Visualizzazione post con etichetta Americo Mascarucci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Americo Mascarucci. Mostra tutti i post

21 maggio, 2026

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci in relazione a due suoi articoli sulla questione dei Lefevriani

 

Lettera aperta a Amerigo Mascarucci

in relazione a due suoi articoli

 sulla questione dei Lefevriani 

 

Caro Marcarucci, ho molto apprezzato il suo sforzo di comprendere con animo benevolo e critico il dramma che come cattolici stiamo vivendo nell’imminenza della progettata ordinazione dei Vescovi lefevriani.

Avrei però da fare alcune osservazioni.

Innanzitutto non concordo sul giudizio positivo che lei dà circa la critica fatta da Mons. Lefebvre alle nuove dottrine del Concilio.

Per quanto riguarda infatti la Tradizione non è il Concilio che si sia allontanato dalla Tradizione, ma è Lefebvre, che, come gli rimproverò San Paolo VI, cadde in un falso concetto di tradizione.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/lettera-aperta-amerigo-mascarucci-in.html

 

Fontanellato, 20 maggio 2026

 


Se i lefevriani, in questo lasso di tempo, ascoltando la voce dello Spirito, si approprieranno di queste verità, potranno essere sicuri della benevolenza da parte del Santo Padre, senza temere alcuna difficoltà ad ottenere l’autorizzazione.

Preghiamo per questa intenzione la Vergine Maria, Sede della Sapienza e Madre della Chiesa. 

 
Immagine da Internet: Madonna in trono con il Bambino, Spoleto 

19 giugno, 2025

Buonaiuti e Lefebvre - Uno scambio di idee tra me e Americo Mascarucci

 

Buonaiuti e Lefebvre

Uno scambio di idee tra me e Americo Mascarucci

 

Caro padre Cavalcoli, penso che il tentativo di Luigino Bruni e di Avvenire di riabilitare Ernesto Buonaiuti e con lui il modernismo, prendendo nettamente le distanze dalla Chiesa pre conciliare, quella che da San Pio X a Pio XII ha ribadito la condanna contro i modernisti colpendo duramente Buonaiuti rischi di apparire un'operazione che oserei definire "zoppa".

Su un punto possiamo essere d'accordo; verso il sacerdote modernista fu calcata troppo la mano e la Chiesa di inizio Novecento nel condannare il modernismo non comprese l'esigenza di modernità, sbagliando nel non voler percorrere strade in grado di raccogliere e tradurre le istanze di rinnovamento mantenendo fedeltà alla tradizione. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/buonaiuti-e-fefebvre-uno-scambio-di_19.html


Quindi, in sostanza, che cosa chiediamo? Un mondo cattolico che comporti una sintesi di tradizione e progresso, senza fughe a destra o a sinistra, cioè senza eresie di segno opposto, ma che viva sereno entro i confini dell’ortodossia, con la libertà di ciascuno di scegliere un orientamento o di progresso o di tradizione, i quali in tal caso non costituirebbero alcun pericolo per l’unità, per la pace e per la fraternità, ma anzi costituirebbero un motivo di crescita nella Chiesa nella verità.

Per fare un paragone molto semplice, pensiamo all’autostrada: l’importante è non andare fuori strada, se poi l’automobilista preferisce stare un po’ più a destra o un po’ più a sinistra, se ciò non disturba gli altri automobilisti, è liberissimo di farlo.

Immagine da Internet

06 giugno, 2025

Moderni ma non modernisti - Il giornalista Americo Mascarucci mi scrive e io rispondo

 

Moderni ma non modernisti

Il giornalista Americo Mascarucci mi scrive

e io rispondo

Caro padre Giovanni,

Lei giustamente ci ha spiegato la differenza sostanziale che esiste fra l'essere progressista e l'essere modernista, ma temo che oggi questa differenza sia molto sottile. Il modernismo non è più quello di inizio Novecento, il modernismo di Ernesto Bonaiuti per intenderci, scomunicato da San Pio X e dai pontefici fino a Pio XII, ma è un modernismo che io definisco conciliare. Ovvero il tentativo di armonizzare la fede con il mondo, adattare la dottrina alle esigenze della società contemporanea.

...

Caro Mascarucci,

del termine «modernista» si sono impossessati i filolefevriani, che lo usano a proposito, per esempio in riferimento a Rahner, e a sproposito, per esempio in riferimento al Concilio e ai Papi del postconcilio. Il termine, come sanno tutti, è stato reso famoso da San Pio X con la sua enciclica Pascendi. Il Papa non dà una definizione dell’appellativo, ma dal contenuto dell’enciclica si comprende benissimo che cosa il Papa intende con questo termine: l’idolatria della modernità, una visione acritica della modernità elevata a criterio di valutazione della teologia cattolica.   ...

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/moderni-ma-non-modernisti-il.html 

 


 

 

 

 

Il giornalista Americo Mascarucci mi scrive

e io rispondo