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15 giugno, 2025

La conversione della Russia - Che cosa è successo in Russia nel 1989? - Seconda Parte (2/2)

 

La conversione della Russia

Che cosa è successo in Russia nel 1989?

seconda Parte (2/2)

 La lucida visione di Soloviev

Il grande filosofo e teologo russo del sec. XIX, Vladimir Soloviev, di formazione ortodossa, giunse ad età avanzata, dopo una seria riflessione sulla storia del cristianesimo, a riconoscere e ad accogliere il primato del Romano Pontefice con un ragionamento di estrema onestà e lucidità, che vorremmo potesse essere quello dei fratelli ortodossi. Egli infatti notò come la Russia ha commesso un abuso ad avocare a sé, con la famosa teoria della Terza Roma, la guida del cristianesimo, che è una religione universale, negando al Papa questo compito espressamente affidatogli da Cristo per mezzo di Pietro.

Soloviev riconosce con franchezza il difetto storico dell’ortodossia di aver concepito e praticato un cristianesimo  interioristico troppo separato dal mondo,  trascurando i problemi umani e sociali di massa, permettendo così che l’amministrazione della giustizia e il governo della cosa pubblica cadessero nelle mani dei prepotenti,  degli approfittatori  e degli oppressori dei poveri, con la  conseguenza d’aver suscitato presso gli onesti nei suoi confronti  un giustificato sdegno e disprezzo, che purtroppo si è esteso anche alla stessa religione, che non ne ha alcuna colpa. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-conversione-della-russia-che-cosa-e_15.html

Ormai da tre anni le sorti dell’umanità sembrano ruotare attorno ad un uomo alla guida della grande nazione russa impegnata in una incomprensibile e crudele guerra contro una nazione limitrofa.

Putin rappresenta il dramma dell’attuale incomprensione reciproca fra Occidente ed Oriente, per la quale sia l’uno che l’altro crede di essere aggredito e per questo fa guerra all’altro. Tanto noi Occidentali quanto i Russi riteniamo, su fronti opposti, di avere ragione. Ma dov’è la verità? Questo è il punto.

Altra domanda che potremmo porci è: in questo scontro fra Occidente ed Oriente che parte hanno l’ebraismo e il mondo islamico?

Stando così le cose, bisogna che il Patriarca di Mosca si riconcili col Patriarca di Costantinopoli, mentre il Papa potrebbe proporsi come mediatore non in quanto Vicario di Cristo, ma in nome della comune fede cristiana

Non importa se resta in sospeso la questione del Filioque e del primato romano. Volesse Dio che lo scisma fosse ricomposto! Ma sarà sufficiente la coscienza dei valori comuni: la Santissima Trinità, l’Incarnazione del Verbo, la Madonna, la Scrittura, la Tradizione, la Chiesa, i Padri, i primi sette Concili, il Battesimo, i sacramenti, l’episcopato.   

Siamo giunti ad un punto nel quale a tutti s’impone una scelta radicale: o ricorriamo a Cristo o ci sottomettiamo al diavolo. O siamo per Dio o siamo contro Dio. La questione dell’esistenza di Dio e di chi è Dio è diventata una questione vitale.


Immagini da Internet

14 giugno, 2025

La conversione della Russia - Che cosa è successo in Russia nel 1989? - Prima Parte (1/2)

 

La conversione della Russia

Che cosa è successo in Russia nel 1989?

Prima Parte (1/2)


 Una rivoluzione costruttiva

Le rivoluzioni politiche sono energiche azioni collettive ben organizzate che mediante l’uso della forza mutano un regime politico alle radici avviandone uno nuovo giudicato migliore.  Bisogna dire tuttavia che l’uso della forza spesso è responsabile di azioni criminose e distruttive, che non fanno avanzare ma retrocedere il corso della storia, per cui anche le migliori rivoluzioni non sono prive di macchie, così come si può trovare qualche lato buono anche nelle rivoluzioni più distruttive.

