Messaggio pasquale


Messaggio pasquale

Cari Amici, 

quest’anno il Signore ci ha preparati alla Pasqua con una Via Crucis particolarmente pesante. Ma questa volta non è stato necessario, anzi quasi dappertutto ci è stato impossibile prepararci con la tradizionale pia pratica, a noi tanto cara, delle XIV stazioni rappresentate in immagini a volte preziose nelle nostre chiese. 

Si tratta di quelle purificazioni, che San Giovanni della Croce chiama «purificazioni passive», operate da Dio stesso, a differenza delle «purificazioni attive», che sono quelle che operiamo di nostra iniziativa.

 Si tratta di una pulizia più profonda ed efficace di quella che sappiamo fare da soli. Andiamo sotto i ferri di un chirurgo sapientissimo, efficacissimo ed amorevolissimo. Non spaventiamoci se ci fa male. Noi però dobbiamo essere docili e fiduciosi, attenendoci scrupolosamente a tutte le pratiche preoperatorie prescritte dal chirurgo, affinché l’operazione riesca bene.

Questa volta Dio stesso dunque ha provveduto a modo suo a farci fare, sia pure in modo terribile e spaventoso, la Via Crucis, penso per far provare anche a noi qualcosa di ciò che Gesù ha patito per noi, con la differenza che noi ce lo meritiamo per i nostri peccati, mentre Lui, innocente, ha voluto per amor nostro, obbedendo al piano del Padre, addossarsi le nostre pene, per liberarci dal peccato e da ogni pena.

La prossima Pasqua, però, sarà con ogni probabilità ancora sotto l’ombra della Croce, come poi in fondo lo sono tutte le Pasque di questa terra. Solo la Pasqua celeste sarà libera da ogni ombra e illuminata da purissima gioia. Tuttavia, per gustare la Pasqua, occorre ricordare da quale miseria ci solleva la misericordia divina. 

Quanto più infatti conosciamo il male che abbiamo fatto e la miserevole condizione nella quale ci ha gettato la nostra colpa, tanto più saremo in grado di apprezzare la grandezza della misericordia di Dio, Che ci libera da questo male e dalle sue conseguenze penali. 

Ma la misericordia del Padre, offeso dal nostro peccato, si è spinta fino a darci la possibilità di riscattarci o di espiare o di riparare in Cristo per le nostre colpe, a patto che se assumiamo, come Egli ha fatto, le pene dei nostri peccati come soddisfazione al Padre per l’offesa del peccato. 

Forti di questa misericordia, che ci consente, grazie alla croce di Cristo, di sdebitarci presso il Padre, otteniamo da Lui il perdono dei nostri peccati e la liberazione da ogni pena, siamo resi figli di Dio, eredi della vita eterna e possiamo pregustare fin da adesso, in barba ad ogni pandemia, l’eterna Pasqua del cielo.  

P. Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 6 aprile 2020

Immagine da internet - Battistero di Firenze


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