Il diavolo e il peccato originale
Un lettore ha commentato il mio commento all’articolo della Prof.ssa Perroni con alcune considerazioni, alle quali ho ritenuto di rispondere, pensando con ciò di fare cosa utile per i Lettori. Questo è il testo dello Scrivente:
Come scrivo nel libro recente "Mi riprendo il vangelo" (pp. 80-81): "La Bibbia, in realtà, non attribuisce a Dio la precarietà, la sofferenza e la morte. Questi limiti vengono piuttosto collegati alla libertà umana e alla condizione creaturale. Non una colpa da espiare, ma un limite da abitare. Un limite che sentiamo stretto e che ci spinge ancora oggi a cercare un colpevole fuori di noi: Adamo, il diavolo o qualunque altra figura su cui proiettare la fatica dell’esistere».
Osservo che se Dio non commette il male di colpa, la sua giustizia irroga il male di pena. Così la coppia primitiva è stata punita con la morte per aver disobbedito a Dio col peccato originale. Certamente noi non espiamo la colpa del peccato originale, che ci viene cancellata dal battesimo. Dobbiamo invece espiare le nostre colpe personali.
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Che abbiamo la tendenza a scaricare le nostre responsabilità su fattori diversi dalla nostra volontà, è vero, purchè però ciò non diventi il pretesto, come sembra fare lo Scrivente, per mettere in forse l’esistenza della spinta al male che viene dalle conseguenze del peccato originale e dal demonio.
Certo non possiamo dare a loro la colpa dei nostri peccati, però è vero che gli ostacoli al bene e le tentazioni al peccato che ci vengono da quelle due realtà possono provocare in noi delle attenuanti delle nostre colpe. Da qui il nostro dovere di ingaggiare una battaglia quotidiana per vincere queste forze e non essere vinti da esse.
Immagine da Internet: Adamo ed Eva, Hans Baldung detto Grien



















