25 novembre, 2022

Circa la rigorizzazione del concetto di creazione - Parte Terza (3/5)

 Circa la rigorizzazione del concetto di creazione

Parte Terza (3/5)

Il concetto del nulla

Il concetto del nulla è un concetto originario e spontaneo, non dedotto da precedenti e non acquisito per apprendimento, ma solo partendo dall’esperienza delle cose, come la nozione dell’ente e dell’essere e le altre prime nozioni dell’intelligenza naturale. Ci accorgiamo che certe cose esistono, mentre altre non esistono. Il nulla non è nulla di reale, ma solo un pensiero. In quella camera non c’è nulla. Non ho nulla da dirti. Quando dormo non penso a nulla. Sono frasi di tutti i giorni, comprensibili anche da un bambino.

Eppure il concetto del nulla suscita seri problemi logici e filosofici. Se io so che cosa è il nulla, se posseggo l’idea del nulla, se quando parlo ad un altro, egli capisce che cosa intendo dire e se il mio pensare non può non aver per oggetto un qualcosa di pensabile, ma se il nulla non esiste, come è possibile che io faccia del nulla oggetto del mio pensare e del mio parlare? 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/circa-la-rigorizzazione-del-concetto-di_25.html 

 

Nessuno può evitare di parlare del nulla e tutti sappiamo cosa significhi la parola nulla senza che nessuno ce lo abbia mai insegnato. 

Questo vuol dire che ne abbiamo un concetto, se è vero che quando parliamo del nulla, ci intendiamo facilmente («in questa scatola non c’è nulla!»).

Dunque bisogna dire, contro Parmenide, che il nulla in qualche modo esiste, se è vero che è pensabile e ne parliamo e quando parliamo del nulla non parliamo a vanvera, ma sappiamo benissimo che cosa intendiamo dire. Il nulla dunque esiste. 

Ma esiste come? Dove? Questo è il punto da risolvere, che però è già stato risolto dalla logica medioevale. Severino e Postorino pongono il problema come se esso non fosse già stato risolto e tentano di risolverlo, ma senza riuscirvi.

 

I logici medioevali, anche qui preceduti dalla logica aristotelica, ma nel contempo superandola, hanno potuto giustificare l’uso del concetto del nulla con la scoperta dell’ens rationis, un’entità intramentale astratta, che la nostra mente forma appunto per pensare ciò che pur non essendo reale, esiste. 

L’ente di ragione, l’esse intentionale, l’esse cognitum, il verbum mentis dei Medioevali nasce dalla riflessione sul Logos divino; non è altro, in fondo, che il mondo del nostro pensiero, delle nostre idee, della nòesis aristotelica, i concetti delle nostre intenzioni. L’errore sarebbe dar corpo, reificare queste astrazioni, ma esse, se tenute con cura solo all’interno della mente e non credere che esistano fuori, per quanto siano oggettive, sono necessarie proprio per pensare alla realtà e distinguere l’essere dal non-essere.



L’errore sarebbe dar corpo, reificare queste astrazioni, ma esse, se tenute con cura solo all’interno della mente e non credere che esistano fuori, per quanto siano oggettive, sono necessarie proprio per pensare alla realtà e distinguere l’essere dal non-essere.

Se infatti io credo di non provenire dal nulla ma solo da Dio, di fluire da Dio o di essere un’apparizione di Dio, vuol dire che considero il mio essere come quello divino, il quale, essendo l’essere assoluto ed eterno, non è stato fatto passare dal nulla all’essere, ma per sua essenza ha l’essere da sé, non lo ha ricevuto da nessuno, ma ce l’ha per conto proprio.

Immagini da Internet:
- Clemente Tafuri, Scugnizzo
- Antonio Manicini, Scugnizzo con il salvadanaio
- Pierre-Auguste Renoir, Coco che gioca

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