domenica 27 giugno 2021

La scomunica di Lutero e i luterani di oggi - Seconda Parte (2/2)

 La scomunica di Lutero e i luterani di oggi

Seconda Parte (2/2)

Il programma conciliare

affinchè i cristiani possano giungere dal conflitto alla comunione 

Il caso di Lutero è quello al quale l’Unitatis redintegratio allude con le seguenti parole:

«Nei secoli passati sono nati nella Chiesa ampli dissensi e comunità non piccole si sono staccate dalla piena comunione con la Chiesa cattolica, talora non senza colpa di uomini d’entrambe le parti. Quelli che poi ora nascono e sono istruiti nella fede di Cristo in tali comunità non possono essere accusati del peccato di separazione e la Chiesa cattolica li abbraccia con fraterno rispetto e amore. Quelli infatti che credono in Cristo e hanno ricevuto debitamente il battesimo sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica» (n.3).

È chiaro che i luterani di oggi, educati nel luteranesimo, non possono avere la colpa della separazione che ebbero Lutero con i suoi seguaci contemporanei. E ciò però non toglie che i luterani di oggi continuino a restare separati nella misura in cui accolgono gli errori di Lutero. Tuttavia, caratteristica del luteranesimo, a differenza del cattolicesimo che, grazie all’unione col Papa è unito nella pienezza della medesima verità rivelata custodita dalla Chiesa, è che la distanza dalla Chiesa Cattolica è diversa e più o meno grande a seconda che le varie correnti luterane si allontanano di più o di meno dalla dottrina cattolica e quindi dalla comunione con la Chiesa Romana.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-scomunica-di-lutero-e-i-luterani-di_27.html

La Chiesa, infatti, è una entità sussistente personale a due livelli di esistenza: un livello fondante e un livello fondato. (Ef 5,24-29). Fondamentalmente è una unità personale; ma un’unità che sostiene una moltitudine di persone; è una persona corporativa: fondatamente è una moltitudine di persone umane, è una comunità; è il «corpo di Cristo» (Ef 5, 23). L’anima della Chiesa è l’unità fondante, creata dallo Spirito Santo. Il corpo è la moltitudine dei fedeli, è l’aspetto umano sociale.

Le persone che sono definitivamente radicate nell’unità fondante, sono connesse indissolubilmente fra di loro ed inseparabili fra di loro e dall’unità fondante. Ciò avviene in cielo. Invece, i membri della Chiesa che vivono su questa terra, possono separarsi fra di loro e dalla Chiesa.

Occorre dunque usare non il paragone della tunica o dell’anfora o della semplice associazione umana, ma quello usato da Cristo stesso: il tralcio che si stacca dalla vite.

Immagine da internet: Basilica si San Vitale (Ravenna)


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