18 marzo, 2024

La falsità come principio della violenza - Prima Parte (1/2)

 

La falsità come principio della violenza

Prima Parte (1/2)

                                                                                         Il diavolo è menzognero e padre della menzogna

Gv 8,44     

 

Il rispetto della verità è un dovere morale

 

Nessuno inganni in questa materia il proprio fratello

I Ts 4,6

Dio ci ha creati con un’inclinazione spontanea del nostro intelletto alla conoscenza e all’amore per la verità, ossia a riconoscere le cose come sono e ad adeguare i nostri giudizi alla realtà delle cose. Se permettiamo alla nostra ragione di percorrere fino alla fine il suo percorso naturale, sentiamo il bisogno e il desiderio di conoscere la verità prima, suprema ed ultima, la verità assoluta, sussistente ed eterna, che è Dio, sorgente, principio, criterio e causa di ogni altra verità, trovando nella visione di questa verità la nostra beatitudine.

Ma, a causa del peccato originale, per il quale l’uomo si è lasciato sedurre dal demonio, padre della menzogna, c’è in tutti noi anche una tendenza contraria, una ripugnanza per la verità, c’è la voglia di non adeguare il nostro intelletto alle cose come sono, c’è la tendenza a seguire la nostra inclinazione al peccato e, per dare una parvenza di giustificazione al peccato che vogliamo fare, abbiamo la tendenza a inventare false ragioni. 

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La misura della verità del pensiero o del giudizio o del sapere sono le cose o gli enti che ci stanno davanti o attorno, la realtà visibile e invisibile che ci circonda, ci sta sotto, è alla pari di noi – le altre persone - e ci sovrasta – Dio e gli angeli - compresa la realtà della nostra stessa persona, gli «oggetti», da ob-jectum: posto-davanti.

La carità non è mai impositiva ed autoritaria. Nulla è di più contrario alla carità della violenza. In ciò Vattimo ha ragione. Quello che gli sfugge è che la carità non dice sempre e solo mitezza e tenerezza, ma anche fortezza, coraggio, attitudine al combattimento, lotta fino alla vittoria sul nemico. Infatti, se la carità impone di amare gli uomini nostri nemici, ci impone di odiare il peccato, la violenza, la falsità.

Pensiero forte non vuol dire necessariamente pensiero violento. Pensiero forte e pensiero debole devono stare assieme, così come la scienza convive con l’opinione, il sapere certo con la dialettica. Lo sbaglio di Vattimo è quello di voler sostituire il pensiero forte con quello debole credendo di poter fondare una metafisica che «indebolisce» l’essere e lo riduce a «evento».

Vattimo attacca la metafisica che per lui sarebbe quel pensiero forte che genera i dittatori e i tiranni. Niente di più falso. Vediamo brevemente che cosa è in realtà la metafisica. Essa è la scienza che ha per oggetto primario la questione della verità. E per conseguenza ha per oggetto la falsità, che è l’opposto della verità. Chi disprezza la metafisica dà prova di non amare la verità. Infatti Aristotele dimostra nella sua Metafisica che essa è la scienza delle verità primarie della ragione, i punti di partenza e le basi di tutto il sapere umano.

Immagine da Internet: Giani Vattimo

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