La Rivoluzione russa del 1917 fu una rivoluzione del secondo tipo. Il popolo russo sotto la guida di Lenin pose termine con una insurrezione armata a un regime zarista che aveva tollerato una pratica cristiana infedele al precetto evangelico  della liberazione dei poveri dall’oppressone dei ricchi evadendo, col pretesto della ricompensa ultraterrena, il dovere di lottare per la giustizia sociale e promuovere una giusta spartizione dei beni economici.

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Oggi il partito comunista in Russia esiste ancora, ma non possiede tra gli altri partiti alcuna posizione privilegiata, la quale semmai è adesso occupata dalla professione di fede ortodossa, considerata come fattore essenziale dell’essere russo.

La riforma dello Stato portò con sé l’introduzione del diritto alla libertà religiosa, per il quale veniva abolito l’ateismo di Stato, sostituito col diritto alla libertà religiosa, che perciò stesso legalizzava la pluralità delle formazioni religiose esistenti in Russia, compresa la Chiesa cattolica, tanto che oggi a Mosca risiede una Arcivescovo cattolico Mons. Paolo Pezzi.

Ma, ahimè, il cristianesimo che è risorto non è quello che conduce all’unione con la prima Roma, ma quello arrogante ed imperialista della Terza Roma, per il quale il Russo o è ortodosso o non è russo. Da qui la confusione della religione con l’amor di patria, come se la religione ortodossa fosse un ingrediente essenziale dell’essere russo.

Alle radici greche della spiritualità russa non c’è Aristotele, ma Platone. Aristotele caratterizza l’Occidente.  La categoria metafisica fondamentale, in Russia, quindi, non è quella dell’analogia dell’essere, ma della partecipazione.  

Immagine da Internet: Solenne Liturgia a Mosca, 2015

26 maggio, 2025

950.000 russi morti. Per che cosa? - Seconda Parte (2/2)

 

950.000 russi morti. Per che cosa?

Seconda Parte (2/2)

 Perché lo scisma del 1054?

Credo che noi Europei non ci rendiamo conto di quale terribile ferita all’Europa abbia inferto il famoso scisma d’Oriente del 1054, con la tendenza che abbiamo a relegarlo ad un semplice episodio religioso del passato. Non riflettiamo abbastanza che oggi l’Europa dell’Ovest è separata da un abisso dall’Europa russa, per cui è semplicemente ridicolo parlare di edificazione dell’Europa senza trovare il modo di ottenere che ne faccia parte anche la Russia.

Un contrasto di tipo teologico o una questione astratta come quella del Filioque ci paiono del tutto ininfluenti o di nessun interesse ai fini di un lavoro concreto ed efficace per ottenere la pace fra Russi ed Ucraini e per edificare l’unione europea. Forse è meglio il riarmo proposto dalla Von der Leyen. Per cui ci sembra che il ricordare che cosa è stato quello scisma non sia di alcuna utilità per risolvere la guerra in Ucraina.  Ma le cose non stanno assolutamente così.

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I Russi ortodossi, autoproclamatisi nel sec. XVI Terza Roma, si considerano come i custodi dell’ortodossia cristiana. Un russo cattolico, secondo loro, tradisce la Russia. Gli scismatici d’oriente si considerano i veri cattolici, che hanno conservato la retta fede contro l’eresia del Vescovo di Roma. Il patriarca scismatico di Mosca si considera come erede e correttore del Vescovo di Roma, che nel passato ha tradito la retta fede. In questo senso il patriarca moscovita designa la propria Chiesa come Terza Roma, dopo e al di sopra del patriarcato scismatico di Costantinopoli, che Mosca considera come Seconda Roma, mentre Mosca sarebbe per il Patriarca di Mosca detentrice della piena ortodossia cristiana, corrotta dal Papa di Roma, ossia della prima Roma.

Per capire il senso e il perché di questa guerra, bisogna mettersi dal punto di vista dei Russi, giacchè sono loro che l’hanno voluta, mossa e causata. Alcuni dicono che sono stati spinti da Putin e dal suo gruppo di potere. Quindi essa, più che dal popolo russo, sarebbe stata voluta dal regime per scopi espansionistici o imperialistici. Che Putin sia l’erede dello stile autocratico e dispotico degli zar, nessun dubbio. Ma ricordiamoci che nessun dittatore riesce a mandare un esercito in guerra, se, per quanto obbligato, la maggioranza del popolo non è con lui, magari ingannata dalle sue idee, ma comunque in qualche modo convinta ed anzi certe volte fanatizzata del fascino esercitato dal dittatore.


