Un mio commento al provvedimento del DDF
nei confronti della Fraternità San Pio X
Il Card. Fernandez, nel Decreto[1] e nella Nota esplicativa[2] in data odierna, ha parlato di scisma e di scomunica.
Siccome Don Pagliarani ha negato che la Fraternità è scismatica, citando San Tommaso, credo di far piacere ai lettori se faccio notare a Don Pagliarani che quanto dice non corrisponde a verità.
Infatti per San Tommaso[3] lo scisma entra nei peccati contro la carità e la comunione ecclesiale e si manifesta concretamente con la disobbedienza non a una qualunque disposizione o a un qualunque comando del Sommo Pontefice, ma nella disobbedienza al Papa in una materia che riguarda la stessa appartenenza alla Chiesa o comunque una materia dottrinale che è condizione per appartenere alla Chiesa.
Ora purtroppo la Fraternità, fin dal suo nascere, ha avuto tra i suoi fini quello di opporsi alle nuove dottrine del Concilio, una materia evidentemente connessa con l’appartenenza alla Chiesa.
Per quanto riguarda la scomunica, essa è un decreto canonico della autorità ecclesiastica col quale il superiore allontana un fedele scismatico o eretico dalla comunione ecclesiale, alla quale egli stesso del resto si sottrae o con il suo atto scismatico o con l’eresia.
Occorre fare una precisazione importante. Bisogna distinguere lo scisma come dato di fatto e l’eresia come dato di fatto dalla dichiarazione ufficiale dell’autorità, la quale nota di scisma o di eresia uno scismatico o eretico di fatto, prendendo gli opportuni provvedimenti penali canonici.
A tale dichiarazione dell’autorità, essa può aggiungere a sua discrezione un decreto di scomunica. Tale decreto può non essere emanato, anche nel caso che si tratti di fedeli che di fatto non sono in piena comunione con la Chiesa, come per esempio i modernisti.
Occorre inoltre fare attenzione a queste parole del Card. Fernandez:
“Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae.”
Che cosa intende dire il Cardinale con le parole “aderire allo scisma”? Consideriamo il fatto che la Fraternità guida decine di migliaia di fedeli sparsi in sessanta paesi del mondo e che molti hanno partecipato al rito.
Sono tutti scomunicati latae sententiae? È ragionevole pensare che tra queste decine di migliaia di fedeli ce ne siano molti che non si rendono conto della loro situazione oggettiva e credono in buona fede di essere in comunione con la Chiesa e di lavorare con la Chiesa.
Ora, teniamo presente che lo scisma e l’eresia sono peccati mortali. Dobbiamo pensare che tutti i lefevriani sono in stato peccato mortale? Sarebbe questo un giudizio temerario in foro interno.
Conclusione. Dobbiamo allora assumere nei confronti di questi fratelli oggettivamente deviati un atteggiamento di benevolenza e di speranza, facendo ogni sforzo per incontrarci con loro sui valori comuni, dando noi per primi un esempio di retta fede e di comunione ecclesiale.
È chiaro che per esempio un modernista non è qualificato per correggere i lefevriani, perché Gesù gli direbbe “togli prima la trave che hai nel tuo occhio e poi potrai dire a tuo fratello lascia che ti tolga la pagliuzza”.
Per quanto invece riguarda il Papa Leone XIV e il Card. Fernandez, essi hanno le carte in regola per chiedere l’obbedienza, perché vanamente potrebbero essere accusati dai lefevriani di modernismo.
E se i lefevriani rivolgono ad essi questa ingiusta accusa, passano evidentemente dalla parte del torto e non sono scusati della loro disobbedienza.
Padre Giovanni Cavalcoli
Fontanellato, 2 luglio 2026
La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi.
Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.
[1] DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE - Prot. N. 99/2009 – DECRETO - Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026
[2] DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE - Prot. N. 99/2009 - NOTA ESPLICATIVA - Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026
[3] Somma Teologica, II-II, q.39.

Gli scisma iniziano con le migliori intenzioni e finiscono col lastricare le strade dell'inferno.
RispondiEliminaIo ho seguito ben bene (mediaticamente parlando) dal 2008 tutta la parabola dei lefebvriani. Troppo induriti e arroccati sulla loro errata posizione, hanno mancato l'occasione con Benedetto XVI prima e con Francesco poi.
