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26 febbraio, 2024

È vero che Dio ha assegnato la Palestina al popolo ebraico?

 

 È vero che Dio ha assegnato la Palestina al popolo ebraico?

È noto che gli Ebrei rivendicano il possesso del territorio palestinese come territorio dello Stato di Israele con capitale Gerusalemme. Tuttavia i palestinesi musulmani rivendicano a se stessi il possesso della Palestina e di Gerusalemme in forza dell’autorità del Corano, per il quale Dio ha invece concesso ai musulmani il possesso della Palestina e di Gerusalemme.

La questione dell’attuale conflitto tra Israeliani e Palestinesi per il possesso della Palestina e di Gerusalemme è, oltre ad essere una questione e politica, una questione teologica: si tratta di sapere chi ha ragione. Dio ha assegnato la Palestina agli Ebrei o ai Musulmani? Qual è la vera rivelazione divina? Quella fatta ad Abramo nella Sacra Scrittura o quella fatta a Maometto nel Corano? Chi è che ha interpretato nel senso giusto la rivelazione divina fatta ad Abramo? Siamo noi cristiani o sono i musulmani o sono gli ebrei?

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/e-vero-che-dio-ha-assegnato-la.html

L’occupazione del territorio palestinese fatta dai musulmani nel sec. VII, occupazione che poi si trasformò in regione dell’Impero ottomano crollato nel 1918, non ha mai potuto significare, secondo il dato biblico e cristiano, la perdita del diritto alla terra palestinese da parte degli ebrei.

Gli ebrei, dal canto loro, devono accettare le condizioni di vita dello Stato moderno, che del resto nasce dalla rivelazione biblica interpretata dai cristiani, per la quale vale il principio della laicità dello Stato, il diritto alla libertà religiosa, la convivenza di diversi gruppi etnici e il pluralismo razziale.

È chiaro infatti che sotto il truculento racconto biblico dell’invasione violenta e sanguinaria degli ebrei in territorio palestinese, si cela un diritto naturale, che resta solo implicito, giacchè la vera volontà di Dio non può fondarsi sulla violenza, ma solo sul diritto. È questo diritto che occorre mettere in luce per mezzo di un’esegesi storico-critica che sappia cogliere la vera Parola di Dio al di là delle caduche forme storiche delle quali è rivestita.

Immagine da Internet:
- David, Bernini

25 febbraio, 2024

Dio può dare un contrordine? La vicenda del sacrificio di Abramo

 

Dio può dare un contrordine?

La vicenda del sacrificio di Abramo

 La vicenda biblica del sacrificio di Abramo è sempre stata una dura prova per gli esegeti, messi davanti a un fatto dove sembra che Dio sia andato contro quanto egli stesso ci proibisce, ossia l’omicidio ed abbia voluto da Abramo un sacrificio umano, un rito orrendo, una perversione del sacrificio religioso proibito dalla stessa Bibbia. Meno male, vien fatto di dire, che all’ultimo momento Dio si pente, dà un contrordine e proibisce l’omicidio.

Quel povero Abramo obbedisce al primo ordine senza batter ciglio, ma immaginiamo con quale angoscia e amarezza, e non gli viene in mente che forse aveva capito male, forse quella non era veramente la voce di Dio, il Dio della vita. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/dio-puo-dare-un-contrordine-la-vicenda.html


Abramo è lodato da Dio e premiato per la sua fede ed obbedienza, certamente.

Egli ha obbedito a Dio in quanto in buona fede, in un primo tempo, influenzato senza colpa da idee pagane, si accingeva a metterle in pratica, se Dio stesso per mezzo dell’angelo non lo avesse disingannato e non gli avesse fatto conoscere la sua vera volontà: non sacrificare il figlio, ma sacrificare un ariete.  


Immagine da Internet:
- Sacrificio di Abramo ed Isacco, miniatura, Bibbia di Padova

28 ottobre, 2022

La nuova esegesi del racconto del sacrificio di Abramo - Seconda Parte (2/2)

 La nuova esegesi del racconto del sacrificio di Abramo

Seconda Parte (2/2)

Dalla Dei Verbum (11):
«Le verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri della sacra Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo. La santa madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo (cfr. Gv 20,31; 2 Tm 3,16); hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa per la composizione dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte».

