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08 luglio, 2026

Il significato del martirio di Santa Maria Goretti

 

Il significato del martirio di Santa Maria Goretti

 

Maria Goretti è un modello per la donna?

Tre teologhe tedesche hanno recentemente commentato il gesto di Santa Maria Goretti, che accettò di essere uccisa pur di non peccare contro la castità.

Secondo queste teologhe il gesto di Maria non sarebbe da portare ad esempio, ma al contrario sarebbe tale da supporre una concezione della donna irrispettosa della sua dignità.

Siccome gli argomenti di queste teologhe possono presentare una apparente persuasività, ho pensato di rispondere punto per punto a quello che scrivono. Uso un testo tradotto da Google dal tedesco.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/il-significato-del-martirio-di-santa.html 


Tengo a precisare che la Chiesa da sempre, seguendo il Vangelo, ha insegnato ai suoi fedeli a preferire la morte piuttosto di commettere un peccato mortale, si tratti o non si tratti castità, come per esempio l’idolatria, l’obbedienza a un comando ingiusto oppure l’abiura alla propria fede per abbracciare un’altra fede. Per questo il riferimento a Pio XII è fuori luogo.

A proposito di questo grande Papa vorrei ricordare che suo merito storico è quello di essere stato il primo Papa a riconoscere ufficialmente la pari dignità personale dell’uomo e della donna e la loro reciproca complementarità come voluta da Dio nel piano originario della creazione. Tutto il pontificato di Pio XII, dal 1939 al 1958, è segnato da periodici interventi ufficiali dedicati a trattare questo tema.

 

Immagine da Internet: Maria Goretti, 1902 


05 agosto, 2024

Idealismo e castità - La superbia conduce alla lussuria

 

Idealismo e castità

La superbia conduce alla lussuria

Molto fumo e poco arrosto È interessante come gli storici dell’idealismo tedesco che ha i suoi fondatori in Lutero e Cartesio e passa per Berkeley, Böhme, Kant, Fichte, Schelling, Hegel, fino ad Husserl, Gentile, Heidegger, Rahner, Severino e Bontadini, presentano i loro eroi come geni dello spirito, della coscienza, della libertà, dell’io trascendentale, del pensiero, araldi della verità, maestri della scienza rigorosa, di dialettica e dell’acume critico, filosofi dell’identità, della certezza, dell’universale, dell’assoluto e dell’infinito, rivelazioni e apparizioni di Dio, dell’essere e dell’eterno e sorvolano sistematicamente sulle vicende della loro condotta morale con particolare riferimento alla loro considerazione della castità e soprattutto alle conseguenze pratiche dei loro princìpi riguardo alla pratica della castità.

L’idealismo tedesco è distinto da quello platonico, abbracciato dai Padri della Chiesa e da Sant’Agostino ed apprezzato con riserva da San Tommaso. Infatti nell’idealismo platonico l’idea è visione interiore e rivelazione beata della verità divina, al di là delle vane, fuggevoli ed ingannevoli apparenze e delle opinioni, è modello, paradigma, esemplare divino, assoluto trascendente, spirituale ed immutabile, regola e fine del nostro essere, pensare ed agire. Accogliere ed accettare l’ideale nella nostra vita è segno di umiltà, sincerità e saggezza, sorgente di salvezza, di perfezione, di libertà e di felicità.

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 https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/idealismo-e-castita-la-superbia-conduce.html

Tommaso è ben lontano da ignorare che di fatto, a seguito del peccato originale, l’uomo, all’occasione, deve saper rinunciare alla carne per salvare lo spirito, e tuttavia Tommaso non accetta assolutamente l’opposizione dualistica platonica anima-corpo, che richiede addirittura l’abbandono del corpo per salvare l’anima, ma sceglie invece la concezione aristotelica, conforme all’antropologia biblica, dell’anima forma sostanziale del corpo, dottrina che sarà dogmatizzata dalla Chiesa nel Concilio di Vienne del 1312. Egli sa bene che volontà di Dio per l’uomo animale ragionevole è la congiunzione della felicità spirituale con la felicità sessuale.

L’idealista tedesco, nonostante le sue roboanti affermazioni, non ha in realtà affatto l’idea del puro spirito, ma per lui lo spirito non è in fin dei conti, per sua stessa dichiarazione, altro che lo «spirito del mondo». Non è, per usare il linguaggio di San Paolo, altro che il «dio di questo mondo», un «dio», che, «senza il mondo», per dirla con Hegel, «non è Dio».

