Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner
Come risolvere le divisioni nella Chiesa?
Quinta Parte (5/5)
La concezione rahneriana del sacerdozio
Il sacerdozio cattolico è quell’ufficio sacro o quello stato di vita soprannaturale istituito da Cristo, che, imprimendo nell’anima un carattere indelebile, abilita il cristiano ordinato dal Vescovo in forza del sacramento dell’Ordine, ad offrire il sacrificio eucaristico e a confessare.
Il sacerdote è essenzialmente, peculiarmente, insostituibilmente e specificamente dedito alla l’amministrazione dei sacramenti. Riceve da Cristo mediante il Vescovo dei poteri spirituali di insegnamento, di governo, di guida, di santificazione e di cura delle anime, che non possiede il semplice cristiano laico.
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La riforma della Messa promossa dal Concilio non ha fatto altro che ordinare una nuova strutturazione o modalità o procedimento cerimoniale del rito e quindi un modo nuovo di celebrare la Messa precisamente allo scopo che essa possa essere meglio compresa, più attraente, più apprezzata, più fruttuosa, più facile da seguìre e più partecipata dai fedeli del nostro tempo.
È comprensibile che il Santo Padre non gradisca l’intento dei lefevriani di ordinare nuovi Vescovi, stante il fatto che essi si ostinano nel rifiutare le dottrine nuove del Concilio.
Attualmente i Vescovi lefevriani non sono gravati da scomunica; tuttavia ciò non toglie che manchino di effettiva comunione con la Chiesa, la quale pertanto non li ritiene adatti al governo di una diocesi, né essi lo desiderano, in quanto sarebbero vincolati ad una obbedienza al Papa che essi rifiutano perchè lo ritengono modernista e rahneriano.


Buongiorno Padre , volevo chiederle se ha letto l'intervista Al Priore di Solemnes Dove parla dell ' ipotesi di Unire il messale del 62 con quello di Paolo VI, soluzione che presentation alla luce delle fratture liturgiche presenti anche all' interno della comunità benedettina. Pensa che potrebbe essere presa in considerazione dalla Santa Sede o finirrebbe per generale ancora più confusione?
RispondiEliminaCaro Alessandro,
Eliminain questi ultimi decenni la Chiesa ha cambiato il messale diverse volte. Per questo non vedo l’opportunità o la necessità di formare un nuovo messale. Penso infatti all’enorme peso economico che tanti parroci di parrocchie povere hanno dovuto sostenere in questi decenni. Secondo me è meglio mantenere le attuali disposizioni riguardo il Novus Ordo e il Novus Ordo.
È chiaro che il mantenimento dell’unità tra i fedeli è una esigenza assoluta. Ora questa unità deriva dalla guida che ci viene dal Successore di Pietro.
Secondo me non è il caso quindi di fermarsi a discutere sulla differenza tra i due messali, come fanno Grillo e l’abate Kemlin. Prendiamoli come sono e usiamoli come ordina la Chiesa, che è Madre amorevole e provvidente. Questa è la vera via per la concordia e la pace nella libertà e nella verità. La cosa importante è celebrare bene la Santa Messa.