giovedì 19 maggio 2022

Pietà per l’Ucraina La vocazione ecumenica dell’Ucraina - Seconda Parte (2/4)

 Pietà per l’Ucraina

La vocazione ecumenica dell’Ucraina

Seconda Parte (2/4) 

L’avvertimento di Henry Kissinger

A questo punto comprendiamo il senso di questa dichiarazione profetica del 2014 di Henry Kissinger, riportata il 9 maggio scorso dal Sito PeaceLink, dichiarazione fatta il 5 marzo 2014, sul Washington Post, un articolo dal titolo Per risolvere la crisi dell'Ucraina, partire dalla fine. Ricordiamo che Henry A. Kissinger è stato prestigioso ministro degli Esteri degli Stati Uniti dal 1973 al 1977. Si noti l’imparzialità del giudizio di Kissinger, benchè appartenente agli USA, cioè una delle due parti in causa. Ciò va certo ad onore degli Stati Uniti.

Scrive Kissinger: 

«La discussione pubblica sull'Ucraina è tutta imperniata sulla contrapposizione [con la Russia]. Ma sappiamo dove stiamo andando? Nella mia vita ho visto iniziare quattro guerre con grande entusiasmo e sostegno pubblico, tutte guerre che non sapevamo come finire e da tre delle quali ci siamo ritirati unilateralmente. Il test della politica è come finisce, non come inizia.

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Per estinguere questa guerra e raggiungere la pace, occorre quindi ascoltare le sagge esortazioni di Kissinger a fare in modo che l’Ucraina trovi la pace con se stessa. Tutto questo mio articolo batte questa strada sottolineando l’aspetto spirituale-religioso, o «conflitto metafisico», come ha detto il Patriarca Cirillo, aspetto che è di mia competenza come teologo e storico della teologia.


Dobbiamo allora dire che è giusta l’esigenza dell’unità e indipendenza dell’Ucraina, ma sbagliata fu la base ideale su cui fondarla: Bandera avrebbe dovuto prendere a modello non il Volksgeist di Hegel, ma la concezione cristiana della patria. Bandera, se fosse stato saggio e vero amante della patria, avrebbe potuto e dovuto farsi ispiratore del vero patriottismo ucraino, fondato sul battesimo di san Vladimiro, principe di Kiev, tanto più che Bandera, figlio di un prete cattolico uniate, aveva ricevuto un’educazione cattolica.


Immagini da Internet:
- Henry Kissinger
- Stepan Bandera

mercoledì 18 maggio 2022

Pietà per l’Ucraina La vocazione ecumenica dell’Ucraina - Prima Parte (1/4)

 Pietà per l’Ucraina

La vocazione ecumenica dell’Ucraina

Prima Parte (1/4)

 

Parte I – Le cause della guerra

I nodi si riducono al pettine

 

L’interpretazione che i modernisti bideniani danno della guerra in atto in Ucraina è molto semplice e chiara: si tratta dell’aggressione crudele del malvagio Putin, autocrate reazionario tradizionalista omofobo di destra e fondamentalista religioso, ad un popolo pacifico, laico, democratico, europeista ed innocente, che aspira al progresso, alla modernità e alla conquista delle libertà occidentali.

In ciò c’è indubbiamente del vero, ma non è tutta la verità. Se vogliamo veramente la fine della guerra e la pace in Ucraina, bisogna che integriamo e correggiamo queste vedute con altre, anch’esse basate sui fatti. La guerra in Ucraina non è la semplice espressione della volontà dittatoriale di Putin di restaurare quel potere politico, che la Russia aveva ai tempi dell’Unione Sovietica. Le radici storiche di questa guerra sono da cercare molto anteriormente al periodo staliniano o zarista.  

La presente guerra è lo sbocco ultimo, tragico ed estremo di una lunga storia dolorosa dell’Ucraina, le cui origini debbono essere fatte risalire addirittura allo scisma d’Occidente del 1054. È da allora che l’Europa cristiana ha cominciato a dividersi sia religiosamente che politicamente; e la nazione che in seguito avrebbe sofferto maggiormente di questa sciagurata divisione sarebbe stata l’Ucraina, che si trova proprio nel punto di frizione fra l’Europa occidentale e quella orientale. 

