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17 giugno, 2026

Un suggerimento al Santo Padre

 

Un suggerimento al Santo Padre

 

Il Papa ieri ha parlato del problema di un accordo con la Fraternità San Pio X, rilevando con dolore la loro condizione scismatica.

Il Santo Padre, con cuore veramente di Padre, ha in mente di lanciare un appello affinchè questi fratelli siano in piena comunione con la Chiesa.

Modestamente mi sono permesso di suggerire al Santo Padre quelli che, secondo me, potrebbero essere i punti di tale appello.

A tal riguardo riporto la risposta che ho dato al messaggio di un lettore.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-suggerimento-al-santo-padre.html

 


 https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-06/papa-viaggio-spagna-migranti-pace-iran-lefebvriani-vacanze-peru.html

11 giugno, 2026

Don Morselli commenta Mons. Schneider - Un mio commento al commento - Seconda Parte (2/2)

 

Don Morselli commenta Mons. Schneider

Un mio commento al commento

Seconda Parte (2/2)

 

Don Alfredo Morselli ha commentato una recente dichiarazione di Mons. Schneider relativa alla prossima ordinazione episcopale programmata dalla FSSPX.

Considerando l’importanza dell’evento, ho pensato di commentare a mia volta:

A)   sia le parole di Mons. Schneider (Prima Parte)

B)   che le osservazioni di Don Morselli (Seconda Parte).

https://dianemontagna.substack.com/p/exclusive-bishop-schneider-sets-out

https://www.facebook.com/share/1QamPThe3Q/?mibextid=wwXIfr


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B)

Don Alfredo Morselli

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/don-morselli-commenta-mons-schneider-un_01628706885.html

 

Secondo me è bene rivolgere con semplicità e fiducia al Magistero la richiesta di chiarire certi punti difficili e discussi delle dottrine conciliari, che di fatto sono state strumentalizzate dai modernisti o non comprese dai passatisti.

Se la Fraternità fa un passo di questo genere e nello stesso tempo rinuncia all’ordinazione, come sembra alludere Don Morselli, non c’è dubbio che essa metterebbe il Papa nelle migliori condizioni per chiarire il senso dei passi discussi del Concilio.

Per quanto riguarda la resistenza ad atti discutibili della Santa Sede, certamente questa cosa è lecita, purchè Don Morselli non si riferisca alle condizioni poste da Benedetto XVI affinchè la Fraternità sia in piena comunione con la Chiesa.

Immagine da Internet: Don Alfredo Morselli

10 giugno, 2026

Don Morselli commenta Mons. Schneider - Un mio commento al commento - Prima Parte (1/2)

 

Don Morselli commenta Mons. Schneider

Un mio commento al commento

Prima Parte (1/2)

 

Don Alfredo Morselli ha commentato una recente dichiarazione di Mons. Schneider relativa alla prossima ordinazione episcopale programmata dalla FSSPX.

Considerando l’importanza dell’evento, ho pensato di commentare a mia volta:

A)   sia le parole di Mons. Schneider (Prima Parte)

B)   che le osservazioni di Don Morselli (Seconda Parte).

 

https://dianemontagna.substack.com/p/exclusive-bishop-schneider-sets-out

https://www.facebook.com/share/1QamPThe3Q/?mibextid=wwXIfr

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 8 giugno 2026

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/don-morselli-commenta-mons-schneider-un.html


Purtroppo la Fraternità non è mai stata in comunione con la Chiesa e non è nata in comunione con la Chiesa, perché essa è stata fondata apposta per contestare le dottrine nuove del Concilio.

Per questo io ritengo che il Papa, quando ci sarà l’ordinazione, non emetterà alcun decreto di scomunica, perché la Fraternità, come disse Benedetto XVI parlando ad essa, di fatto non è in piena comunione col Papa, perché non accetta le nuove dottrine del Concilio.


Immagine da Internet:
- Mons. Schneider

09 giugno, 2026

Giusti ed empi - La prospettiva escatologica cristiana della pace - Seconda Parte (2/2)

 

Giusti ed empi

La prospettiva escatologica cristiana della pace

Seconda Parte (2/2)

 

Che cosa intendiamo con la parola «guerra»?

Il Papa si propone di indicare le vie della pace all’umanità di oggi, divisa da dottrine e forze contrastanti, lotte di potere, aspirazioni al dominio e sfrenati egoismi, insistendo sulla necessità di utilizzare con sapienza, prudenza, pazienza e perseveranza i metodi del dialogo, della persuasione, dell’argomentazione, e della diplomazia, della testimonianza, insomma tutte le forme e le risorse del modo pacifico di risolvere contrasti e controversie.

