La predicazione ecclesiale oggi
Seconda Parte (2/2)
Argomenti circa i quali attendiamo la parola del Papa
Faccio un elenco di domande o di argomenti circa i quali i comuni fedeli attendono da lui e solo da lui una risposta.
La fede è una conoscenza di cose vere, è assenso intellettuale ad un insieme di proposizioni o nozioni vere, è assenso a contenuti intellegibili astratti o è un incontro concreto, affettivo e personale con Cristo?
Le nozioni dogmatiche mutano o mantengono sempre il loro significato, pur facendoci conoscere sempre meglio la stessa verità rivelata? Il Papa può sbagliare o no quando insegna alla Chiesa in materia di fede come successore di Pietro, anche se non proclama un nuovo dogma?
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Mai come oggi la Chiesa ha avuto a disposizione strumenti di comunicazione e di informazione tanto numerosi ed efficaci quanto oggi, tanta quantità di conoscenze in tutte le scienze, compresa la filosofia e la teologia, mai tanto quanto oggi la Chiesa è giunta a conoscere l’indole, i pregi e difetti dei vari popoli, culture e religioni dell’umanità, mai quanto oggi lo Spirito Santo l’ha arricchita di doni di santità e di sapienza.
Cristo e lo Spirito la conservano e la difendono nella sua missione essenziale e nei mezzi essenziali dei quali la hanno dotata per il compimento della sua missione, mezzi, modalità e metodi che ho brevemente esposto in questo articolo alla luce del Vangelo e dei suoi insegnamenti, dai quali oggi la Chiesa ha ricavato quelli del Concilio Vaticano II. Ciò che ho voluto dire in questo articolo è sostanzialmente ciò che segue.
Bisogna che il Papa riprenda il suo ruolo insostituibile di guida suprema della Chiesa nel campo della dottrina della fede, indicandoci quando siamo nel vero e quando sbagliamo, come dobbiamo migliorare e come ci dobbiamo correggere.
Il Papa in quanto tale per volontà di Cristo deve indicare le mete più importanti della Chiesa del proprio tempo, deve far sentire la sua voce nelle questioni più gravi, più difficili da risolvere, deve svelare e correggere gli errori più gravi, diffusi e insidiosi e lasciare ai Vescovi, ai parroci, agli educatori, ai missionari e ai comuni fedeli l’esposizione della dottrina comune catechistica già nota e la trattazione delle questioni dottrinali e morali di minore importanza, di facile soluzione e di limitata diffusione.
Immagine da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/10/11/angelus.html





