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Il popolo ucraino, organizzatosi in entità politica nel 988 col battesimo di San Vladimiro, principe di Kiev e re dei Russi (Rus’), a questa data coincideva esattamente col popolo russo; era uno stesso popolo; anzi, non esisteva neppure la denominazione «ucraino», che vuol dire semplicemente «territorio di confine», espressione evidentemente coniata dalla nuova capitale Mosca e non da Kiev.

 

-         


Tra tutti i paesi e popoli europei, l’Ucraina, nata cattolica nel sec. IX col battesimo di San Vladimiro, principe di Kiev e re dei Russi, è la nazione con la storia cristiana e nazionale più disgraziata, infelice e drammatica. 

Divenuta ortodossa nel sec. XII per seguire lo scisma di Costantinopoli, nel sec. XVI ha seguìto anche lo scisma di Mosca da Costantinopoli ed è venuta a dipendere dal Patriarca di Mosca, detto Patriarca di «tutte le Russie», appunto perché guida non solo della Grande Russia di Mosca, ma anche della «Piccola Russia» di Kiev e la Bielorussia.


Immagini da Internet:
- San Vladimiro
- Battesimo di San Vladimiro 
 

domenica 15 maggio 2022

L’uomo creatura secondo il disegno di Dio - Quello che Cartesio avrebbe dovuto dire - Seconda Parte (2/2)

   L’uomo creatura secondo il disegno di Dio

Quello che Cartesio avrebbe dovuto dire

Seconda Parte (2/2)

 

Come so di essere creato

Come sappiamo, il pensiero extrabiblico non sa che l’uomo è creato da Dio a sua immagine e somiglianza: lo ha saputo solo dalla Scrittura, benchè di per sé sia una verità razionalmente dimostrabile. La Scrittura infatti insegna che Dio ha creato il cielo e la terra, e quindi successivamente anche l’uomo, all’inizio del tempo[1] o nel Logos, il Principio[2], a seconda di come si vuole interpretare l’espressione ebraica berescìt, «in principio».

Partendo dall’esperienza spirituale interiore dell’autocoscienza, ossia del nostro io e dal rapporto sociale interpersonale col prossimo, arriviamo a scoprire un Dio personale puro Spirito infinito ed assoluto, mentre, partendo dall’esperienza sensibile del nostro corpo, dei corpi altrui, dei prodotti della tecnica e delle realtà materiali della natura fisica e delle cose del mondo che ci circonda, ed applicando per analogia il principio di causalità efficiente e finale, arriviamo a dimostrare l’esistenza rispettivamente di una causa prima oltre le cause seconde e di un fine ultimo, al di là dei fini immediati o intermedi (Sap 13,5; Rm 1,19-20).  

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Conferenza tenuta on-line il 06.12.2021

Cf. DOCTOR HUMANITATIS 

https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/FMfcgzGljvJjhnDwWfbJDVNflPsfpZlc


 

Una cosa degna di nota è che il mio essere non s’identifica col mio essere creato, ma l’essere creato si aggiunge al mio essere sostanziale come accidente contingente. Questa tesi non si trova nelle opere di San Tommaso, ma si deduce da quanto egli insegna esplicitamente sul rapporto ontologico della creatura al creatore e sull’essenza del creare in rapporto alla conservazione della creatura.

Questa tesi quale interesse può presentare? Essa serve a chiarire il significato dell’essere creato, sia inteso come unione di un sostantivo (essere) con un aggettivo participiale (creato), sia inteso come infinito passivo (essere creato) e quindi fa capire meglio il concetto del creare e il suo effetto nella creatura. La tesi mostra la consistenza ontologica e sostanziale della creatura davanti a Dio.

