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02 febbraio, 2026

Religione e Cristianesimo - P. Tomas Tyn - Prima Parte (1/3)

 

Religione e Cristianesimo

P. Tomas Tyn

 Prima Parte (1/3)

 

Presento ai Lettori i primi tre capitoli di un Corso istituzionale di teologia di P. Tomas Tyn, ispirato a San Tommaso, che tratta del rapporto tra religione e cristianesimo con alcuni importanti riferimenti critici a tendenze erronee in questo campo, presenti nel pensiero moderno.

 

P. Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 2 febbraio 2026

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/religione-e-cristianesimo-p-tomas-tyn.html 


 
 
 
È notevole la maestria con la quale l’Autore tratta del rapporto fra il naturale e il soprannaturale, la grazia e il libero arbitrio, uno dei temi da lui maggiormente studiati, dove si rivela grande maestro. 
 
 
 

Immagine da Internet: Sacrificio di Abele, Sant'Apollinare in Classe, Ravenna
 
 
 
 
 
 

18 luglio, 2025

Riflessioni sul peccato mortale. Quello che è male ai tuoi occhi io l’ho fatto.

 

Riflessioni sul peccato mortale

Quello che è male ai tuoi occhi io l’ho fatto

 

Introduzione

È raro che oggi si senta parlare di peccato mortale. In questi sessant’anni dopo il Concilio è avvenuto un cambiamento anche su questo punto fondamentale della vita cristiana. Ricordo infatti con quale facilità i sacerdoti, riguardo alla pratica della confessione, parlavano di peccato mortale, soprattutto in relazione ai peccati sessuali. In relazione a ciò ricordavano il fatto che il peccato mortale merita l’inferno.

Con molta facilità ci si accusava di peccati mortali e si avvertiva il prossimo che la tal cosa è peccato mortale. Diverse cose, soprattutto nel sesso, erano qualificate come peccato mortale. Si facevano casistiche nelle quali si diceva: questo è peccato mortale, quest’altro è peccato veniale. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/riflessioni-sul-peccato-mortale-quello.html

La certezza d’aver peccato, come Davide, è una grazia preziosa così come la certezza di essere in grazia, come spesso canta il Salmista. La prima ci spinge ad un emendamento sincero; la seconda ci incoraggia nelle buone opere e in grandi imprese per la gloria di Dio. Chiediamo a Dio questo dono ed Egli ce lo concederà.

L’anima umana ha una vita naturale inamissibile e una vita soprannaturale, divina, che è la vita di grazia, partecipazione della natura divina. Questa vita si attua nell’esercizio delle tre virtù teologali della fede, speranza e carità sostenute dai sette doni dello Spirito Santo. Il peccato mortale è il peccato che o toglie o spegne la grazia o ne impedisce l’azione.

Ecco perchè Davide nel prender coscienza d’aver peccato, non parla con sé stesso, ma parla con Dio.

Per comprendere il peccato mortale è utile prendere a paragone la morte fisica. Essa è certo il maggior male fisico che possiamo subire. Il pensiero della morte ci procura spavento, sconcerto, angoscia. Proviamo profonda ripugnanza al pensiero di dover morire e delle sofferenze che ordinariamente precedono la morte. Proviamo un senso di impotenza davanti a un fatto ineluttabile che si avvicina inesorabilmente giorno per giorno; è un fatto che ci apre un orizzonte profondamente misterioso davanti al quale ci sorge il dubbio se continueremo a vivere o sprofonderemo nel nulla. D’altra parte anche la prospettiva panteistica del mio ritorno nell’Assoluto può apparire grandiosa e geniale, ma in fin dei conti so io per primo che è pura fantasia.


Immagini da Internet:
- Il profeta Natan rimprovera Re Davide, Palma il Giovane, Jacopo il Giovane
- Pentimento di re Davide, Luca Giordano 

12 dicembre, 2024

Che cosa è la liturgia?

