Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post

23 ottobre, 2026

Arte e natura. Rapporto interumano e rapporto con la natura - Quinta Parte (5/5)

 

Arte e natura

Rapporto interumano e rapporto con la natura

 Quinta Parte (5/5)

 

Passando adesso alla considerazione del dominio tecnico e lavorativo della natura, è bene che partiamo da alcune premesse metafisiche. Diciamo allora che l’ente naturale infraumano è certo un ente contingente, perché non ha in sé la necessità del suo esistere. Non esiste necessariamente. Tuttavia i moti della sua natura non sono liberi, ma necessitati ad un solo termine (determinatio ad unum).

Cioè l’ente fisico subumano, quando agisce non opera come noi una scelta fra diverse possibilità, cioè ciò che fa non è contingente, essere così o non essere così, ma non può non essere così, cioè è necessario.

Questo fatto per noi è molto comodo perché consente di utilizzare con sicurezza per i nostri fini e bisogni i fenomeni della natura. È evidente infatti che se non sapessimo in anticipo come andranno le cose, se non sapessimo che posta una condizione certamente otterremo quell’effetto, come la natura potrebbe servirci per la nostra esistenza?

Continua a leggere:

 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/arte-e-natura-rapporto-interumano-e_09977534.html

Indubbiamente in molti casi, soprattutto nell’indagine odierna della micromateria, capita che i nostri strumenti di indagine sono inadeguati, per cui ci accorgiamo che la loro azione non ci consente di conoscere il fenomeno così come vorremmo; per cui possiamo averne una conoscenza solo probabile e quindi sapere solo con probabilità se e come esso si ripeterà o no.  Possiamo ottenere solo un risultato statistico. 

Ma Dio stesso, creatore del fenomeno e delle sue leggi, sa benissimo come vanno le cose.  Per questo, Einstein disse giustamente che «Dio non gioca a dadi». Il fenomeno ci appare indeterminato perché la conoscenza che ne abbiamo è confusa e indeterminata e per questo incerta. Esso come fenomeno fisico è in se stesso ben determinato. Siamo noi che noi riusciamo ad averne una conoscenza determinata, che ci consenta di formularne la legge che ci permetta successivamente di utilizzarlo per gli scopi della tecnica.

Questo è il vero senso del famoso principio di indeterminazione di Heisenberg, che non c’entra nulla con una supposta indeterminazione intrinseca del fenomeno fisico e nulla ha a che vedere con la falsa idea di origine kantiana che saremmo noi stessi con la nostra attività conoscitiva a influire sulla natura della realtà esterna fisica.

La costruzione dell’IA, dei cellulari, dei tablet e dei computer è resa possibile proprio perché a livello della microfisica, la cosiddetta fisica quantistica, noi possiamo sapere con certezza come vanno le cose e quindi anche a questo livello possiamo conoscere senza alcuna indeterminazione o incertezza ma con precisione le leggi fisiche matematicamente formulabili, in base alle quali ottenere dalla natura i vantaggi che vogliamo ottenere.

Le macchine di più recente invenzione hanno un funzionamento sempre più simile a quello dell’agire umano e per questo esse vertono sulla comunicazione e la recezione del pensiero, riguardano l’informazione e la formazione culturale, la stimolazione etica, l’attività economica, politica, artistica e lavorativa, le relazioni sociali e la regolazione della condotta umana fino alla stessa attività religiosa. Si capisce allora qui come queste prestazioni, che sono quelle, come abbiamo già capito, dell’IA, necessitino di essere oggetto dei più prudenti uso, attenzione e regolazione da parte dei singoli, ma soprattutto delle autorità civili e religiose deputate alla custodia e alla promozione di una sana e serena convivenza umana.

Chi identifica la materia con lo spirito, facilmente può identificare lo spirito con la materia. Del resto, le antropologie materialiste moderne, come il marxismo, il freudismo, il positivismo e il darwinismo non hanno nessuna difficoltà a sostenere che il pensiero non è effetto di un’anima spirituale, ma del cervello.

Immagini da Internet:
- Metafora del cilindro: un solido le cui proiezioni possono produrre le immagini di un cerchio o di un quadrato
- La terra e un satellite, Immagine Europa satellite

11 ottobre, 2026

La predicazione ecclesiale oggi - Seconda Parte (2/2)

 

La predicazione ecclesiale oggi

Seconda Parte (2/2)

 

Argomenti circa i quali attendiamo la parola del Papa

Faccio un elenco di domande o di argomenti circa i quali i comuni fedeli attendono da lui e solo da lui una risposta.

La fede è una conoscenza di cose vere, è assenso intellettuale ad un insieme di proposizioni o nozioni vere, è assenso a contenuti intellegibili astratti o è un incontro concreto, affettivo e personale con Cristo?

Le nozioni dogmatiche mutano o mantengono sempre il loro significato, pur facendoci conoscere sempre meglio la stessa verità rivelata? Il Papa può sbagliare o no quando insegna alla Chiesa in materia di fede come successore di Pietro, anche se non proclama un nuovo dogma?