È vero che Dio ha voluto che l’agiografo scrivesse solo e tutte le cose che Egli intendeva rivelarci. Tuttavia dobbiamo distinguere la cosa rivelata dal modo di essere espressa, dal genere letterario nel quale viene espressa e dalle categorie con le quali viene espressa.

Tutti questi elementi stilistici cadono sotto la responsabilità dell’agiografo, non del divino Ispiratore dei contenuti che l’agiografo deve comunicarci. Questa distinzione ci viene insegnata dal metodo storico-critico. Per comprendere che cosa significa il metodo storico-critico segnalo:

-        https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19930415_interpretazione_it.html

-        https://it.wikipedia.org/wiki/Marie-Joseph_Lagrange

 Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-nuova-esegesi-del-racconto-del_28.html

 

Non c’è alcun problema a riconoscere che Dio ha messo alla prova Abramo, ed anzi questo atto divino è uno dei più importanti tra quelli compiuti da Dio per la nostra salvezza, come d’altra parte il gesto di Abramo è a sua volta uno dei più importanti nella medesima storia della salvezza.


Mantenendoci in questo orizzonte ermeneutico, vorrei inoltre ricordare che Papa Francesco ha ordinato di cambiare il testo del Padre Nostro, relativo alle prove che dobbiamo subire, prove che qui vanno sotto il nome di tentazioni, nel senso che in questo luogo noi chiediamo a Dio di sostenerci nella prova e di non permettere che noi cadiamo nella tentazione, ossia di cadere sotto il peso della prova. 

Questo mutamento è l’effetto di una esegesi storico-critica, avallata dall’autorità dottrinale del Sommo Pontefice.

Immagini da Internet:
- Il sacrificio di Isacco, Rembrandt
- Il sacrificio di Isacco, Veronese

27 ottobre, 2022

La nuova esegesi del racconto del sacrificio di Abramo - Prima Parte (1/2)

 

La nuova esegesi del racconto del sacrificio di Abramo

Prima Parte (1/2)

Il nostro Lettore Bruno ci ha proposto nuove obiezioni circa la mia interpretazione del sacrificio di Abramo.

Cf. https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dio-dellamore-non-puo-volere.html

Il punto di dissenso tra me e lui sembra essere il problema di quale metodo interpretativo far uso, piuttosto che una differenza di contenuti dottrinali significati del testo biblico.

La questione qui è l’uso degli antropomorfismi per parlare della natura e degli attributi divini. Questo tipo di linguaggio ha una sua indubbia utilità per chiunque, soprattutto per la gente semplice ed indotta. Nel contempo però la Scrittura insegna gli attributi propri della natura divina, comprensibili alla ragione filosofica, che elabora la teologia naturale.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-nuova-esegesi-del-racconto-del.html

 

 

È secondo questa modalità espressiva che la Bibbia parla di un Dio che si pente, ma da un punto di vista metafisico ciò non ha nessun senso, perché Dio, Bontà infinita, non può pentirsi di nulla.

Una giusta interpretazione ci dice che Dio in realtà non ha mai voluto la morte di Isacco, ma ha voluto permettere che Abramo fraintendesse, per poi illuminarla per mezzo dell’angelo. Il che non vuol dire che Dio abbia ingannato Abramo, ma semplicemente ha permesso il fraintendimento.

In realtà Dio ha il suo progetto di salvezza, che ha compreso anche vari momenti critici di questo tipo, ma che con Mosè giungerà a definirsi il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.


Immagni da Internet:
- Anonimo del XVII secolo
- Marc Chagall

18 ottobre, 2022

Il Dio dell’Amore non può volere l’uccisione dell’innocente

  Il Dio dell’Amore non può volere l’uccisione dell’innocente

Il nostro Lettore Bruno, mi ha offerto nuovi elementi nella complessa ed interessante discussione sul significato del sacrificio di Abramo.

Questa volta si vorrebbe sostenere l’interpretazione letteralistica in base a un concetto sbagliato della fede e dell’amore, che entrano in contrasto con la sana ragione e con la coscienza morale naturale.

