Predicare oggi
Quinta Parte (5/5)
L’idolo del dialogo
La parola «dialogo» ricorre quasi ossessivamente 156 volte e non una sola volta si parla della conversione, dei dogmi, della sana dottrina da promuovere e da difendere, degli equivoci da dissipare, delle insidie da evitare, delle infedeltà e degli errori da confutare e correggere, delle falsità, delle eresie da togliere, dei danni da riparare, delle lacune da colmare, e degli ostacoli da superare, come se tutte queste cose non esistessero, o non avessero niente a che vedere con l’ecumenismo o il dialogo interreligioso.
Il dialogo evangelico non mette solo in gioco la diversità o la reciprocità, ma anche il problema del vero e del falso. Il vero dialogo evangelico non è dar sempre ragione all’altro ed evitare sempre e comunque di scontentare l’altro. Ma dialogo è anche quello di Cristo con i farisei, del Battista con Erode, di Samuele con Davide, dei profeti con i re d’Israele infedeli all’Alleanza.
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Tutto nella Nota sembra esaurirsi nella gioiosa presa di coscienza di una comunanza di valori, in uno scambio amichevole, cordiale e fraterno, in un apprezzamento ammirato delle diversità, nella fruizione della comune buona volontà, in una collaborazione costruttiva e stima reciproche, nella certezza di tutti di essere oggetto della divina misericordia. … Si tratta di un documento pastorale, benchè sia stato coinvolto il Dicastero per la Dottrina della Fede. Nella pastorale la Chiesa non decide sulla verità da insegnare, ma sul da farsi o su come comportarsi in date circostanze di tempo e di luogo, per guidare i fedeli nel modo migliore possibile e per espandersi nel mondo.
Quanto al diritto alla libertà religiosa, esso è un diritto civile che concerne l’organizzazione dello Stato, non l’organizzazione della Chiesa, che è regolata dal diritto canonico. E tuttavia il Decreto Dignitatis humane dice chiaramente che è fondato sulla Rivelazione. Se il cittadino è libero di essere cattolico o non-cattolico, credente o non-credente, il diritto canonico non permette al cattolico di abbracciare l’eresia. Il diritto canonico non permette nessuna libertà religiosa ai cattolici, ma obbliga tutti i cattolici ad essere cattolici. La Chiesa quindi non ha facoltà di punire gli ebrei, gli ortodossi, i protestanti e i musulmani, per quanto abbiano idee false, ma non può tollerare che sedicenti o supposti cattolici mettano in pericolo con le loro menzogne la salute delle anime.
Bisogna pertanto che la Chiesa, attuando il meglio del messaggio conciliare, riprenda in pieno l’ufficio assegnatole da Cristo di essere luce delle genti, mandata da Lui ad evangelizzare tutti i popoli, maestra infallibile della verità salvifica, purificatrice e liberatrice delle menti e dei cuori per assoggettare ogni intelletto al pensiero di Cristo.
Affinchè le attività ecumeniche e il dialogo interreligioso siano fruttuosi, come lo stesso Concilio vuole, affinchè si avvicini quel giorno desiderato da Cristo che si faccia un solo ovile e un solo pastore, benchè sappiamo che al Giorno del Giudizio i giusti saranno separati dagli empi, bisogna che la Chiesa riprenda con coraggio e parresia il suo compito magnanimo e materno, magisteriale e profetico, dettato da ardente carità, di dirci nelle dottrine dei fratelli separati e in quelle delle altre religioni, ciò che è vero e ciò che è falso. Deve indicarci, come ha sempre fatto e come dovrà sempre fare, quali sono le verità da accettare e quali sono le falsità da evitare.
Deve imitare la diligenza e competenza con le quali i medici prescrivono la cura da seguire o la cura con la quale le case farmaceutiche allegano al farmaco i pregi dello stesso farmaco, le norme dettagliate su come va usato e quali sono le cose da evitare, i rischi e le controindicazioni. Il Vangelo è il Farmaco per ogni malattia dello spirito contro i veleni del demonio. Questo vuol dire, secondo la volontà di Cristo, prendersi veramente a cuore la salute delle anime e condurle, libere dal male, alla santità.
Immagini da: VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)




