 

Che cosa è la liturgia?

https://musicasacra.substack.com/cp/152236451

La liturgia è un servizio pubblico

Liturgia è una parola che ha un’illustre storia ed un nobile significato. Deriva dal greco leiturghìa, parola composta da leitos=pubblico e ergon=lavoro. Leitos ha rapporto con laòs, popolo. Si tratta di un servizio pubblico, di un’opera a favore del bene comune. Presso i Romani il servizio sacerdotale è espresso con la parola ministerium o officium. Il sacerdote è un ponti-fex, il ponte di comunicazione fra l’uomo e Dio.

È insita nell’uomo la coscienza di aver peccato contro Dio e il desiderio di ricevere il suo perdono, per cui sente il bisogno di far qualcosa per placare l’ira divina ed ottenere grazia. La virtù che induce l’uomo a compere un’azione espiatrice, una expiatio, è la pietas, ossia la virtù di religione, per la quale l’uomo è pius, al contrario dell’impius, che disprezza questo dovere. 

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Il Concilio Vaticano II insegna che «la liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù» Costituzione Sacrosanctum Concilium, n.10).

Qui evidentemente la liturgia viene vista in stretta unione con la contemplazione, giacchè è questa il vertice di tutta l’azione della Chiesa. Infatti, la liturgia appartiene all’ordine del fare, è atto eccelso della virtù di religione ed è, come insegna San Tommaso (Summa Theologiae, II-II, q.81, aa.4-5), atto supremo della virtù di giustizia, per cui rendiamo a Dio quello che Gli è dovuto. 

Immagine da Internet

20 settembre, 2024

Lourdes, Fatima, Medjugorje

 

Lourdes, Fatima, Medjugorje

Come scoprire i fatti soprannaturali?

Il recente documento del DDF circa i fatti di Medjugorje[1] parla di «presunti veggenti» e «presunti messaggi», cosa che ci porta necessariamente a pensare a presunte apparizioni della Madonna.

È interessante confrontare queste dichiarazioni con quanto i Papi hanno detto a proposito dei fatti di Lourdes e di Fatima, dove invece non hanno avuto alcuna difficoltà a parlare di veggenti, apparizioni e messaggi della Madonna.

Come mai questa differenza? Perché, nonostante gli studi attenti compiuti dal DDF, il Dicastero, a differenza dei milioni di pellegrini che hanno assistito ed assistono ai fatti di Medjugorje, non ha potuto raggiungere la certezza, a differenza di quanto è accaduto per Lourdes e per Fatima, che a Medjugorje la Madonna sia veramente apparsa, abbia veramente parlato Lei e che sia stata veramente vista dai famosi personaggi protagonisti di questi fenomeni straordinari che durano da 45 anni?

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Immagine da Internet:
- Regina della Pa

16 settembre, 2024

Il colloquio con Dio

 

Il colloquio con Dio

Il nostro destino sorge da una rete di relazioni interpersonali

Dalla Sacra Scrittura nell’interpretazione cattolica risulta che l’uomo decide del suo destino mediante una pluralità di diverse relazioni o polemiche personali sia con persone umane vive o defunte sia con personalità superiori, gli angeli e la personalità suprema che è Dio. Nessuno può evitare di incontrarsi o scontrarsi con queste personalità di vario grado terrene o celesti o infernali nel corso della sua vita e nelle scelte che deve operare.

Alcuni credono che le loro relazioni si esauriscano con i viventi, ma in realtà anche loro nel loro intimo intrattengono rapporti con personalità ultraterrene puramente spirituali, che giocano una parte ancora più importante nella loro vita che non il rapporto con i viventi.

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Il colloquio con Dio avviene innanzitutto nel nostro mondo interiore e poi certamente grazie alla mediazione degli angeli, di Cristo e della Chiesa. Avviene sul piano della ragione e sul piano della fede. Il primo è accessibile a tutti: il secondo, per chi conosce Cristo e la Chiesa. Ma la grazia, che vuole tutti salvi, pone in comunione con Cristo e con la Chiesa anche chi, senza sua colpa, non li conosce formalmente o esplicitamente.

