Ancora sulla questione degli extraterrestri

 Ancora sulla questione degli extraterrestri

Non esiste un vivente corporeo intelligente che non sia l’uomo

Il teologo domenicano Padre Athos Turchi il 21 gennaio nel 2014 nel sito UCCR si espresse circa il problema affrontato dal mio articolo se possono esistere persone umane su altri pianeti sostenendo che «non è contraddittorio né eretico pensare che possano esservi in altri pianeti forme di vita razionale, e perciò assimilabili all’essere umano, che vivano di propria esistenza: c’è spazio per tutti e anche parecchio».

Ora io dimostrerò invece che una simile tesi implica contraddizione ed eresia, perché va contro la ragione e la fede, fede in particolare in alcuni dogmi: il dogma dell’essenza dell’uomo, composto di spirito e corpo definito dal Concilio Lateranense IV; l’anima umana come forma sostanziale del corpo, dogma definito dal Concilio di Viennes e il dogma dell’immortalità dell’anima, definito  dal Lateranense V, nonché il dogma dell’essenza e delle conseguenze del peccato originale, definito dal Concilio di Trento e precisato da Pio XII, con l’esclusione del poligenismo.

Per quanto riguarda l’essenza della natura umana, essa è definita dalla Chiesa come sostanza vivente e personale, composta di anima e corpo. animata da un’anima spirituale, razionale ed intellettuale e pertanto immortale.

Ciò vuol dire che non possono esistere soggetti razionali che non siano persone umane, perché per definizione l’uomo è un vivente razionale e quindi dovunque c’è un vivente razionale c’è un uomo. Non può esistere un vivente razionale che non sia un uomo, non può essere un uomo che non sia un vivente razionale, così come, per esempio, se esiste una figura a tre lati, questo è un triangolo e se c’è un triangolo, non può non essere una figura a tre lati, perchè per definizione il triangolo è una figura a tre lati. Non può esistere una figura a tre lati che non sia un triangolo.

L’ipotesi di Padre Turchi, quindi, di un vivente che abbia una ragione simile alla nostra, va chiarita: se per «simile» intende una ragione che non sia la ragione umana o una ragion simile e non identica alla ragione umana, una tale ragione non esiste ed è contradditoria. Se invece per «forme di vita razionale, e perciò assimilabili all’essere umano», intende senz’altro forme razionali e quindi umane, allora si tratterà senz’altro dell’uomo. Ma anche in tal caso l’ipotesi, come vedremo, è inaccettabile.

Infatti la ragione è una universalmente per tutti gli uomini e presente in tutti, dovessero trovarsi anche in un altro pianeta, sempre identica se stessa, non nel senso, come credeva Averroè, che l’intelletto sia un intelletto trascendente gli individui, uno per tutti senza essere proprietà di nessuno. Al contrario, ciascuno ha il proprio intelletto, diverso da individuo a individuo.

È chiaro che ogni uomo ha la sua ragione e ragiona con la sua ragione, in modo diverso l’uno dall’altro, chi ragiona bene, chi ragiona male. Non sto parlando di questo. Sto parlando della ragione come tale, dell’essenza universale della ragione, non come possesso dell’individuo, così come l’anatomista parla del cuore o del cervello come tali. Se la ragione è essenzialmente ed universalmente la stessa in tutti, identica a se stessa, questo non vuol dire che individualmente ognuno non abbia la sua ragione.

La ragione è il principio dell’uguaglianza specifica degli uomini tra di loro.  Kant e gli illuministi avevano capito che la ragione è essenzialmente sempre quella in tutti gli uomini, altrimenti non sarebbero uomini, per quanto diversi individualmente possano essere tra di loro. Per usare il linguaggio di Papa Francesco, la ragione è il principio e il corrispettivo della fratellanza universale. Si può parlare semmai analogicamente di una ragione umana e di una ragione divina.

Ma la ragione umana è sempre essenzialmente identica e funziona essenzialmente allo stesso modo in tutti gli uomini. Similmente si può dire che ogni uomo ha il cuore e il cervello, i quali, quando sono sani, funzionano in tutti allo stesso modo: il funzionamento normale. Allo stesso modo la ragione umana  ha un suo funzionamento normale, che è conosciuto e regolato dalla logica.

Il concetto di ragione è uno e univoco, come il concetto del numero quattro o il concetto di triangolo o di «giorno» o di «notte». Non è analogico, come per esempio quello dell’essere o della vita o della bontà, così che si possa parlare di diversi analogati simili tra di loro. Ci sono diversi modi e gradi di attuare la ragione, ma non esistono diverse ragioni, come non esiste un quattro diverso da un quattro o un nero diverso da un nero. Il quattro è quattro e il nero è nero. Così la ragione. O c’è tutta nella sua essenza o non c’è.  Tertium non datur.  Per questo, neppure l’onnipotenza divina può fare che un soggetto possa avere la ragione senza essere un uomo.