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-predicazione-ecclesiale-oggi-seconda.html

Mai come oggi la Chiesa ha avuto a disposizione strumenti di comunicazione e di informazione tanto numerosi ed efficaci quanto oggi, tanta quantità di conoscenze in tutte le scienze, compresa la filosofia e la teologia, mai tanto quanto oggi la Chiesa è giunta a conoscere l’indole, i pregi e difetti dei vari popoli, culture e religioni dell’umanità, mai quanto oggi lo Spirito Santo l’ha arricchita di doni di santità e di sapienza. 

Cristo e lo Spirito la conservano e la difendono nella sua missione essenziale e nei mezzi essenziali dei quali la hanno dotata per il compimento della sua missione, mezzi, modalità e metodi che ho brevemente esposto in questo articolo alla luce del Vangelo e dei suoi insegnamenti, dai quali oggi la Chiesa ha ricavato quelli del Concilio Vaticano II. Ciò che ho voluto dire in questo articolo è sostanzialmente ciò che segue.

Bisogna che il Papa riprenda il suo ruolo insostituibile di guida suprema della Chiesa nel campo della dottrina della fede, indicandoci quando siamo nel vero e quando sbagliamo, come dobbiamo migliorare e come ci dobbiamo correggere.

Il Papa in quanto tale per volontà di Cristo deve indicare le mete più importanti della Chiesa del proprio tempo, deve far sentire la sua voce nelle questioni più gravi, più difficili da risolvere, deve svelare e correggere gli errori più gravi, diffusi  e insidiosi  e lasciare ai Vescovi, ai parroci, agli educatori, ai missionari  e ai comuni fedeli l’esposizione della dottrina comune catechistica già nota e la trattazione delle questioni dottrinali e morali di minore importanza, di facile soluzione  e di limitata diffusione.

Immagine da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/10/11/angelus.html

07 ottobre, 2026

Predicare oggi - Quinta Parte (5/5)

 

Predicare oggi

Quinta Parte (5/5)

 

L’idolo del dialogo

La parola «dialogo» ricorre quasi ossessivamente 156 volte e non una sola volta si parla della conversione, dei dogmi, della sana dottrina da promuovere e da difendere, degli equivoci da dissipare, delle insidie da evitare, delle infedeltà e degli errori da confutare e correggere, delle falsità, delle eresie da togliere, dei danni da riparare, delle lacune da colmare, e degli ostacoli da superare, come se tutte queste cose non esistessero, o non avessero niente a che vedere con l’ecumenismo o il dialogo interreligioso.  

Il dialogo evangelico non mette solo in gioco la diversità o la reciprocità, ma anche il problema del vero e del falso. Il vero dialogo evangelico non è dar sempre ragione all’altro ed evitare sempre e comunque di scontentare l’altro. Ma dialogo è anche quello di Cristo con i farisei, del Battista con Erode, di Samuele con Davide, dei profeti con i re d’Israele infedeli all’Alleanza.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/predicare-oggi-quinta-parte-55.html

Tutto nella Nota sembra esaurirsi nella gioiosa presa di coscienza di una comunanza di valori, in uno scambio amichevole, cordiale e fraterno, in un apprezzamento ammirato delle diversità, nella fruizione della comune buona volontà, in una collaborazione costruttiva e stima reciproche, nella certezza di tutti di essere oggetto della divina misericordia. … Si tratta di un documento pastorale, benchè sia stato coinvolto il Dicastero per la Dottrina della Fede. Nella pastorale la Chiesa non decide sulla verità da insegnare, ma sul da farsi o su come comportarsi in date circostanze di tempo e di luogo, per guidare i fedeli nel modo migliore possibile e per espandersi nel mondo. 

Quanto al diritto alla libertà religiosa, esso è un diritto civile che concerne l’organizzazione dello Stato, non l’organizzazione della Chiesa, che è regolata dal diritto canonico. E tuttavia il Decreto Dignitatis humane dice chiaramente che è fondato sulla Rivelazione. Se il cittadino è libero di essere cattolico o non-cattolico, credente o non-credente, il diritto canonico non permette al cattolico di abbracciare l’eresia. Il diritto canonico non permette nessuna libertà religiosa ai cattolici, ma obbliga tutti i cattolici ad essere cattolici. La Chiesa quindi non ha facoltà di punire gli ebrei, gli ortodossi, i protestanti e i musulmani, per quanto abbiano idee false, ma non può tollerare che sedicenti o supposti cattolici mettano in pericolo con le loro menzogne la salute delle anime.

Bisogna pertanto che la Chiesa, attuando il meglio del messaggio conciliare, riprenda in pieno l’ufficio assegnatole da Cristo di essere luce delle genti, mandata da Lui ad evangelizzare tutti i popoli, maestra infallibile della verità salvifica, purificatrice e liberatrice delle menti e dei cuori per assoggettare ogni intelletto al pensiero di Cristo. 

