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14 maggio, 2026

Trump e Papa Leone. Le due anime dell’America.

 

Trump e Papa Leone

Le due anime dell’America

 

Illi qui iusta bella gerunt, pacem intendunt

San Tommaso, Sum. Theol., II-II, q.40, a.1,3m

 

Un incontro estremamente importante

Questo confronto fra due americani che dominano la scena del mondo è interessantissimo.  È il segno del prestigio che gli Stati Uniti sono riusciti a conquistarsi come Nazione emergente in tutta l’umanità con una relazione con le Nazioni Unite, le quali hanno gli Stati Uniti nel Consiglio di sicurezza e lo Stato della Città del Vaticano come osservatore.

Dal confronto tra questi due uomini, nell’orizzonte politico delle Nazioni Unite e nel rispetto delle sue istituzioni, collaborando con esse ed aiutandole nel loro compito di custode del bene della comunità internazionale, dipende la pace nel mondo. Non esiste nel mondo una potenza che possa competere in universalismo culturale, morale e politico con gli Stati Uniti e la Chiesa, una potenza che tanto influsso e autorevolezza abbia sull’umanità quanto gli Stati Uniti e la Chiesa cattolica.

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Quanto agli Stati Uniti, essi, a giudizio di Maritain, sono il Paese che fra tutti meglio si presta alla realizzazione di quella nuova cristianità, che egli delineò in Humanisme intégral, e che ritroviamo delineata nella Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II.

Credo che il leader spirituale sul quale oggi in tutta l’umanità maggiormente sono puntati gli occhi, che appare il più affidabile, il più disinteressato e che gode del maggior prestigio e credibilità, sia il Papa. Papa Francesco ha contributo a creare questa figura. Ciò che del suo insegnamento ha maggiormente impressionato il mondo è stato il messaggio della fratellanza universale e del dovere della misericordia.

Ritengo che quanto San Tommaso, riprendendo il pensiero di Sant’Agostino, insegna sulla questione della giusta guerra (bellum iustum), punto che è stato oggetto in passato di molti dotti commenti, conservi intatto il suo valore, sicchè proprio al fine di preparare l’avvento della pace, occorrerebbe a mio modesto avviso che il Papa riprendesse questa saggia dottrina dell’Aquinate. Certo l’Aquinate non conosceva le armi atomiche, ma appunto il suo insegnamento è tuttora valido in riferimento alle armi tradizionali.

Ma una cosa che dobbiamo notare è che la vera prospettiva escatologica non è, come molti oggi credono, quella buonistica di stampo origenista della riconciliazione finale di tutti gli uomini fra di loro, della salvezza universale e della scomparsa di ogni male. Non è questa la vera visione cristiana. ... La prospettiva finale dei giusti è la vittoria con Cristo contro i suoi nemici. … Una predicazione integrale del Vangelo non può nascondere questo aspetto, che fa capire esattamente qual è la prospettiva di pace per la quale il cristiano lavora, soffre e combatte. È una pace che non nasce solo da una conciliazione, ma anche da una vittoria.

Immagine da Internet


19 febbraio, 2025

Il prossimo incontro fra Trump e Putin

 

Il prossimo incontro fra Trump e Putin

Occorre regolare la convivenza tra Occidente ed Oriente

La decisione di Trump e Putin di incontrarsi per trattare della pace in Ucraina e della fine della guerra provoca nel mondo un sospiro di sollievo e un moto di speranza e mette chiaramente in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno che alla radice del conflitto Ucraina-Russia si trova il conflitto fra Stati Uniti e Russia.

Trump e Putin si sono resi conto che la guerra in Ucraina è soltanto l’espressione locale del conflitto tra loro due. La stessa cosa è il conflitto israelo-palestinese: si tratta di un’espressione locale del conflitto fra Occidente ed Oriente. Dunque per avere la pace nel mondo bisogna che Occidente ed Oriente si accordino su ciò che è ad essi comune e che può costituire la regola di una serena e pacifica convivenza.  Bisogna che Trump e Putin assieme si accordino su ciò. 

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Le profonde differenze fra Occidente ed Oriente di carattere millenario, ben note agli studiosi delle religioni e delle civiltà, sono sempre state occasioni di incomprensione e di conflitti, non ultimi le due stesse guerre mondiali del secolo scorso. 

Infatti, la spiritualità occidentale e quella orientale rappresentano due modi diversi del nostro spirito di porci davanti a noi stessi e a Dio. 

Rappresentano due modi di unire l’intelletto con la volontà nel nostro metterci davanti a Dio: o l’uso della volontà per dar forza all’intelletto in Oriente o l’uso dell’intelletto per dar forza alla volontà in Occidente. Per l’Occidente la cosa importante è la messa in pratica della verità; per l’Oriente è il gusto e la contemplazione della verità. L’occidentale vede Dio nelle cose; l’orientale vede le cose in Dio. L’occidentale vede Dio al di sopra dell’io; l’orientale vede Dio nell’io.

Immagine da Internet