C’è però una cosa da notare e cioè che noi non sappiamo fino a che punto la configurazione fisica o corporea di un soggetto può essere diversa da quella comunemente da noi conosciuta senza perdere l’animazione razionale, ossia senza perdere il suo essere umano. Per esempio, quando furono scoperti i pigmei, si dubitò che essi potessero essere persone umane. Ugualmente, come facciamo a sapere se un reperto fossile appartiene ad un uomo o ad una scimmia? Una cosa è certa: sempre in base ai ragionamenti precedenti, dobbiamo escludere assolutamente che possa esistere un vivente intermedio fra la scimmia e l’uomo, né uomo né scimmia.

L’uomo o c’è o non c’è. Non esiste il quasi-uomo, il sembra-uomo, un para-uomo, il mezzo-uomo, l’uomo-scimmia, il simile all’uomo, uomo e non uomo. Invece, in linea di principio è possibile che Dio crei esseri umani dalla configurazione fisica molto diversa da quella da noi conosciuta. Ma non può creare un uomo senza la ragione o un essere razionale che non sia un uomo. Ma resta sempre il problema: potrebbero esistere tali persone umane in altri pianeti?

Un argomento che viene addotto a favore della possibilità che in altri pianeti vivano esseri intelligenti corporei, diversi dall’umanità che vive su questa terra è l’argomento dell’onnipotenza divina. Noi non sappiamo fin dove può arrivare la potenza creatrice divina. Dio potrebbe creare un mondo migliore di questo, con creature più nobili di quelle che esistono attualmente. È vero.

Ma sia la ragione che la fede ci dicono che il creato può comportare solo due generi di sostanze; quelle materiali o corpi (visibilia) e quelle spirituali (invisibilia). Dio non può creare nulla che non appartenga a uno di questi due generi di enti, perchè dividono l’ente creato come tale. Non si tratta di un limite alla potenza divina, ma di enti non creabili, perché non possono esistere.

L’ente causato infatti è composto di essenza ed essere. Se l’essenza è pura forma, abbiamo l’angelo; se l’essenza è composta di materia e forma, abbiamo l’uomo e gli enti inferiori, animali, piante, corpi inanimati. In altri pianeti possono esistere altre specie di viventi inferiori, possono esistere e condizioni fisiche per la vita umana.

La creatura puramente spirituale è l’angelo; l’uomo è un composto di spirito e corpo. Dio può creare uomini più nobili ed angeli più nobili. Ma non può esistere una creatura intermedia fra quella materiale e quella spirituale. Non può esistere una creatura intermedia fra l’uomo e l’angelo. E non può esistere una creatura superiore a quella spirituale. Pretendere che Dio crei creature del genere è pretendere l’impossibile.

Ma non possono esistere viventi corporei intelligenti, come a dire che non possono esistere altre persone umane oltre quelle di questa terra. Non possono esistere non in modo assoluto, considerando la pura onnipotenza divina, ma non possono esistere relativamente a ciò che di fatto Dio ha deciso di creare tenendo conto dell’opera della redenzione, come chiariremo sotto.

Il dogma del peccato originale rende impossibile

 l’esistenza degli extraterresti

Con ciò passiamo alla considerazione di un altro dogma, quello del peccato originale. Esso ci dice che la colpa commessa dalla coppia primitiva nell’eden, appartenente a questa terra, si è propagata a tutto il genere umano. In base a questo fatto Pio XII nell’enciclica Humani Generis ha escluso il poligenismo perché esso sarebbe incompatibile col fatto della trasmissione per generazione della colpa originale.

Se Dio avesse creato un’altra umanità in un altro pianeta, come l’infezione della colpa avrebbe potuto coinvolgere anche quell’umanità? Oppure: supponendo, come narra la Scrittura, che la colpa sia partita da questa terra, come l’umanità avrebbe potuto poi diffonderla in un altro pianeta? Con quale mezzo di trasporto? Ve l’immaginate un gruppo di colonizzatori preistorici che parte dalla terra su di un’astronave per raggiungere un pianeta lontano 5000 anni luce?

Anche l’ipotesi dell’esistenza in altri pianeti di un’umanità superiore non ferita dal peccato originale o salvata da Cristo in modo diverso da quello col quale siamo salvati noi sulla terra, è inaccettabile. Infatti suppone il poligenismo ed è contraria alla fede nel peccato originale e nella redenzione.

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 10 gennaio 2022

Per quanto riguarda l’essenza della natura umana, essa è definita dalla Chiesa come sostanza vivente e personale, composta di anima e corpo. animata da un’anima spirituale, razionale ed intellettuale e pertanto immortale.

Ciò vuol dire che non possono esistere soggetti razionali che non siano persone umane, perché per definizione l’uomo è un vivente razionale e quindi dovunque c’è un vivente razionale c’è un uomo.