Affinchè le attività ecumeniche e il dialogo interreligioso siano fruttuosi, come lo stesso Concilio vuole, affinchè si avvicini quel giorno desiderato da Cristo che si faccia un solo ovile e un solo pastore, benchè sappiamo che al Giorno del Giudizio i giusti saranno separati dagli empi, bisogna che la Chiesa riprenda con coraggio e parresia il suo compito magnanimo e materno, magisteriale e profetico, dettato da ardente carità, di dirci nelle dottrine dei fratelli separati e in quelle delle altre religioni, ciò che è vero e ciò che è falso. Deve indicarci, come ha sempre fatto e come dovrà sempre fare, quali sono le verità da accettare e quali sono le falsità da evitare.

Deve imitare la diligenza e competenza con le quali i medici prescrivono la cura da seguire o la cura con la quale le case farmaceutiche allegano al farmaco i pregi dello stesso farmaco, le norme dettagliate su come va usato e quali sono le cose da evitare, i rischi e le controindicazioni. Il Vangelo è il Farmaco per ogni malattia dello spirito contro i veleni del demonio. Questo vuol dire, secondo la volontà di Cristo, prendersi veramente a cuore la salute delle anime e condurle, libere dal male, alla santità.

Immagini da: VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV IN FRANCIA E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)

14 agosto, 2026

La funzione del cappellano militare

 

La funzione del cappellano militare

Una delle conseguenze del peccato originale è l’inclinazione in ciascuno di noi all’ostilità nei e alla sopraffazione nei confronti del prossimo, la volontà di primeggiare, di emergere sugli altri e di assoggettarli a sè, la smania di comandare, il gusto di imporre agli altri la propria volontà o di costringerli a fare quello che vogliamo noi, il gusto dello scontro, il fare il bastian contrario, la tendenza all’odio, all’invidia, alla rivalità, all’aggressività, alla prepotenza, alla violenza, al dominio, diciamo, in una parola, la tendenza alla guerra.

Purtroppo nella vita presente, conseguente al peccato di Adamo che ha dato retta alla menzogna, il possesso della verità non è più un possesso comune e pacifico, non c’è più tra di noi l’accordo e il consenso sugli interessi, sui valori e i fini fondamentali dell’esistenza e della vita.  

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-funzione-del-cappellano-militare.html

A causa delle conseguenze del peccato originale succede quaggiù inevitabilmente prima o poi che, quand’anche in noi ci fosse il miglior intento di seguire le vie della retta ragione, quand’anche ci fosse in noi tutta la lealtà ed onestà di riconoscere la verità e la buona volontà di curare i nostri legittimi interessi e di operare il bene del prossimo, nell’attenzione ai suoi bisogni, nel rispetto dei suoi diritti e esigenze, se il prossimo è verso di noi malintenzionato, attaccabrighe, ostinato, litigioso, impaziente, invidioso, intollerante,  permaloso, vendicativo, prepotente ed aggressivo, non c’è nessun modo di risolvere la questione e di ottenere giustizia pacificamente per mezzo del ragionamento e di un leale scambio di idee. 

Se infatti l’avversario nel caso di una controversia non ascolta ragione, se non vuol ragionare, se messo davanti ai suoi torti non li vuol riconoscere, ma pretende di aver ragione lui e magari ci accusa con malignità e se pretende da noi ciò che non possiamo concedere, se mette in pericolo i nostri interessi vitali, i nostri beni e la nostra stessa vita e quella dei nostri cari o concittadini, minacciandoci con le armi o con misure ingiuste che ci opprimono, che dobbiamo fare?

Alcuni, credendo di interpretare il Vangelo, dicono che non dobbiamo resistere, ma dobbiamo offrire l’altra guancia o sopportare. Senonchè però Cristo in un altro passo dice di non esser venuto a portare la pace, ma una spada ed inoltre nell’Apocalisse Cristo appare come un terribile Cavaliere che sconfigge di spada tutti i suoi nemici.

Dunque si tratta di espressioni enfatiche e paradossali di Cristo e della Scrittura, che devono essere accordate ed interpretate secondo la tradizionale interpretazione della Chiesa, la quale ha sempre teorizzato e praticato il giusto uso delle forze armate. Che lo si chiami o non si chiami «guerra giusta», ha poca importanza.

A questo punto comprendiamo la funzione provvidenziale del cappellano militare, proprio in ordine al conseguimento della pace. Egli è presente nelle nostre forze armate non certo per benedire la guerra, ma per benedire quei militari che fanno il loro dovere a rischio della vita per la conquista e la difesa della pace.

La missione preziosissima del cappellano militare è quindi quella di assicurare ai militari un adeguato servizio religioso, tale da far loro comprendere da una parte l’inaccettabilità del militarismo e dell’imperialismo, e dall’altra parte che le forze armate non si sentano demotivate nel loro prezioso servizio al bene comune e alla patria da uno stolto pacifismo che finisce per favore la guerra.