Immagine da Internet

sabato 14 maggio 2022

L’uomo creatura secondo il disegno di Dio - Quello che Cartesio avrebbe dovuto dire

  L’uomo creatura secondo il disegno di Dio

Quello che Cartesio avrebbe dovuto dire

La dottrina della Sacra Scrittura

Come sappiamo, la Sacra Scrittura insegna che l’uomo è stato creato da Dio a sua «immagine» (tzelem) e «somiglianza» (kidmunetu) (Gen 1,26). È molto importante chiarire il significato di questi concetti. Tzelem è un artefatto, soprattutto una scultura rappresentante figure umane o di animali o di esseri fantastici, che venivano adorati come idoli. L’idolo di oggi è il computer, dal quale quello che Popper chiama «materialismo promettente» si attende la futura felicità umana su questa terra.

Somiglianza o similitudine non vuol dire che l’uomo sia simile a Dio, ma solo che in lui c’è una qualche lontana somiglianza, non tale, tuttavia, da non poter fare un confronto e da impedire una comunicazione ed una comunione fra Dio e l’uomo, tanto che la prospettiva della beatitudine è proprio quella di essere «simili a Dio» (I Gv 3,2). Il peccato, come nota San Bernardo, rende dissimili a Dio; la virtù ci rende simili.

Ma il divario resta profondissimo, tanto che i mistici non sanno esprimere a parole questa differenza. Infatti Dio è diverso da noi a tal punto che, come insegna il Concilio Lateranense IV del 1215, la dissimilitudine è molto maggiore della similitudine

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Conferenza tenuta on-line il 06.12.2021

Cf. DOCTOR HUMANITATIS 

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domenica 8 maggio 2022

Il sesso secondo Lutero

  Il sesso secondo Lutero

Lutero alle prese con la concupiscenza

Come si sa, Lutero ritiene che la natura umana, a seguito del peccato originale, sia radicalmente corrotta. Ma per capire bene che cosa egli intende dire, bisogna tener presente che egli, per sua esplicita dichiarazione, distingue nell’uomo la sua natura animale dalla natura razionale. Ciò che è corrotto nell’uomo, per Lutero, è la ragione accecata dalla superbia e dalla stoltezza e la volontà schiava del peccato e della concupiscenza. Le tendenze naturali all’alimentazione ed alla procreazione sono rimaste sane e devono essere soddisfatte. L’uomo non può stare senza mangiare e l’uomo non può stare senza la donna.

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L’iperdulia della devozione mariana del Monte Athos è indubbiamente lodevole

 

Il Concilio Vaticano II nella esplicitazione che ne ha dato S. Giovanni Paolo II ha aperto la strada per raggiungere l’equilibrio fra il lassismo e il rigorismo, fra la lussuria e la frigidità, fra il platonismo e l’epicureismo, fra idealismo e materialismo col presentarci la vera, biblica concezione dell’amore fra uomo e donna, senza ingenuità e senza utopie, senza mitizzazioni ed illusioni, ma nel contempo nella consapevolezza che il battesimo fa nascere sin da adesso gli inizi dell’uomo-donna nuovi, figli della resurrezione e ha decretato la fine dell’uomo-donna vecchi schiavi della corruzione e della morte.

 Immagini da internet

venerdì 6 maggio 2022

Un ritratto plausibile di Papa Francesco - Tra modernisti e passatisti

 

 Un ritratto plausibile di Papa Francesco

Tra modernisti e passatisti

Utilità di esprimere con saggezza e modestia

un giudizio su Papa Francesco

Numerosi sono oggi i tentativi di dare una valutazione dell’attuale pontificato, il quale suscita certamente un grande interesse e reazioni contrapposte, che faticano ad esprimersi in un giudizio equilibrato e spassionato, perché mancano di un adeguato criterio valutativo. Il clima ecclesiale che stiamo vivendo non lo favorisce a causa del fatto che molti non sanno che cosa significa essere cattolico e si attribuiscono questo titolo in modo inappropriato, perché in realtà accolgono idee estranee al vero cattolicesimo, così come è delineato dal Catechismo della Chiesa Cattolica.

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Americo Mascarucci

 

 Il ritratto che Mascarucci fa del Papa, come quello di qualunque ritrattista che si rispetti, evidenzia le luci e le ombre. 

Non si tratta di una fotografia ritoccata, ma che rispecchia la realtà così com’è. 