La vera spiritualità e la vera nostra grandezza, e per conseguenza la vera affermazione della dignità dell’uomo, si raggiungono con l’umile consapevolezza dei limiti della natura umana e in particolare della nostra animalità 

e la necessità pertanto che abbiamo di trarre le nostre idee, anche le più elevate, da un’adeguata e intelligente elaborazione di ciò che ci danno i sensi, governando le passioni con la buona volontà, comprendendo la dignità della distinzione e congiunzione tra uomo e donna voluta da Dio, realizzata nell’eden, perduta col peccato, riconquistata con la grazia di Cristo mediante il sacrificio e l’astinenza, pregustata come primizia dello Spirito nella vita presente, destinata a pienezza nella futura vita  della risurrezione gloriosa.

Immagine da Internet: Resurrezione dei morti, Victor Mottez

23 maggio, 2023

Tra Freud ed Origene - O col corpo o senza corpo. Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità - Parte Quinta (5/5)

 Tra Freud ed Origene

O col corpo o senza corpo.

Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità

 Quinta Parte (5/5) 

Indicazioni pastorali

L’impressione che fa a molti giovani l’etica sessuale predicata dalla Chiesa è che essa voglia proibir loro ciò che maggiormente li attira: il piacere sessuale che viene dall’amore per una ragazza che li ama. Essi hanno l’impressione che questa proibizione rifletta una specie di crudeltà e per questo sono portati a ribellarsi, e con ciò che cosa accade? Che, siccome la Chiesa è quella stessa istituzione che comanda a loro di andare a Messa in nome di un Dio che proibisce quella cosa, smettono di andare a Messa e di credere in Dio. Cosa fare, allora? Bisogna accoglierli nelle loro giuste esigenze e spiegar loro qual è il modo di soddisfarle.

Dobbiamo spiegar loro senza mezzi termini e senza attenuazioni che l’esigenza di vivere, di amare sensibilmente e godere sessualmente è del tutto legittima ed è creata da Dio per la loro felicità. Già queste parole li ben dispone nei confronti di Dio. Il senso della loro vita si apre indubbiamente alla possibilità dell’unione fisica accanto, tuttavia ad altri valori superiori, che occorre spiegar loro e renderne testimonianza nell’attenzione e nella pazienza con le quali li ascoltiamo, nel modo paterno di correggerli, nell’accoglienza che loro riserviamo, nella validità dei nostri ragionamenti, nei gesti di carità che loro offriamo.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/tra-freud-ed-origene-o-col-corpo-o_23.html 


Il fondamento primo dell’etica sessuale cattolica giace nel mistero dell’Incarnazione: o Logos sarx eghèneto, Verbum caro factum est, «il Verbo si fece carne» (Gv 1,14). Non dice che il Verbo si è mutato in sesso maschile. 

Si suppone la distinzione fra spirito e sesso, la sua unione nella mascolinità di Cristo e l’unione ipostatica del suo sesso, mediante l’umanità, alla Persona del Verbo. Qui vediamo l’altissima dignità che il sesso assume nel mistero dell’Incarnazione.

Giovanni Paolo II, come è noto, ha dato un poderoso contributo alla valorizzazione e al potenziamento della visione cristiana della famiglia, ma la novità storica del suo pensiero sulla sessualità ha la sua origine dall’aver puntato l’attenzione sul c.2 del Genesi, cosa che fino ad allora non era mai stata fatta nell’etica sessuale cattolica.

 

L’unione reciproca non è facoltativa, ma vocazione propria dell’uomo come tale, quindi di ogni persona umana. L’esser maschio e femmina non si aggiunge alla natura umana ma ne è costitutivo essenziale. Cioè non è che la natura umana sia soltanto identica nell’uomo e nella donna e il sesso ne sia una semplice differenza accidentale, ma si tratta di una differenza che potremmo chiamare sottospecifica, simile alla differenza che si aggiunge al genere, dove in questo caso il genere è la stessa natura umana.

Dio ha creato la stessa natura umana come duale, cioè come intrinsecamente differenziata in esser uomo e donna. Del resto ciò è implicito già nella definizione aristotelica dell’uomo come animale razionale: quando si dice animale, è ovvio che si dice maschio e femmina.