Nel 1989 il popolo russo ha voluto riprendere in mano le sue risorse religiose, caratterizzate dall’ortodossia, abbandonando il progetto marxista. Dobbiamo tuttavia notare che la Russia non si è pienamente convertita secondo gli auspici della Madonna a Fatima. Ma anche l’Ucraina ha bisogno di convertirsi a Cristo, giacchè è chiaro che quando la Madonna parlava della Russia, sottintendeva anche l’Ucraina.

Resta tuttavia il fatto della comune devozione di noi cattolici e i nostri fratelli ortodossi alla Santissima Madre di Dio, Regina della pace, alla quale affidiamo con immensa fiducia la causa della pace in Ucraina.

 

Immagini da Internet: Vergine di Vladimir




25 maggio, 2025

950.000 russi morti. Per che cosa? - Prima Parte (1/2)

 

950.000 russi morti. Per che cosa?

Prima Parte (1/2)

Perché la Russia ha invaso l’Ucraina?

Recentissimi ed affidabili dati statistici riguardanti la guerra in Ucraina parlano di 950.000 Russi uccisi dagli Ucraini e 46.000 Ucraini uccisi dai Russi. Sono rimasto stupito. Sin dall’inizio della guerra l’UE e gli Stati Uniti si sono giustamente interessati per soccorrere l’Ucraina aggredita continuamente richiedente aiuto e per fornirle aiuti militari utili a respingere l’aggressione russa, mentre sappiamo dei continui bombardamenti su città, delle crudeltà, delle stragi e delle violenze commesse dai Russi invasori.

Alla notizia di quei dati, però, ho fatto un semplice ragionamento: dalle notizie che da tre ani ci giungono di continue azioni militari russe contro l’Ucraina e al sentire da parte dell’Ucraina una continua richiesta di soccorso all’Occidente, quasi fosse sopraffatta dai Russi, mi aspettavo che li cifre fossero ben diverse: pochissimi morti russi e moltissimi ucraini.

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In ogni guerra l’uomo in qualche modo prende posizione davanti a Dio, come avviene in tutti i grandi avvenimenti della nostra vita, dove la vita è messa a repentaglio; ed è chiaro il rapporto di Dio con la vita. In ogni guerra sono pertanto in gioco interessi vitali; solo a questo prezzo un uomo è pronto a uccidere e prospetta l’eventualità di essere ucciso.

Certo questi interessi possono essere puramente economici o politici o nazionali; ma è impossibile che dietro ad essi non ci sia Dio, giacchè l’uomo non è la semplice bestia che lotta per il cibo e il per il sesso, ma è sempre davanti all’Assoluto, anche se fà di una creatura o di se stesso l’Assoluto.

In questo senso si può dire che tutte le guerre, se non sono bestiali sfoghi di odio e di passioni, sono sempre guerre di religione, anche se Dio non viene nominato. Le guerre – basta vedere le narrazioni bibliche - nascono tra uomini che hanno concezioni opposte della divinità e della volontà di Dio. E la guerra in Ucraina non fa eccezione.

Gli Ucraini ortodossi e Russi non capiscono che non l’ortodossia ma il cattolicesimo consente la vera realizzazione dell’identità nazionale e la pacifica convivenza dei vari popoli, nel rispetto delle diversità e nella reciproca complementarità, perchè il cattolico affida la suprema custodia della retta  fede e della disciplina ecclesiastica al Papa e non alle singole Chiese nazionali, con l’impagabile vantaggio che mentre l’universalità della fede e della disciplina sono  garantite, nel contempo non si creano conflitti tra i popoli in nome della fede.

Immagine da Internet: La battaglia di Giosuè contro gli Amaleciti, Nicola Poussin

14 aprile, 2025

Che cosa vuole la Russia?

 

 Che cosa vuole la Russia?

Perché Putin ha mosso guerra all’Ucraina?