Cf. https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/dio-non-e-ambiguo-e-non-vuole-un_30.html

Caro Padre Giovanni,

a proposito della tesi di André Wénin sulla presunta comunicazione ambigua, da parte di Dio, che lascerebbe libero Abramo di scegliere tra le due opzioni che, comunque non sarebbero in contrasto col comando divino, desidero rilevare quello che, a mio parere, costituisce un ulteriore punto debole di tale tesi, oltre a quelli già da lei esposti.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-dio-dellamore-non-puo-volere.html


 

La Chiesa non si è pronunciata sull’interpretazione tradizionale del sacrificio di Abramo. 

Il fatto che essa non sia finora intervenuta non vuol dire che l’approva, ma solo che la permette e che agli esegeti è concessa libertà di interpretazione.

Se la discussione su questo punto molto importante per le sue implicazioni teologiche e morali, dovesse continuare, non si può escludere che un domani la Chiesa dia una sua interpretazione chiarificatrice e definitiva. 

Ma suppongo che accoglierà la mia proposta, soprattutto oggi che più che mai essa va proclamando l’importanza della buona fede e della libertà religiosa, nonché il Dio della vita e la promozione e il rispetto della vita condannando l’uccisione della vita innocente.  

Immagini da Internet:
- Sacrificio di Isacco, Bartolomeo Cavarozzi
- Sacrificio di Isacco, Michelangelo Buonarotti

30 settembre, 2022

Dio non è ambiguo e non vuole un sacrificio umano - Seconda Parte (2/2)

 

    Dio non è ambiguo e non vuole un sacrificio umano

Ancora sul sacrificio di Abramo

Seconda Parte (/2) 
 

Prosegue D. Candido:

«Dal prosieguo del racconto si evince che Abramo ha capito - o ha voluto capire – di dover sacrificare Isacco. Stenderà infatti la mano armata sul figlio, prima di essere fermato dall’angelo (Gen. 22, 10-11). Ma avrebbe potuto fare diversamente e in un secondo tempo si sarebbe potuto giustificare appellandosi al senso letterale del comando di Dio: l’ambiguità dell’espressione divina glielo avrebbe consentito.

Ripeto che il comando divino non è per nulla ambiguo, ma molto preciso: sacrificare Isacco. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/dio-non-e-ambiguo-e-non-vuole-un_30.html

 

 

Indubbiamente Dio può chiederci di restituirgli ciò che ci ha dato, ma questo va fatto nel rispetto della vita, perchè Dio è Dio dei viventi, non dei morti. 

E quindi questa restituzione, se si tratta di un figlio, non sarà mai un sacrificio umano
 

 



Immagini da Internet:
- Gregorio Lazzarini
- Tiziano Vecellio

 

29 settembre, 2022

Dio non è ambiguo e non vuole un sacrificio umano - Prima Parte (1/2)

   Dio non è ambiguo e non vuole un sacrificio umano

Ancora sul sacrificio di Abramo

Prima Parte (1/2)

Il nostro lettore Bruno, mi ha fornito ulteriori interventi su questo argomento importante ed appassionante, che è il famoso episodio biblico del sacrificio di Abramo, episodio che davanti all’esegesi moderna suscita delicate questioni e stimola ad una importante tematica concernente la natura del sacrificio cultuale, il modo in cui Dio intende il sacrificio, nonché l’importanza della buona fede e della libertà di coscienza, sempre nell’orizzonte ermeneutico tradizionale della figura di Abramo come padre nella fede ed esempio eccelso di obbedienza e di fedeltà ad un Dio che ci promette una grande abbondanza di frutti di vita eterna.

Di seguito il testo di Bruno con le mie risposte.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/dio-non-e-ambiguo-e-non-vuole-un.html


 

Il sacrificio di Abramo si può considerare una prefigurazione del sacrificio di Cristo. 

Naturalmente di ciò Abramo non era assolutamente consapevole. 

È una considerazione che possiamo fare noi oggi, dopo il fatto del sacrificio di Gesù.

Immagine da Internet:
Ravenna - Basilica di San Vitale - l'ospitalità di Abramo ai tre angeli e il sacrificio di Isacc

27 agosto, 2022

Nel sacrificio di Abramo Dio non si contraddice - Terza Parte (3/3)

 Nel sacrificio di Abramo Dio non si contraddice

Continua il dialogo con Bruno. 

