Sulla legge mosaica - Occorre distinguere diversi tipi di legge

 Sulla legge mosaica

Occorre distinguere diversi tipi di legge

La legge mosaica comprende i dieci comandamenti, il codice civile e la legge liturgica. La prima corrisponde alla legge morale naturale e pertanto vale per tutti gli uomini. Essa è stata confermata da Gesù Cristo, per cui la sua osservanza, sostenuta dalla grazia, è necessaria alla salvezza per tutti gli uomini.

La seconda è la legislazione civile propria del popolo ebraico, che esso ha tutto il diritto di conservare. Essa però vale solo per lui, così come ogni nazione ha la sua propria legge civile.

La terza è una normativa liturgica e cerimoniale in preparazione alla venuta del Messia e prefigurativa della sua venuta, come per esempio la circoncisione, il sacrificio dell’agnello e il divieto di mangiare il sangue e gli animali impuri.

Cristo, come insegna San Paolo, ha abolito questa legge perché essa era solo un pedagogo a Cristo, venuto il quale la prefigurazione diventa inutile, essendo giunta la sua realizzazione.

Al riguardo Paolo dice chiaramente agli Ebrei che per salvarsi non possono contare solo sull’osservanza delle prescrizioni mosaiche, ma devono accettare Cristo con la sua grazia. La stessa cosa dobbiamo dire noi cristiani oggi agli Ebrei con franchezza e senza attenuazioni, seppure gradualmente, con tatto e con carità.

Il decreto Nostra aetate del Concilio Vaticano II, che promuove il dialogo con gli Ebrei non smentisce assolutamente questo nostro obbligo di far presente agli Ebrei, come fece Paolo, di convertirsi a Cristo, ma, al contrario, mettendo in luce assieme con loro ciò che abbiamo in comune con loro, li rende disponibili, se essi sono aperti alla verità, all’ascolto e all’accettazione del Vangelo.

Secondo S.Paolo gli Ebrei devono mantenere il rispetto dei dieci comandamenti, scritti nella coscienza di ogni uomo (Rm 2,14) e quindi validi per tutti gli uomini, mentre, come nazione, hanno il diritto a conservare la loro legge civile. Invece, per quanto riguarda la legge liturgica, devono abbandonarla e credere in Gesù Cristo, dato che Cristo l’ha sostituita con la Nuova Legge del Vangelo. Obbedire a Cristo, pertanto, è dovere di tutti gi uomini, compresi gli Ebrei.

Pertanto vale sempre il nostro dovere di cristiani, sull’esempio di Paolo, di chiamare a Cristo anche gli Ebrei. Non esiste una salvezza per gli Ebrei che non sia quella che vale per tutti gli uomini, ossia quella che viene da Gesù Cristo.

Queste cose furono definitivamente chiarite da Papa Eugenio IV al Concilio di Firenze con le seguenti parole:

 “La santa Romana Chiesa crede fermamente, confessa e insegna che le prescrizioni legali dell’Antico Testamento o della legge di Mosè, che si dividono in cerimonie, cose sante, sacrifici e sacramenti, essendo stati istituiti per significare una cosa a venire, del tutto adatti al culto da rendere a Dio in quel tempo, cessarono di esserlo quando la venuta di Nostro Signore Gesù Cristo realizzò ciò che significavano; cominciarono allora ad essere in vigore i sacramenti del Nuovo Testamento.”

“Chi, dopo la Passione, ha riposto la sua speranza nelle suddette prescrizioni e si è sottomesso ad esse quanto alle cose necessarie alla salvezza, come se la fede in Gesù Cristo non fosse sufficiente a salvarlo, ha peccato mortalmente.”

“La Chiesa non nega, tuttavia, che dalla Passione fino alla promulgazione del Vangelo, queste prescrizioni poterono essere osservate a condizione di non essere ritenute necessarie per la salvezza, ma afferma che dopo la promulgazione del Vangelo non si può più osservarle senza perdere la propria salvezza eterna.” (Denz.1348).

Per comprendere ortodossamente la Nostra aetate, occorre pertanto metterla in relazione di continuità con questo dogma del Concilio di Firenze. Che non passi a nessuno per la testa che il documento conciliare abbia abolito il dogma fiorentino, che naturalmente esclude i casi di Ebrei che ignorano in buona fede.

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 19 settembre 2021


 

 

 

 

 

Immagine da internet:

Mosè con le tavole della legge - Staatliche Museen di Berlino - L'opera è firmata e datata "REMBRANDT F. 1659".