Partendo da un concetto di guerra intesa come conflitto di egoismi e sfogo di crudeltà, il Papa ovviamente condanna in modo assoluto la guerra come immorale, nemica della pace e della giustizia. Se guerreggiare è peccato, non avrebbe senso parlare di un peccato giusto.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/giusti-ed-empi-la-prospettiva_0298824651.html 



L’Apocalisse presenta l’inizio della storia della Chiesa con il potente intervento di un angelo - certamente immagine di Cristo -  «che scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo e Satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’abisso. Ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo» (c.20, 1-3).

L’incatenamento di Satana significa che con la fondazione della Chiesa il demonio non riesce più a disturbare ed ingannare l’umanità come prima. Ma non vuol dire che non continui a combattere contro la Chiesa.

 
Immagine da Internet:
- I sette angeli dell'Apocalisse, Michelangelo Buonarroti

06 giugno, 2026

Giusti ed empi - La prospettiva escatologica cristiana della pace - Prima Parte (1/2)

 

Giusti ed empi

La prospettiva escatologica cristiana della pace

Prima Parte (1/2)

 

Costruire la pace nel mondo d’oggi

La recente enciclica di Papa Leone Magnifica humanitas tocca il delicato problema del buon uso dell’IA, in un contesto storico quale quello attuale, caratterizzato da una situazione dell’umanità mai prima verificatasi nella storia. Oggi l’umanità, che rischia da un momento all’altro l’autodistruzione, è messa più che mai davanti alle parole  che Cristo e San Paolo pronunciano circa  quella che sarà la conclusione della storia presente;  è illuminata  dalla prospettiva della separazione finale ad opera di Cristo giudice dei giusti dagli empi,  i primi, premiati per la loro fedeltà,  ammessi a fruire della pace celeste, eterna e perfetta nell’esercizio della comunione fraterna e con Dio; i secondi, puniti per la loro superbia e disobbedienza, eternamente schiavi del loro odio per Dio e per il prossimo, privi per sempre della pace di Cristo, fissi per sempre nella guerra contro Dio e contro il prossimo.

L’enciclica mette in gioco il concetto cristiano della pace. Esso ha origini veterotestamentarie, dove appare l’immensa ricchezza del concetto biblico della pace (shalom) come pienezza di tutti i beni, materiali e spirituali. Al limite la Pace è Dio stesso.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/giusti-ed-empi-la-prospettiva.html




Come la pace ha origine nello spirito, altrettanto la guerra ha origine nello spirito. Secondo la Scrittura essa ha avuto origine dalla guerra fra gli angeli fedeli e gli angeli ribelli alle origini del mondo. 

Per questo, il combattimento per l’ottenimento della pace è anzitutto un combattimento spirituale (vedi Ef 6, 12-17), che può esprimersi nel conflitto bellico esteriore e materiale. 

 

Immagine da Internet:
- San Michele Arcangelo sconfigge Lucifero, Museo di Palazzo Reale, ambito piemontese 
 
 
 
 

30 maggio, 2026

La dialettica hegeliana come principio della guerra - Prima Parte (1/3)

 

La dialettica hegeliana come principio della guerra

Prima Parte (1/3) 

                                                           Sia il vostro parlare sì, no, no;

       il di più viene dal maligno

Mt 5,37

 La nostra condotta morale dipende dal nostro modo di pensare

Come ha dimostrato con solidi argomenti il dottissimo e acutissimo Padre Cornelio Fabro[1], rifacendosi ai princìpi di San Tommaso d’Aquino, la dialettica hegeliana è basata su di un modo di pensare sofistico, che trasgredisce i princìpi e le regole fondamentali del pensare e dell’argomentare, si oppone all’evidenza, fa sembrare vero il falso e favorisce la doppiezza.  

La dialettica, già spiegava Aristotele, ha una sua dignità conoscitiva, ma anch’essa, come la logica e la scienza, è tenuta a rispettare certe regole e princìpi, mancando ai quali non è più ricercatori o espositori del vero, ma volgari ciurmatori o impostori. A San Tommaso per i casi più gravi arriva a parlare di «protervia» ed è da notare ce l’Aquinate è d’abitudine molto sobrio nell’assegnare qualifiche negative ai suoi avversari.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/la-dialettica-hegeliana-come-principio.html

 


In campo politico e teologico la dialettica hegeliana è generatrice sia di conservatorismo che di sovversione, a seconda che si preda il positivo iniziale libero dalla negazione o con la negazione. 