Immagini da Internet:
- Caserma Pio IX, Roma
- Parata militare, Roma

13 agosto, 2026

Non uccidere - Dio libera Israele dal giogo del Faraone - Quarta Parte (4/4)

 

Non uccidere

Dio libera Israele dal giogo del Faraone

Quarta Parte (4/4)

 

Armi atomiche e armi da fuoco

Altra cosa da notare nell’epoca moderna dopo la seconda guerra mondiale è che il sorgere degli armamenti atomici nelle due grandi potenze antagoniste e dominanti nel mondo, Stati Uniti e Russia, le ha portate entrambe alla consapevolezza che in un’eventuale guerra atomica, non ci sarebbero stati né vincitori né vinti, perchè era impossibile organizzare una difesa contro un attacco atomico.

Ci si accorse allora che la prospettiva tradizionale per la quale la nazione che può vincere è quella che possiede un armamento più forte, non valeva più per il fatto che anche se una delle due potenze poteva possedere un armamento atomico superiore, non le serviva a nulla, perchè comunque non aveva modo di difendersi da un controattacco atomico della potenza avversaria. Nel caso di guerra nucleare il concetto di vittoria non ha più senso.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/non-uccidere-dio-libera-israele-dal_01915418598.html


Un altro dato biblico che resta molto oscuro e del quale la predicazione corrente non parla mai è come si deve intendere la guerra escatologica di Cristo, con la conseguente vittoria, contro le potenze dell’anticristo, della quale parla l’Apocalisse (19, 19-21; 20, 8-10).

Se oggi i comunisti non parlano più di rivoluzione, rimane però sempre la loro convinzione che l’uomo si liberi da sé di ciò che lo opprime e ciò che lo opprime è il trascendente. Da qui il suo ben noto ateismo, ampiamente confutato dal Concilio Vaticano II.

Il cristianesimo per mezzo della Scrittura e della Chiesa rivela all’umanità l’importanza e la necessità del bene sommo della pace come ragion d’essere e obbiettivo ultimo di tutta l’attività teoretica e pratica dell’uomo, nonché le vie e i modi per conseguire questo bene indicando gli ostacoli da togliere, che impediscono il conseguimento di questo bene.


Sappiamo quanto il Santo Padre stia operando per la pace nel mondo e per la Chiesa. I suoi informatori gli forniscono da tutto il mondo informazioni delle quali noi nel nostro piccolo non disponiamo. Però abbiamo tra le mani la Scrittura, ovviamente interpretata dalla Chiesa pre e postconciliare. Ebbene, il Lettore che mi ha seguìto fin qui si sarà accorto della somiglianza di certe espressioni del Papa sulla guerra e sulla pace con quelle dei buonisti. Naturalmente tale somiglianza può indurre in errore …


 

Immagini da Internet:
- Le "Visioni dell'Apocalisse" di Hieronymus Bosch (Jheronimus Bosch
- San Pietro, Roma (da: https://www.vatican.va/content/vatican/it.html )

27 giugno, 2026

Risposta alla lettera dei Lefevriani al Santo Padre

 

Risposta alla lettera dei Lefevriani al Santo Padre

 

La Fraternità San Pio X il 24 giugno u.s. ha inviato una Lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV e ai Cardinali della Santa Chiesa.

Ho pensato di rispondere ai singoli punti trattati dalla Lettera.

 

1)

… La Chiesa soffre oggi sotto la pressione di nuove forze, provenienti sia dall’interno che dall’esterno, che la spingono in tutte le direzioni possibili, tranne – a nostro avviso – quella giusta. Di fronte a una tale sofferenza, non possiamo rimanere indifferenti.

Questa constatazione in linea di massima è senz’altro vera, ma è troppo generica. Resta comunque vero che davanti a questa situazione i buoni cattolici non possono rimanere indifferenti.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/risposta-alla-lettera-dei-lefevriani-al.html


Anzitutto siamo invitati a contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo. Prima di domandarci che cosa fare, occorre sostare davanti alla realtà, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare dall’ascolto dei fratelli. Come ho ricordato poche settimane fa, «Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia». 

La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa. È la sua ragione di esistere e, proprio per questo, diventa anche il criterio che orienta il nostro discernimento. Quando impariamo ad ascoltarci, a portare insieme le responsabilità, a riconoscere l’azione dello Spirito nelle diverse Chiese, non stiamo soltanto migliorando il nostro modo di lavorare: stiamo diventando una Chiesa più capace di incontrare gli uomini e le donne del nostro tempo e di testimoniare loro la gioia del Vangelo.

CONCISTORO STRAORDINARIO (26-27 GIUGNO 2026) - DISCORSO DI APERTURA DEL SANTO PADRE LEONE XIV  - Aula Paolo VI, Venerdì, 26 giugno 2026

Da:  https://youtu.be/cw-3jaJWvi8 - https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/giugno/documents/20260626-concistoro-straordinario.html


14 maggio, 2026

Trump e Papa Leone. Le due anime dell’America.