6 commenti:

  1. Caro Padre Cavalcoli,
    comprendo perfettamente e tengo con lei che: "Per comprendere ortodossamente la Nostra aetate, occorre pertanto metterla in relazione di continuità con questo dogma del Concilio di Firenze. Che non passi a nessuno per la testa che il documento conciliare abbia abolito il dogma fiorentino, che naturalmente esclude i casi di Ebrei che ignorano in buona fede.".
    Tuttavia, come si armonizzano con questo le recenti parole del cardinale Kurt Koch al rabbino Arussi?:
    Dice card. Koch, "Francesco non menziona l'ebraismo moderno". Il discorso è "una riflessione sulla teologia paolina nel contesto storico di una data epoca". E ancora: "Il fatto che la Torah è centrale nell'ebraismo moderno non è in nessun modo messo in discussione".
    Grazie.
    (https://www.repubblica.it/vaticano/2021/09/09/news/la_lettera_del_cardinale_koch_al_rabbino_arussi_il_papa_non_ha_svalutato_la_torah_-317118557/)

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    1. Caro Ross,
      le parole del card. Koch certamente fanno problema, ma credo che con una attenta interpretazione possono risultare plausibili. Ma le parole che più mi hanno preoccupato sono quelle che lei non ha citato e cioè che ha detto che Cristo ha dato a noi cristiani una nuova via di salvezza, mentre gli Ebrei hanno la Legge.
      Siccome sono queste parole che soprattutto fanno problema, interpreto prima queste parole e poi quelle che ha citato lei.
      A tutta prima sembra che Koch voglia dire che noi cristiani ci salviamo attraverso Cristo, mentre gli Ebrei si salvano attraverso la Legge. Invece noi possiamo e dobbiamo pensare che la via che ci insegna Cristo è obbligatoria anche per gli Ebrei.
      Dunque, che cosa ha inteso dire Koch, dicendo che gli Ebrei si salvano con la Torah? Evidentemente sarebbe eretico credere che essi si salvino solo secondo la Legge, senza Gesù Cristo. È appunto questo il punto sul quale Paolo polemizza contro gli Ebrei. Allora, per salvare le parole di Koch siamo obbligati a ritenere che egli abbia sottinteso un’obbedienza in buona fede alla Legge, cosa che implica l’obbedienza a Cristo.
      Adesso passiamo alle parole che ha citato lei. Effettivamente il Papa ha commentato la polemica paolina contro la Legge. E ha sottolineato come la Legge non sia sufficiente alla salvezza, se non si aderisce a Cristo. Da qui possiamo dedurre che la polemica paolina è del tutto attuale, perché purtroppo, dopo 2000 anni, il problema della conversione degli Ebrei a Cristo è sempre attuale, escludendo naturalmente quegli Ebrei in buona fede che, senza colpa, non conoscono e non riconoscono la divinità di Cristo.

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  2. Caro Padre Cavalcoli,
    Grazie per la sua gentile e chiara risposta.
    Mi permetto di indicare un link a un testo di monsignor Víctor Manuel Fernández, arcivescovo di La Plata, in Argentina, vescovo molto vicino a papa Francesco, che di solito esce subito a interpretare i testi ambigui del Papa, sui media argentini e nel sito web dell'arcidiocesi.

    https://aica.org/noticia-mons-fernandez-explica-los-vinculos-de-ley-y-gracia-para-judios-y-cristianos

    So che capisci la lingua spagnola. Il testo di monsignor Fernández è datato 30 agosto scorso.
    E suppongo che si debba intendere come mettere in luce alcuni degli elementi comuni che accomunano cristiani ed ebrei sul tema del rapporto tra legge e grazia.
    Spero che quanto indicato li sia utile.
    Grazie.

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    1. Caro Ross,
      La ringrazio per la trasmissione dell'articolo di Mons.Fernandez.

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  3. Cari Padre Cavalcoli e Ross Poldark,
    In riferimento a questo argomento, sul blog di Sandro Magister è apparsa una recensione completa di tutta questa recente polemica provocata dai catequesi del Papa (e da alcuni precedenti interventi dello stesso Papa), includendo anche un riferimento al già citato articolo dell'arcivescovo argentino Fernández, che ricevette risposta il 2 settembre da una lettera del rabbino capo di Roma, Di Segni.
    L'articolo di Sandro Magister:
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2021/09/28/se-gli-ebrei-si-arrabbiano-con-francesco-una-ragione-c%e2%80%99e/

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    1. Caro Luigi,
      ho già trattato di questa questione nel mio recente articolo “Sulla legge mosaica”:
      https://padrecavalcoli.blogspot.com/2021/09/sulla-legge-mosaica-occorre-distinguere.html

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