Qui il colloquio con Cristo e con la Chiesa diventa implicito per il tramite delle nozioni e delle parole umane che il soggetto riesce a formare e ad esprimere.  Qui Dio gli parla nella coscienza e nella ragione naturale, perdonandogli errori e lacune della sua propria religione.

Nessuno crede seriamente di essere Dio. Nessuno crede veramente che dopo la morte ci sia il nulla. Tutti sanno di dover render conto a Dio.


Immagine da Internet: San Francesco da Paola in preghiera

03 settembre, 2024

Come rivolgerci a Dio - Seconda Parte (2/2)

 

 Come rivolgerci a Dio

Deconda Parte (2/2)

 Al Padre

Al Padre dobbiamo chiedere che si realizzi e di poter realizzare il suo piano originario, protologico ed escatologico sul creato, sul rapporto dell’uomo con Dio, con gli angeli e con la natura, sul dominio dello spirito sul corpo, sul rapporto dell’individuo con la società, sull’unione dell’uomo con la donna, sul dominio dell’uomo sulla natura.

Dobbiamo chiederGli che si realizzi in noi il suo piano di salvezza in Cristo e nella Chiesa, in modo da essere liberati dal peccato e dalla morte, e poter realizzare in Cristo la sua volontà di recupero dell’innocenza edenica e di attuazione del suo Regno escatologico.

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Lo Spirito Santo è lo Spirito dell’ardore, del fuoco, della santa passione, dell’ardentissimo ed infocato desiderio, per dirla con Santa Caterina da Siena. È quell’amore del quale San Paolo dice: «L’amore di Cristo ci spinge al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti» (II Cor 5,14). Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che accenda in noi il fuoco dell’amore.

Lo Spirito Santo completa in noi l’opera di Cristo per il fatto che l’accoglienza dello Spirito comporta la penetrazione della grazia nell’intimo del nostro cuore, dell’anima, dell’intelletto, della coscienza, della volontà, delle emozioni, dei sensi, delle passioni, degli affetti, dei sentimenti, del corpo stesso dei suoi moti fisici, fino allo sguardo, alla parola, ai gesti. Allora tutto il nostro essere risponde con entusiasmo alla chiamata divina.

Immagine da Internet:

- Santa Caterina d'Alessandria, Raffaello, Londra

02 settembre, 2024

Come rivolgerci a Dio - Prima Parte (1/2)

 

Come rivolgerci a Dio

Prima Parte (1/2)

                           Padre nostro che sei nei cieli

      Figlio di Davide, abbi pietà di me!

        Veni Sancte Spiritus

 La preghiera monoteistica

ovvero la preghiera umana

La preghiera a Dio in generale la formiamo sulla base del nostro modo di pregare in una situazione di bisogno un’altra persona umana, una persona buona, che sappiamo che ci ama, che è in grado di aiutarci ed è disposta a farlo.

Per essere spinti a pregare dobbiamo aver coscienza di ciò di cui abbiamo bisogno. Possiamo conoscere ciò in una forma precisa e specifica oppure in una forma generica, vaga e indeterminata.  Possiamo conoscere ciò di cui abbiamo bisogno, ma non i mezzi per realizzarlo. Oppure può capitare di credere di aver bisogno di qualcosa, che però non ci fa veramente bene, ma ci è dannoso. 

Per essere esauditi nelle nostre preghiere a Dio dobbiamo esser certi di chiederGli ciò che Egli stesso vuole per noi. Per questo, la prima preghiera che dobbiamo rivolgerGli è di farci conoscere la sua volontà, affinchè possiamo chiederGli di poterla compiere o che venga fatta. 

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È chiaro che la possibilità della preghiera è fondata sulla coscienza della distinzione tra il nostro io e il Tu divino. Il pregare è una richiesta di aiuto a qualcuno che ci può aiutare.

La religione naturale è sufficiente a dar fondamento alla preghiera.