Le battaglie si combattono dall'interno, e loro hanno scelto di restare fuori.
Una cosa è essere tradizionali e una cosa altra è essere tradizionalisti.
Troppi slogan come "la messa di sempre" hanno offerto l'occasione per gettare via con l'acqua sporca anche il bambino.
Parte di colpa è anche di chi li ha appoggiati mediaticamente, e di chi acriticamente ha dato man forte; alcuni li hanno cavalcati e li cavalcano ancora, forse loro malgrado o a loro insaputa.
Mi auguro di non dire eresie, ma alle volte la "prudenza del serpente" anche in queste cose ha la sua utilità (e intendo vera prudenza, non doppiezza o dissimulazione).
Chiudo con una domanda che stimola la mia curiosità: mi sembra che S. Alfonso affermava che quando vengono offerti tutti gli estremi per un giudizio, il giudizio che si formula alla fine non è "temerario"; è cosi?
Cordiali saluti.
Caro Francesco,
Eliminacondivido nell’insieme le sue considerazioni.
Vorrei solo aggiungere una mia opinione. Secondo me nel corso di questi sessant’anni, che vedono l’attività della Fraternità San Pio X, la Santa Sede avrebbe dovuto pubblicare un documento dottrinale di ampio respiro e con motivazioni dettagliate circa le posizioni dottrinali dei lefevriani, distinguendo i lati positivi dagli errori.
Io credo che un documento del genere avrebbe potuto servire moltissimo per favorire la mutua comprensione e la concordia. Invece, senza questi chiarimenti si è andati avanti per decenni utilizzando pregiudizi, luoghi comuni e frasi fatte, che non hanno fatto altro che alimentare gli equivoci, i rancori e i conflitti.
Questa questione è di tale gravità che può essere risolta solo dal Papa, con documento di questo tipo. Bisogna che la Chiesa riprenda la sua millenaria tradizione di prendere in considerazione frase per frase, della dottrina esaminata, e per ciascuna proposizione apporre una nota teologica.
Io invece prego aspetto e spero che venga giu' Gesu' Cristo in carne ed ossa , cosi' tutti avranno la possibilita' di vedere capire e scegliere tra conversione o dannazione; mi pare che da dentro la chiesa non esista, ne' per i fedeli sinceri con gli occhiali ne' per prelato alcuno, la possibilita' di debellare il cancro modernista men che meno tra i tavoli dei sinodi democratici francescani : conosco più' di un prete della chiesa cattolica (e non della fraternita' !) costretto a "tacere" , per cosi' dire: sotto ricatto (indovinate il tipo di ricatto).
EliminaRiguardo alle nomine, se sbaglio mi corregga padre Cavalcoli o chi per esso, in Cina i vescovi li indica il partito comunista e li accetta confermando il papa (leggi la famigerata cei ? ). Grazie cordiali saluti secolari con tanto di stretta di mano contrattuale paciaiola (sia lodato Gesu' Cristo e' una formula desueta anche in volgare ormai, sic.)
Caro Lettore,
Eliminalei accenna a diverse situazioni di disagio e di sofferenza all’interno della Chiesa. Certamente tutti desideriamo la venuta del Signore e non è sbagliato interrogarsi se eventualmente c’è qualche segno della Parusia.
Tuttavia la cosa essenziale da fare è vivere in pienezza la nostra fede in piena comunione col Papa, mettendo a frutto i talenti che Dio ci ha dato, collaborando all’opera di evangelizzazione della Chiesa, mettendo in atto le direttive del Concilio e lavorando per la pacificazione tra passatisti e modernisti. Padre Giovanni Cavalcoli
Le direttive del concilio ? Se si riferisce a Liberta' religiosa, ecumenismo e sinodalita' , non mi applico per realizzare un bel nulla di tutto cio' (ammesso che ne abbia la facolta') , anzi piuttosto pubblicamente contrasto denuncio e combatto con fermezza assoluta questi tre nuovi " dogmi " strafalsi del concilio !
RispondiEliminaCaro Lettore,
Eliminami meraviglio che dopo sessant’anni durante i quali tutti i Papi, tra i quali anche tre santi, ci hanno spiegato la guida saggia che viene dal Concilio, lei non abbia ancora capito.