Ma se si mantiene la negazione, la conclusione nichilistica è inevitabile, nonostante il rimedio che Hegel cercò di apporre. Per questo, quando Papa Francesco e Leone XV hanno denunciato il nichilismo come uno dei più gravi mali del nostro tempo, certamente hanno pensato all’hegelismo. 



Immagine da Internet: Giardini vaticani

29 maggio, 2026

Come funziona l’intelligenza artificiale?

 

Come funziona l’intelligenza artificiale?

 

In occasione della pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas, il Papa ci ha illustrato l’utilità dell’IA e le norme morali che dobbiamo seguire nel suo uso, così da trarre da essa un profitto che possa servire alla convivenza sociale, al progresso umano e al bene incomparabile della pace.

Prendendo spunto da questo grande evento del Magistero Pontificio, ho pensato di proporre ai Lettori alcune brevi considerazioni concernenti il funzionamento di questa meravigliosa macchina, il cui comportamento assomiglia tanto a quello di una persona, tanto da poter costituire per alcuni il rischio di considerarla tale con le conseguenze nefaste che si possono immaginare da un simile approccio ad una semplice macchina, scambiata per un essere pensante.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/come-funziona-lintelligenza-artificiale.html 




Immagini da Internet

21 maggio, 2026

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci in relazione a due suoi articoli sulla questione dei Lefevriani

 

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci

in relazione a due suoi articoli

 sulla questione dei Lefevriani 

 

Caro Marcarucci, ho molto apprezzato il suo sforzo di comprendere con animo benevolo e critico il dramma che come cattolici stiamo vivendo nell’imminenza della progettata ordinazione dei Vescovi lefevriani.

Avrei però da fare alcune osservazioni.

Innanzitutto non concordo sul giudizio positivo che lei dà circa la critica fatta da Mons. Lefebvre alle nuove dottrine del Concilio.

Per quanto riguarda infatti la Tradizione non è il Concilio che si sia allontanato dalla Tradizione, ma è Lefebvre, che, come gli rimproverò San Paolo VI, cadde in un falso concetto di tradizione.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lettera-aperta-amerigo-mascarucci-in.html

 

Fontanellato, 20 maggio 2026

 


Se i lefevriani, in questo lasso di tempo, ascoltando la voce dello Spirito, si approprieranno di queste verità, potranno essere sicuri della benevolenza da parte del Santo Padre, senza temere alcuna difficoltà ad ottenere l’autorizzazione.

Preghiamo per questa intenzione la Vergine Maria, Sede della Sapienza e Madre della Chiesa. 

 
Immagine da Internet: Madonna in trono con il Bambino, Spoleto 

20 maggio, 2026

Nota valutativa della Dichiarazione di fede di Don Pagliarani rivolta a Papa Leone XIV

 

Nota valutativa della Dichiarazione di fede

di Don Pagliarani

rivolta a Papa Leone XIV

 

Questa Dichiarazione di fede contiene certamente molte verità di fede della Tradizione, così come esse erano intese all’epoca di Pio XII, per cui la Dichiarazione non tiene conto degli sviluppi e degli approfondimenti apportati dal Concilio Vaticano II.

Anzi troviamo nelle parole di Don Pagliarani una accusa fatta al Magistero postconciliare di avere deviato dalle verità della Tradizione, seguendo supposti errori del Concilio Vaticano II. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/nota-valutativa-della-dichiarazione-di.html


La qualifica di “cattolico” non può essere soltanto una etichetta, ma è il vanto nobilissimo di quel cristiano che si pone in comunione col Pastore Universale della Chiesa. 
 
 
 
 
Immagine da Internet:
 

14 maggio, 2026

Trump e Papa Leone. Le due anime dell’America.

 

Trump e Papa Leone

Le due anime dell’America

 

Illi qui iusta bella gerunt, pacem intendunt

San Tommaso, Sum. Theol., II-II, q.40, a.1,3m

 

Un incontro estremamente importante

Questo confronto fra due americani che dominano la scena del mondo è interessantissimo.  È il segno del prestigio che gli Stati Uniti sono riusciti a conquistarsi come Nazione emergente in tutta l’umanità con una relazione con le Nazioni Unite, le quali hanno gli Stati Uniti nel Consiglio di sicurezza e lo Stato della Città del Vaticano come osservatore.

