Un mio commento al provvedimento del DDF nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Un mio commento al provvedimento del DDF

nei confronti della Fraternità San Pio X

 

Il Card. Fernandez, nel Decreto[1] e nella Nota esplicativa[2] in data odierna, ha parlato di scisma e di scomunica.

Siccome Don Pagliarani ha negato che la Fraternità è scismatica, citando San Tommaso, credo di far piacere ai lettori se faccio notare a Don Pagliarani che quanto dice non corrisponde a verità.

Infatti per San Tommaso[3] lo scisma entra nei peccati contro la carità e la comunione ecclesiale e si manifesta concretamente con la disobbedienza non a una qualunque disposizione o a un qualunque comando del Sommo Pontefice, ma nella disobbedienza al Papa in una materia che riguarda la stessa appartenenza alla Chiesa o comunque una materia dottrinale che è condizione per appartenere alla Chiesa.

Ora purtroppo la Fraternità, fin dal suo nascere, ha avuto tra i suoi fini quello di opporsi alle nuove dottrine del Concilio, una materia evidentemente connessa con l’appartenenza alla Chiesa.

Per quanto riguarda la scomunica, essa è un decreto canonico della autorità ecclesiastica col quale il superiore allontana un fedele scismatico o eretico dalla comunione ecclesiale, alla quale egli stesso del resto si sottrae o con il suo atto scismatico o con l’eresia.

Occorre fare una precisazione importante. Bisogna distinguere lo scisma come dato di fatto e l’eresia come dato di fatto dalla dichiarazione ufficiale dell’autorità, la quale nota di scisma o di eresia uno scismatico o eretico di fatto, prendendo gli opportuni provvedimenti penali canonici.

A tale dichiarazione dell’autorità, essa può aggiungere a sua discrezione un decreto di scomunica. Tale decreto può non essere emanato, anche nel caso che si tratti di fedeli che di fatto non sono in piena comunione con la Chiesa, come per esempio i modernisti.

Occorre inoltre fare attenzione a queste parole del Card. Fernandez:

“Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae.”

Che cosa intende dire il Cardinale con le parole “aderire allo scisma”? Consideriamo il fatto che la Fraternità guida decine di migliaia di fedeli sparsi in sessanta paesi del mondo e che molti hanno partecipato al rito.

Sono tutti scomunicati latae sententiae? È ragionevole pensare che tra queste decine di migliaia di fedeli ce ne siano molti che non si rendono conto della loro situazione oggettiva e credono in buona fede di essere in comunione con la Chiesa e di lavorare con la Chiesa.

Ora, teniamo presente che lo scisma e l’eresia sono peccati mortali. Dobbiamo pensare che tutti i lefevriani sono in stato peccato mortale? Sarebbe questo un giudizio temerario in foro interno.

Conclusione. Dobbiamo allora assumere nei confronti di questi fratelli oggettivamente deviati un atteggiamento di benevolenza e di speranza, facendo ogni sforzo per incontrarci con loro sui valori comuni, dando noi per primi un esempio di retta fede e di comunione ecclesiale.

È chiaro che per esempio un modernista non è qualificato per correggere i lefevriani, perché Gesù gli direbbe “togli prima la trave che hai nel tuo occhio e poi potrai dire a tuo fratello lascia che ti tolga la pagliuzza”.

Per quanto invece riguarda il Papa Leone XIV e il Card. Fernandez, essi hanno le carte in regola per chiedere l’obbedienza, perché vanamente potrebbero essere accusati dai lefevriani di modernismo.

E se i lefevriani rivolgono ad essi questa ingiusta accusa, passano evidentemente dalla parte del torto e non sono scusati della loro disobbedienza.

 

Padre Giovanni Cavalcoli

Fontanellato, 2 luglio 2026

 


La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.

Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Da: https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_ddf_doc_20260702_nota-esplicativa-fsspx_it.html

[1] DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE - Prot. N. 99/2009 – DECRETO - Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_ddf_doc_20260702_decreto-scomunica-fsspx_it.html

[2] DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE - Prot. N. 99/2009 - NOTA ESPLICATIVA - Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_ddf_doc_20260702_nota-esplicativa-fsspx_it.html

[3] Somma Teologica, II-II, q.39.

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti che mancano del dovuto rispetto verso la Chiesa e le persone, saranno rimossi.