Dal punto di vista morale e giuridico non è proibito ad uno Stato muover guerra contro un altro Stato per una giusta causa: per esempio per eliminare delle basi militari disposte contro il proprio territorio oppure per liberare popolazioni residenti in uno Stato confinante oppressore di questi cittadini che chiedono soccorso oppure per rivendicare come proprio un territorio del quale si è appropriato lo Stato confinante.

Sono queste le ragioni che hanno mosso Putin a mandare forze armate in Ucraina? Dopo tre anni di guerra, nonostante tutti i mezzi d’informazione di alta tecnologia dei quali disponiamo, nonostante l’interessamento nella cosa da parte dell’ONU e di molte nazioni, nonostante tutte le trattative che sono state compiute, il comune cittadino come me e come tantissimi, benché da allora non abbia cessato di seguire la vicenda con attenzione, non riesce ancora o quanto meno fa molta fatica a capire dove sta la verità e in particolare quali sono i termini della questione, chi ha torto e chi ha ragione. Le guerre sono sempre legate alla menzogna, ala reticenza, alla disinformazione, ai giudizi parziali e faziosi.

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Il cesaropapismo bizantino, che sarà poi all’origine dello scisma del 1054, in fondo non è altro che una prosecuzione del rapporto sacerdozio-impero dell’Impero Romano. Qui il potere dell’Imperatore è divino e il sacerdote con i suoi atti liturgici esprime solamente in subordine e rappresenta la funzione sacra dell’imperatore, il quale svolge oltre a questa tutte le altre funzioni di governo della società civile.

Occorre una buona volta risolvere la questione del Filioque, perchè è da lì che è partita la divisione e la dissoluzione dell’Europa fino a giungere all’attuale Unione Europea, che ha ripudiato le radici cristiane dell’Europa ed ora è armata (non ancora abbastanza) contro l’altra metà dell’Europa, che almeno le riconosce queste radici, ma è fornita di armi atomiche. Che cosa vogliamo? La guerra fra l’Europa occidentale e quella orientale?

I capi delle nazioni europee, la Von der Leyen, Zelensky e Putin si rendono conto della follia nella quale stiamo precipitando? Il Papa e il Patriarca Cirillo non hanno nessun ruolo da svolgere assieme in questa questione? E Guterres che cosa sta facendo?

Immagine da Internet: Roma imperiale

25 marzo, 2025

La martoriata Ucraina non è del tutto innocente - Seconda Parte (2/2)

 

La martoriata Ucraina

non è del tutto innocente

 Seconda Parte (2/2)

Il prezzo dell’ecumenismo

Sin dai tempi seguenti lo sciagurato scisma del 1054, la Chiesa Cattolica si è sempre impegnata per sanare la dolorosa ferita e per ricondurre alla comunione con Pietro i fratelli separati.

L’ecumenismo non è nato col Concilio Vaticano II. È però vero che questo ecumenismo non si limita oggi ad essere un fenomeno raro e prezioso vissuto come in passato da pochi santi in un clima ecclesiale generale di scontri violenti, esclusioni reciproche, misure e condanne severe e polemiche interminabili, spesso astiose, ma è diventato un costume diffuso vero dono dello Spirito Santo. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-martoriata-ucraina-non-e-del-tutto_25.html 


La vocazione dell’Ucraina, la sua grande chance, grazie alla sua stessa posizione geografica, è quella di diventare il laboratorio e il modello dell’ecumenismo più avanzato, fattore di congiunzione e di mutua collaborazione fra Occidente ed Oriente, solo che queste due potenze rinunciassero alle loro eventuali mire di egemonia sull’Ucraina e avessero la saggezza di capire invece che il collaborare per il bene e l’unità di questo infelice e nobile Paese andrebbe a tutto vantaggio non solo di questo Paese, ma di loro stesse e della pace nel mondo.

 

Siamo ormai da un secolo giunti ad una fase della nostra storia nella quale è più che mai evidente che non esistono più sulla terra aree di civiltà separate o isolate le une dalle altre, ma gli attuali mezzi di comunicazione e di trasporto ci mettono ormai tutti assieme stretti gli uni agli altri, gomito a gomito, come se fossimo in un autobus in un’ora di punta. Siamo come in un immenso condominio come vicini di casa, anche se lontani gli uni decine di migliaia di chilometri.