Dal confronto tra questi due uomini, nell’orizzonte politico delle Nazioni Unite e nel rispetto delle sue istituzioni, collaborando con esse ed aiutandole nel loro compito di custode del bene della comunità internazionale, dipende la pace nel mondo. Non esiste nel mondo una potenza che possa competere in universalismo culturale, morale e politico con gli Stati Uniti e la Chiesa, una potenza che tanto influsso e autorevolezza abbia sull’umanità quanto gli Stati Uniti e la Chiesa cattolica.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/trump-e-papa-leone-le-due-anime.html

Quanto agli Stati Uniti, essi, a giudizio di Maritain, sono il Paese che fra tutti meglio si presta alla realizzazione di quella nuova cristianità, che egli delineò in Humanisme intégral, e che ritroviamo delineata nella Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II.

Credo che il leader spirituale sul quale oggi in tutta l’umanità maggiormente sono puntati gli occhi, che appare il più affidabile, il più disinteressato e che gode del maggior prestigio e credibilità, sia il Papa. Papa Francesco ha contributo a creare questa figura. Ciò che del suo insegnamento ha maggiormente impressionato il mondo è stato il messaggio della fratellanza universale e del dovere della misericordia.

Ritengo che quanto San Tommaso, riprendendo il pensiero di Sant’Agostino, insegna sulla questione della giusta guerra (bellum iustum), punto che è stato oggetto in passato di molti dotti commenti, conservi intatto il suo valore, sicchè proprio al fine di preparare l’avvento della pace, occorrerebbe a mio modesto avviso che il Papa riprendesse questa saggia dottrina dell’Aquinate. Certo l’Aquinate non conosceva le armi atomiche, ma appunto il suo insegnamento è tuttora valido in riferimento alle armi tradizionali.

Ma una cosa che dobbiamo notare è che la vera prospettiva escatologica non è, come molti oggi credono, quella buonistica di stampo origenista della riconciliazione finale di tutti gli uomini fra di loro, della salvezza universale e della scomparsa di ogni male. Non è questa la vera visione cristiana. ... La prospettiva finale dei giusti è la vittoria con Cristo contro i suoi nemici. … Una predicazione integrale del Vangelo non può nascondere questo aspetto, che fa capire esattamente qual è la prospettiva di pace per la quale il cristiano lavora, soffre e combatte. È una pace che non nasce solo da una conciliazione, ma anche da una vittoria.

Immagine da Internet


23 marzo, 2026

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Quinta Parte (5/5)

 

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner

Come risolvere le divisioni nella Chiesa?

Quinta Parte (5/5)

 

La concezione rahneriana del sacerdozio

Il sacerdozio cattolico è quell’ufficio sacro o quello stato di vita soprannaturale istituito da Cristo, che, imprimendo nell’anima un carattere indelebile, abilita il cristiano ordinato dal Vescovo in forza del sacramento dell’Ordine, ad offrire il sacrificio eucaristico e a confessare.

Il sacerdote è essenzialmente, peculiarmente, insostituibilmente e specificamente dedito alla l’amministrazione dei sacramenti. Riceve da Cristo mediante il Vescovo dei poteri spirituali di insegnamento, di governo, di guida, di santificazione e di cura delle anime, che non possiede il semplice cristiano laico.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-problema-serio-non-sono-i-lefevriani_23.html 

La riforma della Messa promossa dal Concilio non ha fatto altro che ordinare una nuova strutturazione o modalità o procedimento cerimoniale del rito e quindi un modo nuovo di celebrare la Messa precisamente allo scopo che essa possa essere meglio compresa, più attraente, più apprezzata, più fruttuosa, più facile da seguìre e più partecipata dai fedeli del nostro tempo.

È comprensibile che il Santo Padre non gradisca l’intento dei lefevriani di ordinare nuovi Vescovi, stante il fatto che essi si ostinano nel rifiutare le dottrine nuove del Concilio. 

 

Attualmente i Vescovi lefevriani non sono gravati da scomunica; tuttavia ciò non toglie che manchino di effettiva comunione con la Chiesa, la quale pertanto non li ritiene adatti al governo di una diocesi, né essi lo desiderano, in quanto sarebbero vincolati ad una obbedienza al Papa che essi rifiutano perchè lo ritengono modernista e rahneriano.  
 
 
 
Immagini da Internet:
- La Fraternità San Pio X regala un libro ai Vescovi italiani: https://fsspx.it/it/news/la-fraternita-san-pio-x-regala-un-libro-ai-vescovi-italiani-57871