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28 maggio, 2026

Attualità di Schillebeeckx - Corso di Cristologia A.A. 1998-1999 - Seconda Parte (2/5)

 

Attualità di Schillebeeckx

Corso di Cristologia A.A. 1998/1999

Parte Seconda (2/5)

 

Ritengo che la Cristologia di Schillebeeckx, che ha avuto larga diffusione nel periodo postconciliare, continui ad influenzare la cristologia contemporanea per il fatto che non ci sono stati interventi importanti del Magistero e dei teologi cattolici finalizzati a mettere in evidenza la tendenza ariana della cristologia di Schillebeeckx.

Per questo ho pensato di offrire ai Lettori il Corso sulla Cristologia di Schillebeeckx che tenni allo Studio Teologico Domenicano di Bologna nell’A.A. 1998/1999.

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 25 maggio 2026

***


 LA CRISTOLOGIA DI SCHILLEBEEGKX

Parte Seconda (1/5)

 

Capitolo II

Sottotitoli: 1-2-3-4-5

nn. 78-133

Pag. 28 – 44 testo originale dattiloscritto di Cavalcoli:

Cf. https://www.arpato.org/studi.htm n. 36: https://www.arpato.org/testi/studi/Cavalcoli_Schillebeeckx_1998.pdf

 

 

CAP. II - IL METODO DELLA CRISTOLOGIA

 

1. Esperienza ed interpretazione

 

78. Come abbiamo già visto, il dinamismo della conoscenza umana, per Schillebeeckx, si gioca attorno a questa polarità di esperienza e interpretazione ovvero concettualizzazione. L’interpretazione traduce l’esperienza in concetti, ma al contempo dà all’esperienza un contenuto concettuale. 

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/attualita-di-schillebeeckx-corso-di.html



 

 

 

Immagine da Internet:
- Cristo Pantocratore, Monastero di Santa Caterina nel Sinai

 

 

 

 

 


20 marzo, 2026

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner. Come risolvere le divisioni nella Chiesa? - Quarta Parte (4/5)

 

Il problema serio non sono i lefevriani, ma è Rahner

Come risolvere le divisioni nella Chiesa?

Quarta Parte (4/5)

 

A che cosa è dovuto il successo di Rahner?

Il successo di Rahner è dovuto anche alla sua grande capacità che ha di esprimersi in termini filosofici per i ceti intellettuali e in termini popolari per la gran massa dei fedeli. L’ambiguità del suo modo di esprimersi, una via di mezzo tra il realismo e l’idealismo, suscita da una parte l’interesse tanto dei realisti quanto degli idealisti, tanto dei tomisti quanto degli hegeliani, tanto dei teisti quanto dei panteisti, ma dall’altra suscita tra di loro anche discussioni e contrasti su che cosa intende dire e come giudicare tante sue tesi, se sono o non sono eretiche. Le eresie ci sono, ma ciò non deve impedirci di riconoscere tante cose valide.

In ogni caso Rahner è abilissimo nel saper vendere, come si suol dire, la sua merce; ossia nell’ attrarre a sé l’attenzione. Conosce molto bene che cosa è che interessa agli uomini d’oggi, e va incontro ai loro interessi senza curarsi se essi sono legittimi o illegittimi, reali o illusori. L’importante è riscuotere successo, perché nella sua stessa gnoseologia l’essere è l’essere pensato, per cui tu vali in quanto sei riconosciuto e parlano di te.  Per ottenere questo, è sufficiente che tu adotti il loro criterio di giudizio, senza curarti se è vero o falso.

Continua a leggere:

https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-problema-serio-non-sono-i-lefevriani_01150640239.html


Indubbiamente i Padri nel preparare la riforma della liturgia hanno tenuto d’occhio più la liturgia protestante che quella ortodossa. Questa indubbiamente con la sua ricca simbologia ci fa meglio percepire la presenza del Mistero, ma offre uno stimolo scarso all’impegno per il prossimo ed eleva maggiormente lo spirito. Ma suggerisce una spiritualità più platonica che biblica, più un rifiuto della materia che una salvezza della materia, anche se il rimedio non è certo una liturgia materialista alla Teilhard de Chardin o alla teologia della liberazione.

Nel reagire a una liturgia disincarnata nasce allora la tentazione di trovare ragioni per il servizio al prossimo e per l’impegno sociale su base puramente umana, diversa da quella della liturgia, come è successo con la Rivoluzione russa del 1917.  I Padri del Vaticano II erano consapevoli di questo rischio e non si può negare che la Messa del preconcilio soffra di questo difetto. Per questo il Concilio ha voluto una riforma del rito della Messa. 



Immagina da Internet: Padre Pio da Pietrelcina