Il cristiano, come ogni uomo ragionevole, sa che Dio esiste, ma, in quanto cristiano, informato da Cristo e dalla Chiesa circa la piena beatitudine dell’uomo, non si limita a pregarlo in quanto Dio, bensì Lo prega come Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, giacchè è molto meglio conoscere, amare e pregare Dio così che con la sola ragione.


Immagine da Internet:

- Angeli in preghiera, Chiocchetti G. B. (1898),Trento

23 maggio, 2024

In che consiste una apparizione della Madonna?

 

In che consiste una apparizione della Madonna?

La recente pubblicazione da parte della Santa Sede delle norme date ai Vescovi per il discernimento delle apparizioni mariane* ci dà l’occasione per fermarci a chiederci che cosa è esattamente un’apparizione mariana.

La Madonna attualmente è in cielo anima e corpo. Tuttavia, come sappiamo, Ella si degna di apparire ogni tanto a persone da Lei scelte per svolgere in questa forma miracolosa la sua missione di collaboratrice primaria del piano divino di salvezza dell’umanità. 

  * https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_ddf_doc_20240517_norme-fenomeni-soprannaturali_it.html

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/in-che-consiste-una-apparizione-della.html 

 

 

"Dio è presente ed agisce nella nostra storia. Lo Spirito Santo, che sgorga dal cuore di Cristo risorto, opera nella Chiesa con divina libertà e ci offre tanti doni preziosi che ci aiutano nel cammino della vita e stimolano la nostra maturazione spirituale in fedeltà al Vangelo. Quest’azione dello Spirito Santo include pure la possibilità di arrivare ai nostri cuori attraverso alcuni eventi soprannaturali, come ad esempio le apparizioni o visioni di Cristo o della Vergine Santa e altri fenomeni.

Tante volte queste manifestazioni hanno provocato una grande ricchezza di frutti spirituali, di crescita nella fede, di devozione e di fraternità e servizio, e in alcuni casi hanno dato origine a diversi Santuari sparsi in tutto il mondo che oggi sono parte del cuore della pietà popolare di molti popoli. C’è tanta vita e tanta bellezza che il Signore semina al di là dei nostri schemi mentali e delle nostre procedure!"

Da: DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE - NORME PER PROCEDERE NEL DISCERNIMENTO
DI PRESUNTI FENOMENI SOPRANNATURALI

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_ddf_doc_20240517_norme-fenomeni-soprannaturali_it.html 

 Immagini da Internet:
- Madonna di Guadalupe
- Modonna di Kibeho

20 marzo, 2023

Da sempre Tu sei

 Da sempre Tu sei

Il problema di come parlare con Dio

 

Da sempre Tu sei

          Salmo 93,2

Occorre saper fare buon uso della parola «essere»

Un mio confratello panteista, del quale non faccio il nome, convinto di essere Dio o quanto meno un’apparizione empirica del Pensiero assoluto, contesta il significato della preghiera dicendo: se io sono Dio, che senso ha la preghiera? Dovrei pregare me stesso? E similmente per l’ateo la preghiera non ha senso: posso pregare una persona che non esiste? Ma esistono anche forme di teismo spurio che col pretesto di sottolineare il mistero di Dio si rifiutano di concepirlo come una persona alla quale noi possiamo essere simili, per cui non sappiamo più come parlare con Lui o come possiamo capire quello che ci dice.

Altri pensano che Dio non sia un ente personale distinto dal mondo e trascendente il mondo, ma semplicemente la Mente ordinatrice dell’universo, immanente allo stesso universo, che ne è la manifestazione fenomenica ed empirica.  Altri pensano che Dio non si può concepire come puro Spirito separato dalla materia, ma come spirito materializzato o materia spiritualizzata. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/da-sempre-tu-sei.html

 

Solo Dio può dire di Sé Io sono in un modo così assoluto, senza predicato nominale. Io posso dire di me stesso: io esisto, ma non io sono. Invece Dio è tutto, è tutte le perfezioni.