Non può esistere un vivente razionale che non sia un uomo, non può essere un uomo che non sia un vivente razionale, così come, per esempio, se esiste una figura a tre lati, questo è un triangolo e se c’è un triangolo, non può non essere una figura a tre lati, perchè per definizione il triangolo è una figura a tre lati. 

Non può esistere una figura a tre lati che non sia un triangolo.

La creatura puramente spirituale è l’angelo; l’uomo è un composto di spirito e corpo. Dio può creare uomini più nobili ed angeli più nobili. Ma non può esistere una creatura intermedia fra quella materiale e quella spirituale. Non può esistere una creatura intermedia fra l’uomo e l’angelo. E non può esistere una creatura superiore a quella spirituale. Pretendere che Dio crei creature del genere è pretendere l’impossibile.

Non possono esistere non in modo assoluto, considerando la pura onnipotenza divina, ma non possono esistere relativamente a ciò che di fatto Dio ha deciso di creare tenendo conto dell’opera della redenzione.

Immagini da internet

4 commenti:

  1. Caro Padre Cavalcoli,
    Mi risulta che l'articolo di padre Athos Turchi a cui lei fa riferimento sia quello pubblicato l'8 gennaio 2014 sul quotidiano Toscana Oggi. Ecco il link: https://www.toscanaoggi.it/Rubriche/Risponde-il-teologo/E-possibile-che-Dio-abbia-creato-forme-di-vita-in-altri-pianeti
    Credo che nel testo integrale dell'articolo di Turchi, a cominciare dalla sua prima affermazione, siano implicite molte altre inesattezze di padre Turchi: "La domanda è ipotetica, e la risposta non può che permanere nel campo delle ipotesi"
    A proposito, padre Cavalcoli ha dimostrato che la risposta alla domanda posta NON rientra nell'ambito delle ipotesi.

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    1. Caro Silvano,
      vorrei fare due osservazioni.
      La prima, la frase di Turchi: “la domanda è ipotetica” è una frase che non ha senso, perché la domanda è: esistono gli alieni? Invece l’ipotesi dice: è possibile che esistano gli alieni. Mi sembra che qui ci sia la mescolanza di due cose diverse. E tu, Silvano, che cosa hai capito da questa frase di Turchi?
      La seconda è quello che dici tu stesso: “padre Cavalcoli ha dimostrato che la risposta alla domanda posta NON rientra nell'ambito delle ipotesi”. Che cosa intendi dire?

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    2. Caro Padre Cavalcoli,
      Grazie per avermi permesso di parlare con lei. Per me è un onore, poiché sono solo un semplice laico fedele, privo di studi teologici.
      Innanzitutto mi scuso per la brevità del mio messaggio precedente. Avrei dovuto formularlo con più calma e in modo più dettagliato. Vengo quindi a ciò che mi chiedi:
      Mi sembra che quando padre Turchi afferma che "la domanda è ipotetica e la risposta è ipotetica", stia solo prendendo le cose in modo ampio, grossolano, senza distinzioni, come se presupponesse o sottintendesse a priori che per Turchi l'intera materia rientri in ciò che è discutibile, di ipotesi personali. Quando non è così, poiché, come lei stesso, padre Cavalcoli, ha mostrato nei suoi articoli, è in gioco il dogma della creazione e della redenzione. Chissà se padre Turchi tiene pienamente conto del dogma?
      Per quanto riguarda il secondo, penso di aver già risposto con quanto sopra.
      Quando io dico che: “padre Cavalcoli ha dimostrato che la risposta alla domanda posta NON rientra nell'ambito delle ipotesi”, voglio dire che non tutto è discutibile su questo argomento sull'esistenza degli alieni. Possono esistere altre specie viventi su altri pianeti? Sì. Possono esistere condizioni fisiche su altri pianeti che rendano possibile la vita umana su di loro? Sì. Possono esistere "esseri viventi razionali simili all'uomo"? No, perché se hanno ragione sono uomini, e poiché il poligenismo è escluso nella creazione umana, tutta l'umanità è ridotta all'esistenza su questa terra. L'essere umano in tempi storici lontani avrebbe potuto raggiungere altri pianeti? È impensabile. E così via...
      Ho risposto correttamente? Lo spero.
      E grazie ancora per avermi permesso di parlare.

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    3. Caro Silvano,
      la ringrazio molto per le sue chiarificazioni. Le rivolgo i miei più vivi complimenti per le sue sagge considerazioni. Prendo atto che lei non è un teologo; tuttavia il Signore le ha concesso un bel dono di sapienza, mentre mi rattrista molto che teologi cattedratici, forse anche di fama, cadono miseramente in errori riprovevoli.
      Il Signore permette tutto questo, perché, messi alla prova dalla menzogna, impariamo ad essere più forti nella verità

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