La dialettica hegeliana come principio della guerra
Seconda Parte (2/3)
Dialettica e dialogo
La dialettica non è solo il dibattito
fra due opinioni opposte alla ricerca di quale delle due può essere quella
vera, ma è anche dialogo, ossia confronto, dibattito o disputa o discussione fra
due interlocutori sostenitori di due opinioni o ipotesi opposte circa un medesimo
problema, nella comune ricerca della verità.
In questo confronto di idee, può darsi
che entrambi gli interlocutori siano in ricerca, come può darsi che uno, il
maestro, abbia già trovato la verità. Ma
anche in questo caso il possessore della verità, si pone in discussione, problematizza
ciò che già sa come se non lo sapesse, ascoltando e facendo propria per ipotesi
la posizione contraria dell’avversario. In tal caso il risultato del confronto
non è interlocutorio, come quando nessuno dei due conosce la verità, ma è la soluzione
delle difficoltà opposte dall’avversario. È il metodo della quaestio
disputata, di origine medioevale e dove San Tommaso è grande maestro. L’intera
Somma Teologica è costruita secondo questo metodo.
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Per
Hegel la pace non è una prospettiva finale definitiva, libera da ogni turbamento,
ma è solo un momento del divenire basato sulla contraddizione e quindi sulla
guerra. La guerra, per Hegel, è costituiva dell’agire perché in radice è costitutiva
dell’essere dialettico, che è lo stesso essere divino. La pace è solo un momento
che prepara la guerra. Ma è evidente che nella visione hegeliana dell’essere e
dell’agire, la guerra primeggia sulla pace. In tal modo la guerra diventa fine a
se stessa. Il cor inquietum hegeliano non è il cor inquietum agostiniano che
aspira a riposare in Dio. No; è un cor inquietum e basta perché Dio stesso è
inquietudine per eccellenza.

Hegel
mostra di avere un’altissima stima per la scienza. Ma poi egli la sostituisce
con la dialettica, elevando questa indebitamente al livello del sapere
assoluto. … San
Tommaso distingue con chiarezza la dialettica dalla scienza: la prima fa sosta
su due tesi opposte fra di loro senza poter chiarire o accertare quale delle
due è quella vera. La scienza invece giunge ad una data conclusione che risponde
con certezza alla verità, per cui non può essere contraddetta.
Tuttavia,
dato che Hegel non rinunciò con tutto questo al desiderio della scienza assoluta,
non gli rimase che assolutizzare la stessa dialettica delle opinioni. E questo
è l’Assoluto di Hegel. Ognuno concepisce Dio secondo quello che appare a lui. Hegel
condusse una forte polemica contro l’individualismo e il soggettivismo in
teologia, ma non si accorse che con la sua dialettica il primo a caderci era
proprio lui.
Immagine da Internet: Giardini Vaticani