02 luglio, 2026

Un mio commento al provvedimento del DDF nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Un mio commento al provvedimento del DDF

nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Il Card. Fernandez, nel Decreto e nella Nota esplicativa in data odierna, ha parlato di scisma e di scomunica.

Siccome Don Pagliarani ha negato che la Fraternità è scismatica, citando San Tommaso, credo di far piacere ai lettori se faccio notare a Don Pagliarani che quanto dice non corrisponde a verità.

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https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/un-mio-commento-al-provvedimento-del.html

 


La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.

4 commenti:

  1. Mi chiedo se la querelle tra i lefebvriani, i cattolici legati alla Tradizione e i cattolici di Roma abbia davvero senso. Perché questa ossessione per il rito Vetus Ordo? Non sarebbe meglio guardare ai veri problemi? I numerosi abusi liturgici, i seminari vuoti, una teologia lasciata alla libera interpretazione. Invece si continua a insistere su questioni di lana caprina. Ma è davvero questo il problema?

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    1. Caro Anonimo,
      io ho 84 anni e ormai da sessant’anni sto assistendo, per quanto riguarda l’Europa, a una continua diminuzione dei fedeli e della pratica dei sacramenti, a numerose defezioni e apostasie, al moltiplicarsi degli scismi, a numerose chiusure di case religiose, alla diminuzione delle vocazioni sacerdotali insieme col diffondersi incontrollato delle più svariate eresie, al moltiplicarsi delle divisioni, all'aggravarsi della contrapposizione tra passatisti e modernisti.
      Con tutto ciò devo riconoscere che comunque il Concilio Vaticano II ha dato anche buoni frutti.
      Certamente questi sono i veri grandi problemi. Tuttavia la controversia riguardante il confronto tra la Messa Vetus Ordo e Novus Ordo è anch’essa di grande importanza, in quanto è evidente che l’Eucarestia dev’essere il centro, la base e il vertice di tutta la vita cristiana e della comunione ecclesiale. Per questo c’è un legame stretto tra quei gravi problemi e la questione concernente il confronto fra il Vetus Ordo e il Novus Ordo.
      In questa situazione ognuno di noi cattolici, che amiamo la Chiesa, abbiamo la nostra parte da fare, che consiste innanzitutto nella comunione col Papa, che ha da Cristo in modo supremo la responsabilità e la capacità di tenere unita la Chiesa, di pacificare i conflitti, di promuovere la vita della Chiesa guidandola verso il regno di Dio.

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  2. Infatti, il problema sono alcune conclusioni politiche del Conce Vat II che sono state trasformate poi come dei dogmi, di fatto; e pure si tira in ballo li Santo Santo a sproposito e per convenienza , che' , non indirizza direttamente il concilio bensi' si propone come aiutante, spirituale appunto, degli addetti ai labori , i quali pero' posseggono il libero arbitrio, quindi se, e in quanto, massoni o filo massoni possono arrecare danni alla chiesa, come successo, eccome !

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    1. Caro Lettore,
      lei segnala alcuni fenomeni di ampie dimensioni, che hanno fatto seguito al Concilio Vaticano II senza per questo essere stati causati dal Concilio, come per esempio il diffondersi di una interpretazione politicizzante e secolaristica del Concilio, il pretesto dell’assistenza dello Spirito Santo per far passare atteggiamenti di ribellione ai Pastori, il verificarsi di infiltrazioni massoniche, che sono all’origine dell’attuale ritorno di modernismo.
      Tutti questi fenomeni sono stati già segnalati dalla Chiesa. Nostro dovere di buoni cattolici è quello di prenderne atto, di assumere quelli che sono stati i risultati positivi del Concilio, di portare avanti la riforma conciliare vivendo con coerenza la nostra fede, mettendo a frutto i talenti che Dio ci ha dato e dando una testimonianza fedele del nostro essere cristiani

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