 

Mascarucci, da buon cattolico, si accosta al Papa con amore, riconoscenza, rispetto e con filiale franchezza e sincerità. 
 
 
 
 
Immagini da internet 
 
 
 

giovedì 5 maggio 2022

La Terza Roma di Alexander Dugin - Seconda Parte (2/2)

  La Terza Roma di Alexander Dugin

Seconda Parte (2/2) 

La direzione della storia

Dugin si sforza di associare l’eterno al temporale, per fornire interpretazioni della storia dell’umanità e della Chiesa alla luce della Scrittura e del piano cristiano della salvezza dal suo punto di vista di ortodosso. Egli guarda la tradizione, ma non è ben chiaro di quale tradizione parla, se della Tradizione dei Padri o di quella tradizione esoterica ed iniziatica, della quale parla René Guénon, che è uno dei suoi autori preferiti. 

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 Immagine da internet

mercoledì 4 maggio 2022

La Terza Roma di Alexander Dugin - Prima Parte (1/2)

 

 La Terza Roma di Alexander Dugin

Prima Parte (1/2)

“la Russia non è europea, è civiltà con aspetti asiatici e europei,

noi siamo la terza Roma, anche continuatori,

di Gengis Khan, dell’impero mongolo”.

Alexander Dugin

 

Una visione cristiana gnostica per dominare il mondo 

Le guerre sono azioni coercitive collettive volontarie, ardenti di passione spesso sfrenata, mosse da certi intenti concepiti da un pensiero spesso entusiasmato ed eccitato da prospettive eroiche, attraenti, coinvolgenti ed affascinanti, tanto da spingere i popoli e le nazioni addirittura ad uccidere e a rischiare la vita nella speranza di conquistare o realizzare quelle mete o quegli obbiettivi o quei beni che sono fatti baluginare o promessi da coloro che li hanno persuasi a lanciarsi in conflitti sanguinosi, lunghi e terribili.

Che cosa è che spinge gli uomini armati a queste imprese drammatiche, che richiedono decisione, chiarezza d’intenti, convinzione, disciplina, sforzo, resistenza, sacrificio, coraggio, addestramento, tenacia, spericolatezza, enormi fatiche e disagi? Sono delle idee. Sono intenzioni concepite dalla mente. È la radicata convinzione che è giusto, è doveroso fare così.

 

Quali sono le idee che stanno dietro l’invasione dell’Ucraina da parte dei Russi? 

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Ora è triste notare che Dugin, che pure esalta i valori cristiani e morali assoluti, universali e perenni, 

non tiene in nessun conto di questi valori comuni, preziosissimi in questo tragico momento della guerra, per placare gli animi e spingerli a pensieri di pace, come se noi occidentali fossimo una massa di corrotti e tutti i buoni si trovassero in Oriente.

domenica 1 maggio 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP (03.05.1950 - 01.01.1990) - Quinta Parte (5/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Quinta Parte (5/5)

Capitolo 12

LA CREDIBILITA’ DEI MISTERI DI FEDE

LA CONOSCIBILITA’ DEL FATTO DELLA RIVELA­ZIONE

 

  1. La virtù della fede

E’ virtù soprannaturale per la quale crediamo le verità rivelate da Dio a causa dell’autorità di Dio rivelante.

Hanc fidem, quae humanae salutis initium est, Ecclesia catholica profitetur virtutem esse supernaturalem, qua, Dei aspirante et adiuvante gratia, ab eo revelata vera esse credimus, non propter intrinsecam rerum veritatem naturali rationis lumine perspectam, sed propter auctoritatem ipsius Dei revelantis, qui nec falli nec fallere potest. Est enim fides, testante Apostolo, sperandarum substantia rerum, argumentum non apparentium. Hebr. 11, 1”.

