mi sembra un buon documento, ricco di spunti, basato su ampie informazioni provenienti dalle comunità ecclesiali locali. 

L’idea stessa di indire un sinodo apposta per l’evangelizzazione dell’Amazzonia e la soluzione dei suoi problemi umani ed ecclesiali mi pare sia stata un’ottima idea. Essa s’inquadra nella pastorale di Papa Francesco di volgere la nostra attenzione agli «ultimi», alle categorie umane più emarginate, trascurate, bisognose, sottovalutate e nel contempo oppresse e sfruttate dagli egoisti e dai prepotenti. Infatti, chi parla mai dell’Amazzonia? Eppure Cristo è venuto anche per l’Amazzonia. E siccome il Vangelo è annunziato ai poveri, possiamo senz’altro dire che le popolazioni povere dell’Amazzonia sono particolarmente vicine al cuore di Cristo.
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26 giugno, 2019

Sacerdozio celibatario e sacerdozio coniugato

Sacerdozio celibatario e sacerdozio coniugato

Sta per aprirsi il Sinodo sull’Amazzonia e uno dei principali problemi che sarà esaminato sarà quello della scarsità di sacerdoti per queste vaste popolazioni tra le quali Cristo chiama ad una più ampia e migliore diffusione del Vangelo, accuratamente inculturato, tenendo conto delle peculiari qualità umane, religiose  e culturali di questa gente, finora pressoché ignorata dal mondo civile e vissuta ai margini della cultura e della civiltà internazionali; eppure dotata anch’essa da Dio e per suo merito di una sua storia, di sue proprie tradizioni, di una sua concezione della vita e dell’esistenza, e del rapporto dell’uomo con Dio e con la natura, e quindi di proprie ed originali qualità intellettuali e morali, che possono e devono dare il loro contributo all’edificazione della Chiesa e della società mondiale.
Stante questa situazione della cristianità amazzonica, da varie parti ci si chiede, al fine di favorire un’efficace diffusione della fede e della pratica cristiana  in modo consono alla mentalità di quei popoli o data la scarsità di sacerdoti celibatari, se non sia il caso di esaminare la possibilità o la convenienza o l’opportunità di istituire per l’evangelizzazione, il governo e la santificazione di quelle popolazioni, un sacerdozio coniugato. 

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