lunedì 31 maggio 2021

Che rapporto intercorre fra lo Spirito Santo e il demonio? La dinamica del cristianesimo - Prima Parte (1/4)

  Che rapporto intercorre fra lo Spirito Santo e il demonio?

La dinamica del cristianesimo

Prima Parte (1/4)

 

Il Figlio sarà sottomesso a Colui

che gli ha sottomesso ogni cosa,

perché Dio sia tutto in tutti

I Cor 15,28

 

Dio ci ha fatto conoscere il disegno

di ricapitolare in Cristo tutte le cose,

quelle del cielo come quelle della terra.

Ef 1,10

 

Egli lo ha esaltato perché

nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi

nei cieli, sulla terra e sotto terra

Fil 2.10

Domande di fondo 

Che rapporto c’è fra la buona volontà di una persona e la cattiva volontà dell’altra? Che rapporto c’è tra la Persona dello Spirito Santo, che è Spirito di verità, di amore, di vita e di santità, con lo spirito della menzogna, dell’odio, della malvagità e dell’omicidio? Qual è l’azione dello Spirito nei confronti di Satana? E qual è l’azione di Satana nei confronti dello Spirito? Esiste un dialogo?

Qual è stata la parte dello Spirito Santo e quella del demonio nell’opera della Redenzione?  Qual è la parte dello Spirito e quella di Satana nella vita della Chiesa? Come dobbiamo pensare la vittoria e il dominio dello Spirito Santo su Satana? Come e perché Dio si serve del demonio per la nostra salvezza e santificazione?

E noi creature umane come dobbiamo atteggiarci nei confronti di questo rapporto, che comporta il fatto che lo Spirito Santo ci attira a Sé con la sua bontà, mentre il demonio ci seduce e ci tenta?

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/che-rapporto-intercorre-fra-lo-spirito.html


Origene intuì che la ricapitolazione (apokefalàiosis, Ef 1,10), che egli chiamò “apocatastasi” (apokatastasis) è la riunificazione operata dallo Spirito Santo di ciò che all’inizio della creazione era unito e che era stato infranto e diviso dal peccato, ma nel concepire questa riunificazione commise due errori: primo, la concepì platonicamente come semplice ritorno all’unità iniziale e non come superamento e, secondo, di conseguenza, non tenne conto del fatto che nell’unità finale ossia nella riconciliazione escatologica dell’uomo con Dio, è presente eternamente il male – da qui l’esistenza dell’inferno -, che invece non è presente all’inizio.




Spinoza, per il quale il male è male per gli uomini, ma non agli occhi di Dio, per il quale tutto è bene: 

un povero pretesto per infischiarsi del dramma dei sofferenti e di «coloro che giacciono nelle tenebre e nell’ombra della morte» (Sal 107, 10).


D’altra parte, è assurdo calcare talmente sulla realtà del male da vederne l’origine addirittura in Dio: 

un bel pretesto per scaricare su Dio le proprie colpe. 

Qui abbiamo un Dio del sì e del no, che approva tanto il bene che il male, perché, come ci spiega Hegel, «essendo il male la stessa cosa che il bene, proprio il male non è male, né il bene è bene, ma piuttosto sono tolti e superati ambedue».

 

 Immagini da internet

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