Terza Parte (3/3)

19 agosto 2022      

Caro Padre Giovanni, io avevo scritto: Ecco, dunque, che anche la frase immediatamente successiva a questa, ma strettamente concatenata

“e gli disse «Abramo! […] Prendi tuo figlio […] Isacco […] e offrilo in olocausto»”,

non può essere interpretata come effettiva volontà divina che il sacrificio di Isacco sia portato sino all’estrema conseguenza”.

Su cui lei ha replicato:

«Rispondo dicendo che il sacrificio che Dio chiede ad Abramo non è un atto che comporti una premessa ed una conseguenza, quasi fosse un sillogismo, ma è un atto morale indivisibile, dotato di una sua specifica formalità, che è appunto il sacrificio».

Rispondo a mia volta:

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/nel-sacrificio-di-abramo-dio-non-si_27.html 

 

Fontanellato, 26 agosto 2022      



Che cosa significa la sconfinata discendenza di Abramo, se non la salvezza dell’intera umanità? 

E chi ha procurato la salvezza all’intera umanità? Nostro Signore Gesù Cristo.

 

Immagine da Interrnet:

- Giulio Cesare Procaccini, Sacrificio di Isacco, olio su tela, Courtesy Bibliopathos


26 agosto, 2022

Nel sacrificio di Abramo Dio non si contraddice - Seconda Parte (2/3)

 Nel sacrificio di Abramo Dio non si contraddice

Continua il dialogo con Bruno. 

Seconda Parte (2/3)

12-16 agosto

Caro Padre Giovanni,

come sa, sul tema del sacrificio di Abramo, a cui lei ha dedicato ben tre articoli sul blog, ad un certo punto ho ritenuto che non fosse il caso di replicare ulteriormente protraendo così un dibattito, per me oltremodo interessante, ma forse non altrettanto per gli altri lettori (a giudicare dall’assenza di loro commenti), ed anche perché ho avvertito il rischio della ripetizione di quanto già detto…

A distanza di alcuni giorni di ulteriore riflessione, vorrei provare a ritornare sull’argomento in forma di mail privata, nella speranza di riuscire a precisare meglio il mio pensiero, disseminato in vari commenti sul blog, per sottoporlo, cortesemente, al suo giudizio se è d’accordo.

Ritengo che l’interpretazione del sacrificio di Abramo non possa prescindere dall’incipit che inaugura il capitolo 22 di Genesi, introducendo così il lettore alla ricezione di quanto sta per essere narrato: 

Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo […]”. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/nel-sacrificio-di-abramo-dio-non-si_26.html

 

 

Le rivelazioni divine ci mettono alla prova nella fede e nella ragione.

Esse a tutta prima sembrano contrarie al nostro bene, ci fanno soffrire, magari ci lasciano nell’angoscia,

ma a riflettere bene ci accorgiamo che non siamo davanti a qualcosa di contradditorio o di assurdo, non siamo spinti al male.

 

Immagini da Internet:
- Giuseppe Vermiglio (Alessandria, 1585-1635) - Genova
Giovanni Andrea De Ferrari (Genova 1598 - 1669)


25 agosto, 2022

Nel sacrificio di Abramo Dio non si contraddice - Prima Parte (1/3)

 Nel sacrificio di Abramo Dio non si contraddice

Continua il dialogo con Bruno. 

Prima Parte

Da: Abramo, maestro di libertà religiosa - del 1-3 agosto 2022

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/abramo-maestro-di-liberta-religiosa.html

 

Caro Padre Giovanni,


un possibile riflesso (che non significa confusione) tra il sacrificio di Isacco e il tema evangelico dell’amare Dio più dei propri cari, ed esser disponibili ad abbandonarli per la sequela di Cristo, non è solo una mia idea ma, ho scoperto, esser stata proposta anche da un teologo (pur non cattolico) dello spessore di Dietrich Bonhoeffer (https://www.donboscoland.it/it/page/l-impegno-di-seguire-gesu-e-il-singolo-uomo):
«Abramo fu chiamato da Dio a sacrificare il figlio Isacco. Cristo si pone fra il padre della fede ed il figlio della promessa. Qui viene spezzata non solo una relazione immediata naturale, ma anche una relazione spirituale. Abramo deve imparare che la promessa non è legata nemmeno ad Isacco, ma appunto solo a Dio […]

 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/nel-sacrificio-di-abramo-dio-non-si.html

Per quanto riguarda il paragone tra il sacrificio di Abramo e quello di Cristo, direi che la cosa essenziale, come è rilevato dalla Lettera agli Ebrei, c.10, è il sacrificio della volontà, ossia, come ho detto sopra, l’atto d’obbedienza. 