 

Trump e Papa Leone

Le due anime dell’America

 

Illi qui iusta bella gerunt, pacem intendunt

San Tommaso, Sum. Theol., II-II, q.40, a.1,3m

 

Un incontro estremamente importante

Questo confronto fra due americani che dominano la scena del mondo è interessantissimo.  È il segno del prestigio che gli Stati Uniti sono riusciti a conquistarsi come Nazione emergente in tutta l’umanità con una relazione con le Nazioni Unite, le quali hanno gli Stati Uniti nel Consiglio di sicurezza e lo Stato della Città del Vaticano come osservatore.

Dal confronto tra questi due uomini, nell’orizzonte politico delle Nazioni Unite e nel rispetto delle sue istituzioni, collaborando con esse ed aiutandole nel loro compito di custode del bene della comunità internazionale, dipende la pace nel mondo. Non esiste nel mondo una potenza che possa competere in universalismo culturale, morale e politico con gli Stati Uniti e la Chiesa, una potenza che tanto influsso e autorevolezza abbia sull’umanità quanto gli Stati Uniti e la Chiesa cattolica.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/trump-e-papa-leone-le-due-anime.html

Quanto agli Stati Uniti, essi, a giudizio di Maritain, sono il Paese che fra tutti meglio si presta alla realizzazione di quella nuova cristianità, che egli delineò in Humanisme intégral, e che ritroviamo delineata nella Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II.

Credo che il leader spirituale sul quale oggi in tutta l’umanità maggiormente sono puntati gli occhi, che appare il più affidabile, il più disinteressato e che gode del maggior prestigio e credibilità, sia il Papa. Papa Francesco ha contributo a creare questa figura. Ciò che del suo insegnamento ha maggiormente impressionato il mondo è stato il messaggio della fratellanza universale e del dovere della misericordia.

Ritengo che quanto San Tommaso, riprendendo il pensiero di Sant’Agostino, insegna sulla questione della giusta guerra (bellum iustum), punto che è stato oggetto in passato di molti dotti commenti, conservi intatto il suo valore, sicchè proprio al fine di preparare l’avvento della pace, occorrerebbe a mio modesto avviso che il Papa riprendesse questa saggia dottrina dell’Aquinate. Certo l’Aquinate non conosceva le armi atomiche, ma appunto il suo insegnamento è tuttora valido in riferimento alle armi tradizionali.

Ma una cosa che dobbiamo notare è che la vera prospettiva escatologica non è, come molti oggi credono, quella buonistica di stampo origenista della riconciliazione finale di tutti gli uomini fra di loro, della salvezza universale e della scomparsa di ogni male. Non è questa la vera visione cristiana. ... La prospettiva finale dei giusti è la vittoria con Cristo contro i suoi nemici. … Una predicazione integrale del Vangelo non può nascondere questo aspetto, che fa capire esattamente qual è la prospettiva di pace per la quale il cristiano lavora, soffre e combatte. È una pace che non nasce solo da una conciliazione, ma anche da una vittoria.

Immagine da Internet


13 aprile, 2026

Padre Tomas Tyn sulla libertà - Parte Prima (1/2)

 

Padre Tomas Tyn sulla libertà

Parte Prima (1/2)

 

Penso di fare cosa gradita ai Lettori presentare alcune mie considerazioni sulla libertà in relazione all’insegnamento di Padre Tomas Tyn relativo alla natura della libertà cristiana, della quale egli dette eroico esempio offrendo la propria vita per la liberazione della sua Patria da un regime tirannico.

Il libro da cui attingo si intitola “La liberazione della libertà – Il messaggio di Padre Tomas Tyn ai giovani”, ed. Fede&Cultura, Verona, 2008.

Questo libro contiene, oltre al mio scritto, anche una raccolta di scritti del Servo di Dio.

...

La sete di libertà è una delle grandi caratteristiche dell’età moderna. Però oggi, soprattutto negli ambienti che coltivano le scienze sperimentali, esiste un diffuso scetticismo circa l’esistenza della libertà, per cui si tenta di accantonare questo ideale per sostituirlo con il soddisfacimento dei propri istinti o col chiudersi entro orizzonti meschinamente egoisti o individualisti.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/padre-tomas-tyn-sulla-liberta-parte.html


Non è facile il concetto della libertà, perché suppone altri concetti assai impegnativi, come quelli metafisici del bene, del fine, del valore, dell’azione, dello spirito, dell’anima, della persona e suppone inoltre la conoscenza del rapporto dell’uomo con Dio.

C’è una parte di verità tanto nelle concezioni liberali e idealistiche, le quali ci ricordano la grandezza del valore della libertà, quanto in quelle materialiste e spontaneiste, che ci ricordano invece i limiti e i condizionamenti umani della libertà.

Occorre una sintesi tra queste verità parziali, respingendo insieme gli errori di entrambe le correnti. Avremo per guida la psicologia tomista illuminata dai dati della fede cristiana, così come sono interpretati dal Magistero della Chiesa cattolica.

Immagine da Internet: ‘Birds of No Nation’,  Shamsia Hassani

17 febbraio, 2026

Come si è formata l’impronta della Sindone?

 

Come si è formata l’impronta della Sindone?