Sentiamo pertanto più che mai il bisogno di una cultura, di un governo, di una economia e di una politica globali, pur nel rispetto delle diversità e dei legittimi pluralismi.

Si moltiplicano i progetti filosofici e messianici di salvezza universale e di liberazione dell’intera umanità. In tal senso il cattolicesimo, col suo proprio universalismo, è più che mai coinvolto in questa impresa ed è più che mai di attualità. Ma anche altre visioni globali competono con lui, come per esempio il protestantesimo, la massoneria, il comunismo, l’islamismo. Qual è il vero universalismo? Chi può dire di conoscere veramente i bisogni e i fini dell’uomo come tale al di fuori del cristianesimo?

Immagini da Internet 

21 marzo, 2025

La martoriata Ucraina non è del tutto innocente - Prima Parte (1/2)

 

La martoriata Ucraina

non è del tutto innocente

 Prima Parte (1/2)

 Un rivolgimento storico

Pochissimo tempo dopo l’invasione del Donbas da parte dei Russi la loro operazione militare suscitò per la sua evidente potenza distruttiva una reazione di condanna da parte della grande maggioranza dei Paesi membri dell’ONU. Lo sdegno per questa barbarica impresa militare aumentò successivamente per le notizie di danni gravissimi inferti dai Russi in varie città dell’Ucraina compresa la capitale con l’uccisione di numerosi civili e la distruzione di infrastrutture necessarie alla vita del Paese.

L’invasione russa ha procurato all’Ucraina immense sofferenze e più volte il Santo Padre ha parlato della «martoriata Ucraina», ma ha parlato anche di «guerra tra fratelli» ed ha esortato l’Ucraina a deporre le armi e a dialogare con la Russia.

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Nell’ortodossia con l’istituto della cosiddetta «autocefalia», capita ed è capitato ogni tanto che una Chiesa ubicata in un centro cittadino più importante è considerata egemone di quella ubicata in un centro politico meno importante.

C’è da notare inoltre che la stessa parte che Costantinopoli fece con Roma (chi la fa, l’aspetti), l’ha fatta la Chiesa di Mosca nei confronti di quella ortodossa di Kiev: siccome a partire dal sec. XIV il Ducato di Mosca diventò più importante del Principato di Kiev, allora la Chiesa russa cominciò ad assumere un tono di comando anche dispotico nei confronti di Kiev. La cosa divenne ancor più chiara sotto il regime sovietico. Questo fatto è all’origine di una secolare oppressione di Mosca nei confronti di Kiev, che è all’origine dell’attuale guerra in Ucraina.

Immagine da Internet: Cattedrale di Santa Sofia, Kiev

21 ottobre, 2024

Le radici spirituali della guerra - La pace si ottiene solo con la forza dello spirito - Seconda Parte (2/2)

 

Le radici spirituali della guerra

La pace si ottiene solo con la forza dello spirito

Seconda Parte (2/2) 

 Il dramma storico dell’Ucraina e le cause profonde della guerra

La guerra in Ucraina non si spiega sufficientemente col semplice appetito dei Russi di dominare sull’Ucraina. C’è anche il timore di un’Ucraina che pare esser diventata ostile alla Russia per un suo avvicinarsi all’Occidente. Questi fattori esistono certamente, ma non sono quelli decisivi di fondo. Il fattore decisivo è che in Ucraina si scontrano in un duello mortale – ecco perchè abbiamo avuto finora un milione di morti - due contrastanti concezioni dell’uomo, della vita, della morale, della santità, della Chiesa, del rapporto dell’uomo con Dio.

Si tratta di uno scontro tra l’immagine occidentale e quella orientale dell’uomo e alla fine, della stessa realtà metafisica[1]. Ecco perchè Cirillo ha parlato di uno scontro metafisico. Chi non ha approfondito la ormai più che secolare questione del confronto fra Occidente ed Oriente, da tempo dibattuta sia in Europa che in Russia, non può capire che cosa sta succedendo in Ucraina e perché e quindi non è in grado di poter suggerire vie, modi e mezzi per raggiungere la pace.