Tuttavia è chiaro che Abramo non poteva assolutamente immaginare che Dio avrebbe voluto il sacrificio di un uomo, che è anche Dio, cosa che ci sarebbe stata rivelata dallo stesso Gesù Cristo.


 

È solo col Nuovo Testamento che appare con chiarezza che, se Dio ha voluto un sacrificio umano, questo non poteva essere altro che il Sacrificio dell’Uomo-Dio, Nostro Signore Gesù Cristo.



Immagini da Internet:
- Dipinti Antichi, Sacrificio di Isacco
- Domenichino, Il sacrificio di Isacco


05 agosto, 2022

Le radici ideologiche del genderismo - Prima Parte (1/4)

Le radici ideologiche del genderismo

Prima Parte (1/4)

Insegnerò agli erranti le tue vie

e i peccatori a te ritorneranno

Sal 50,15

 

Che cosa è il genderismo 

Il genderismo è oggi una concezione del sesso che si va diffondendo dappertutto esercitando un fascino contagioso e presentandosi come una scelta di vita felice (gay) indiscutibile ed inconfutabile. Chi tenta di farlo, viene facilmente messo alla berlina o perseguitato. Eppure, a guardare bene le cose, non è troppo difficile scoprire l’errore e rimediare, come vedremo, con la verità.

Il genderismo è quella concezione di etica sessuale, la quale sostiene che la distinzione-congiunzione maschio-femmina non è naturale, ma artificiale e convenzionale, semplice fenomeno di libertà, e pertanto non è un obbligo morale universale. La distinzione uomo-donna non esaurisce, per il genderismo, le possibilità di attuazione della sessualità umana, ma esisterebbero altre possibilità, come per esempio l’unione omosessuale. 

Continua a leggere:

 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/le-radici-ideologiche-del-genderismo.html


La Scrittura cita più volte Sodoma come esempio di città castigata per la sua corruzione morale. Eppure oggi c’è chi vorrebbe sostenere che essa non è stata castigata per la presenza dei sodomiti, ma per non aver accolto gli immigrati; oppure c’è chi sostiene che Sodoma non sarebbe stata realmente castigata, ma solo minacciata di castigo.


Immagine da Internet:
- Lot fugge da Sodoma in fiamme, Mosaico nella cattedrale di Monreale a Palermo (secolo XII)

29 luglio, 2022

Abramo, maestro di libertà religiosa

 Abramo, maestro di libertà religiosa

Un Lettore mi ha inviato i seguenti commenti al mio articolo “Abramo era in buona fede, ma viene illuminato dall’angelo”.

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2022/07/abramo-era-in-buona-fede-ma-viene.html 

Pubblico i commenti, del 26 luglio, ai quali faccio seguire la mia risposta.

Caro Padre Giovanni,
nella sua prima risposta a quanto le avevo scritto a commento del precedente articolo (https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/ancora-sul-sacrificio-di-abramo.html), non posso far a meno di notare, che nel riportare il mio testo, lei lo tronca, subito dopo queste parole:

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/abramo-maestro-di-liberta-religiosa.html 

 

 

  

Immagine da Internet:

- Abramo ed Isacco, opera del Tintoretto


24 luglio, 2022

Abramo era in buona fede, ma viene illuminato dall’angelo

 Abramo era in buona fede,

ma viene illuminato dall’angelo

Un Lettore mi ha inviato i seguenti commenti al mio articolo “Ancora sul sacrificio di Abramo”.

https://padrecavalcoli.blogspot.com/2022/07/ancora-sul-sacrificio-di-abramo.html 

Pubblico i commenti, del 17 e del 22 luglio, ai quali faccio seguire la mia risposta.

