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02 agosto, 2024

Basta con la Terza Roma - Prima Parte (1/2)

 

Basta con la Terza Roma

La guerra in Ucraina cesserà

quando Mosca si assoggetterà a Roma

Prima Parte (1/2)

 

Quae sunt Caesaris, Caesari;

           quae sunt Dei, Deo

 Le origini del Concetto di Mosca Terza Roma

Come sappiamo dalla storia, il monaco russo Filofej di Pskov della fine del 15° sec. e principio del 16° sec., fu il creatore della dottrina, formulata in un messaggio inviato al gran duca di Moscovia Basilio III, di "Mosca terza Roma" quale centro di un impero cristiano, cioè della successione russa a Bisanzio. Secondo questa dottrina la Roma dei Papi, chiamata da Filofej «prima Roma», la quale, decaduta a causa della fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 454, era stata sostituita e sorpassata dalla «seconda Roma», Costantinopoli.  

Ma caduta anche questa a causa del crollo dell’Impero d’Oriente nel 1453 sotto il dominio ottomano, ecco sorgere una Terza Roma, la Chiesa di Mosca, a raccogliere l’eredità della Prima Roma e portarla a definitiva perfezione, sicchè il Patriarcato di Mosca si presenta come luce e guida di tutti i discepoli di Cristo in tutto il mondo fino alla fine dei secoli.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/basta-con-la-terza-roma-prima-parte-12.html

 

Ivan IV, nipote di Ivan III, proclamò durante la sua incoronazione a zar di Russia: Due Rome sono cadute ma non Mosca! E non vi sarà una quarta Roma!

È sbalorditivo come l’idea balzana di Filofej abbia avuto tanto successo nella storia della Chiesa Ortodossa moscovita fino ai nostri giorni. Infatti il carisma di Pietro vescovo di Roma, Pastore universale della Chiesa è stato voluto da Cristo stesso. Ma l’idea di Filofej non solo non ha alcun fondamento biblico, ma contraddice apertamente alla volontà di Cristo che tutti da 2000 anni conoscono.

San Tommaso, dal canto suo, in pieno secolo XIII, quando il Papato dominava non solo spiritualmente, ma anche politicamente su tutta l’Europa cattolica, fedele alla distinzione evangelica fra potere politico e potere religioso, sosteneva che il principe secolare o capo dello Stato non è vicarius Christi, ma vicem gerens multitudinis e in tal modo anticipò di sette secoli la dottrina della democrazia, che del resto riprendeva da Aristotele, mentre evitò quel difetto della Chiesa ortodossa di essere troppo ossequente al potere politico lasciandogli in mano un potere sacrale, che non appartiene all’imperatore, ma al Vescovo  e al Papa.

Quando infatti l’imperatore Costantino si convertì al cristianesimo, non intese la sua autorità in senso meramente temporale, ma prese spunto dai precedenti imperatori romani, i quali consideravano sé stessi non semplicemente come sovrani temporali, ma come rappresentanti di Dio, mediatori fra Dio e il popolo. Non dimentichiamo che il titolo di summus pontifex deriva dal pontifex optimus maximus dell’imperatore romano.

 Immagini da Internet:
- Ivan IV di Russia
- Costantino, Imperatore Romano

23 giugno, 2024

I quattro Vescovi di Kiev - Prima Parte (1/2)

 

I quattro Vescovi di Kiev

Prima Parte (1/2)

 

Occorre uno solo che comandi

Aristotele

 L’ecumenismo alla prova

 Il terrore delle dittature e l’esperienza storica dei danni che esse arrecano alla società genera oggi come non mai in nome del pluralismo e della libertà il rifiuto dell’istituto monarchico e l’utopia della forma di governo collegiale o addirittura di autogoverno sinodale, dove alla fine, secondo il noto apologo di George Orwell, tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. 

L’idea di una comunità cristiana puramente carismatica guidata dallo Spirito Santo non istituzionale ma spontanea e senza centralismo giurisdizionale e legislativo, quindi senza potere coercitivo, esiste sin dai primi inizi del cristianesimo e non ha prodotto altro che conflitti interni, anarchia, immoralità, disuguaglianza e disordini sociali.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/i-quattro-vescovi-di-kiev-prima-parte-12.html 


 
Mons. Shevchuk

I cristiani di Kiev, luogo di nascita della cristianità ucraina, madre della cristianità russa moscovita, sono oggi soggetti alla giurisdizione di ben quattro Vescovi, uno cattolico, Mons. Sviatoslav Shevchuk, e tre ortodossi, due, Filarete ed Epifanio  in comunione col Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, contro il Patriarca di Mosca Cirillo, ed Onofrio, per Cirillo contro Bartolomeo, mentre Cirillo e Bartolomeo sono un rotta tra di loro, ci dà la misura dello stato di dissoluzione e di confusione nel quale si sono ridotte oggi le Chiese ortodosse per una secolare abitudine di autogestione indipendente da quella coesione ed organizzazione che sola a loro potrebbe venire da una comune obbedienza un’autorità centrale, qual è quella che impedisce a noi cattolici di trovarci in situazioni del genere. 

Patriarca Epifanio

Patriarca Filarete
 

 

 

 

 

 

 

Patriarca Onofrio


Pochi si rendono conto che questa tragedia, che rischia di travolgere l’intera comunità internazionale in un immane apocalittico conflitto mondiale, è l‘effetto e lo sbocco logico di una lunga maturazione e preparazione che ci porta indietro nei secoli, fino allo scisma d’Oriente del 1054, alla caduta di Costantinopoli del 1453 e alla costituzione di Mosca Terza Roma nel 1589.

 

 Immagini da Internet