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La tendenza a concepire l’esser cristiano come espressione della propria identità nazionale, sicchè per essere patrioti bisogna essere cristiani ed ogni nazione ha una sua Chiesa nazionalistica («autocefala»), isolata da quella delle altre nazioni, è un difetto tipico dell’Ortodossia, la quale, mancando del riferimento alla Chiesa Romana, ed avendo comunque bisogno di un punto di rifermento, si rifugia nella propria «autocefalia».

L’Ucraina, per la sua posizione geografica e per la sua stessa storia, avrebbe nel contempo un’ottima chance di diventare modello di dialogo ecumenico, luogo di confronto fra religioni, costumi e civiltà, tra Occidente ed Oriente, ispiratrice di armonia e di pace fra popoli, nazioni e culture.

Il Papa ha anche aggiunto molte volte che, per ottenere la pace bisogna che i belligeranti, assieme, di comune accordo e immediatamente, consensualmente e senza condizioni depongano le armi e si mettano a trattare da pari a pari, da fratelli, liberamente, con fiducia l’uno nell’altro, pronti l’uno e l’altro a soddisfare le giuste esigenze dell’altro e a rimediare i torti fatti all’altro, non perchè il più debole è piegato sotto il giogo del più forte dal quale è stato sconfitto, ma da buoni fratelli, sulla base dei comuni valori dell’Occidente e dell’Oriente, nel rispetto delle diversità  e nell’integrazione reciproca, secondo le indicazioni che ho fatto emergere da questo mio articolo. Questa e non altra è la via della pace.

Immagine da Internet

23 agosto, 2024

Gregorio Rasputin - La tragedia della mistica scismatica - L’illusione della mistica modernista - Seconda Parte (2/2)

 

Gregorio Rasputin

La tragedia della mistica scismatica

L’illusione della mistica modernista

 
Seconda Parte (2/2)

Tutto ebbe inizio, come egli stesso raccontò, dall’aver avuto una visione della Madonna di Kazan, protettrice della Russia, che appunto gli dava questa missione profetica di salvezza e santificazione del prossimo. Prese allora contatti col vicino monastero di Verothur che custodiva le reliquie di San Simeone, al quale rimase devoto per tutta la vita. Decidette così di intraprendere una severa vita ascetica obbedendo ad un impulso interiore per il quale si sentì portato alla missione di padre spirituale, chiamato staretz dai Russi. Si dette allo studio della Scrittura e della vita dei Santi russi, ad aspre penitenze, a lunghe preghiere nella solitudine, alla frequentazione degli uffici religiosi e a pellegrinaggi.

Così decise di raggiungere i centri della vita russa per predicare là il Vangelo e svolgere la sua missione profetica. Giunse effettivamente a Mosca e a San Pietroburgo è diventò un’apprezzata guida e un saggio consigliere spirituale, con una notevole capacità di intuire la situazione interiore delle persone essendo così in grado di confortarle, illuminarle e dar loro buoni consigli.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/gregorio-rasputin-la-tragedia-della_22.html


Gregorio Rasputin si sentì mandato dalla Madonna di Kazan a svolgere la sua missione per la grandezza della Santa Russia. Lo zar Nicola II, pochi giorni prima del suo martirio, consacrò la Russia alla veneratissima Vergine di Kazan. Sorprendente coincidenza e incontro nel nome della Madonna dei due personaggi chiave della tragedia che avrebbe condotto alla rivoluzione atea comunista del 1917: Rasputin, al quale viene addebitata la colpa di aver fatto cadere la dinastia Romanov e lo zar Nicola, uomo di fede ma debole e irresoluto nei confronti del dissoluto, eretico e falso mistico Rasputin. Nicola però si riscattò perdonando ai suoi assassini e rifiutando di essere liberato dall’Armata Bianca per evitare uno spargimento di sangue. 

Per questo atto eroico finale, anche se la vita precedente di Nicola non fu del tutto edificante, la Chiesa russa lo ha canonizzato come martire («colui che ha sofferto la passione di Cristo»), mentre l’attuale governo russo lo ha riabilitato dichiarando illegittimo il processo che lo condannò a morte insieme con la sua famiglia. Un presagio di pace per la Russia e per il mondo?