Ho capito finalmente grazie a Dio e alla fraternita' San Pio X (non di tucho Hernandez quello dei libri scabrosi) che l'errore parte dal CV2 ! Mons. Lefebvre e' un Santo e Padre della Chiesa: basta omerta' o bugie, in questa ultima settimana se ne sono sentire di menzogne da parte di alti prelati, la specialità di satana.
RispondiEliminaCaro Lettore,
Eliminain realtà lei non ha capito niente o ha capito alla rovescia.
Quello che deve capire è la saggezza con la quale i Papi del postconcilio ci hanno guidati con sulla via del Vangelo, e quello che non ha capito è che la Fraternità San Pio X non ha capito il valore del Concilio.
Ho capito che prima del concilio non c'era nessuno sbando nella Chiesa, era tutto a posto fin dai tempi di Pio V e che il CV fu indetto per smontarla da dentro con il pretesto di modernizzarla: ecco il fumo di satana di cui alla dichiarazione di Paolo VI.
RispondiEliminaDio ci giudichera' tutti, anche chi tace; e guai ai distruttori della PIetra e della Verita'.
Caro Lettore,
Eliminacomprendo la sua opinione concernente la situazione della Chiesa ai tempi di Pio XII. È vero infatti che quando San Giovanni XXIII annunciò di voler indire un Concilio ci fu una sorpresa generale.
Ricordo infatti (ho 84 anni) che ai tempi di Pio XII non emergevano dalla Chiesa proposte di un Concilio, come invece successe tante volte in passato.
Successivamente, approfondendo gli studi di storia della Chiesa, ho scoperto che nei primi decenni del secolo scorso, soprattutto in Francia, ci fu un movimento teologico il quale, senza auspicare un Concilio, tuttavia illustrava la necessità di una riforma.
I modernisti dell’epoca di San Pio X non invocarono la necessità di un Concilio. Si erano resi conto che occorreva un ammodernamento della vita cristiana, ma sbagliarono nel loro progetto di rinnovamento, perché si lasciarono influenzare dagli errori della modernità.
All’epoca di Pio XII esisteva la necessità di un ammodernamento della vita cristiana. Era risorto un certo modernismo, che fu condannato dall’enciclica di Pio XII Humani Generis. Tuttavia rimaneva in piedi l’esigenza di un rinnovamento i cui termini sarebbe troppo lungo qui spiegare. Questi termini furono affrontati dal Concilio, il quale pertanto ha rimediato ai difetti della situazione ecclesiale dell’epoca di Pio XII, senza per questo detrarre in nulla ai meriti di questo grande Papa.
Da quanto le ho detto, dovrebbe essere chiaro che effettivamente c’era bisogno di un Concilio, ma questa volta chi capì chiaramente che occorreva un Concilio non furono voci provenienti dal Popolo di Dio, ma fu lo stesso Pontefice Giovanni XXIII.
Ho capito che il cv2 fu prodromico all'attuale disfatta, e che e' tuttora il cavallo di troia dei manovratori oscuri che prima parlavano di separazione tra stato e chiesa (libera chiesa in libero stato) ma questo non bastava e non basta, con l'ingordigia satanica liberalcapitalistica tramite il mondialismo occorre omogeneizzare le religioni in una unica religione, che prevede l'estromissione di Cristo. Cosi' nelle intenzioni.
RispondiEliminaMa non prevarranno, intanto i fedeli cattolici onestamente soffrono la situazione.
Caro Lettore,
Eliminavedo che lei è vittima del grave errore di coloro che credono che il Concilio sia la causa dei mali attuali della Chiesa. Ma questa è cosa falsissima ed è segno di un inganno diabolico.
Sono quarant’anni che nelle mie pubblicazioni vado spiegando che l’attuale invasione di modernismo e la reazione passatista non derivano affatto dal Concilio, ma da una rinascita del modernismo dell’epoca di San Pio X.
Quanto all’atteggiamento dei lefevriani, esso dipende dal fatto che non hanno capito l’utilità del Concilio ai fini di una moderna vita ecclesiale.
L’esistenza di un movimento, che si dice cattolico, ma che in realtà favorisce la massoneria, la quale vuole distruggere la Chiesa per sostituirla con una semplice religione naturale controllata dalla massoneria, non c’è dubbio che tale esistenza è innegabile.