Nulla dell’essere è escluso dall’essere divino. 

Senza identificarsi con le cose, ciascuna delle quali Egli trascende infinitamente, e dalle quali è assolutamente distinto, altrimenti cadremmo nel panteismo, tutto l’essere che si trova in ogni cosa Egli lo contiene e precontiene idealmente e realmente, virtualmente ed eminentemente nella sua essenza divina per poterne essere causa.


Dio ha creato anche gli angeli e crea continuante sempre nuovi uomini e donne, che accrescono continuamente il numero degli individui umani

Il rapporto dell’uomo con Dio comincia con l’esercizio della ragione, la quale si interroga sulle cause delle cose e giunge alla conclusione che esiste una causa prima, che è Dio. La conclusione è che Dio è l’ipsum Esse per Se subsistens.

Ma a questo punto l’intelletto desidera vedere l’essenza della causa prima.

Nella Sacra Scrittura troviamo molteplici forme di dialogo fra Dio e l’uomo, che culminano nel dialogo fra Cristo e il Padre nello Spirito Santo e una concezione dell’uomo e di Dio di una tale perfezione, che non si riscontra in nessun’altra letteratura religiosa dell’umanità.

Il dialogo fra Dio e l’uomo presenta una forma che lascia attonita la nostra ragione, la quale a tutta prima non riesce a capire come esso sia possibile, data l’immensa differenza fra l’essere umano e l’essere divino, fra il pensare umano e il pensare divino, fra il parlare umano e il parlare divino, l’agire umano e l’agire divino. 

Il dialogo fra Dio e l’uomo deve costituire la trama di fondo, l’alimento e lo scopo del dialogo fra gli uomini.

Immahini da Internet:
- Fanciulla in preghiera, pittore del sec. XIX
- Ragazza in preghiera, Vincenzo Irolli
- L’Angelus, Jean-François Millet

21 ottobre, 2022

La vita eremitica

 La vita eremitica

La vita eremitica è la vita di alcuni cristiani, i quali, per un dono straordinario della grazia divina, sono chiamati e si sentono chiamati a vivere in solitudine con Dio in Cristo in una pregustazione eccellente della visione beatifica, con frutti abbondantissimi di bene per il prossimo, quasi tutti nascosti e che appariranno solo in cielo, frutti che essi spargono a piene mani non per mezzo di opere esteriori, ma con l’offerta della propria vita nella solitudine, nel silenzio, nell’orazione, nel lavoro, nell’ascesi e nella penitenza, per il bene dei fratelli.

La loro vita è «nascosta con Cristo in Dio» (Col3,3). Tale vita nascosta è il segno esterno del fatto che essi praticano e gustano nascostamente nell’intimo dell’anima e nella solitudine della cella o del coro, una «sapienza nascosta, che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria» (I Cor 2,7). Imitano la vita nascosta di Cristo. Sono immersi nel Mistero e fanno tralucere il Mistero.

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L’eremita ci ricorda che l’azione decisiva non è quella esteriore, ma quella interiore. Ci fa presente, come dice Sant’Agostino, che la verità è nella coscienza e non nell’esteriorità, ci ricorda che il sapere, come dice San Tommaso, non è un atto palpabile al senso, ma operazione intima ed invisibile dell’intelletto.

 

L’eremita ci ricorda che l’amore prima di esprimersi all’esterno, è un moto interiore della volontà, noto solo a Dio. L’eremita è l’uomo dell’invisibile, è per eccellenza quell’«uomo spirituale», del quale parla San Paolo (I Cor 2).

L’eremita, come dice Santa Teresa di Gesù Bambino, è nascosto nel cuore della Chiesa, così come il cuore è nascosto agli occhi di chi guarda la sagoma esterna del corpo. Allo stesso modo l’eremita nel cuore della Chiesa svolge per la Chiesa e per l’umanità tutte le funzioni vitali del cuore.

Immagini da Internet:
- Un eremita in un monastero della Moldavia
- Eremita, Salomon Konninck