Immagine da Internet: Famiglia Romanov

22 agosto, 2024

Gregorio Rasputin - La tragedia della mistica scismatica - L’illusione della mistica modernista - Prima Parte (1/2)

 

Gregorio Rasputin

La tragedia della mistica scismatica

L’illusione della mistica modernista

Prima Parte (1/2)

 

                            Allontanatevi da me, voi operatori di iniquità!

Mt 7,23

                Dai loro frutti li potrete riconoscere

Mt 7,20

Premessa

Carenza di studi sulla falsa mistica

ed urgenza di una sapiente opera educativa

La Chiesa a cominciare dai primi secoli e a partire dallo stesso Nuovo Testamento ha sempre avuto la forte preoccupazione nella sua dottrina ed azione pastorale e formativa  di distinguere i veri dai falsi mistici, espressione di vari movimenti come l’ermetismo, lo gnosticismo,  la magia, i culti orgiastici e dionisiaci, l’occultismo, il satanismo, movimenti che trovarono espressione negli euchiti, negli encratiti, negli acemeti, nei  messaliani, nei montanisti, per passare successivamente nel Medioevo agli almariciani, ai flagellanti, ai catari, ai fraticelli e falsi spirituali medioevali, fino ai lassisti, ai quietisti e ai giansenisti del ‘600, ai teosofi, ai romantici e alla massoneria esoterica del sec. XIX e ai modernisti dei tempi della Pascendi di San Pio X. 

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La mistica di Rasputin nasce da un inquinamento morale proveniente dalla concezione kabbalistica e luterana del peccato inteso non come atto da evitare, ma come fattore di redenzione, per quanto questa idea possa apparire assurda ed ipocrita. Essa suppone l’invincibilità della concupiscenza e nel contempo la possibilità di essere salvati e perdonati.

La soluzione è ben nota: il peccato non è cancellato, ma «coperto». «Non ti preoccupare! Pecca tranquillamente! Dio è buono e ti perdona!». Come Lutero, Rasputin confondeva la condizione di peccatore, certo incancellabile in questa vita, con gli atti del peccato, che possono e devono essere soppressi di volta in volta, anche se poi, effettivamente, data quella condizione, essi purtroppo si ripetono.


Immagine da Internet: Grigórij Efímovič Raspútin

03 agosto, 2024

Basta con la Terza Roma - Seconda Parte (2/2)

 

Basta con la Terza Roma

La guerra in Ucraina cesserà

quando Mosca si assoggetterà a Roma

 

Seconda Parte (2/2) 

Una successione apostolica senza la guida di Pietro

Un fatto che non cessa di sorprenderci nella Chiesa ortodossa è l’esistenza di un episcopato senza il Papa. Ci sono i successori degli apostoli, ma non ci sono i successori di Pietro. Questo fatto, se da una parte consente la presenza dei sacramenti, per cui è possibile la vita ecclesiale, la fede, la vita di grazia e la santità, dall’altra è sorgente di un’infinità di divisioni, controversie, reciproche accuse e condanne, scomuniche, esclusioni, divisioni, litigi, disobbedienze, scismi ed eresie. È evidente che manca quel fattore di unità, di reciprocità, di comunione, di dialogo, di concordia e di pace che è il Papa.

Manca il progresso dogmatico

I nostri fratelli ortodossi, si tratti della Seconda o della Terza Roma, sono rimasti fermi al 1054. Hanno una mentalità simile a quella dei lefevriani, fermi al 1959, data di inizio di quel nefasto evento, a loro dire, che fu il Concilio Vaticano II. 

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Il mondo ortodosso, per stabilire la verità di fede, mancando del riferimento al Papa, principio dell’unità universale della Chiesa e garante delle verità di fede, ricorre alla fede pre 1054. È fermo alle dottrine di fede precedenti il 1054 come salvaguardia e ad un tempo espressione della propria identità nazionale.

Il Russo, per esempio, considera la dottrina della fede ortodossa precedente il 1054 come salvaguardia dell’identità e dell’esistenza del popolo russo.  Accettare il cattolicesimo, per l’ortodosso russo, sarebbe come negare l’identità del popolo russo.