Il rimedio a tale manovra è la vera applicazione del Concilio. Invece chi, come lei, non capisce i benefici che ci vengono dal Concilio, fà il gioco dei modernisti, dei massoni e dei passatisti.
Benefici derivanti dal CV2? Non riesco proprio a vederne; sono convinto invece che i Martiri della Chiesa non possano essere stati tali per niente; prima o poi il loro sacrificio dovra' essere ricompensato con la futura Chiesa Cattolica salvata e blindata ad aeternum.
RispondiEliminaCaro Lettore,
Eliminami meraviglio che dopo sessant’anni lei non si sia ancora accorto dei benefici che il Concilio ha apportato alla Chiesa Cattolica. San Giovanni XXIII sperava nella venuta di una nuova Pentecoste. A causa di un intervento del diavolo, che ha seminato zizzania, la nuova Pentecoste non è venuta nelle dimensioni sperate dal santo Pontefice, ma comunque è venuta come l’insieme di stelle nel buio di questo mondo.
Elencare questi benefici comporterebbe una trattazione ben più lunga di quella che è possibile fare qui in poche parole.
La sostanza di questi benefici consiste nel fatto che il Concilio ci ha insegnato a vivere una vita cristiana più conforme al Vangelo, soprattutto per quanto riguarda la virtù della misericordia, della giustizia e della carità.
Ci ha insegnato a vivere una fede più responsabile e più convinta. Ci ha insegnato una maggiore libertà sotto la guida dello Spirito Santo e una maggiore comunione ecclesiale nella pluralità delle varie scelte.
Ci ha fatto capire meglio che tutti siamo chiamati a farci santi; che in ogni religione, per quanto infetta da errori, vi sono delle verità salvifiche; che gli stessi atei possono inconsapevolmente essere in rapporto con Dio; che ogni uomo è nostro fratello in quanto persona dotata di ragione; che il culto divino non è solo atto del sacerdote, ma la comunione di tutti nell’offerta del Sacrificio di Cristo; che la Chiesa, prima di essere una istituzione, è la sinodalità del Popolo di Dio; che la donna, alla pari dell’uomo, deve collaborare con lui alla edificazione della Chiesa; che il Papa, prima di essere il nostro superiore, è un fratello che ci indica la strada; che chi cade nell’eresia può essere in buona fede, per cui occorre comprendere le sue intenzioni; che lo Stato non deve privilegiare una religione sulle altre, ma rispettare il diritto alla libertà religiosa; che la vita cristiana è una pregustazione della futura resurrezione.
Ultima poi io chiudo: sono impaurito da quello che ha combinato ieri il papa a Lampedusa: un importante contributo al progetto pluto massonico mondialista di omogeneizzazione ed equalizzazione dei popoli (LEF 1789) per gli scopi abbietti che ben ormai conosciamo, altro che pace; ma "Qualcuno" da Lassù' ha spedito un segnale facendogli volare via la papalina dalla testa...
RispondiEliminaSi rimedierà dichiarando che mancava la colla.
tutti hanno notato
Caro Lettore,
Eliminavedo che ha stravolto completamente il senso altamente umanitario e cristiano della visita del Papa a Lampedusa, simbolo drammatico di folle immense di povera gente che cerca di sfuggire alla fame, nella speranza di poter sopravvivere. Le dico francamente che lei mi sembra una persona senza cuore. Faccia un bell’esame di coscienza e le auguro di non doversi mai trovare nelle condizioni di quei poveri disgraziati che muoiono in mare, per mancanza di soccorsi.
Non sto parlando dei disgraziati ma del papa che si muove senza (?) accorgersi di chi lo usa. Spero che sia sincero lui, perche' mi pare uma presa in giro che dura dalla fine (ufficiale) del colonialismo capitalista. E i papi indicano effetti senza fare nomi e cognomi, mi da' da pensare, sono preoccupato per il mondo,non senza cuore
RispondiEliminaNon so, mi sono spiegato male ???
RispondiEliminaE' proprio perche' il cuore ce l'ho che guardo al comportamento di francesco e leone !
