La metafisica di Gesù (5)
Presento
ai Lettori un brano sul tempo, tratto da un libro che pubblicai nel 2014,
dedicato a illustrare una cosa alla quale finora non si era mai pensato e cioè
presentare quella che si potrebbe chiamare “la metafisica di Gesù”.
Propongo
“Gesù Eterno Signore del tempo”, cap. VI, 5d.
P.
Giovanni Cavalcoli
Fontanellato,
9 marzo 2026
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La metafisica di Gesù (1) - (2) – (3) – (4):
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu.html
https://padrecavalcoli.blogspot.com/2024/10/la-metafisica-di-gesu.html
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-2.html
https://padrecavalcoli.blogspot.com/2025/06/la-metafisica-di-gesu-2.html
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-prima-parte-12.html
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-seconda-parte-22.html
https://padrecavalcoli.blogspot.com/2026/01/la-metafisica-di-gesu-4.html
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Dal Libro
del 2014, pubblicato dalle Edizioni di L’Isola di Patmos, Roma:
GIOVANNI CAVALCOLI: «GESÙ CRISTO FONDAMENTO DEL MONDO:
INIZIO, CENTRO E FINE ULTIMO DEL NOSTRO UMANESIMO INTEGRALE»
Il concetto di Cristo fondamento del mondo, racchiude
le altezze più sublimi del Santo Padre e Dottore della Chiesa Agostino vescovo
d’Ippona: il Christus totus. Come ripeterà infatti il Sommo Pontefice Benedetto XVI nel corso del suo
ministero apostolico: Cristo non è una parte dell’esperienza umana, ma la
nostra totalità. Egli è l’inizio, il centro e il fine ultimo del nostro
umanesimo integrale. E fu proprio su queste premesse teologiche che l’allora
Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Cardinale Joseph
Ratzinger, pubblicando su disposizione del Santo Pontefice Giovanni Paolo II la
esortazione Dominus Jesus, ribadì questa totalità, in aperta contrapposizione a
un male inteso ecumenismo e a un male inteso dialogo inter-religioso, ma
soprattutto in contrapposizione al relativismo.
https://isoladipatmos.com/novita-gesu-cristo-fondamento-del-mondo-inizio-centro-e-fine-ultimo-del-nostro-umanesimo-integrale/
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Cap. VI, 6 d, “Gesù Eterno Signore del tempo”
Continua a leggere:
https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-5.html
Non
c’è dubbio che esistono interventi di Dio nella storia, che cambiano il corso
dei tempi e manifestano la sua onnipotenza e la sua misericordia. Cristo è
l’Intervento o, come si ama dire oggi, benchè con una certa improprietà, è
l’Evento per eccellenza. Certo è lecito parlare di “ciò che Dio ha fatto” in Cristo. E’
lo stesso linguaggio della Scrittura. Tuttavia sappiamo anche che essa a volte
si esprime in un modo metaforico o antropomorfico, che va rettamente
interpretato, per non fare di Dio un grossolano deus ex machina delle antiche commedie romane.

Gli
interventi di Dio nella storia, i magnalia
Dei, propriamente, non sono ciò che Dio
ha fatto, ma ciò che Dio fa,
perchè la sua Essenza eterna si identifica con la sua azione, ed Egli non
conosce molte azioni, ma tutte si risolvono nella sua unica Essenza. I detti
interventi invece sono gli effetti temporali del suo agire eterno.
Si
comprende allora che questi interventi, per quanto siano riferiti a Dio, sono
solo fatti storici, come tali oggetto della storia
sacra e non della teologia, la quale considera Dio come tale e non gli
effetti della sua azione nella storia, siano pure la vita e le opere di Cristo.
Non si tratta allora di narrare ma di considerare, argomentare
sillogisticamente, dedurre, dimostrare speculativamente, tutte le operazioni insomma,
che fanno capo all’intelletto speculativo e quindi alla metafisica.
Si
tratta certo di narrare ciò che Cristo ha fatto e ciò che Cristo ha detto. Ma l’indagine
sui suoi detti e sulla sua dottrina – dovrebbe essere evidente – non è più
narrazione ma esercizio dell’intelletto speculativo: ed è questa la vera
teologia, detta appunto tradizionalmente “speculativa”.
Immagini da Internet: Abbazia di Fontenay