L’ortodosso non comprende che il cristianesimo non è fatto per fondare o garantire l’identità dei vari popoli, e quindi non può pretendere di trovare nella rivelazione una missione eccellente per il popolo russo, benché naturalmente non si esclude che ogni popolo possa avere ricevuto da Dio una speciale missione. Si pensi solo al popolo ebraico. La coscienza della propria identità nazionale è cosa certamente importante; ma essa ha una base semplicemente storica; non si fonda sulla rivelazione cristiana.

Invece l’ortodosso russo conserva la fede pre 1054 come garanzia e difesa dell’identità del popolo russo, considerando, come già faceva Costantinopoli, tale fede come superiore a quella cattolica sviluppatasi dopo il 1054. Ne viene che l’ortodosso russo considera il cattolicesimo come nemico della sua identità nazionale.

Immagini da Internet:
- Cattedrale di San Basilio, Mosca
- Basilica di San Pietro, Roma

02 agosto, 2024

Basta con la Terza Roma - Prima Parte (1/2)

 

Basta con la Terza Roma

La guerra in Ucraina cesserà

quando Mosca si assoggetterà a Roma

Prima Parte (1/2)

 

Quae sunt Caesaris, Caesari;

           quae sunt Dei, Deo

 Le origini del Concetto di Mosca Terza Roma

Come sappiamo dalla storia, il monaco russo Filofej di Pskov della fine del 15° sec. e principio del 16° sec., fu il creatore della dottrina, formulata in un messaggio inviato al gran duca di Moscovia Basilio III, di "Mosca terza Roma" quale centro di un impero cristiano, cioè della successione russa a Bisanzio. Secondo questa dottrina la Roma dei Papi, chiamata da Filofej «prima Roma», la quale, decaduta a causa della fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 454, era stata sostituita e sorpassata dalla «seconda Roma», Costantinopoli.  

Ma caduta anche questa a causa del crollo dell’Impero d’Oriente nel 1453 sotto il dominio ottomano, ecco sorgere una Terza Roma, la Chiesa di Mosca, a raccogliere l’eredità della Prima Roma e portarla a definitiva perfezione, sicchè il Patriarcato di Mosca si presenta come luce e guida di tutti i discepoli di Cristo in tutto il mondo fino alla fine dei secoli.

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Ivan IV, nipote di Ivan III, proclamò durante la sua incoronazione a zar di Russia: Due Rome sono cadute ma non Mosca! E non vi sarà una quarta Roma!

È sbalorditivo come l’idea balzana di Filofej abbia avuto tanto successo nella storia della Chiesa Ortodossa moscovita fino ai nostri giorni. Infatti il carisma di Pietro vescovo di Roma, Pastore universale della Chiesa è stato voluto da Cristo stesso. Ma l’idea di Filofej non solo non ha alcun fondamento biblico, ma contraddice apertamente alla volontà di Cristo che tutti da 2000 anni conoscono.

San Tommaso, dal canto suo, in pieno secolo XIII, quando il Papato dominava non solo spiritualmente, ma anche politicamente su tutta l’Europa cattolica, fedele alla distinzione evangelica fra potere politico e potere religioso, sosteneva che il principe secolare o capo dello Stato non è vicarius Christi, ma vicem gerens multitudinis e in tal modo anticipò di sette secoli la dottrina della democrazia, che del resto riprendeva da Aristotele, mentre evitò quel difetto della Chiesa ortodossa di essere troppo ossequente al potere politico lasciandogli in mano un potere sacrale, che non appartiene all’imperatore, ma al Vescovo  e al Papa.

Quando infatti l’imperatore Costantino si convertì al cristianesimo, non intese la sua autorità in senso meramente temporale, ma prese spunto dai precedenti imperatori romani, i quali consideravano sé stessi non semplicemente come sovrani temporali, ma come rappresentanti di Dio, mediatori fra Dio e il popolo. Non dimentichiamo che il titolo di summus pontifex deriva dal pontifex optimus maximus dell’imperatore romano.

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- Ivan IV di Russia
- Costantino, Imperatore Romano