RispondiEliminaCaro Lettore,
Eliminacertamente i Papi, per quanto riguarda fatti ed avvenimenti sociali, possono essere male informati o addirittura possono essere ingannati, perché in questo campo non dispongono di quella luce speciale che li illumina nelle verità di fede. Tuttavia, soprattutto gli ultimi Papi, dispongono di ottimi strumenti di informazione, per cui per esempio riguardo al grave problema dell’immigrazione occorre andare cauti prima di dire che sono strumentalizzati. Ciò non ci impedisce di dare un giudizio con modestia sulla loro pastorale in questo campo e non è affatto escluso che possano peccare di ingenuità, di superficialità o di prudenza. Il problema dell’immigrazione è molto complesso ed effettivamente Papa Francesco a volte dava l’impressione di cadere in un certo semplicismo. Tuttavia dobbiamo stare attenti che una certa stampa faziosa ha spesso dato dei tagli alle parole del Papa, finendo col falsare il senso dei suoi discorsi.
Egregio Padre Cavalcoli, in merito alla dichiarazione della DDF di cui sopra mi è sorto un dubbio di carattere generale. Vedo dei frequentatori del V.O. che vi partecipano con idee filolefebvriane. Rischiano di incorrere nel delitto di scisma in questo caso anche se partecipano ad una celebrazione regolarmente autorizzata dal proprio vescovo? Mentre per quanto riguarda la S.Pio X, ora basterà che un laico frequenti anche una sola funzione, avendo nel foro interno idee filolefebvriane, per cadere nella censura?
RispondiEliminaCaro Arnaldo,
Eliminacoloro che sono ufficialmente scomunicati sono solo gli appartenenti alla Fraternità San Pio X. Già i semplici simpatizzanti o filolefevriani non cadono sotto questo provvedimento.
Se un laico filolefevriano frequenta una Messa dei lefevriani, incorre nella scomunica comminata dal DDF. Se invece un filolefevriano frequenta una Messa Vetus Ordo regolarmente autorizzata, non è scomunicato, però è in pericolo in quanto rischia di diventare formalmente lefevriano.
Cf:
Preti e laici lefebvriani, la prassi per il rientro nella comunione cattolica
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-07/preti-e-laici-lefebvriani-prassi-rientro-nella-comunione.html
https://www.facebook.com/groups/142847685850700/permalink/3945476178921146/?mibextid=wwXIfr&rdid=OaB4iqi9bGKZzTWj
come ho indicato nell’articolo di commento alla lettera di Don Pagliarani al Papa del 3 luglio: https://padrecavalcoli.blogspot.com/p/osservazioni-alla-lettera-del-3-luglio.html
Caro padre, qui, il suo aiutante credo, dichiara: lo stato non deve privilegiare una religione rispetto alle altre ... etc. (5 luglio 15:31 - quart'ultima
RispondiEliminariga). Dico: lo stato deve piuttosto legiferare in conformita' alle direttive Divine ! Che si chiamano: i 10 comandamenti. Altrimenti andra' sempre tutto male e a catafascio. Ma quale liberta' , ancora con questo principio massonico di derivazione 1789 ! Ma non capite l'inganno dei liberali ??? Svegliatevi va' che avete entrambi una grande responsabilita' da questo scranno mediatico.
Caro Lettore,
Eliminacertamente lo Stato deve rispettare il diritto naturale, ma il diritto naturale non comporta necessariamente la pratica della religione cattolica. Il dovere di questa pratica suppone la fede cattolica.
Ora i cittadini dello Stato non sono evidentemente tutti cattolici. D’altra parte lo Stato deve provvedere al bene comune. Nello stesso tempo lo Stato non è qualificato nel decidere qual è la religione migliore. Questo diritto spetta soltanto alla Chiesa. Questo non significa che lo Stato non debba obbedire ai 10 Comandamenti, che corrispondono al diritto naturale.
Ora nel diritto naturale non c’è la religione cattolica, ma solo la religione naturale. Questo fatto comporta che lo Stato debba rispettare la libertà religiosa, appunto perché non ha la facoltà di stabilire qual è la religione migliore.
Per questo lo Stato non può favorire una religione al di sopra delle altre. Il dovere dello Stato in campo religioso è semplicemente quello di far sì che i credenti, quale che sia la religione alla quale appartengano, non rechino danno agli interessi dello Stato e al bene pubblico.