In occasione di questa Santa Quaresima e in preparazione alla meditazione della Passione di Nostro Signore, ho pensato che sia cosa utile per i Lettori leggere o rileggere alcune considerazioni che pubblicai già alcuni anni fa relative al modo col quale si è formata l’impronta di un corpo umano sulla Sindone.

Nella mia interpretazione, come vedrà il Lettore, l’impronta, come è stato già dimostrato, è data da una ossidazione superficialissima del telo sindonico causata da una misteriosa irradiazione luminoso-calorifica, caduta perpendicolarmente sul telo sindonico, nel quale l’impronta del Volto non è, come finora si è ritenuto, simile a un negativo fotografico, ma risulta dall’azione dei raggi che hanno colpito il telo provenendo dal corpo stesso.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/come-si-e-formata-limpronta-della.html

 

Immagine da Internet: Sindone di Torino

20 gennaio, 2026

La metafisica di Gesù (3) - Prima Parte (1/2)

 

La metafisica di Gesù (3)

Prima Parte (1/2)

 

Ho già presentato ai Lettori lo schema di un libro che pubblicai nel 2014, dedicato a illustrare una cosa alla quale finora non si era mai pensato e cioè presentare quella che si potrebbe chiamare “la metafisica di Gesù”.

Ora presento un ulteriore brano del mio libro, nel quale il Lettore potrà trovare temi e argomenti che interessano l’attività ecumenica, che ricordiamo in modo particolare in questa settimana dedicata alla preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-metafisica-di-gesu-3-prima-parte-12.html


Naturalmente non mancano in Lutero profonde intuizioni sulla realtà, su Dio, sulla natura umana e sulla morale, cose che consentono un fruttuoso dialogo ecumenico. Ma dispiace che nel contempo tutto ciò sia inquinato da gravi errori, che, come noi cattolici facciamo da cinque secoli, non dobbiamo cessare di ricordare con carità ai fratelli luterani, senza per questo temere di tradire l’ecumenismo, chè anzi è la più nobile maniera di portarlo avanti.

 

Immagine da Internet:
 

19 gennaio, 2026

Lo spirito e il sesso - Quinta Parte (5/5)

 

Lo spirito e il sesso

Quinta Parte (5/5)

  

Seconda parte - Che cosa ci dice la fede

 Gli insegnamenti della Chiesa

Che l’uomo sia composto di spirito e corpo, oltre ad essere verità di ragione è verità di fede, insegnata dal Concilio Lateranense IV del 1215. Il successivo Concilio di Vienne precisa che questa unione avviene in quanto l’anima è forma sostanziale del corpo. Nel 1336 Benedetto XII proclama il dogma della visione beatifica dell’essenza divina in paradiso.

Il Concilio Lateranense V insegna che l’anima umana spirituale è immortale. La proclamazione del dogma dell’assunzione della Beata Vergine Maria in cielo anima e corpo fatta da Pio XII nel 1950 comporta che in paradiso esisterà oltre al corpo maschile, rappresentato come primizia di quello di Cristo, anche il corpo femminile.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lo-spirito-e-il-sesso-quinta-parte-55.html

Il primo Papa che ha confutato l’antico pregiudizio della superiorità dell’uomo sulla donna è stato Pio XII … San Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terris del 1963 notò come uno dei fenomeni sociali di maggior rilievo del nostro tempo è l’ingresso della donna nella vita pubblica …Importantissimo è il contributo alla comprensione della parità, unione e reciprocità uomo-donna nella Chiesa e nella società è stato quello di San Giovanni Paolo II. 

Ci vorrà attorno al sec. XIII l’ingresso di Aristotele nelle scuole teologiche della Chiesa perché essa comprendesse meglio quale dev’essere nel piano di Dio il rapporto dello spirito col sesso.

Circa la questione di determinare la reciproca complementarità fra uomo e donna in rapporto con la convenienza del sesso maschile col sacerdozio ministeriale, nonché la questione di chiarire il ruolo della donna nella Chiesa e le qualità proprie della donna, preziose indicazioni ci vengono dalla Lettera Apostolica Mulieris dignitatem di San Giovanni Paolo II del 15 agosto 1988.

Basandomi su questi insegnamenti del Papa ho scritto un libro, La coppia consacrata, nel quale, commentando gli insegnamenti pontifici ed aggiungendo contributi di alcuni filosofi come il Maritain ed Edith Stein, ho cercato di sviluppare ulteriormente il pensiero del Papa. La nozione di coppia consacrata non fa riferimento di per sé né al matrimonio né alla vita religiosa. Vuol significare invece che per la Scrittura la coppia umana come tale è sempre cosa sacra, si tratti del matrimonio o si tratti del rapporto sacerdote-donna o del rapporto religioso-religiosa o generalmente laico-laica di qualunque età, stato o condizione di vita.

 

La chiarificazione delle qualità proprie della donna è necessaria anche per vagliare la possibilità che oggi si profila di consentire alla donna di essere investita del diaconato istituito, mentre resta riservato al maschio il diaconato ordinato, primo grado del sacramento dell’Ordine. 

