Predicare oggi
Quarta Parte (4/5)
Le origini e la fine dell’Inquisizione
Lucio III e Federico Barbarossa
Pio VI e Napoleone
Le origini dell’Inquisizione intesa come Tribunale che irroga la pena di morte per gli eretici, le troviamo nell’incontro che Lucio III ebbe nel 1183 a Verona con l’Imperatore Federico I di Germania. In tale incontro il Papa e l’Imperatore si accordarono nella difesa della fede cattolica nel senso che mentre il Papa si assumeva il compito per il tramite di un apposito tribunale di giudicare i delitti di eresia, l’Imperatore si impegnava a punirli con la pena di morte. Questa iniziativa incontrò tanto favore presso i Papi e i sovrani cattolici, e presso le stesse popolazioni cattoliche, che era destinata a durare nei secoli successivi fino al sec. XVIII.
Subito dopo l’incontro con l’Imperatore, il 4 novembre del 1184, il Papa emanò un famoso Decreto, dal titolo Ad abolendam, che fu detto «Carta dell’Inquisizione».
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Noi oggi guardiamo con ammirazione i giudici Falcone e Borsellino, eroici magistrati uccisi dalla mafia. Similmente nel Medioevo i cattolici, cittadini e governanti, che erano la stragrande maggioranza della popolazione dell’Europa occidentale, guardavano con ammirazione gli Inquisitori uccisi dagli eretici, e come oggi chiediamo giustizia per gli eroici magistrati uccisi dai criminali, così allora popolo, governanti e prelati esigevano che si facesse giustizia contro gli eretici assassini perturbatori dell’ordine civile ed ecclesiale e in tal senso si adoperavano.
In tal modo la Chiesa venera come martiri col titolo di Beati alcuni Inquisitori come il Beato Pietro Ruffia, il Beato Antonio Pavoni e il Beato Matteo Cervèri, tutti Inquisitori piemontesi uccisi nell’arco dei secc. XIV-XV. Nel secolo XIII abbiamo avuto un Santo martire domenicano Inquisitore, San Pietro da Verona.
Certo oggi non sapremmo concepire un Inquisitore sugli altari e forse saremmo portati a pensare che i loro uccisori hanno fatto bene a liberarsene. Eppure la Chiesa è infallibile quando beatifica o canonizza qualcuno. Oggi gli eretici si considerano martiri e gli aguzzini saremmo noi cattolici. In realtà gli aguzzini sono loro e i martiri siamo noi, similmente a come Cristo e Santo Stefano sono stati martiri dei farisei.
Soppressa infatti l’Inquisizione, non vuol dire che sia cessata la lotta all’eresia, che fa parte del nostro DNA domenicano. Ma vuol dire impostarla in modo nuovo, più evangelico, più terapeutico, vuol dire combatterla più evangelicamente nelle modalità che ho detto e che vanno anche oltre le indicazioni dello stesso Concilio Vaticano II e forse preparano il prossimo, correggendo la sua tendenza troppo indulgente e buonista.
Il dialogo ecumenico, interreligioso e con i non-credenti, avviato dal Concilio Vaticano II, per espressa volontà dello stesso Concilio, non è fine a se stesso, ma è ordinato all’evangelizzazione e alla correzione degli errori e delle eresie, affinchè tutti arrivino alla piena comunione con la Chiesa cattolica.
Immagini da Internet:- Martirio di San Pietro da Verona, di Mattia e Gregorio Preti a Taverna
- Beati Martiri di Algeria, del Vescovo Pierre Claverie e dei compagni





















