mercoledì 13 aprile 2022

Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante - Prima Parte (1/3

  Ecumenismo concludente ed ecumenismo cincischiante

Prima Parte (1/3)

Insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme

         contro il Signore e contro il suo Messia.

Sal 2,2 

La pace fra Russia e Ucraina verrà da un ecumenismo sincero e leale 

La promozione dell’ecumenismo è stata una delle grandi provvidenziali novità pastorali del Concilio Vaticano II, che ha chiuso un lungo periodo di eccessiva severità e cautela nei confronti degli scismatici, degli eretici e degli apostati. Si sa infatti come il Nuovo Testamento raccomandi di non avere contatti con gli eretici (Gd 23; II Ts 3,5; II Tm 3,5; Tt 3,10).

Ma la Scrittura e soprattutto il Vangelo mostra anche nell’esempio di Cristo quale premura si deve avere per loro e per la loro salvezza. Per questo il modello non è quello del fariseo che stava lontano dal peccatore, perché vedeva in lui solo la tentazione e non il fratello, ma quello del medico che contatta e tocca il fratello infetto, premunendosi tuttavia dal contagio. 

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Grande massima di saggezza, sorgente di felicità, è, in tutte le creature e in tutte le opere dell’uomo, saper prendere il buono e scartare il cattivo.  Per mangiare una noce, si getta via il guscio e si prende il contenuto. «Esaminate ogni cosa – ci insegna San Paolo (I Ts 5,21) -; tenete ciò che è buono». Chi ha lo sguardo puro, è cauto, ha senso critico ed è signore delle sue passioni, sa apprezzare il vero, il buono e il bello, laddove l’impuro, l’incauto, lo stolto e il passionale non possono evitare il peccato.


Immagine da Internet

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