Ma nel contempo la chiara conoscenza delle qualità proprie del maschio è indispensabile per determinare i motivi di convenienza del sesso maschile come materia del sacramento dell’Ordine. 

 Immagini da Internet:

- Da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/1/14/udienza-generale.html 

18 gennaio, 2026

Lo spirito e il sesso - Quarta Parte (4/5)

 

Lo spirito e il sesso

Quarta Parte (4/5)

 

Generazione e fabbricazione

Notiamo che bisogna distinguere nell’agire umano o nell’attività umana l’attività generatrice, quella morale e quella fabbricatrice. L’attività umana o comporta l’attività biopsicologica generativa nel matrimonio, per la quale l’uomo si riproduce nella specie, come gli animali e le piante, o produce atti moralmente buoni o cattivi, che qualificano l’agente come buono o cattivo, oppure produce opere materiali esterne nel mondo fisico. Sono gli artefatti, prodotti del lavoro, dell’arte e della tecnica.

Il generare è l’attività propria del sesso, che abbiamo in comune con gli animali e con le piante. L’attività morale ci appartiene in proprio in quanto persone dotate di ragione e libero arbitrio e finalizzate alla conquista del sommo bene. Come figli di Dio in Cristo, siamo chiamati alla santità nel regno dei cieli.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lo-spirito-e-il-sesso-quarta-parte-45.html

La vita ha origine dall’anima, la quale o è creata direttamente da Dio al momento del concepimento, se è l’anima umana, o è causata dallo stesso atto generativo nei livelli inferiori della vita. ... Teniamo presente che il sesso nell’animale come nell’uomo non è una proprietà accidentale del soggetto ad libitum giustapposta al soggetto e separabile dal soggetto, come i pantaloni e la camicia, ma è una proprietà organica del soggetto, intrinseca al soggetto, necessaria all’essenza completa del soggetto. 

Privare la persona del suo sesso vuol dire sopprimere la persona. Si dovrebbe piuttosto parlare di liberazione o guarigione del sesso. Ognuno di noi nasce con un dato sesso, che fa parte della sua natura umana. La medicina deve correggere i difetti della natura non sopprimere o cambiare o sostituire la natura …

Come l’animalità è il genere che dà all’uomo la natura umana per l’aggiunta della razionalità, così la natura umana è il genere al quale, aggiungendo le differenze maschile-femminile, sorge la differenza tra la mascolinità e la femminilità, fra l’uomo e la donna. … In altre parole: come l’esser razionale è la differenza del genere animale, così l’esser maschio e femmina sono le differenze del genere natura umana, che a sua volta è la differenza specifica del superiore genere animalità. ... Non si tratta come dice Maritain, di una differenza «quasi-specifica», ma, come dice Edith Stein, di una vera e propria differenza specifica. Se tra noi e gli animali esiste una differenza specifica, non per questo noi non ci sentiamo animali come loro. Così se tra uomo e donna c’è una differenza specifica, non per questo il maschio non si sente razionale come la donna, né la donna non si sente razionale come l’uomo. ... Diciamo allora che l’anima maschile e quella femminile sono due differenze specifiche del razionale. Abbiamo quindi un genere superiore: l’animale e un genere inferiore: il razionale. Il razionale e l’irrazionale sono le differenze del genere animale: il maschile e il femminile sono le differenze del genere razionale.


Ciò che sfuggì a Platone e non per colpa sua, perché non poteva saperlo, fu che questa ostilità della carne allo spirito non dipende dal fatto che la carne sia cattiva, ma dalle conseguenze del peccato originale. La carne - cioè il sesso - in sé è buona ed è componente essenziale dell’uomo. Il problema vero, allora, non è quello di liberarsi dalla carne, ma di purificarla e sottometterla allo spirito. Platone non seppe che quella carne nella quale abbiamo peccato e che ci spinge a peccare, è quella stessa carne che, assunta dal Verbo di Dio, diventa principio di salvezza.

Immagini da Internet


16 gennaio, 2026

Lo spirito e il sesso - Seconda Parte (2/5)

 

Lo spirito e il sesso

Seconda Parte (2/5)

 

Prima parte - Che cosa ci dice la ragione

La sostanza, lo spirito e l’anima

Quanti di noi credenti oggi sanno che cosa è lo spirito? Quanti di noi si fermano a parlare dell’anima? Si parla ancora delle anime dei defunti? Sappiamo distinguere la psicologia sperimentale dalla psicologia filosofica? Il compito del sacerdote da quello dello psicologo? Ci si interroga ancora sul destino dell’anima?

