Produzione della grazia e distribuzione della grazia
L’azione e di Cristo e l’azione della Madonna nell’opera della Redenzione
Un’aggiunta a quanto ho già detto
La recente Nota del DDF Mater populi fidelis ha suscitato un’interessante discussione, al di là dei concetti del redimere e del corredimere, circa la natura, l’origine, lo scopo, i mezzi e l’efficacia della grazia divina, partecipazione analogica della natura divina ed effetto nelle nostre anime della Redenzione di Cristo.
In particolare è emersa la distinzione fra la produzione e l’amministrazione o trasmissione della grazia; e, nel campo dell’amministrazione della grazia, la amministrazione sacerdotale o gerarchica, che comporta la produzione strumentale ovvero sacramentale della grazia, ossia l’infusione, il conferimento della grazia da una parte e, dall’altra l’amministrazione carismatica, che comporta la recezione, l’utilizzazione, la distribuzione, la dispensazione della grazia già data e confezionata. Qui abbiamo l’ufficio della Beata Vergine Maria.
Dio è la causa prima nell’ambito del creato, dove agiscono le cause seconde. Invece nell’ambito della grazia, Egli è la causa unica, perché la grazia non può essere effetto della creatura, ma del solo Dio creatore della grazia. Tuttavia Egli ha voluto, nel conferire e far giungere la grazia alle anime, servirsi di una causa seconda strumentale: l’umanità di Cristo e non si è fermato qui, ma ha voluto che suo Figlio Incarnato rendesse mediatrici di grazia anche noi povere creature umane col renderci capaci di vivere ed agire in grazia.
Tuttavia, se non può esistere una causa seconda della grazia, Cristo ha voluto rendere la creatura in grazia, redenta del suo sangue, causa strumentale della grazia in due modi: così da conferire la grazia e così da distribuirla. Il primo ufficio è il ministero sacerdotale; il secondo è il ministero di Maria e sotto di lei, ma partecipi con lei dell’opera redentrice di Cristo, tutti i cristiani.
Che cosa è la causa strumentale? È una causa seconda, che agisce solo in quanto strumento della causa prima. La creatura in grazia è una causa seconda, ma Dio, elevandola allo stato di grazia, rende la creatura capace di compiere un’azione che essa con le sue sole forze non sarebbe capace di fare. Quest’azione è l’azione soprannaturale, propria e della vita di grazia. Ebbene, qui la creatura diventa strumento dell’azione divina creatrice della grazia.
È chiaro che l’unico Autore, creatore e produttore originario della grazia non può essere altri che Cristo Dio, dato che solo Dio può produrre nelle anime una partecipazione soprannaturale alla natura divina. Tuttavia Cristo ha scelto tra noi delle creature, i sacerdoti, conferendo ad essi una partecipazione del suo stesso potere divinizzante di produrre e infondere la grazia santificante nelle anime mediante l’amministrazione dei sacramenti, un potere di agire in persona Christi, ossia di partecipare del suo stesso potere divino di produrre, infondere e conferire la grazia alle anime: è il potere sacramentale del sacerdote, ministro della grazia santificante.
Il sacerdote, in quanto confezionatore ed amministratore del sacramento, che è segno sacro che produce e contiene la grazia santificante che esso significa, ha un potere santificante divino superiore a quello di Maria. Ma ella, in quanto Madre della Chiesa e Regina degli Apostoli, ha un potere d’intercessione superiore a quello di tutti gli altri fedeli in forza della sua pienezza di grazia, un potere impetratorio superiore a quello del sacerdote, perchè ottiene per lui la grazia del sacerdozio e il potere di esercitarlo. Ella è quindi mediatrice, subordinatamente a Cristo, unico Mediatore divino, e distributrice di tutte le grazie, grazie che ella non produce, ma che ottiene, riceve, trasmette e distribuisce.
Interessante è in questo quadro considerare il rapporto fra Dio causa prima e la creatura causa seconda. Nell’ordine della grazia, effetto esclusivo dell’onnipotenza divina non esistono cause seconde, neppure l’umanità di Cristo. E tuttavia la creatura svolge nella causalità della grazia anch’essa un ruolo strumentale e mediatore, in quanto la creatura in grazia, agendo in grazia, ottiene effetti soprannaturali partecipando all’opera redentrice di Cristo. Il sacerdote, investito del potere divino che gli viene dal sacerdozio, è causa divina della grazia con la pratica dei sacramenti. Maria è mediatrice di grazia, agendo in grazia come la Piena di grazia, come dispensatrice e distributrice della grazia.
P. Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 11 dicembre 2025
Immagine da Internet:
- Madonna appare a un uomo salvato dall'impiccagione, dipinto di Pietro Rubini, Fontanellato (PR)

Sono certamente considerazioni interessanti e sottili per voi teologi e occasione di approfondimento
RispondiEliminaTuttavia, ho letto che in un intervista S.E.Em. Card. Fernandez ha affermato che il "sempre inopportuno" per l'uso del termine corredentrice significa "da ora in poi". Come è possibile non sapere usare un avverbio in un documento proveniente da un dicastero fondamentale noto fino ad un passato recente per la sua altissima autorità?
Alessandro
Caro Alessandro,
Eliminaquell’avverbio “sempre” non è da intendere in senso assoluto, come quando la Chiesa definisce un dogma, ma significa “d’ora in poi”. Ciò significa che un prossimo Papa potrebbe ripristinare l’uso di quel termine, qualora avvenisse un generale chiarimento di questo titolo mariano.
Scusi Padre, Lei avrà ragione ma osservo da anni che la comunicazione vaticana ormai non funziona più molto bene. Se é necessario farsi capire meglio dopo, spiegare dopo, interpretare dopo il vero senso di quello che si voleva dire non ci si salva più. Insomma, oltre le discussioni teologiche tra esperti, bisognerebbe ripartire dalla semplice lingua scritta.
EliminaUn messaggio così semplice come "un prossimo Papa potrebbe ripristinare l'uso di quel termine" io non l'avevo capito, anzi. Serve più chiarezza, no?
Caro Anonimo,
Eliminaio ho esperienza degli atti del magistero della Chiesa da sessant’anni. Possiamo dire che ci stiamo trovando in una situazione alla quale occorre rimediare.
Diverse persone autorevoli sono del parere che sarebbe bene che le autorità romane riprendessero la sobrietà e lo stile ufficiale del passato, rinunciando a interviste, colloqui privati, scritti letterari, dichiarazioni estemporanee, e cose del genere.
Infatti questo stile, invece di favorire la diffusione degli insegnamenti della Chiesa, dà origine a equivoci, spiegazioni, smentite, interpretazioni, discussioni e controversie a non finire, le quali nuocciono all’unità della fede, alla concordia e alla serenità del Popolo di Dio.
Carissimo Fra Giovanni,
RispondiEliminaLa discussione che hai sollevato in questo testo è davvero interessante, ma, a mio avviso, necessita di ulteriori spiegazioni. Più volte nel documento *Mater Populi Fidelis* vediamo la negazione della causalità strumentale da parte di Maria nella distribuzione della grazia santificante, ma mi sembra pertinente sottolineare che il tipo di causalità negato è la causalità fisica, corrispondente all'umanità di Cristo. In nessun punto il documento nega la causalità morale strumentale; anzi, sembra avallarla. Vorrei sapere come consideri la partecipazione della Madonna ai vari tipi di causalità e, in particolare, se sei d'accordo con le mie affermazioni sul documento.
Grazias.
Caro Rhuan,
Eliminala Nota del Card. Fernandez esclude che l’azione di Maria conferisca la grazia, ma non esclude affatto che Ella sia a suo modo causa strumentale della grazia, in quanto distributrice e dispensatrice della grazia, già costituita.
La causalità strumentale è propria della creatura, mossa da Dio, causa prima, affinchè la creatura compia la volontà di Dio.
Nel caso dell’Incarnazione abbiamo due cause strumentali fisiche, una superiore all’altra. Quella superiore è l’umanità di Cristo, che è congiunta ipostaticamente alla Persona del Verbo, e, in subordine a questa umanità, opera l’umanità della Madonna, umanità che sussiste per conto suo, in quanto si tratta di una semplice creatura come noi.
Quello che la Nota esclude non è la causalità strumentale, ma è il fatto che Maria possa conferire la grazia, perché qui si tratta solo del potere sacerdotale. Infatti soltanto il sacerdote ordinato ha il potere di amministrare i Sacramenti, i quali, come è noto, sono segni sacri che contengono la grazia e quindi producono ciò che significano, ossia la grazia stessa, che viene infusa nelle anime.
Il potere del sacerdote ordinato ha queste caratteristiche perché partecipa dello stesso sacerdozio di Cristo, il quale non solo conferisce la grazia, ma la crea.
Infine l’espressione causalità morale è certamente esatta, se con essa intendiamo, come nel nostro caso, gli agenti liberi, quali sono l’umanità di Cristo e l’umanità di Maria.