Immagini da Internet: Michelangelo

22 maggio, 2023

Tra Freud ed Origene - O col corpo o senza corpo. Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità - Parte Quarta (4/5)

 Tra Freud ed Origene

O col corpo o senza corpo.

Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità

 Quarta Parte (4/5)

Accostiamoci alla soluzione

La questione circa il valore della sessualità umana può essere risolta solo sulla base di una corretta concezione della natura umana e del destino ultimo dell’uomo. Infatti è logico che, essendo la sessualità una proprietà dell’uomo e della donna, per sapere in che cosa consiste la felicità sessuale, dobbiamo chiarire qual è il fine di questa sessualità e come lo si raggiunge.

Per rispondere a queste domande è necessaria una seria indagine razionale, dato che esse riguardano lo scopo della vita umana, il quale si lascia indagare dalla ragione, perchè l’uomo è un animale razionale, il quale, pertanto, con la sua ragione può conoscere se stesso, che, essendo un ente naturale, può essere oggetto della conoscenza razionale. In tal modo la semplice ragion pratica può sapere con le sue sole forze che cosa è, che valore ha e a qual fine esiste la sessualità umana. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/tra-freud-ed-origene-o-col-corpo-o_22.html

 

San Paolo VI nella tanto bistrattata enciclica Humanae Vitae per la prima volta nella storia dell’etica cattolica enuncia il principio, che sarà poi ripreso da San Giovanni Paolo II, secondo il quale l’unione sessuale, sia pur nel matrimonio, possiede anche un valore unitivo, per cui il piacere sessuale, anche a prescindere dalla procreazione, può essere espressione dell’amore. 

 

 

Certo, forse qualcuno obietterà, ma questo i poeti lo hanno sempre saputo!

Sì, ma non nello stesso senso, perché nessun poeta, esclusi forse i poeti del dolce stil novo trecentesco, hanno mai pensato, come invece sottintende Paolo VI, che questa unione sia fondata in Dio ed espressione della comune unione degli sposi con Dio.

Immagini da Internet:
- Sposalizio della Vergine, Raffaello
- Anna e Gioacchino, iotto

21 maggio, 2023

Tra Freud ed Origene - O col corpo o senza corpo. Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità - Parte Terza (3/5)

 

 Tra Freud ed Origene

O col corpo o senza corpo.

Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità

 Terza Parte (3/5) 

Elementi validi del freudismo

Ora qui indubbiamente viene recuperato un aspetto valido della sessuologia freudiana, purchè però si precisi con chiarezza contro Freud la superiorità dello spirito sul sesso e si eviti di concepire questa sublimazione della sessualità come fosse l’essenza dello spirito, giacchè, se guardiamo con attenzione alla visione freudiana del sesso, che egli intende come scaturigine originaria ed originante dell’esistenza e della vita umana, bisogna dire che in Freud il sesso prende il posto di Dio. E di fatti egli nega l’esistenza di Dio, appunto perchè il suo Dio è il sesso. Ma ciò non è altro che l’espressione della sua concezione materialistica della realtà e dell’uomo. Egli non si pronuncia circa l’età dell’universo. Ma certamente egli non pone alla sua origine Dio, ma la materia:

 

«In un certo momento le proprietà della vita furono suscitate nella materia inanimata dall’azione di una forza che ci è ancora completamente sconosciuta. Forse si è trattato di un processo di tipo analogo a quello che in seguito ha determinato lo sviluppo della coscienza in un certo strato della materia vivente. La tensione che sorse allora in quella che era stata fino a quel momento una sostanza inanimata fece uno sforzo per autoannullarsi; così nacque la prima pulsione, la pulsione a ritornare allo stato inanimato»

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/tra-freud-ed-origene-o-col-corpo-o_21.html 


Occorre distinguere dal punto di vista morale il suddetto atteggiamento di simulazione che maschera la ricerca lussuriosa del piacere sessuale sotto le apparenze esterne di una condotta pia e spirituale, dalla spiritualità autentica della coppia di sposi, i quali esprimono nell’unione coniugale la loro unione spirituale.

La condotta spirituale di una coppia non è necessariamente la maschera della libidine, come se l’unico piacere che l’uomo cerca sia quello sessuale, ma in una coppia profondamente unita dal punto di vista spirituale il piacere sessuale può essere benissimo la conseguenza, l’espressione e la condizione del piacere spirituale.