Caro Padre Giovanni,
innanzitutto, desidero rimarcare il diverso valore di due affermazioni solo apparentemente conseguenziali ma che, a mio avviso, non possiedono pari valore veritativo:
1) Dio non può volere sacrifici umani;
2) Dio non può mettere alla prova la fede di un uomo, chiedendogli il sacrificio di suo figlio.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/abramo-era-in-buona-fede-ma-viene_24.html

La prova imposta da Dio ad Abramo non consiste nel chiedergli inizialmente di sacrificare suo figlio, ma è Abramo che in un primo momento fraintende, perchè ritiene in coscienza che questa sia la volontà divina.

Per questo, ad un certo punto, Dio interviene per mezzo dell’angelo per fare capire ad Abramo che si era sbagliato ad interpretare la sua volontà divina.


 

Abramo ha riconosciuto di avere sbagliato e si è assoggettato immediatamente e con docilità assoluta al messaggio dell’angelo, che gli ha rivelato la verità.

 

Immagini da Internet:
- Caravaggio, Abramo ed Isacco
- Lanzani, Abramo ed Isacco

17 luglio, 2022

Padre Bruno Esposito e la questione dei castighi divini

  Padre Bruno Esposito e la questione dei castighi divini


Il castigo che ci dà salvezza
si è abbattuto su di lui (Is 53, 5)

L’illustre canonista domenicano mio amico, il Padre Bruno Esposito, ha recentemente pubblicato sul suo blog un articolo dal titolo Dio Padre castiga? dove espone alcune considerazioni importanti, degne di molta attenzione. Io mi sto interessando di questo delicato argomento almeno dal 2016, allorchè ne trattai in una catechesi a Radio Maria, alla quale fece seguito un ampio dibattito, che ancora non si è esaurito.

Avendo da allora molto approfondito la materia, mi sento in grado di misurarmi con questo dotto mio Confratello, al quale faccio alcune obiezioni, conservando ugualmente per lui tutta la mia stima e la mia calda amicizia. Ma è appunto con questa fraterna franchezza che noi Domenicani ci manifestiamo il comune impegno che ci vincola alla testimonianza della verità nella fedeltà alla sana dottrina e al magistero della Chiesa. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/padre-bruno-esposito-e-la-questione-dei.html


 

Certi eventi luttuosi, malattie o cose simili a volte ce li tiriamo addosso noi o con la nostra imprevidenza o con la nostra incuria o con la nostra imprudenza o per i nostri vizi o per sbadataggine o avventatezza o perché non rispettiamo i comandi del Signore o le leggi civili o le norme per mantenerci in salute.

 

Immagine da Internet: La fuga di Lot

 

14 luglio, 2022

Ancora sul sacrificio di Abramo

  Ancora sul sacrificio di Abramo

Caro Padre Giovanni, innanzitutto, desidero vivamente ringraziarla per l’attenzione e la considerazione che riserva ai miei commenti, come spunti per suoi ulteriori approfondimenti e delucidazioni.

Mi consenta però di continuare a rimanere perplesso dinanzi alla nuova esegesi del sacrificio abramitico, che lei intende propugnare. ...

Caro Bruno, come al solito, rispondo per punti.

Nell’Antico Testamento certi ordini o azioni attribuiti a Dio non possono essere presi alla lettera, perché ne uscirebbe un Dio crudele e fautore del peccato, come per esempio quando la Scrittura dice che Dio indurì il cuore del Faraone, oppure comanda di distruggere Gerico in tutte le forme della vita, dagli uomini fino agli animali, oppure quando comanda a Saul, per mezzo del profeta Samuele, di praticare il cosiddetto herem, che era appunto la distruzione totale di una città nemica, con tutti i suoi abitanti.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/ancora-sul-sacrificio-di-abramo.html

Abramo e Isacco, Mattia Preti

 

Certamente Dio vuole che Abramo compia un sacrificio, ed Abramo è esemplare nell’obbedire, ma Dio non vuole assolutamente un sacrificio umano e questo appare evidente, perché quando Abramo capisce, si rende conto che in realtà Dio non aveva voluto il sacrificio di Isacco, ma il sacrificio dell’ariete.

Immagine da Internet