La definizione suddetta conviene non solo alla fede formata, ma anche, e pienamente, a quella informe: “Quare fides ipsa in se, etiamsi per caritatem non operetur (Gal. 5, 6), donum Dei est, et actus eius est opus ad salutem pertinens, quo homo liberam praestat ipsi Deo obedientiam gratiae eius, cui resistere posset, consentiendo et cooperando

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/teologia-fondamentale-ptomas-tyn-op_51.html

 

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Servo di Dio P.Tomas Tyn:

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sabato 30 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Quarta Parte (4/5)

 

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Quarta Parte (4/5)

 Capitolo 9

POSSIBILITA’ DELLA RIVELAZIONE DEI MISTERI SOPRANNATURALI

DALLA PARTE DELL’OGGETTO

 

  1. Le dottrine eterodosse e la dottrina della Chiesa.

 

A.    Dottrine eterodosse.

I razionalisti panteistici e i semirazionalisti negano l’esistenza di un ordine obiettivamente ecce­dente le forze della nostra ragione.

I pelagiani e i semipelagiani negano che l’or­dine soprannaturale ecceda soggettivamente le capa­cità della nostra natura, sicché, supponendo la ri­velazione esterna, non vi sarebbe bisogno alcuno di grazia per credere o almeno per compiere l’atto iniziale di fede.

I protestanti, Baio e Giansenio negano che l’ordine soprannaturale superi le esigenze della nostra natura alla quale dunque la grazia sarebbe dovuta. 

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venerdì 29 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Terza Parte (3/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Terza Parte (3/5)

Capitolo 6

 L’EVOLUZIONISMO PANTEISTICO

 

  1. Definizione dell’evoluzionismo in genere

Si tratta della dottrina secondo la quale il principio di tutte le cose non è da sé e dall’eternità costituito e perfetto, realmente ed essenzialmente distinto dal mondo, ma si trova sempre nel divenire, anzi, non è altro che lo stes­so divenire continuo e fondamentale che, determinando progressivamente se stesso, costituisce l’insieme di tutte le cose, così che gli enti non sono altro che momenti particolari dello sviluppo globale. Dio è l’evoluzione creatrice di se stessa.

Si deve distinguere l’evoluzionismo discendente (come l’emanazionismo neo-platonico) in cui Dio diventa il mondo e l’evoluzione ascendente in cui al contrario il mondo diventa Dio. 

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

giovedì 28 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Seconda Parte (2/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Seconda Parte (2/5)

Capitolo 3

MISTERO E DOGMA

 

1.     La nozione del mistero e del dogma

 

a.     Nozione cattolica

 

-       Il mistero. La rivelazione cristiana contiene al di là delle verità accessibili alla ragione, sia i misteri largamente detti tali come gli eterni decreti di Dio, sia i misteri strettamente detti che sono del tutto nascosti alla ragione, anzi, tali da superare persino la conoscenza angelica ed ogni intelletto creato, misteri, che, se non sono rivelati, non possono essere noti né, supponendo la rivelazione già avvenuta, possono essere dimostrati grazie al prgresso della scienza; eppure non contraddicono alla ragione, ma la superano e rimangono sempre oscuri né si tratta di invenzioni umane contrarie al bene comune.

 

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP

 

mercoledì 27 aprile 2022

TEOLOGIA FONDAMENTALE - P.Tomas Tyn, OP - Prima Parte (1/5)

TEOLOGIA FONDAMENTALE

P.Tomas Tyn, OP

Prima Parte (1/5)

Introduzione di P. Giovanni Cavalcoli, OP

1.     La religione

2.     La rivelazione

3.     Mistero e dogma

4.     La soprannaturalità

5.     Il razionalismo e il naturalismo in genere

6.     L’evoluzionismo panteistico

7.     L’Agnosticismo

8.   Possibilità di rivelazione soprannaturale e specialmente quella delle verità naturali della religione

9.    Possibilità della rivelazione dei misteri soprannaturali da parte dell’oggetto

10. La possibilità della rivelazione dei misteri soprannaturali da parte dell’agente e del soggetto

11.  Convenienza e necessità della rivelazione

12.  La credibilità dei misteri di fede. La conoscibilità del fatto della rivelazione

13.  Il concetto di credibilità razionale e la sua necessità in vista dell’atto di fede

14.  La dimostrabilità della credibilità partendo dai motivi di credibilità

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Servo di Dio Padre Tomas Tyn, OP