 

Per il cattolico il sesso certamente non è Dio, e tuttavia ne è la migliore immagine, come lo testimonia il Cantico dei Cantici. Il cattolico postconciliare recupera quanto di buono c’è nel freudismo senza lasciarsi sedurre dal suo sensismo libidinoso.

 

Egli ha compreso come non mai che nessuna intimità interumana è così profonda e perfetta come quella fra l’uomo e la donna; nessuna intesa, nessuna fedeltà, nessuna disponibilità, nessuna confidenza più totale, nessuna comprensione e apertura reciproca più limpida; e per questo è la forma di intimità che meglio di tutte rappresenta l’intimità mistica dell’anima con Dio, come ha espresso bene San Giovanni della Croce.

Immagini da Internet: Cantico dei Cantici, Daniella Fabbri

20 maggio, 2023

Tra Freud ed Origene - O col corpo o senza corpo. Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità - Parte Seconda (2/5)

Tra Freud ed Origene

O col corpo o senza corpo.

Dobbiamo deciderci sulla questione della sessualità

 Seconda Parte (2/5)

Considerazioni sull’etica sessuale freudiana

L’etica freudiana si propone come un’etica di liberazione dai conflitti e tormenti interiori, di spontanea estrinsecazione di sé, di felicità nel libero godimento del piacere sessuale senza sensi di colpa, senza timore di castighi, senza l’obbligo di dover render conto del proprio operato a un Dio che ci comanda come dobbiamo comportarci nel campo sessuale, ma col puro dovere di affermare il nostro io così come viene alla luce dall’oscurità dell’inconscio, cioè «esso» (ted. es., lat. id), che è la radice prima della nostra esistenza, la cui inclinazione fondamentale è l’istinto sessuale (libido).

L’etica freudiana si propone di dimostrare che il senso di colpa non va considerato come rimprovero della coscienza per aver commesso un peccato, ossia un’infrazione volontaria a una legge divina, perché non esiste altra legge che quella che noi imponiamo liberamente a noi stessi. 

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/tra-freud-ed-origene-o-col-corpo-o_20.html

 

 

Possiamo dire tranquillamente che oggi come non mai, per quanto ciò possa sembrare paradossale, sia la Chiesa che il mondo materialista avvertono la profonda serietà della sessualità, benché naturalmente in due ottiche diametralmente opposte fra di loro.

 

Il cattolicesimo postconciliare vede come non mai nel sesso un aspetto essenziale della santità e della perfezione finale dell’uomo e della donna, un valore sacro, un mistero di fede, perché più che mai è visto in contatto col divino, con lo spirito, con la dignità della persona, come espressione di comunione interpersonale e con Dio. L’humanum, come diceva Benedetto XVI, non è completo se non come comunione fra uomo e donna.


Il cattolico sa che la castità non è più il semplice autocontrollo del singolo su se stesso, ma relazione d’amore tra uomo e donna. Se Origene vorrebbe un’umanità asessuata e Freud trasforma la società civile in un bordello legalizzato, il cattolico non vuole altro che quello che vuole Dio creatore e beatificatore dell’uomo e della donna: che l’uomo e la donna si amino vicendevolmente, niente di più e niente di meno. Non è altro, in fondo, che quello che dice l’antifemminista San Paolo: «nel Signore la donna non è senza l’uomo» (I Cor 11,11).

Osserviamo che una vittoria definitiva sulla concupiscenza nella vita presente è impossibile. Da qui il ripetersi, anche nel corso della vita religiosa, delle tentazioni contro la castità; ma questo mascheramento della libidine, che pur può capitare, non si può considerare in ogni caso, come fa Freud, l’espressione inevitabile di ogni atto della religione e dello spirito. Ragionare così vuol dire non sapere che cosa è la vita dello spirito e l’esercizio della virtù e della santità.

 

Lo stesso concetto lo ritroviamo nella Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della fede Persona humana del 20 dicembre 1975, quando essa afferma che «dal sesso la persona umana deriva le caratteristiche che, sul piano biologico, psicologico e spirituale, la fanno uomo o donna, condizionando così grandemente l’iter del suo sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società» (n.1).

Immagini da Internet:
- Il compleanno, Marc Chagall
- Sopra la città, Marc Chagall