Quanto al tema dello spirito, certo nel corrente linguaggio cristiano la parola ricorre spesso. Si parla molto di Spirito Santo. Ma raramente sentiamo spiegarci che cosa è lo spirito. Lo spirito sarebbe oggetto della metafisica. Ma chi oggi s’interessa di metafisica? I filosofi si rifanno al concetto hegeliano dello spirito. Ma siamo certi che sia quello giusto? Pochissimo si parla oggi dell’anima. Eppure la nostra è un’anima spirituale. Per sapere che cosa è l’anima spirituale, occorre sapere che cosa è lo spirito e per sapere che cosa è lo spirito, bisogna sapere che cosa è la sostanza. Cominciamo dunque dalla sostanza.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lo-spirito-e-il-sesso-seconda-parte-25.html

Il fatto che la natura umana sia ben definita, delimitata e regolata da precise leggi morali, universali ed immutabili non vuol dire, come teme Rahner, che l’agire umano sia deterministico puramente istintuale o debba essere orientato ad unum come quello degli animali o essere monotamente ripetitivo come quello delle macchine. Al contrario, l’uomo ha davanti a sé uno spazio di azione e di libera scelta, di inventiva e di creatività, dove, anche se non sempre gli è possibile, può e deve decidere liberamente quello che preferisce. Ma questo agire, per essere benefico e legittimo, non trasgredire i comandamenti divini, non deve varcare i confini stabiliti dalla retta ragione e dalla fede, dal diritto e dalla giustizia, dalla legge naturale e divina, se non vuol fallire al senso e al valore della sua vita. 

Se consideriamo come l’umanità ha vissuto finora il rapporto dello spirito col sesso registriamo certamente un’evoluzione del costume: da un’impostazione dualistica e rigorista di tipo platonico e da una concezione della donna come soggetta al maschio, oggi, alla luce del dato biblico meglio interpretato, riusciamo meglio del passato a conciliare lo spirito col sesso e a capire come uomo e donna non devono ingannarsi a vicenda o guardarsi con diffidenza, ma completarsi l’un l’altra su di un piede di parità, in un mutuo servizio ed essere una cosa sola per il bene e la crescita della società e della Chiesa.

Questo progresso del costume morale non ha comportato però nessuna alterazione nella natura umana o nella legge morale, ma si è trattato semplicemente di una migliore realizzazione delle esigenze e dei fini della natura stabiliti da Dio.


Immagine da Internet

15 maggio, 2025

Il ruggito del Leone

 

Il ruggito del Leone

Cominciò a cacciare i venditori (Lc 19,45)

Papa Francesco si è adoperato in tanti modi per il bene della Chiesa e dell’umanità. Sono certo che il nuovo Papa raccoglierà la sua eredità e la arricchirà. Tuttavia, come ogni Papa, anche il più santo, anche Francesco ha avuto i suoi difetti umani, i quali, se non hanno potuto infettare il magistero dove ogni Papa è maestro di verità, certamente hanno toccato la sua condotta morale e la sua attività pastorale.

È evidente come l’elezione del nuovo Papa Leone XIV, basti solo considerare il nome e i ricordi storici che esso evoca, senza misconoscere il valore dell’opera compiuta da Francesco, intende spostare il timone della Chiesa su di una rotta diversa, anche se sostanzialmente  la stessa e diversamente non potrebbe essere, una rotta rispondente a valori o esigenze che durante il pontificato di Francesco non erano sufficientemente affermati o soddisfatti o erano stati taciuti o accantonati o sottostimati. Penso in modo particolare alla cura della sana dottrina, alla critica degli errori moderni, al recupero dell’ascetica e dell’apologetica.  

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-ruggito-del-leone.html


 

Con Francesco abbiamo conosciuto la mitezza dell’Agnello. Adesso sentiremo la voce del Leone di Giuda. La mitezza da sola è debolezza. La Chiesa non dev’essere timida verso il mondo. 

La Chiesa dev’essere tenera ed amabile per i piccoli e per gli umili, ma temibile e minacciosa per i superbi e i potenti della terra. La forza da sola è violenza. Occorre adesso impaurire i nemici interni ed esterni della Chiesa col ruggito del Leone.

Immagine da: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/5/15/fratelli-scuole-cristiane.html

28 aprile, 2025

Una falsità su Papa Francesco

 

Una falsità su Papa Francesco

La questione dei valori non negoziabili

Il quotidiano Avvenire del 23 aprile scorso, per ricordare l’insegnamento morale del defunto Pontefice, ha pubblicato un articolo di Mons. Bruno Forte dal titolo: «Forte: oltre i “valori non negoziabili”, fedele alla dottrina con parole nuove»[1].

In esso Mons. Forte afferma che il Papa nei suoi insegnamenti «non ha mai usato l’espressione “valori non negoziabili”». A sostegno della sua tesi il Prelato cita un’espressione di Papa Francesco in un’intervista concessa al Corriere della sera del 5 marzo 2014, dove egli effettivamente disse: «non ho mai compreso i valori non negoziabili».

...

Ora, per quanto riguarda Mons. Forte, bisogna dire che la sua affermazione è palesemente falsa.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/una-falsita-su-papa-francesco.html


"Se una certa cosa rimane sempre conveniente per il buon funzionamento della società, non è forse perché dietro ad essa c’è una verità perenne, che l’intelligenza può cogliere?"

Immagine da: 

https://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/4/20/pasqua.html