Ma cosa sarebbe questo diritto naturale che corrisponde ai 10 comandamenti ? La "religione naturale" come la chiama lei e' un concetto massonico ! Cosa ci sta inculcando ???
RispondiEliminaCaro Lettore,
Eliminal’argomento che lei affronta è di somma importanza e di comune interesse per tutti, credenti e non credenti.
A tal riguardo, per chiarire le idee, occorre collegare tra di loro un gruppo di concetti fondamentali di base filosofica, ma che trovano riscontro anche nella rivelazione cristiana, nella dottrina della Chiesa e nello stesso Codice di Diritto Canonico.
Il punto di partenza della nostra esposizione è il seguente. Tutti gli uomini sono soggetti dotati di ragione. Ora la ragione naturale porta a fondare l’etica naturale, la quale a sua volta fonda la religione naturale. La regola per questa opera fondativa è la legge naturale, che coincide con la legge morale.
Se consideriamo i contenuti della legge mosaica, ossia i Dieci Comandamenti, ci accorgiamo che corrispondono ai precetti della legge morale naturale.
Il diritto naturale è ciò che è giusto fare. Esso corrisponde al concetto di “jus” del Diritto Romano, del quale parla per esempio Cicerone. Ciò che è giusto fare è nel contempo il dovere. Il diritto però si può intendere anche come ciò che gli altri devono fare a me.
Dalla conoscenza di questi diritti sono nate le diverse Carte dei diritti dell’uomo, soprattutto a partire dal secolo XVIII.
Per quanto riguarda la massoneria, come ho spiegato in un mio recente articolo, avendo avuto una origine cattolica, essa nei secoli indubbiamente si è secolarizzata e addirittura adesso complotta contro la Chiesa, tuttavia è rimasta nella massoneria la percezione della religione naturale, fondata sulla ragione naturale.
Per noi cristiani al diritto naturale si aggiunge il diritto divino. Come il diritto naturale è dettato dalla ragione naturale, così il diritto divino corrisponde alla volontà di Cristo concernente il piano della salvezza e riguarda in modo speciale la natura e l’amministrazione dei sacramenti. I contenuti di questo diritto non sono semplicemente dei valori naturali, ma riguardano la vita di grazia ossia la vita cristiana, che è la vita dei figli di Dio.
Il Diritto Canonico contiene innanzitutto i precetti del diritto divino, oltre a confermare i precetti del diritto naturale.
Seconda Parte:
EliminaCome punti di riferimento, per la mia esposizione, la consiglio di consultare i seguenti documenti:
Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC):
1738 La libertà si esercita nei rapporti tra gli esseri umani. Ogni persona umana, creata ad immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come un essere libero e responsabile. Tutti hanno verso ciascuno il dovere di questo rispetto. Il diritto all'esercizio della libertà è un'esigenza inseparabile dalla dignità della persona umana, particolarmente in campo morale e religioso. Tale diritto deve essere civilmente riconosciuto e tutelato nei limiti del bene comune e dell'ordine pubblico. (https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c1a3_it.htm e https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c3a1_it.htm )
San Tommaso d’Aquino (Somma Teologica, I-II, q. 94):
La legge naturale:
https://www.thomasinternational.org/it/projects/step/treatiseonlaw/delege094.htm
Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC):
2104 « Tutti gli uomini sono tenuti a cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda Dio e la sua Chiesa, e, una volta conosciuta, ad abbracciarla e custodirla ».43 È un dovere che deriva dalla « stessa natura » degli uomini.44 Non si contrappone ad un sincero rispetto per le diverse religioni, le quali « non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini », né all'esigenza della carità, che spinge i cristiani « a trattare con amore, prudenza e pazienza gli uomini che sono nell'errore o nell'ignoranza circa la fede ».
https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a1_it.htm
2009 L'adozione filiale, rendendoci partecipi per grazia della natura divina, può conferirci, in conseguenza della giustizia gratuita di Dio, un vero merito. È questo un diritto derivante dalla grazia, il pieno diritto dell'amore, che ci fa « coeredi » di Cristo e degni di conseguire l'eredità promessa della vita eterna. I meriti delle nostre opere buone sono doni della bontà divina « Prima veniva elargita la grazia, ora viene reso il dovuto. [...] Sono proprio doni suoi i tuoi meriti ».
https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c3a2_it.htm